DNB scommesse 2026: quando la quota torna indietro

Updated Novembre 2026
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Chi apre una schedina per la prima volta incontra il DNB quasi per caso. Non è il segno 1, non è la doppia chance, non è una promozione: è un mercato a due esiti che si comporta come se il pareggio non esistesse, e la maggior parte dei giocatori italiani lo scopre leggendo la colonna delle quote senza capire bene che cosa sta firmando. Il Draw No Bet, che gli operatori italiani rendono anche con «rimborso in caso di pareggio», è un contratto semplice con una clausola che pesa sul prezzo. Vale la pena capirlo prima di metterci dei soldi.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Questa è la lettura in breve. Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Tutto qui. Quando scegliete il segno 1, state dicendo che la partita avrà un vincitore, e che quel vincitore sarà la squadra di casa. Se il risultato finale è un pari, non perdete nulla e non incassate nulla: riavete la puntata. Il prezzo di quella protezione è una quota più bassa di quella del segno 1 asciutto, ed è la sola, vera informazione che il mercato vi sta dando.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni di gioco a distanza riscontrate sull’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato da ADM.

La classifica: dieci operatori con concessione ADM a confronto

Un elenco di dieci bookmaker messo in fila per attrattiva dell’offerta è già una mezza bugia, perché la fila dipende da quello che uno cerca. Chi gioca trenta euro al mese non ha le stesse priorità di chi ne muove mille, e chi vuole una singola sulla Serie A non ha gli stessi problemi di chi insegue un sistema su quattro partite. Per questo la tabella che segue non è ordinata per bontà: espone le due cose che si possono verificare davvero — chi è il concessionario dietro il marchio, con il numero di concessione, e che cosa le condizioni dell’operatore dicono sul tema di questa pagina, cioè il rimborso in caso di pareggio.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

Il primo punto non è formale. ADM rilascia la concessione per sito, non per azienda, e il nome commerciale quasi mai coincide con quello del concessionario: Bwin fa capo a Eurobet Italia S.r.l., Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, e due marchi diversi come Betsson e Starcasino rispondono alla stessa società, Azzurri Limited. Chi confronta i loghi sta confrontando la vetrina, non il titolare.

panorami | brand | numero di concessione ADM e concessionario | cosa dicono le condizioni dell’operatore sul rimborso in caso di pareggio

Operatore Concessione ADM e concessionario Rimborso in caso di pareggio: cosa dicono le condizioni
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Il Draw No Bet è previsto con rimborso in caso di parità; si applica a singole parti della partita (per tempo, supplementari, quarto nel basket, periodo) e nel basket si decide al termine dei tempi regolamentari
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il regolamento a quota fissa riconosce la restituzione dell’importo giocato quando il risultato non rientra tra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —

Le celle vuote non sono un difetto di compilazione, sono il risultato del confronto: il rimborso in caso di pareggio non è una voce che gli operatori mettono in vetrina nelle condizioni generali, e chi vuole sapere se il proprio bookmaker lo tratta come William Hill lo tratta lo verifica nel regolamento sportivo del sito, non in una pagina di riepilogo. Sul fronte opposto, la concessione è una riga che si può controllare in trenta secondi e che nessun operatore può nascondere, perché il numero e la società compaiono nei suoi stessi termini.

Ci sono poi due modi opposti di arrivare allo stesso risultato. William Hill lo scrive come mercato a sé, con il suo nome — Draw No Bet — e con una regola chiara su quale punteggio conta. AdmiralBet non nomina il DNB ma scrive nel regolamento una clausola generale che produce lo stesso effetto: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il giocatore ha diritto alla restituzione dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. La differenza conta nel momento in cui la selezione finisce dentro un biglietto multiplo, ed è lì che la seconda versione diventa meno generosa di quanto sembri.

I fondamenti: che cosa si sta comprando con un DNB

Un DNB è un 1X2 a cui è stata tolta una gamba. Restano due esiti su tre, e il libro paga il vincitore con i soldi di chi ha sbagliato, esattamente come in un mercato a tre esiti, solo che il terzo esito è stato trasformato in una restituzione. Da qui discende tutto il resto: la quota del segno 1 nel DNB è sempre più bassa di quella del segno 1 nel mercato 1X2, perché nel primo caso il bookmaker rinuncia a incassare sulla fetta di partite che finiscono in parità. Chi non ha mai fatto il conto lo trova scontato; chi lo ha fatto sa che quella differenza è spesso più grande di quanto l’istinto suggerisca.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Questa riga è la più importante dell’intero mercato e la più facile da ignorare. Un gol al 93′, un pari nei supplementari, un rigore nella lotteria finale: niente di tutto questo fa scattare il rimborso, perché il rimborso guarda solo al risultato dei tempi regolamentari. Chi compra un DNB su una sfida di coppa immaginando di essere coperto fino all’ultimo calcio di rigore sta comprando una protezione diversa da quella che crede.

Il formato è più elastico di quanto il nome lasci pensare. William Hill offre il Draw No Bet anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Il principio non cambia con lo sport: si individua un intervallo di gioco, si sceglie un vincitore, e se quell’intervallo si chiude senza vincitore si torna al punto di partenza. Chi gioca il primo tempo di una partita di Serie A sta comprando esattamente il mercato che ha comprato chi gioca i 90 minuti, applicato a una finestra più corta e a un esito più incerto.

C’è un parente stretto che conviene riconoscere, perché nella pratica produce lo stesso risultato con un nome diverso. Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Chi legge «AH 0» su un palinsesto sta leggendo un DNB. La quota può differire di qualche centesimo tra i due, e non è una svista: sono due mercati con due libri separati, e il più caro dei due vi sta dicendo qualcosa sulla sua liquidità, non sulla partita.

Il conto che nessuno mette in vetrina: la quota 1,90/1,90

Qui la pagina smette di spiegare e comincia a fare i conti, perché il margine del bookmaker è la cosa che il giocatore non vede mai e la sola che decide quanto vale, sul lungo periodo, ogni singola giocata.

Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo che troverete in giro per questa pagina, è un esempio costruito per far vedere il meccanismo: la somma degli inversi delle due quote, 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, dà 1,053 circa, cioè una quota di ritorno del 95,0 % circa. Il margine è 100 % meno quella cifra: siamo intorno al 5 %. Detto in modo più utile, ogni 100 € puntati su quel mercato tornano indietro ai giocatori circa 95 €, e i 5 € di differenza sono il prezzo che l’operatore incassa per tenere aperto il libro.

Il numero va letto come una banda, non come una misura esatta, e la condizione conta più della cifra: su un mercato a due esiti di una partita di cartello la forbice può attestarsi intorno al 4-5 %, mentre su un evento di nicchia — un campionato minore, un mercato secondario, una partita che nessuno guarda — la stessa struttura può salire verso il 7-9 %. Il mercato a due esiti del DNB vive dentro questa logica. Chi confronta due DNB sullo stesso incontro su due operatori diversi non sta confrontando due prezzi, sta confrontando due margini, e la differenza tra il bookmaker che si accontenta del 4 % e quello che prende il 9 % è, sul conto di un anno, più grande di qualsiasi bonus di benvenuto pubblicizzato con il 100 % davanti.

Va detto anche cosa il margine non è. Non è una tassa, non è un costo fisso, non è visibile da nessuna parte nel momento in cui si compila la schedina: è incorporato nella quota, e per questo sfugge. Un giocatore che punta 20 € su un DNB a 1,80 porta a casa 36 € se vince, e il return, il ritorno per unità giocata, è esattamente quello che il prezzo promette. La parte che non si vede è che quel prezzo era già stato tagliato prima di arrivare sullo schermo.

Concessione ADM: quello che resta al giocatore italiano quando la firma è quella giusta

La differenza tra un operatore con concessione ADM e un marchio che accetta giocatori italiani da fuori non è una questione di gusto. È la differenza tra avere qualcuno a cui rivolgersi quando qualcosa va storto e non averlo.

Il quadro parte dal regolatore. ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — governa il settore, e il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il punto che sfugge a chi arriva da altri mercati è che in Italia la concessione non è una licenza aperta: è assegnata per gara pubblica, ha durata massima di nove anni, non è rinnovabile, e nell’elenco dei giochi ammessi dall’art. 6, comma 1 figurano le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli, i concorsi pronostici sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità e di carte, le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori — il betting exchange — e il bingo. Chi vince la gara può gestirne uno o più, per i nove anni, senza rinnovo, con i requisiti fissati dalla stessa norma: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale.

Il dettaglio che quasi tutti i confronti saltano è questo: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra quindi, da solo, che quel marchio offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso, che è la ragione per cui la tabella qui sopra riporta anche il numero di concessione, e per cui un posto in qualsiasi classifica vale zero come prova.

All’estremo opposto stanno i marchi che non compaiono tra le 52 righe. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano nell’elenco alla data del 25 ottobre 2026. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione a carico dei fornitori di accesso a internet e dei prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM. In pratica i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso, il blocco lavora a livello di DNS e qualche fornitore è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. Il verbo giusto per il risultato è «oscurati», e chi pensa di aver trovato una scorciatoia sta usando un dominio che qualcun altro ha già segnalato.

C’è anche un lato penale che quasi nessuno legge. ADM, in una nota del 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori qui non sono noti. Resta il punto: il rischio non è solo quello di perdere la puntata.

La concessione, in cambio, porta con sé un pacchetto che non si vede dalla homepage e che si sente solo quando serve. Il monitoraggio di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori, il collegamento al registro degli autoesclusi e un foro italiano sono la parte del contratto che nessun operatore mette in pubblicità e che nessun marchio estero replica. E il conto economico di quella differenza non è mai a favore del marchio senza concessione.

La tutela: limiti, autoesclusione e identificazione, e quando tutto questo si attiva

Gli strumenti di protezione hanno una caratteristica che li rende diversi da tutte le altre voci di questa pagina: funzionano solo se li impostate prima di averne bisogno. Dopo non c’è nulla da fare, e la parte più utile è capire in anticipo quanto velocemente ciascuno risponde.

Partiamo dall’età e dall’identità. Il D.Lgs. 41/2024, art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Per giocare serve un conto di gioco pienamente identificato, e i modi per aprirlo sono più di uno. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi sceglie il modulo tradizionale con copia del documento deve sapere cosa lo aspetta: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Il passo successivo è il limite di deposito, e qui la sequenza temporale è la cosa da tenere a mente. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per un aumento. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La simmetria non è casuale e non è un favore: il sistema rende facile stringere e lento allargare, perché il giocatore che allarga lo fa quasi sempre in un momento in cui non dovrebbe.

Il terzo strumento è quello che ha la coda più lunga, ed è l’autoesclusione. Le condizioni Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il meccanismo che sta dietro è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche. Il D.Lgs. 41/2024, art. 15, comma 1, lett. e) chiede del resto strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e la forma parziale dell’esclusione è partita il 1° febbraio 2026.

Qui il cerchio si chiude con quanto detto sulla concessione. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si è autoescluso lì non è protetto, e la revoca dopo nove mesi serve a poco su una piattaforma che non ha mai ricevuto il segnale. È il costo più concreto e meno pubblicizzato della scelta offshore.

Il resto del pacchetto sta nell’art. 15, comma 1: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non manca un dovere informativo: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero merita di essere letto come quello che è: un canale di ascolto gratuito e anonimo, non una pagina di condizioni. Chi ha bisogno di una pausa lunga non ha bisogno di un consulente di prodotto.

Dal DNB ai mercati: due esiti, tre esiti e le varianti che li confondono

Il mercato a due esiti è un caso speciale del mercato a tre, e riconoscerlo aiuta a non pagare per una copertura che si credeva di avere.

Nell’1X2 il libro contempla tre esiti e la somma degli inversi delle tre quote dà sempre più di 1; nel DNB gli esiti sono due e il libro è costruito perché la somma degli inversi stia intorno a 1,05, più o meno a seconda del margine che l’operatore applica. La differenza tra i due non è nella probabilità che il pareggio accada, che è la stessa partita, ma in chi paga quel pareggio: nel primo mercato lo incassa il bookmaker, nel secondo lo riprende chi ha puntato. È un trasferimento, e i trasferimenti si pagano con la quota.

Su questa struttura gli operatori costruiscono un catalogo che vale la pena guardare con occhio distratto solo in apparenza. L’app Eurobet permette di giocare scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Più si sale di complessità, più il margine si somma. Una multipla non è un mercato a due esiti: è il prodotto di tanti mercati a due esiti, e il margine di ciascuno si compone nel prezzo finale. Chi legge una multipla a 8,00 e pensa di aver trovato un prezzo generoso sta leggendo il risultato di quattro prezzi già tagliati quattro volte. È il motivo per cui la copertura del DNB dentro una multipla vale meno di quanto sembri.

Sul fronte opposto ci sono i mercati che confondono le acque per come sono scritti. Tra i mercati proposti da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Nessuno di questi è un DNB, ma Rete Inviolata e Tempo con più Gol sono pronostici di partizione che il giocatore confonde spesso con la copertura sul pari, e confonderli costa.

Anche i formati di gioco misti meritano una riga. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. I virtuali sono un gioco a sé, con un margine stabilmente alto e nessuna informazione disponibile sul risultato: chi cerca un DNB su un evento simulato sta cercando un mercato che non serve a coprire nulla.

La tassa che non pagate e quella che paghereste

Il fisco italiano tratta il giocatore e il concessionario in modo opposto, e la distinzione è la più utile di tutta la pagina.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile qui non è dato sapere.

Sul lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: si legge spesso l’espressione «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è sempre la stessa: consultare un commercialista.

Il discorso cambia se la vincita arriva da un sito non concessionario. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata qui non è nota; la posizione si riporta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

La conseguenza pratica è che il vantaggio di un marchio senza concessione, quando esiste, è quasi sempre nella quota. La partita, per il giocatore italiano, si gioca lì: un paio di centesimi di quota in più contro l’autoesclusione non collegata, i prelievi non garantiti e una dichiarazione tutta da fare a mano.

La pubblicità vietata e il bonus che esiste lo stesso

C’è una contraddizione nel mercato italiano che vale la pena raccontare senza giri di parole: la pubblicità delle scommesse con vincite in denaro è vietata, e i bonus di benvenuto sono perfettamente legali.

Il riferimento è il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, ancora in vigore. ADM lo cita in una nota del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Lo stato dell’arte, per come lo riporta la stampa di settore nel 2025 e nel 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti — C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Per il giocatore la parte che conta è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: non risultano né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è esattamente lì che il denaro si decide, come mostrano i due esempi che seguono.

Il costo reale dei bonus: due conti fatti per bene

Qui conviene prendere i due esempi concreti presenti nel mercato e farli parlare, perché la differenza tra un bonus di benvenuto e un bonus senza deposito non è di forma.

Nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Leggiamo quello che c’è scritto e non quello che il titolo suggerisce. Un bonus del 100 % su 20 € sono 20 €, e per liberarne 10 € bisogna giocare una multipla da almeno cinque selezioni a quota totale non inferiore a 5.00. Chi ha presente quanto si compone il margine su cinque selezioni sa che quel requisito è la voce di costo più alta dell’offerta, molto più del deposito che la sblocca.

Poi c’è il bonus senza deposito, quello che si ottiene senza mettere soldi propri. Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Qui la scadenza è il vero contenuto dell’offerta. Tre giorni sono una finestra stretta, e il momento in cui il conto si attiva non lo decide il giocatore ma il completamento delle verifiche: chi apre il conto in un weekend scopre presto quanto vale quel tempo.

Il terzo esempio è quello che si trova su una pagina promozionale senza essere un bonus in denaro. bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Una quota maggiorata è un prezzo migliore su un evento che l’operatore ha già scelto, ed è una concessione più piccola di quanto sembri: vale finché vale, e non impegna il bookmaker a nulla sul resto del palinsesto.

Vale la pena fare il conto su un bonus strutturato per capire dove finisce il denaro. Con un bonus di 100 € accreditato su un conto, un requisito di rigioco di 5 volte la sola somma del bonus significa un volume di puntate di 500 €, che a 2 € per giocata sono 250 giocate, e solo le puntate a quota pari o superiore alla minima prevista contano. Se il mercato su cui girano quelle giocate trattiene un margine del 5 %, il costo medio atteso di quel giro è 500 € per il 5 %, cioè 25 €. Non è una previsione di vincita né di perdita su una singola schedina: è una stima media su molte giocate, che dice una cosa sola e la dice bene — quanto costa, in media, liberare quel bonus.

Da lì si ricava la scala di giudizio. Un bonus senza deposito da 10 € con quota minima 5.00 in un’unica giocata è un regalo di piccolo taglio con una corda corta. Un bonus cash del 100 % fino a 50 € con erogazione in tranche da 10 € su multiple a cinque selezioni è generoso nella forma e severo nella sostanza. Una quota maggiorata non è un bonus: è uno sconto sul prezzo di una giocata che l’operatore ha già scelto per voi.

William Hill: l’unico della lista che scrive il DNB nel regolamento

William Hill è l’operatore di questo confronto che forma un DNB alla lettera: le sue condizioni descrivono il mercato esattamente come un giocatore esperto se lo aspetta, con l’esito di pareggio che manda la scommessa a rimborso e i segni limitati a 1 e 2, e con l’applicazione estesa a singole frazioni di partita — un tempo, i supplementari, un quarto nel basket, un periodo — dove la restituzione scatta se la frazione indicata si chiude in parità.

La concessione è la ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito .it del marchio. La regola dei tempi regolamentari è quella che pesa: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Nel basket, invece, il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e in caso di parità la scommessa viene rimborsata. Chi legge la prima riga pensando al calcio e la seconda pensando al basket non ha motivo di confondersi, ma chi gioca una coppa europea deve ricordare che i supplementari non esistono per questo mercato.

Il bonus di benvenuto sposta l’attenzione altrove. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il vero prezzo di questa offerta non è il deposito minimo, è la quota minima di 5.00: una multipla da cinque selezioni a quel prezzo totale si costruisce, ma è il tipo di giocata che si perde molto più spesso di quanto si vinca, e le tranche arrivano solo dopo che è andata a buon fine.

Per chi cerca il mercato in sé, William Hill resta il riferimento della lista: è l’unico, tra i dieci, le cui condizioni descrivono il DNB come prodotto nominato. Per chi cerca un bonus, l’offerta è una delle tante e il requisito di quota minima la rende meno semplice di come viene presentata.

AdmiralBet: il rimborso scritto come regola generale

AdmiralBet arriva al Draw No Bet per un’altra strada, e per certi versi più elegante: non gli serve un mercato con quel nome, perché il suo regolamento contiene già una clausola di restituzione che copre i risultati non contemplati da una tipologia di scommessa.

Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Questa seconda parte è la più interessante e la meno pubblicizzata: in un biglietto multiplo, la selezione che si rivela non contemplata viene estromessa e la quota complessiva viene ricostruita senza di essa. Il biglietto sopravvive, ma non paga quello che prometteva.

La concessione è la ADM n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. Sul fronte della tutela l’operatore è quello che scrive di più, e in modo più vincolante per sé stesso: in registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La forbice ampia dice una cosa semplice: prima del 2026 la scelta era tra tre opzioni e l’indeterminata, e chi non rientrava in nessuna delle tre non aveva una misura intermedia; adesso esiste, e la revoca dopo nove mesi dà una via d’uscita a chi l’aveva chiusa per sempre.

Il punto debole di una clausola generale, rispetto a un mercato nominato, è la prevedibilità. Un giocatore che vuole sapere in anticipo come viene trattato un pari in una partita di calcio deve dedurne il comportamento dalla regola generale, non leggerlo in una pagina dedicata. L’operatore che scrive meno è anche quello che lascia più spazio all’interpretazione quando arriva il momento di discutere.

Su questo l’operatore batte la media della lista: nessuno degli altri dieci espone limiti di ricarica, spesa e tempo già in registrazione. Sul mercato in sé, la sua strada è più economica da descrivere ma meno trasparente da leggere.

bet365: catalogo enorme, DNB non nominato

bet365 è il marchio con il catalogo più fitto di questo elenco, e proprio per questo il silenzio sul Draw No Bet sorprende.

La concessione è la ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito .it del marchio. L’offerta si legge soprattutto in due voci: bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Il Bet Builder è la funzione che più si avvicina a un DNB costruito a mano, perché permette di comporre un biglietto su una sola partita scegliendo i mercati; ma comporre una selezione «nessun pareggio» dentro un builder è un’operazione diversa dall’acquistare un mercato DNB già prezzato dal bookmaker, e le due cose non si pagano allo stesso modo.

Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il pacchetto è completo nelle voci, e i periodi di pausa sono una misura intermedia che pochi operatori mettono a disposizione accanto all’autoesclusione vera.

Il problema, per il lettore di questa pagina, è di segno opposto a quello di William Hill: qui il DNB non è nominato. Chi cerca la copertura sul pareggio deve verificare nel regolamento sportivo se e come il mercato è trattato, oppure costruirsi la posizione per altra via. Il catalogo resta il migliore della lista per ampiezza, la voce specifica è quella che manca.

Chi cerca un mercato nominato e nient’altro guarda altrove. Chi vuole il catalogo più profondo e la funzione Bet Builder, e non ha fretta di sapere come si chiama la voce, qui trova la scelta più ampia.

Eurobet: la schedina che si tiene in ordine

Eurobet è l’operatore con la struttura di schedina più leggibile della lista, e chi gioca più biglietti a settimana lo nota subito.

La concessione è la ADM n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Chi non ha mai perso mezz’ora a ricostruire quali giocate sono ancora aperte e quali no sa che l’archivio ordinato è una funzione noiosa e preziosa: è la differenza tra seguire il proprio conto e indovinarlo.

Il numero di concessione merita una nota a parte, che vale per tutta la tabella e non solo per questo marchio. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale, e questo mostra come funziona la concessione italiana: è assegnata per sito, non per azienda, e la stessa società può detenerne più di una. Chi si chiede se un marchio italiano è autorizzato non deve cercare il nome commerciale nell’elenco di ADM, deve cercare il concessionario che sta nei termini e condizioni del sito.

L’operatore non dedica invece nessuna riga al rimborso in caso di pareggio, e in questo non fa eccezione. Per il giocatore la conseguenza è pratica: l’app dice quali giocate sono aperte, non dice come sarà trattato un pari, e le due informazioni vivono in due posti diversi.

Sulla schedina e sul suo ordine, l’operatore fa bene la parte noiosa meglio di molti. Sul mercato di questa pagina, tace come la maggioranza.

Goldbet: calcio, mercati speciali e virtuali nello stesso posto

Goldbet copre il calcio con una profondità di mercati che pochi altri raggiungono, e lo fa con un’attenzione particolare alle partizioni della partita.

La concessione è la ADM n. 16009, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito .it del marchio. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati dall’operatore ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. È un catalogo costruito per chi guarda la partita e vuole scommettere su quello che vede succedere, più che per chi punta sull’esito.

Vale la pena soffermarsi su un dettaglio di identificazione che riguarda l’accesso al conto. Il D.Lgs. 41/2024 richiede l’identificazione piena del conto di gioco, e tra i metodi disponibili figurano SPID e CIE; Goldbet mette a disposizione anche il CIE tramite un provider SPID. Chi ha un’identità digitale attiva si trova un percorso breve, chi non ce l’ha si trova il modulo tradizionale e i tempi che comporta. Per chi apre il conto proprio per giocare il fine settimana, la differenza tra le due strade è di giorni.

Poi ci sono i virtuali, che occupano una parte consistente dell’offerta. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Le partenze ogni cinque minuti sono la caratteristica che cambia il rapporto con il gioco: non si aspetta la partita, si aspetta il ciclo, e la frequenza è esattamente il motivo per cui il giocatore prudente tiene i virtuali fuori dal conto delle scommesse sportive.

Sul calcio vero, la profondità di mercato è un argomento concreto. Sul DNB, l’operatore non si pronuncia.

SNAI: risultato esatto, cash out e biglietti su misura

SNAI è l’operatore che costruisce il biglietto intorno ai dettagli della partita, non solo all’esito finale.

La concessione è la ADM n. 16032, di Snaitech Spa, sul proprio sito .it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il Cash Out è la funzione che cambia il calcolo di chi usa il DNB, e vale la pena dirlo chiaramente. Chi ha coperto una giocata con un rimborso sul pareggio e vede la partita prendere una piega sbagliata può chiudere la posizione prima della fine, accettando il prezzo che l’operatore propone in quel momento. Il rimborso del DNB e il Cash Out sono due uscite diverse dallo stesso problema: una è gratuita ma contingentata al risultato di parità, l’altra è disponibile sempre ma si paga con uno scarto tra il valore teorico della giocata e la cifra che l’operatore mette sul tavolo. Chi crede di avere due coperture ne ha una e mezza.

La My Combo merita attenzione per una ragione che riguarda questa pagina da vicino: unire più pronostici sulla stessa partita significa comporre un mercato combinato, e la quota unica che ne risulta è il prezzo di quel pacchetto, non la somma dei prezzi delle sue parti. Ogni selezione che entra porta con sé il proprio margine, e la quota finale lo riflette.

Per chi scommette sull’esito esatto e sui dettagli, il catalogo è tra i più ricchi. Sul rimborso in caso di pareggio, le condizioni non dicono nulla.

Planetwin365: streaming e sport minori

Planetwin365 gioca una carta diversa dalle altre nove, e la gioca su quello che accade prima della puntata: far vedere l’evento.

La concessione è la ADM n. 16007, di Pwo S.p.a., sul sito .it del marchio. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Un palinsesto di questo tipo dice molto su chi lo guarda: tennis tavolo e pallavolo non sono sport da grande pubblico, e chi li segue in streaming di solito sa già cosa vuole guardare e cerca un operatore che glielo mostri.

La logica dello streaming si intreccia con quella del DNB in modo meno ovvio di quanto sembri. Un mercato a due esiti ha senso quando si ha un giudizio sull’esito, e il giudizio si forma guardando. Chi guarda una partita di tennis tavolo in diretta vede l’andamento punto per punto e può decidere se la copertura sul pareggio — quando il mercato la offre — ha un prezzo ragionevole rispetto a quello che sta vedendo. Chi non ha accesso al video decide su un numero.

Sui grandi campionati l’operatore è presente come tutti gli altri, ma la sua differenza sta altrove, negli eventi che gli altri non mandano in onda. Chi cerca mercati di nicchia con il video accanto trova qui quello che altrove deve andare a cercare per conto proprio.

Sul DNB, l’operatore non prende posizione. Sulla diretta, è uno dei pochi della lista a offrirla su sport fuori dal giro principale.

Betfair: il bookmaker che ospita una borsa

Betfair è l’unico marchio di questa lista che non si limita a fare il bookmaker: in Italia è anche il riferimento storico del betting exchange.

La concessione è la ADM n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e combo e mercati unici a quote maggiorate. Il catalogo è costruito per chi vuole combinare più letture della stessa partita, e la sezione con le quote maggiorate è la vetrina dell’offerta.

La parte che conta, però, è un’altra e va spiegata bene, perché l’Italia è uno dei pochi mercati dove la borsa ha una disciplina propria. Il betting exchange è un gioco separato nel D.Lgs. 41/2024 — art. 6, comma 1, lett. e), e definizione all’art. 2, lett. u): il giocatore può essere battitore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sulla borsa italiana, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi una borsa e con quali regole di commissione qui non risulta.

La differenza tra borsa e bookmaker è il punto di questa pagina visto da un’altra angolazione. Su un mercato DNB di un bookmaker, il prezzo lo fissa l’operatore e il margine è incorporato. Su una borsa, il prezzo lo fanno le offerte dei partecipanti e il costo è una commissione sulle vincite. Sono due strutture di costo diverse, e un giocatore che ha capito quanto pesa il margine del bookmaker ha un motivo in più per guardare con attenzione la borsa — purché accetti di essere, a seconda del momento, dalla parte di chi punta o dalla parte di chi banca.

Chi vuole solo un DNB sull’esito finale trova qui un catalogo ordinario. Chi è disposto a studiare una struttura di prezzo diversa ha davanti l’unica borsa della lista.

Sisal: la schedina popolare e i suoi mercati di dettaglio

Sisal copre il giocatore che vuole una schedina veloce e una gamma di mercati intermedi tra l’esito finale e il risultato esatto.

La concessione è la ADM n. 16020, di Sisal Italia S.p.a., sul sito .it del marchio. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo costruito su poche selezioni combinate in molti modi, esattamente all’opposto della profondità analitica di SNAI.

Goal, No Goal e Multigoal meritano un avvertimento che riguarda direttamente il lettore di questa pagina. Un «No Goal» non è un DNB: il primo scommette che nessuna delle due squadre segnerà, il secondo che una delle due vincerà. Ci sono partite in cui i due esiti coincidono e partite in cui non coincidono affatto, e il 0-0 con cui si chiudono molte di quelle partite fa parte di entrambi i mondi solo per coincidenza. Chi compra un No Goal credendo di aver comprato una copertura sul pareggio ha comprato un’altra cosa.

La funzione Cash Out è la stessa vista su SNAI, con la stessa avvertenza: la cifra proposta dall’operatore non è il valore teorico della giocata, è quel valore meno quello che l’operatore si tiene per il disturbo, e cambia con il punteggio.

Sui mercati di dettaglio, l’operatore copre bene la fascia intermedia. Sul DNB, come la maggioranza, non si esprime.

Betsson: ampiezza internazionale, sport in secondo piano

Betsson è un marchio con una struttura internazionale e una casa madre che non porta il nome del marchio, e questo è il primo dato da leggere sulla sua scheda.

La concessione è la ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul sito .it del marchio. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La compresenza di «Sportsbook» e «Casinò» nel nome dell’applicazione è più di una formalità: è l’indizio della struttura del prodotto. La stessa società, Azzurri Limited, gestisce anche Starcasino.it, e questo conferma il modello: un titolare unico, più siti con concessioni proprie e posizionamenti diversi.

Il dato che cambia la lettura di questo marchio è la vicinanza al casinò nella stessa app. Chi arriva per il calcio si trova a un passo dalle slot, e la distanza tra i due prodotti è la distanza tra una serata di partite e una serata di colpi di fortuna. Sappiamo dalla disciplina italiana — betting e casinò sono permessi separati con regole separate — che il limite impostato su un prodotto non è il limite dell’altro, e questo riguarda direttamente chi gioca su una piattaforma che tiene entrambi nella stessa schermata.

L’ampiezza internazionale del gruppo si riflette nel numero di eventi, non nella profondità dei mercati italiani. Chi cerca migliaia di partite da tutto il mondo trova quello che cerca; chi cerca un DNB nominato e regolamentato trova la stessa voce delle altre schede.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è il test completo: il nome sull’elenco prova la concessione, non l’offerta di scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna per i giochi. Cercate il concessionario indicato nei termini e condizioni del sito, non il nome commerciale, e confrontate la riga con il numero di concessione esposto dall’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Puntando 20 € su una quota di 1,80, il ritorno è di 36 €, dei quali 16 € sono profitto netto. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e ogni quota porta con sé il margine del bookmaker.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, il totale è di circa 1,053, cioè un ritorno del 95,0 % circa, quindi un margine intorno al 5 %. Su un mercato a tre esiti lo stesso conto va fatto su tutte e tre le quote.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i limiti sui depositi fanno parte degli strumenti previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Una riduzione è immediata, un aumento richiede sette giorni: la finestra esiste per rallentare la decisione presa d’impulso.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono descritte come tassate alla fonte: l’imposta unica è a carico dell’operatore, con aliquote del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % a distanza sulla differenza tra puntate e vincite. Non è consulenza fiscale: la conferma va chiesta a un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un marchio senza concessione non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non lo raggiunge, non garantisce i prelievi e non risponde ad ADM. ADM ricorda che la Legge 401/1989, art. 4 sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante. Su vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate parla di redditi diversi.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»