Siti di scommesse legali 2026, concessione per concessione: chi è autorizzato e chi no

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Un bookmaker che accetta scommesse sportive in Italia deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza, e quella concessione è legata al singolo sito. Non alla società. Non al marchio che il lettore cerca su un motore di ricerca. Al sito.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Questo cambia il modo in cui si legge qualsiasi classifica di operatori, compresa quella che segue. Un nome sull’elenco dei concessionari non dice cosa quel concessionario offra: l’elenco, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere in combinazione scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. La scommessa sportiva la dimostra il sito dell’operatore, non la riga dell’elenco.

Aggiornato al 3 Novembre 2026; titoli di concessione e dati di registro verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Chi cerca «siti di scommesse legali» vuole sapere dove non rischia. La risposta comoda sarebbe una lista di nomi. La risposta onesta è un metodo più un numero: il metodo per verificare chiunque, il numero della concessione che ogni operatore dichiara nei propri termini. Il resto — quali mercati, quale bonus, quale app — è una seconda domanda, e conviene tenerla separata, perché è lì che le differenze tra operatori diventano interessanti e i bonus smettono di sembrare tutti uguali.

La normativa che decide chi può raccogliere scommesse in Italia

Normativa e vigilanza: cosa serve davvero per essere autorizzati

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» — perché il mercato continua a dire «AAMS» anche quando l’Agenzia ha cambiato nome, e chi cerca «siti AAMS» sta cercando esattamente questo. Per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Vale la pena fermarsi su una parola: concessione. Non è una licenza che si compra, non è un’autorizzazione che si rinnova da sola. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, la assegna per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e quelle a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.

L’art. 6, comma 3 dice che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3) — una clausola che vale più di quanto sembri, perché toglie di mezzo il rischio che le regole cambino sotto i piedi di chi ha già un conto aperto.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Da lì viene il numero che apre questa pagina: 52 righe, 52 siti .it, un codice per ciascuno.

Normativa: concessione per sito, non per marchio

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Tre siti, tre posizioni sull’elenco, una sola società. È il punto che sfugge a chi confronta marchi: il titolo abilitativo non si sposta con il logo. Se un concessionario apre un secondo sito, quel secondo sito ha la sua concessione e il suo codice.

Per questo, quando si guarda un operatore, la domanda giusta non è «questa società è autorizzata?» ma «questo sito, quello su cui sto per versare, è sull’elenco?». Cambia la risposta più spesso di quanto si creda.

Dove si legge il numero: nei termini del conto di gioco. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. È la formula standard, ed è esattamente quello che bisogna cercare — numero, Agenzia, sito. Una riga, in fondo a un documento che quasi nessuno legge.

Normativa: cosa si può scommettere, secondo il palinsesto

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Il palinsesto non è una vetrina pubblicitaria con dentro tutto. È un elenco chiuso, e fuori da quell’elenco l’operatore non può accettare la giocata. Quali sport e quali tipologie contenga, per ogni singolo marchio, è cosa che si legge nel programma dell’operatore, non in una tabella di confronto.

Due cose che il diritto tiene separate e che il linguaggio comune confonde. Le scommesse sulle corse dei cavalli — a quota fissa o a totalizzatore — stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) richiedono una concessione propria. Un marchio che prende scommesse sul cavallo non sta necessariamente gestendo l’ippica nazionale, e viceversa.

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione a parte: l’art. 2, lett. v) le descrive come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. In pratica, la sezione «Virtuali» che ogni operatore tiene in home.

Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair, concessionaria n. 16028, è descritta come la prima a portarlo in Italia, con regole proprie per i conti sull’exchange nostrano — un back minimo di 200 centesimi in passi da 50 — e secondo un articolo di settore del 2024 il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo resta in capo al concessionario.

Una nota che vale come monito: esiste una decisione di un direttore ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006. Sulle scommesse live, che ogni grande operatore offre, e su eventuali palinsesti di esport non c’è qui nulla di stabilito. Meglio dirlo che inventarlo.

Normativa e giurisdizione: la pubblicità vietata e le multe

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il cosiddetto Decreto Dignità, art. 9, convertito con la legge 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 in un comunicato nel quale ricorda che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro però non è congelato: la stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, che il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e che pendono due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Un emendamento Forza Italia alla manovra 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese: non è legge, e al momento della verifica il divieto è in vigore.

Questo è il punto in cui il linguaggio del marketing e il linguaggio della legge si toccano, e conviene non confonderli. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Un «bonus di benvenuto» può essere offerto; quello che l’operatore non può fare è gridarlo in televisione, in uno stadio o su un banner. Non esiste un tetto di legge al bonus né un limite normativo al rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e lì vanno letti.

Normativa: l’offerta illegale, l’oscuramento e chi paga il conto

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS e non è istantaneo per tutti: un’ordinanza del 24 settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il verbo che usa il settore è «oscurati». Un lettore che trova un sito funzionante non ha trovato un sito legale: ha trovato un sito che il blocco non ha ancora raggiunto, o un indirizzo alternativo dello stesso.

Sul versante del giocatore la regola è più scomoda di quanto la si racconti. Sempre nel comunicato del 28 febbraio 2024, ADM richiama la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che interessa — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore come la enuncia ADM stessa. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono qui stabiliti.

Il confronto onesto, allora, non è «legale contro comodo». Una concessione ADM porta con sé quattro cose concrete: il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non ne porta nessuna, è esposto all’oscuramento e, per come lo dice ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Nella zona offshore non serve nominare nessuno: il punto è la zona.

normativa: i pagamenti, dal punto di ricarica alla carta

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che accreditano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Un punto di ricarica non paga vincite e non fa prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ogni singolo operatore sta nei suoi termini, e varia. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM non c’è una posizione definita, e nessuna norma nomina le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata.

normativa: il fisco, chi paga e cosa deve fare il giocatore

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta è fisica di rete e 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è stabilito.

Per il giocatore la conseguenza è nota nella pratica: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo è in capo al concessionario. La stampa, nel 2024 e nel 2026, lo riassume dicendo che sono «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e la conclusione corretta è sempre la stessa: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Tutt’altra storia per le vincite maturate su siti senza concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. Nella lettura pratica non c’è ritenuta e c’è una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è qui determinata. La posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Il lettore attento avrà già capito dove porta questo paragrafo. Un sito senza concessione non è solo meno tutelato: è fiscalmente più complicato, e la complicazione arriva un anno dopo, quando si compila la dichiarazione.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che il conto di gioco mette a disposizione

prevenzio: come funziona l’autoesclusione, e cosa copre il RUA

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e non è un elenco che un operatore consulta per cortesia. Blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Dal 1° febbraio 2026 la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è a tempo indeterminato con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Le condizioni di Admiralbet, dal canto loro, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato — la formula scritta prima della riforma di febbraio — con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Ci sono tre ampiezze possibili. L’autoesclusione può essere trasversale, cioè verso tutti i concessionari, con blocco anche di nuovi conti; su un singolo concessionario; oppure su una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. Questa terza forma è quella che sfugge ai più: la si sceglie quando il problema è un prodotto e non il gioco intero, e per chi scommette molto e gioca poco altrove è una porta stretta ma utile.

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM. Il saldo prelevabile resta prelevabile. Non è una punizione: è la ragione per cui il registro esiste in forma unica.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco; bet365, dal canto suo, indica ai residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, in mezzo ai propri strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

E c’è il rovescio, che è la ragione per cui questa sezione esiste su una pagina dedicata ai siti legali. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso lì non è protetto: nessun registro lo trattiene, e la porta resta aperta proprio nel momento in cui aveva chiesto che fosse chiusa.

Prevenzione e protezione: i limiti che si scelgono in registrazione

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: alla lett. a) i limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.

Sul piano pratico, in registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisa due cose che contano più di tutte le altre: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le pagine degli operatori mostrano la stessa struttura: il limite settimanale si fissa all’iscrizione, abbassarlo è istantaneo, alzarlo richiede una settimana di attesa. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è qui determinata.

Il limite di deposito non è una raccomandazione. È l’unico tetto che il giocatore si mette da solo, e la settimana di attesa per alzarlo esiste per una ragione precisa: nessuno alza un limite con lucidità in una serata storta. Un lettore che vuole usarla bene la usa così — fissa il limite quando è calmo, e considera il conto corrente, non il portafoglio, come metro.

Un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non è qui stabilito. Gli strumenti che vincolano sono i limiti autoimposti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una cifra di legge da rispettare non la troverà: cercherà invece il limite che ha scritto lui.

Tutela: identificazione, SPID e CIE

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena, e le strade sono due. La registrazione classica con copia di un documento — Admiralbet accetta fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png — oppure l’identificazione con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

L’età non è un dettaglio burocratico: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» tra i principî, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. È il tipo di regola che si scopre nel posto peggiore — sul prelievo — e conviene saperlo prima: chi apre un conto con la registrazione manuale ha una finestra da chiudere, non un promemoria che arriva da solo.

La classifica: dieci concessionari, dieci profili diversi

I criteri: come si giudica un operatore con concessione

Il criterio qui non è «chi paga il bonus più alto». Il bonus è la parte dell’offerta che si vede per prima e che pesa meno nel tempo. Prima vengono tre cose più noiose e più utili: il titolo — concessione e codice dichiarati nei termini, sito italiano coerente; gli strumenti di tutela del conto, dal limite di deposito all’autoesclusione; l’ampiezza del palinsesto sportivo, cioè se l’operatore copre gli eventi che il lettore segue davvero.

Solo dopo viene l’offerta di benvenuto, letta per intero: importo, requisito di puntata, quota minima, scadenza, tetto alla vincita. Un bonus da 50 € al 100 % del primo deposito e un bonus da 10 € senza deposito sono due prodotti diversi che il marketing chiama con la stessa parola.

Il terzo criterio è quello che nessuna tabella mostra: l’attrito. Un conto che si apre in due minuti e un prelievo che arriva con una verifica dopo trenta giorni sono lo stesso operatore, e la seconda parte si scopre tardi.

L’ordine di questa lista non è una graduatoria di qualità e non è una raccomandazione. Sono i concessionari presenti sull’elenco ADM per i quali ci sono elementi solidi sul prodotto sportivo; altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. Nessuno di questi dieci è «il migliore», per la buona ragione che dipende da cosa il lettore scommette.

La meccanica di tutti i bonus: dal 100 % al requisito di puntata

Un bonus di benvenuto non è denaro. È credito condizionato, e la condizione si chiama requisito di giocata o di rigioco: una somma da giocare prima che quel credito diventi prelevabile. William Hill lo dice con una chiarezza che i concorrenti di solito evitano: i bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €.

Quel tetto di 100 € per giocata non è un dettaglio tecnico. È il punto in cui un bonus grosso perde il suo vantaggio: se il credito utilizzabile su una singola scommessa è limitato, un bonus da quattro cifre si sconta giocata dopo giocata, e il lettore che ha scelto l’operatore per l’importo si trova a smaltirlo a rate. La meccanica premia chi legge il tetto prima dell’importo.

Il metodo per confrontare due offerte in trenta secondi: prendere il requisito di puntata, la quota minima che conta e il tetto per giocata; poi guardare quanto vale davvero il bonus nella pratica. Un bonus da 50 € che si libera in dieci giocate da 5 € è un’altra cosa da un bonus da 50 € che ne richiede cinquanta.

Il costo di un bonus si stima con il margine del mercato su cui lo si gioca. Il margine non compare in nessuna comunicazione commerciale ed è la ragione per cui il bookmaker guadagna comunque: è la parte che il bookmaker trattiene di ogni unità puntata su quel mercato. Un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 non è neutro.

Quanta parte si trattiene, con numeri che il lettore può rifare. L’illustrazione parte da un giro settimanale di 100 € puntato una volta sola — cioè il limite di deposito settimanale che il giocatore sceglie in registrazione — su un mercato a due esiti a quota decimale 1,90 e 1,90. La quota è un esempio, non un prezzo quotato da un operatore.

La quota di ritorno di quel mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che dà circa 95 %. Il margine è il resto: circa 4,7 %. Su 100 € di giocate il costo medio è quindi poco sotto i 5 €, e questo è il costo atteso di un giro settimanale — una stima, non una garanzia, perché su una singola serata il risultato può essere molto diverso dalla media.

Vale la ripetizione, perché qui si annida l’errore più comune: quel numero misura quanto costa giocare in media su quel mercato. Non stima se una giocata vincerà, non promette né vincita né perdita, e non riguarda i mercati a più esiti o le quote diverse da 1,90.

Da una a quattro settimane lo stesso conto dà circa 5 €, 10 €, 15 € e 20 € di costo medio sul giro di 100 € a settimana. Non è la somma che si perde: è il pedaggio pagato per giocare. Il pedaggio cambia con la frequenza e con il tipo di mercato, e questa è la variabile che il lettore controlla meglio di qualunque bonus.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini sulla tutela del conto
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Impostazione di un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; il limite ridotto ha effetto immediato, quello aumentato dopo 7 giorni
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Tetto di 100 € di bonus utilizzabile su ogni scommessa sportiva; i bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —

StarCasinò e Betfair: due modi opposti di arrivare alle scommesse

Due brand dello stesso gruppo, Azzurri Limited, e due anime diverse. StarCasinò porta la concessione n. 16026 e un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il prodotto sportivo c’è, ma convive con un’offerta da casinò che è chiaramente la parte dominante della casa.

Cosa significa per chi legge. Un conto aperto su StarCasinò mette insieme scommesse e casinò sotto il tetto della stessa concessione, e il tetto è la parte importante: la protezione è la stessa, ma le due attività hanno ritmi e margini diversi. Chi entra per il calcio e passa tre sere sulle slot ha fatto una scelta che il prodotto rende facile, e che nessun bonus gli ha spiegato.

Betfair Sport, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è l’altro estremo. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con la sezione Supercombo e le sue combinazioni a quota maggiorata. È il vocabolario di chi costruisce la giocata invece di puntarla, e i mercati combinati sono precisamente il posto dove il margine del bookmaker sale e la quota maggiorata non lo compensa sempre.

La casa è anche quella che nella tradizione italiana dell’exchange ha regole proprie — un back minimo di 200 centesimi in passi da 50 — e secondo la stampa di settore un trattamento fiscale delle vincite che scarica il prelievo sul concessionario. Un dettaglio che interessa una minoranza di giocatori e che per quella minoranza è decisivo.

Il criterio per scegliere tra i due è il tipo di giocatore, non la qualità del sito. Chi vuole versare in un ambiente dove il casinò è a un tocco di distanza trova nel primo ciò che cerca; chi vuole quote costruite e un feeling da mercato finanziario va nel secondo. Sono due prodotti che si assomigliano solo nella home page.

Eurobet, AdmiralBet e William Hill: chiarezza contrattuale

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, è il caso che ogni lettore attento dovrebbe studiare prima di confrontare marchi: la stessa società gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, tre siti e tre posizioni sull’elenco. L’app Eurobet Sport copre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Quell’ultima parte è più di una curiosità. Un operatore che quota le elezioni vende un prodotto in cui nessuno ha informazioni asimmetriche: il palinsesto si allarga fino a includere eventi su cui il cliente non è più preparato del bookmaker, e il margine resta lo stesso. È comodo. È anche la definizione di gioco, non di investimento.

AdmiralBet è il brand con più elementi dichiarati sui propri termini e merita la lettura più attenta. Concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., dichiarata in chiaro nei termini del conto con il numero, l’Agenzia e il sito di riferimento. Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia.

Il quadro che ne esce è quello di un operatore che ha scritto molto, e la cosa interessante è cosa quel molto costa. Sette giorni per alzare un limite sono sette giorni in cui il conto resta fermo al tetto vecchio: per chi scommette d’abitudine su importi fissi non conta niente, per chi vuole recuperare in fretta è un muro. La formula dei 30, 60 o 90 giorni per l’autoesclusione è anche quella scritta prima della riforma di febbraio 2026, e conviene controllare quale durata il concessionario applichi davvero al momento della richiesta.

William Hill è il terzo profilo e il più istruttivo sul lato bonus. Concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. E nei termini arriva la frase che tutti gli altri eviterebbero: i bonus non sono subito prelevabili, vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €.

Due dettagli in quelle righe valgono un’analisi. Il primo è il tetto di 100 € per giocata: su un bonus da 10 € è irrilevante, su un’offerta più ricca è la zavorra che smonta il vantaggio. Il secondo è la differenza tra le due strade di registrazione: 10 € subito con SPID contro 5 € dopo la verifica dei documenti entro 96 ore. Il vero premio per l’identità digitale è di 5 €, e il termine delle 96 ore è un termine che qualcuno mancherà. Chi apre il conto di fretta e rimanda i documenti non ha un bonus modesto: non ha nulla.

Sisal e bet365: volume e copertura internazionale

Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020, fa leva sul numero. Nella propria app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Sisal Matchpoint permette anche di accedere al conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Mille eventi al giorno sono una promessa che si misura con la profondità, non con l’ampiezza. Un palinsesto enorme ha senso per chi cerca una partita di volley o un torneo minore e non la trova altrove; per chi gioca tre mercati sui grandi campionati, i mille eventi sono rumore. Lo streaming gratuito è invece un valore che si sente subito, perché vivere una partita senza costi aggiuntivi cambia il modo di seguirla, e su questo il marchio mette qualcosa di concreto.

bet365, concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul lato tutela elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il partner globale vale quello che vale: un titolo di sponsorizzazione non dice nulla sulla quota, e chi apre il conto per il marchio della Champions si ritrova con le stesse percentuali di tutti gli altri. Sul palinsesto internazionale il marchio ha una copertura ampia e coerente, con una presenza storica sui mercati britannici che si sente nella profondità dell’ippica. La combinazione tra palinsesto internazionale e strumenti di gioco responsabile nominati per esteso è la più completa del gruppo che sta in questa parte della lista.

Planetwin365, NetWin e Betsson: palinsesto, bonus unico e piattaforma

Planetwin365, concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., ha il posizionamento più chiaro della lista: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Chi scommette sul calcio italiano, dalla Serie C in su, trova qui la copertura più dichiarata del gruppo.

Venti tipologie di sport con risultati in diretta dicono che la casa lavora sul calcio e aggiunge il resto. Non è una critica: è il profilo di un operatore che sceglie un pubblico. Il lettore che segue il calcio minore italiano sa cosa sta comprando, e sa anche cosa non troverà nei giorni in cui non si gioca.

NetWin è il caso più netto di offerta singola bene scritta. Concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., e un’offerta Sport-50 che è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il prodotto sportivo è quello che è; l’offerta è una, dichiarata, con due condizioni chiare — deposito minimo e conto verificato — e un tetto esplicito.

Vale la pena dirlo senza giri di parole: un 100 % fino a 50 € letto in fretta suona come il doppio di un 10 € subito. Richiede un versamento di almeno 20 €, richiede un conto già verificato e resta credito condizionato, non denaro. È un’offerta onesta e modesta, ed è meglio di un’offerta grande e illeggibile.

Betsson, concessione n. 16027 di Azzurri Limited, chiude il gruppo con il profilo di piattaforma. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il vocabolario completo di chi scommette sul calcio, e la struttura — pre-match e live insieme — indica un prodotto pensato per l’uso quotidiano più che per l’evento singolo.

Il nome dell’app dice la cosa più utile: Sportsbook & Casinò, in quest’ordine, ma sotto lo stesso tetto. È lo stesso schema di StarCasinò e la stessa avvertenza: la concessione copre entrambi, le due attività no. Chi apre il conto per i mercatatori non ha nessun ostacolo a restare per il resto.

Come scegliere, in pratica, tra i percorsi che restano

Il controllo in tre passaggi, e cosa si fa quando non torna

Il primo passaggio è il numero. Si cercano i termini del conto di gioco dell’operatore e si legge la riga che dichiara la concessione: numero, Agenzia, sito che gestisce. Se il numero c’è e il sito indicato è quello su cui si sta per versare, il primo controllo è chiuso. Se il numero manca, non c’è un secondo passaggio che salvi la situazione.

Il secondo passaggio è l’elenco. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM si consulta per conferma, e conta il codice, non l’ordine alfabetico. Una società può avere più righe — Eurobet Italia S.r.l. ne ha tre tra Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — e il marchio cercato va trovato come sito, non come azienda.

Il terzo passaggio è la configurazione del conto, e conviene farlo subito, all’apertura, non quando serve. Limite di deposito impostato, limite di tempo se lo si vuole, metodo di identificazione scelto — SPID se lo si ha, perché semplifica anche il bonus di benvenuto — documenti caricati entro il termine di validazione del conto. Chi arriva al primo prelievo con il conto non validato passa la serata a parlare con l’assistenza.

Quando un controllo non torna, il verdetto non è ambiguo. Un sito senza concessione non è una variante più conveniente dello stesso prodotto: è un’altra cosa. Non è collegato al RUA, non ha la vigilanza di ADM, non ha l’obbligo degli strumenti di limite, è esposto all’oscuramento e, per come lo enuncia ADM richiamando la legge 401/1989, espone il partecipante a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Il tasso di interesse offerto in cambio non esiste.

Un’ultima nota per chi confronta a mano: le classifiche di operatori che si trovano in rete sono pagine commerciali. Un posto in classifica non è una concessione, e non è una verifica di nulla. Le due cose vanno tenute separate, sempre.

Quali percorsi restano, e a chi conviene ciascuno

Fatta la tela, restano percorsi distinti e la scelta non è tra un operatore buono e nove cattivi.

Il percorso di chi vuole il calcio italiano: Planetwin365, per copertura dichiarata dalla Serie C in su, o Eurobet, per ampiezza che arriva agli eventi non sportivi. Il percorso di chi scommette su tutto: bet365, con il palinsesto internazionale più largo del gruppo. Il percorso di chi vuole costruire quote: Betfair e le sue combo. Il percorso di chi vuole volume e streaming: Sisal.

Poi ci sono i due percorsi che questa pagina ha trattato con più attenzione, perché sono quelli in cui si vedono le differenze. Il primo è quello di chi vuole leggere le regole prima di accettarle: AdmiralBet e William Hill scrivono di limiti e requisiti più degli altri, e chi considera la trasparenza un criterio di scelta li mette in cima — sapendo che un tetto di 100 € per giocata e un’attesa di sette giorni per alzare un limite sono condizioni, non regali. Il secondo è quello di chi vuole un’offerta sola, chiara e con un tetto esplicito: NetWin.

Un criterio trasversale li taglia tutti: il casinò. StarCasinò, Betsson e in parte Betfair vivono in un ambiente dove il tavolo verde è a un tocco dal mercatatore; chi ha un rapporto complicato con il gioco trova in quelle home page una tentazione che non ha chiesto, e la concessione italiana non cambia la vicinanza del pulsante. Per quel lettore, il percorso giusto passa dal RUA prima che da una classifica.

Nessuno di questi dieci è privo di concessione, e nessuno è privo di condizioni. La differenza tra un lettore soddisfatto e uno deluso sta quasi sempre in una riga di termini letta prima dell’apertura del conto, non nella quota della prima giocata.

Domande frequenti sui siti di scommesse legali

Come faccio a controllare se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si parte dai termini del conto di gioco: l’operatore vi dichiara il numero di concessione, l’ente che l’ha rilasciata e il sito che gestisce. Poi si confronta il numero con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM. Conta il singolo sito, non la società: la concessione è legata all’indirizzo su cui si versa.

Perché un operatore con concessione italiana usa un sito con dominio .it?

La concessione è assegnata per sito, e ogni riga dell’elenco ADM è legata a un dominio nazionale. Il .it è quindi la conseguenza visibile del titolo, non un dettaglio di marketing. Un marchio con lo stesso nome su un dominio estero sta operando su un’altra piattaforma, fuori dalla vigilanza italiana e fuori dal RUA.

Cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Dal 1° febbraio 2026 l’autoesclusione dura da 7 a 270 giorni a scelta del giocatore oppure è a tempo indeterminato, revocabile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o presso un concessionario.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e AdmiralBet chiede di fissare un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede 7 giorni di attesa. Un tetto legale in euro alle puntate sportive non è qui stabilito.

Cosa si rischia davvero su un sito di scommesse senza concessione?

Nessuna delle tutele del sistema italiano: niente RUA, niente vigilanza ADM, nessun obbligo di strumenti di limite, e l’esposizione all’oscuramento del dominio. In più, come ADM enuncia richiamando la legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: il prelievo è in capo al concessionario, con l’imposta unica al 20,5 % sulla raccolta fisica e al 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Su vincite maturate presso siti esteri o senza concessione l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi: conviene consultare un commercialista.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»