Scommesse sull'Australian Open 2026: concessione ADM, palinsesto e il margine che resta al bookmaker

Updated Novembre 2026
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Un torneo già deciso e un mercato che non chiude mai: chi cerca dove giocare l’Australian Open arriva quasi sempre al momento sbagliato. Il torneo di Melbourne Park, su cemento, si è giocato dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026 e ha già i suoi vincitori — Carlos Alcaraz nel singolare maschile, Elena Rybakina in quello femminile. Eppure il nome del torneo resta in palinsesto tutto l’anno, tra i futures sull’edizione successiva e i mercati sul tennis che non ha stagioni.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Gli Australian Open si giocano al Melbourne Park di Melbourne (Australia) su cemento.

Verificato il 3 Novembre 2026 sulla lista ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Chi vuole giocare in Italia deve passare da un operatore con concessione ADM (ex AAMS), perché solo lì trova il conto di gioco italiano, i limiti obbligatori e la tutela del RUA. Non è una formalità burocratica: è la differenza tra un prelievo che arriva sul conto e una schedina appesa a un domain inibito.

La classifica: dieci operatori con concessione a confronto

Dieci nomi, dieci concessioni, un solo criterio comune: l’iscrizione all’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Non è una graduatoria di qualità e non poteva esserlo. La classifica che segue mette in fila i marchi per numero di concessione e per quello che i loro stessi documenti dicono del prodotto sportivo, e lascia fuori tutto ciò che nessuna fonte sostiene.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Agli Australian Open gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre.

Un avvertimento che vale per l’intera pagina: la concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è titolare di un numero solo per Eurobet, ma la stessa società figura anche per Bwin e Gioco Digitale. Chi confronta i numeri credendo di contare aziende conta siti. E chi crede di contare i bookmaker d’Italia conta una fetta: nell’Elenco ci sono 52 righe, da 16000 a 16051, e i dieci marchi qui sotto sono quelli su cui esistono dati verificabili, non l’intero mercato.

La tavola delle concessioni

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dichiarano i suoi stessi documenti
Eurobet ADM 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dall’app Eurobet Sport che spazia dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni)
StarCasinò ADM 16026, Azzurri Limited Nell’app si scommette sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag ADM 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
AdmiralBet ADM 16048, Admiral Bet S.r.l. In registrazione il limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco va impostato su base giornaliera, settimanale e mensile
Sisal ADM 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica ADM 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Nell’app per le scommesse sportive: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
William Hill ADM 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet di 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, giocando una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0
Planetwin365 ADM 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipi di sport e risultati in diretta
Betfair ADM 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
bet365 ADM 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Presentata come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live

Le colonne raccontano una cosa che la terza non dice: nessuno di questi dieci documenti è scritto per rispondere alla domanda «ci sono mercati sul tennis?». Eurobet promette scacchi e i talent show, Planetwin365 mette in vetrina il calcio, bet365 si presenta con un titolo di partnership continentale. Il tennis compare nell’elenco di bet365, nella diretta streaming di Sisal, nella superficie di un torneo che a Melbourne si gioca su cemento — non in una tabella che distingua un tabellone principale da un challenger. E la superficie stessa ha una sua storia: Rebound Ace fino al 2007, Plexicushion dal 2008, GreenSet dal 2020.

Come leggere la tabella senza farsi male

C’è un dettaglio, nella colonna dei concessionari, che sfugge a chi scorre in fretta. Azzurri Limited sta dietro StarCasinò, William Hill Malta Plc dietro William Hill, Hillside (New Media Malta) Plc dietro bet365: tre società con sede a Malta, tutte con un numero ADM italiano. Un marchio estero non è automaticamente un problema, ma un marchio estero senza numero lo è.

Il secondo dettaglio è il casinò. StarCasinò lo dice senza imbarazzo nel nome, Sisal affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, Lottomatica ha un’intera sezione casino accanto al palinsesto. Chi cerca un bookmaker puro e chi cerca un portafoglio di giochi sotto un solo conto di gioco sono due lettori diversi, e la tavola non li distingue. Toccava farlo a me: chi punta quasi solo sul tennis troverà in Sisal e betfair un’offerta più larga del previsto, chi vuole un marchio che vive di sport e basta metta Eurobet e Planetwin365 in cima alla propria lista.

I criteri che ho usato, e quelli che ho lasciato fuori

Tre criteri pesano più degli altri. Il primo è il tennis nel palinsesto: non l’ha dichiarato nessuno in modo esplicito, ma bet365 lo cita per nome, Sisal lo mette nella diretta streaming insieme a calcio, volley e basket, e per il resto si va per induzione — e l’induzione, in un articolo sul gioco, va dichiarata per quello che è, cioè un’ipotesi. Il secondo è la ricchezza del prodotto live: più di 15.000 eventi live dichiarati da Sisal, quote e risultati in tempo reale nell’app Lottomatica, streaming per seguire la partita in diretta. Il terzo è la trasparenza dei vincoli: chi scrive nero su bianco come si imposta un limite e come si abbassa merita più fiducia di chi lo nasconde in tre pagine di condizioni.

Fuori dai criteri restano cose che sembrano ovvie e non lo sono: la velocità dei prelievi, la quota minima garantita su un match di primo turno, la disponibilità di un mercato sul numero esatto di set. Su questi punti nessuno dei dieci ha materiale condivisibile, e un numero inventato qui avrebbe rovinato tutti gli altri numeri della pagina.

I fondamenti: come sono fatte le quote di un match

Un match di tennis è, dal punto di vista del bookmaker, il mercato più semplice che esista. Due soli esiti, nessun pareggio possibile, nessun tempo supplementare. Proprio per questo è il posto giusto per capire dove finisce la probabilità e comincia il prezzo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Gli Australian Open 2026 si sono giocati a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026.

Dalla quota alla probabilità implicita

Una quota di 1,90 su un giocatore significa che chi punta 10 € ne riprende 19 in caso di vincita, cioè 9 € di profitto. Significa anche, e questo conta di più, che il bookmaker considera quell’esito vincente in poco più della metà dei casi. La probabilità implicita si legge girando la quota: 1 diviso 1,90, che dà circa il 52,6 %. Sull’altro lato del tabellone c’è l’avversario, e la somma delle due probabilità implicite non fa 100 %.

Quello scarto è il mestiere. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90, la quota pagata è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine del bookmaker è la differenza, cioè circa il 5 %. Nella pratica la forbice si muove con il torneo e con il mercato: sui match dei primi turnini di uno Slam può scendere verso il 3-4 %, su un match di un giocatore di casa a Melbourne o su un mercato secondario come il numero esatto di set può salire al 7-8 %. La banda ha una condizione, e la condizione è la liquidità: più il mercato è piccolo e più caro diventa. Un 5 % sul mercato principale è il caso di scuola; quello che il lettore deve ritenere è la direzione, non la cifra.

Vale la pena fermarsi su questa cosa perché è l’unico numero della pagina che si applica a ogni schedina. Il margine non viene mai addebitato: vive dentro la quota. Lo si paga al momento della giocata, senza accorgersene, e lo si paga anche quando si vince — una quota da 1,90 su un evento che il bookmaker valuta al 50 % restituisce meno di quanto una scommessa equa pagherebbe.

La vincita, il sistema, la multipla

La formula della vincita è quella che sta su ogni schedina: puntata per quota. Dieci euro a 1,90 fanno 19 € di ritorno, di cui 9 di guadagno netto. Alzare la quota non cambia la formula, cambia la probabilità — ed è qui che il marketing fa il suo lavoro meglio: una quota da 4,60 non è «più generosa», è un esito che il bookmaker stima sotto il 22 %.

La singola, la multipla e il sistema sono tre cose diverse. Nella multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo, e con esse si moltiplica la probabilità di perdere: quattro esiti al 50 % danno un 6,25 % di probabilità di azzeccarli tutti, e la quota complessiva non compensa mai del tutto quella moltiplicazione, perché il margine si applica a ogni gamba. Il sistema spezza la multipla in più combinazioni e ridistribuisce il rischio, al prezzo di un esborso maggiore per giocata. Sul tennis, dove il singolo match è un mercato a due esiti, la singola resta la forma che paga meno margine in assoluto.

Il palinsesto: cosa si può giocare e cosa no

C’è un limite che precede ogni quota ed è il palinsesto. La definizione sta all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge eventi uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Questo cambia il modo in cui il lettore deve guardare l’elenco dei mercati. Non basta che un match esista: deve esistere nel palinsesto approvato di quell’operatore. La quota fissa è il prodotto centrale, la legge prevede anche il totalizzatore, ma quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è una cosa che non si sa dall’esterno. Il tennis è nel palinsesto degli operatori che lo mettono in vetrina; un mercato esotico su un match di qualificazione è tutta un’altra storia, e si scopre solo aprendo il sito.

Un torneo che è finito in tre giorni e resta in listino per undici mesi

L’edizione 2026 è chiusa: dal 18 gennaio al 1° febbraio, vittoria di Alcaraz nel maschile e di Rybakina nel femminile. L’edizione 2027 è già fissata dal 17 al 31 gennaio. Tra le due date ci sono undici mesi in cui il nome del torneo continua a comparire su un sito di scommesse, e quasi mai per il motivo che il lettore immagina.

Ci sono i futures, cioè i mercati sul vincitore di un torneo che si giocherà tra mesi. Ci sono i mercati sul tennis che si gioca adesso, che riempiono quelle pagine tutto l’anno. E ci sono le promozioni costruite su un torneo, che spesso hanno come denominatore comune il calcio — come la freebet settimanale di William Hill legata alla Serie A. Chi cerca «scommesse Australian Open» a luglio trova soprattutto la terza categoria, e non è un inganno: è la struttura del calendario.

Il formato aiuta a capire perché i mercati sul torneo si comportano in modo diverso dai mercati di un torneo di calcio. Gli uomini giocano al meglio dei cinque set, le donne al meglio dei tre. Sul 6-6 si va al tie-break, e nel set decisivo c’è un match tie-break a 10 punti con due punti di scarto. Una partita maschile può durare cinque ore, una femminile finire in un’ora e mezza: per il mercato live è la differenza tra una finestra in cui si può ancora entrare a metà del terzo set e una in cui il match è già deciso.

Il resto è storia, e serve a inquadrare le aspettative. Il primo torneo si giocò nel novembre 1905, un anno dopo la fondazione dell’Australasian Lawn Tennis Association. Nell’era Open il recordman è Novak Djokovic con 10 titoli nel singolare maschile, tra le donne il primato è di Serena Williams con 7. Margaret Court ha vinto 11 titoli di singolare in assoluto, compresi quelli precedenti al 1969. Sono cifre che non predicono niente e che spiegano tutto: in uno Slam il campo è largo, e chi punta sul vincitore di un tabellone da 128 sta comprando la quota di un evento con un margine ampio e una probabilità bassa.

Serve la concessione, e non basta essere in classifica

Il quadro italiano è più stretto di quanto sembri leggendo le pubblicità. Una scommessa si prende da chi ha una concessione, e la fonte primaria non è l’elenco di un comparatore: è l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026.

Chi concede e con quale legge

ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta e chiamata ancora «AAMS» da mezzo mercato, è il regolatore. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Le concessioni non si comprano a sportello: si assegnano con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione, e la lettera a) mette per prima la scommessa a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Il comma 3 fissa la durata del titolo: al massimo nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le 52 righe dell’Elenco, da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, sono il risultato di quella gara.

Il test che vale: cercare il numero

Come si verifica se un bookmaker ha la concessione? Con un controllo solo, che richiede trenta secondi. Si cerca il numero di concessione e la ragione sociale nelle condizioni del sito, e si confronta con una riga dell’Elenco ADM. Fine. Un nome in una classifica non è un titolo abilitativo, e nemmeno il numero su una pagina promozionale vale qualcosa se non trova riscontro in quell’elenco.

Il resto viene di conseguenza. La concessione è per sito: Eurobet ha un numero, Bwin ne ha un altro, entrambi di Eurobet Italia S.r.l. Un brand può avere il titolo per le scommesse sportive, il poker e i giochi di abilità, i giochi di tipo casinò, il betting exchange e il bingo in qualsiasi combinazione. L’Elenco non ha una colonna per i giochi, e quindi l’iscrizione non dimostra da sola che quell’operatore accetti scommesse sportive: lo dimostrano il suo sito e la sua app.

E poi c’è la faccia scomoda della stessa regola. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto: è la fotografia di un elenco. Un sito .it con numero ADM è verificabile; un .com che accetta italiani con licenza straniera non lo è, e quella licenza in Italia non ha alcun valore giuridico.

L’offerta irregolare, il blocco e la sanzione

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali, legata ai concessionari, e quella dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti delle due amministrazioni. Gli internet service provider e i fornitori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello di DNS e qualche provider resta indietro. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore in riferimento all’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da qualche decina a qualche centinaio per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il verbo che il settore usa è «oscurati», e descrive bene un problema che non si risolve una volta per tutte.

Sul lato del giocatore la legge è ancora più esplicita. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com irregolare non porta niente di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Nella zona offshore esistono siti che accettano italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcuno stato. È una zona senza protezione, e va lasciata com’è: senza marchi, senza dettagli su depositi e bonus, senza nomi.

La parte noiosa che decide quanto si perde

Nessuna di queste regole rende il gioco divertente, e il punto è esattamente questo. Un conto di gioco italiano è pieno di paletti: chi li legge come una scocciatura non ha capito che sono la sola differenza sostanziale tra giocare qui e giocare su un sito che non risponde a nessuno.

Il limite di deposito che si sceglie in registrazione

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 disegna la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. AdmiralBet è l’esempio più esplicito: chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e avverte che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. Quel differimento non è un dispetto: serve a impedire che un limite venga alzato nell’ora in cui si sta perdendo. Chi legge le condizioni di un bookmaker prima di depositare lo trova scritto; chi lo scopre dopo aver chiesto l’aumento si arrabbia.

La logica del sistema è tutta qui, e va detta una volta: i limiti scattano verso il basso subito e verso l’alto con calma. È l’unico meccanismo di protezione che il giocatore controlla davvero, e vale più di qualsiasi avviso a schermo.

Autoesclusione e RUA

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è attivo dal 2018 e blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche. È l’unico strumento del sistema che produce un effetto immediato e totale: chi si iscrive al registro non può giocare, e non dipende dalla buona volontà del singolo operatore.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si autoesclude deve sapere una cosa prima: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, e lì l’autoesclusione non produce alcun effetto.

SPID, conto di gioco e i 30 giorni

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Goldbet copre anche la CIE attraverso un provider SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino.

Il dettaglio che frega molti: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è una condizione nascosta, ma sta in una pagina che quasi nessuno legge prima di registrarsi, e chi deposita il primo giorno e verifica il trentunesimo trova il saldo fermo. La soluzione è semplice e noiosa: completare l’identificazione subito, prima di qualunque ricarica.

Uno spettro che ha venduto 95.000 copie e non esiste in Italia

Vale la pena scriverlo qui, perché la pagina sul tennis ci arriva per forza. In Italia non esiste una piazza di gioco a sé stante con i suoi mercati dedicati e i suoi regolamenti: il «gioco a distanza» è un insieme di prodotti autorizzati, e chi cerca un circuito parallelo con regole proprie lo trova in altri paesi. Per le scommesse sportive resta il palinsesto approvato, con i suoi eventi aggiunti uno per uno.

L’ippica ha un trattamento separato che vale la pena conoscere per non confonderlo con le scommesse sulle corse: l’art. 6, comma 1, lett. a) copre le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore, mentre i «giochi di ippica nazionale» della lett. c), definiti all’art. 2, lett. h) come vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté di tipo totalizzatore, richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti oggi i totalizzatori di ippica nazionale online è cosa non nota.

Il conto dei soldi veri: imposta, tassazione e 0,2 %

Sul piano del fisco lo schema è a due livelli. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, dove prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il giocatore, invece, non paga sui prelievi da un concessionario ADM. Secondo la stampa di settore del 2024 e del 2026 le vincite sono «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. È un’affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi vale la pena consultare un commercialista.

Le cose cambiano se il gioco avviene su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è poi l’obbligo informativo dell’operatore. L’art. 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È la quota di pubblicità che il settore deve alla prevenzione, ed è modesta.

Pubblicità vietata, bonus ammessi

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM applica la norma, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge, nella sua nota, che la pubblicità a operatori non autorizzati può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Il quadro recente è movimentato. Secondo la stampa di settore, nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Da non confondere: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. In Italia non si conosce né un tetto normativo ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è lì che va letto il costo reale di un’offerta.

Ricariche, prelievi e le rotaie di pagamento

C’è una rotaia di pagamento che esiste solo in Italia, ed è la più utile a chi non vuole lasciare traccia sulla carta. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le altre rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco effettivo di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Il quadro delle cripto presso i concessionari ADM è aperto, e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate.

C’è infine una norma che vale la pena conoscere perché riguarda il futuro dei pagamenti: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata.

Il torneo: date, formato e quello che il palinsesto può offrire

Chi scommette sul tennis non compra un torneo, compra una serie di partite. Vale comunque la pena sapere com’è fatto il torneo, perché formato e superficie decidono la forma dei mercati.

Le date che contano

L’edizione 2026 si è giocata a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026. L’edizione 2027 è prevista dal 17 al 31 gennaio. Il torneo si gioca al Melbourne Park, su cemento — la superficie che dal 2008 ha preso il posto del Rebound Ace e che dal 2020 è GreenSet.

Quattordici giorni di calendario significano un torneo che si sovrappone, per la prima settimana, a tutto il resto del palinsesto sportivo: campionati di calcio europei a metà stagione, basket, volley. Per un operatore con più di 1.000 eventi al giorno come Sisal non è un problema di spazio, è un problema di attenzione del giocatore. Per chi punta, significa che la quota sul match di primo turno di un giocatore di secondo piano arriva in un momento in cui il bookmaker ha molte meno informazioni di quante ne avrà al terzo turno.

Meglio dei cinque, meglio dei tre

Gli uomini giocano al meglio dei cinque set, le donne al meglio dei tre. Sul 6-6 si va al tie-break; nel set decisivo si gioca un match tie-break a 10 punti con due punti di scarto.

Questa asimmetria ha un effetto concreto sui mercati. In un match al meglio dei tre set, un set perso è metà della partita e le quote si muovono violentemente dopo il primo break; in un match al meglio dei cinque, lo stesso break vale molto meno. Chi gioca live deve sapere in quale dei due formati si trova, perché la stessa giocata a parità di punteggio ha un valore diverso. Il match tie-break del set decisivo aggiunge un’ultima variabile: negli ultimi punti di una partita lunga la quota sul favorito tende a irrigidirsi, e il mercato diventa più caro proprio quando la partita è più incerta.

Quel che si può giocare davvero su un match

Sui singoli incontri le tipologie disponibili sono quelle dello sport: mercati sull’esito finale, su chi vince un set, sul numero di set, sui game, sugli aces. Un operatore come Betfair elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol — quest’ultimo è un mercato di matrice calcistica — e i mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal mette in campo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni: un catalogo costruito sul calcio e non sul tennis.

Questo è il punto da capire, ed è il motivo per cui questa sezione esiste. Un’app che promette 20 tipi di sport e più di 20.000 eventi non promette 20 tipi di mercato su ogni sport: promette i mercati che il suo palinsesto ha approvato, e la profondità su un singolo match di tennis non è la stessa che su una partita di Serie A. Chi cerca mercati secondari sul tennis — numero esatto di set, game handicap, aces — deve guardare il singolo match, non la brochure.

La funzione che cambia il senso di una scommessa

Il cash out merita un paragrafo a sé, perché trasforma una scommessa da evento binario in una decisione continua. Sisal lo descrive come la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca; SNAI Sport la mette accanto a singole, multiple e sistemi e a mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori.

Il meccanismo è semplice e va detto con precisione. Chi chiude in anticipo non incassa la quota piena: incassa una cifra calcolata sul valore residuo della giocata in quel momento, e in quel calcolo il margine del bookmaker c’è di nuovo. In un match di tennis lungo, dove il punteggio cambia ogni venti minuti, la funzione diventa particolarmente utile e particolarmente costosa. La domanda giusta non è «posso uscire», è «a che prezzo». Aprire il cash out su una partita al quinto set significa trattare con un bookmaker che sa quanto costa la propria copertura in quel momento.

Il tennis virtuale non è tennis

Una nota breve, ma che serve a non confondere due cose. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori stanno lì e non hanno niente a che vedere con un tabellone di Melbourne Park. Il Virtual di Sisal, per esempio, conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Sul piano fiscale gli eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite, e la differenza con una scommessa su un match reale è tutta lì: nel primo caso il risultato è generato da un software, nel secondo da due persone che si scambiano palline per cinque ore. Chi legge l’offerta di un operatore deve sapere in quale dei due mondi si sta muovendo.

Il betting exchange e il tennis

Su un mercato a due esiti e senza pareggio, il betting exchange ha la sua forma naturale. È utile capire come è costruito, perché cambia il ruolo di chi gioca.

L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) definisce il meccanismo: il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. In italiano si dice «punta e banca». Non è un mercato contro il bookmaker, è un mercato tra persone dove l’operatore incassa il proprio compenso sul servizio.

La documentazione di Betfair viene riportata con regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 afferma che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è cosa nota; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Chi arriva dal tennis trova qui una differenza sostanziale rispetto al bookmaker tradizionale: in un mercato a due esiti la commissione applicata alla vincita netta è una struttura di costo diversa dal margine incorporato nella quota, e in teoria più leggera. In teoria, perché la commissione non è l’unica variabile — contano la liquidità del mercato e la puntata minima, e su un match di primo turno la liquidità di un exchange è quello che è. Vale la pena aprire il mercato e guardare i volumi prima di considerarlo un’alternativa.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi del palinsesto approvato da ADM: il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario, definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner. Un match non approvato non è giocabile, in nessuna forma.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Confrontando il numero di concessione e la ragione sociale scritti nelle condizioni del sito con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. La concessione è per sito, non per azienda, quindi ogni indirizzo .it va controllato per conto suo. Un nome in un comparatore non è una prova.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a 1,90 danno 19 € di ritorno e 9 € di guadagno. Nella multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo, e con loro cresce anche il rischio di sbagliare una gamba.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e facendo uno diviso quella somma. Due quote identiche a 1,90 danno un payout di circa il 95 %, quindi un margine del 5 %. Più la somma degli inversi supera uno, più caro è il mercato: sui mercati principali il margine è più sottile che sui mercati secondari.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui prelievi da un concessionario ADM, secondo la stampa di settore, le vincite sono tassate alla fonte e il giocatore non dichiara nulla. Sui siti non autorizzati o esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi: andrebbero dichiarate, e non è consulenza fiscale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, accanto ad autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni, come scrivono le condizioni di AdmiralBet. I limiti tutelano solo sui siti collegati al RUA.

Eurobet: il catalogo più largo, il tennis meno visibile

Eurobet è il marchio con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il numero è basso, e questo dice qualcosa sulla storia del marchio in Italia più di qualsiasi slogan.

L’app Eurobet Sport mette in vetrina un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È l’elenco più eterogeneo dei dieci, e il tennis ci compare per nome, cosa che non tutti fanno. Il rovescio della medaglia sta nella stessa lista: quando un bookmaker tratta le elezioni e i reality show, la profondità sui mercati secondari di un match di tennis non è la sua priorità. Chi cerca il numero esatto di set su un primo turno probabilmente non lo trova qui.

C’è poi il dettaglio societario che vale la pena conoscere: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale figura nell’Elenco anche per Bwin e Gioco Digitale. Chi crede di cambiare operatore cambiando sito, in alcuni casi cambia solo l’interfaccia.

Il verdetto. Eurobet è la scelta di chi vuole un solo conto di gioco capace di coprire tutto, dalla Serie A alle elezioni americane, e non ha bisogno di trovare il mercato più fino sul tennis. Per chi gioca quasi solo sui match di Melbourne, il catalogo enorme è una comodità che si paga in profondità.

StarCasinò: sport accanto al casinò, senza gerarchia

StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. Il nome del marchio dichiara la propria natura: si tratta di un casinò online che offre anche scommesse sportive.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una descrizione breve, e non contiene né un numero di eventi né un elenco di sport. Per chi legge questa pagina cercando mercati sul tennis, la risposta onesta è che qui il prodotto sportivo esiste ma non è la vetrina.

Il punto vero è un altro, e riguarda la separazione dei mondi. Chi apre un conto di gioco su StarCasinò per le scommesse su un torneo di tennis si trova dentro una piattaforma dove il gioco d’azzardo automatico è a un clic di distanza, nella stessa sessione e con lo stesso saldo. Su un mercato a due esiti e con una quota trasparente la decisione è almeno leggibile; davanti a una slot non lo è. Il perimetro delle tutele è lo stesso — limiti, autoesclusione, RUA — ma la prossimità dei due prodotti è un dato di fatto che chi sceglie deve mettere nel conto.

Il verdetto. Per chi vuole il tennis dentro un portafoglio di gioco più largo, il conto qui fa il suo lavoro; per chi sa già che il casinò è il suo punto debole, la vicinanza delle slot nella stessa app è un argomento per aprire altrove.

BetFlag: il bonus grande e l’identificazione fatta bene

BetFlag è il marchio con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. È l’operatore che su questa pagina porta il numero più vistoso, e insieme una delle regole di accesso più pulite.

Il numero è il Welcome Bonus Sport: pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Va letto con attenzione, perché il tipo di offerta conta più dell’importo. È un bonus in denaro accreditato sul saldo, non una freebet, e la differenza è sostanziale: una freebet che vince non restituisce la puntata, un credito su saldo sì. Il tetto di 5.000 € è alto, e un tetto alto premia chi deposita tanto — è una scala proporzionata al deposito, non una promessa di guadagno. Le condizioni che il bonus porta con sé, a partire dai requisiti di puntata, stanno nelle condizioni dell’operatore e vanno lette prima di versare.

Sul lato dell’accesso, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È un dettaglio che sembra burocratico e invece è il più utile della scheda: chi verifica l’identità con SPID in pochi minuti non rischia la sospensione del conto a trenta giorni e non si trova i prelievi bloccati proprio quando vuole incassare una vincita su un torneo.

Il verdetto. Il bonus è il più grosso del gruppo e l’identificazione via SPID è la più comoda; entrambe le cose vanno messe sulla bilancia insieme ai requisiti di puntata, perché un 100 % fino a 5.000 € con requisiti pesanti vale meno di un bonus piccolo con rigioco leggero.

AdmiralBet: i limiti scritti in chiaro

AdmiralBet è il marchio con la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. Il numero è tra i più alti dei dieci, ma il motivo per cui questa scheda esiste è un altro.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono tre limiti su tre orizzonti temporali, richiesti in fase di apertura del conto — non nascosti in un pannello di impostazioni che nessuno apre. È il tipo di condizione che un operatore scrive quando vuole che il giocatore la veda.

La stessa trasparenza vale per l’autoesclusione. Le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un arco così lungo cambia la natura dello strumento: non è una pausa, è una decisione con una coda lunga, e chi la prende deve sapere che per nove mesi non si torna indietro.

Sul prodotto sportivo la scheda è la più povera del gruppo: qui non ci sono dichiarazioni su sport, tornei o numero di eventi. Chi vuole sapere se AdmiralBet tratta il tennis deve aprire il suo palinsesto e guardare.

Il verdetto. La scheda vale per come tratterebbe il conto, non per quello che promette sullo sport: chi vuole limiti impostati dal primo minuto e un meccanismo di autoesclusione chiaro trova qui il terreno più solido, e chi cerca il mercato più profondo sul tennis guarda altrove.

Sisal: la profondità live e il tennis in streaming

Sisal ha la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Sull’offerta sportiva è il marchio più esplicito dei dieci, e si capisce dal tipo di numeri che sceglie di dare.

Dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è nell’elenco degli sport in streaming, ed è la dichiarazione più diretta su questo torneo che un operatore italiano faccia in una propria scheda. Per un giocatore live è un vantaggio concreto: guardare il match e vedere il mercato muoversi insieme è un’altra cosa rispetto a seguire un punteggio aggiornato ogni trenta secondi.

Il catalogo delle tipologie è costruito intorno al calcio, con la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. C’è anche un lato che con il tennis non c’entra: più di 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, accanto a ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster.

Sul bonus di benvenuto la scheda dice una cosa precisa: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. È la meccanica standard di un bonus legato al deposito, e la parte da leggere è quella che non c’è: requisiti di puntata, quota minima e scadenza stanno nelle condizioni.

Il verdetto. Se il tennis lo si gioca live, è difficile chiedere di più di 15.000 eventi con streaming gratuito su quattro sport, e il cash out aggiunge un’uscita a ogni momento della partita; il costo sta nello spread che il bookmaker applica alla chiusura anticipata, che nessuna scheda promozionale mette in evidenza.

Lottomatica: lo streaming come strumento, non come regalo

Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). È il caso più chiaro di un operatore che sceglie un posizionamento e lo segue senza deviazioni.

L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il calcio e i motori sono il centro; il tennis non compare nell’elenco, e non è un caso di omissione ma di scelta.

Vale la pena dire una cosa sul live che nessuna scheda dice, perché è la ragione per cui lo streaming è lì. Un mercato live non è un mercato statico: la quota si muove mentre l’evento si svolge, e cambia a ogni punto, a ogni fallo, a ogni sorpasso. Chi vede l’evento in diretta ha una frazione di secondo di vantaggio informativo rispetto a chi guarda solo il punteggio, e il bookmaker lo sa. Lo streaming è uno strumento che serve a far giocare più velocemente, non un regalo per il giocatore. Chi lo usa bene lo usa per decidere se restare fuori, non per entrare.

La ragione sociale è un dettaglio che vale la pena annotare: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è il nome che compare nell’Elenco per Lottomatica, e Goldbet è anche un marchio conosciuto in Italia. Chi confronta insegne confronti anche le società, perché i numeri sono per sito e non per gruppo.

Il verdetto. Su calcio e motori questo è uno dei conti più solidi del gruppo; su un torneo di tennis a Melbourne la scheda non promette nulla, e chi punta sul tennis deve verificare il palinsesto prima di aprire il conto.

William Hill: la freebet legata alla Serie A

William Hill è il marchio con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. È l’unico dei dieci che la pagina può descrivere su una promozione con numeri completi, e la promozione non riguarda il tennis.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. Ogni numero di questa frase è un requisito, non un dettaglio: la puntata minima, il numero di eventi, la quota complessiva minima. Una multipla di cinque esiti a quota totale 10,0 è una giocata che si azzecca raramente, e questo è esattamente il punto — la freebet è il premio per aver giocato una schedina che il bookmaker vince quasi sempre. Il tetto di 100 € corrisponde a venti settimane di Serie A, quindi a una stagione intera senza saltare un turno.

Va detto anche cosa la freebet è, perché la differenza con un bonus in denaro è tutta qui. La puntata di una freebet di solito non viene restituita insieme alla vincita: se la freebet da 5 € vince a quota 2,00, il saldo cresce di 5 € e non di 10. È il tipo di offerta che si valuta sul rendimento atteso, non sull’importo scritto in grande.

La scheda va completata con una nota: il brand è verificabile su ADM tramite la concessione 16044, ma le informazioni sul suo prodotto sportivo sono quelle riportate dalle fonti di settore, e la lista delle discipline presenti nel palinsesto va letta direttamente nelle condizioni dell’operatore.

Il verdetto. Il club premia la fedeltà al campionato italiano, non chi passa due settimane su un tabellone australiano: chi gioca soprattutto Serie A e comunque gioca multiple da cinque eventi troverà il meccanismo sensato, chi punta singole sul tennis non ne ricaverà niente.

Planetwin365: il calcio europeo e venti sport

Planetwin365 ha la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. Il numero è il più basso fra i dieci, e la scheda è la più dettagliata su cosa si trova dentro l’app.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Qui il tennis non è nominato, ma la formula «più di 20 tipologie di sport» lo include di fatto: è il tipo di dichiarazione che lascia al giocatore il compito di verificare, e va letta per quello che è.

Il dato interessante è la profondità sul calcio italiano, che arriva fino alla Serie C e alla Coppa Italia. È l’opposto del posizionamento di Eurobet: meno ampiezza, più profondità su un singolo sport. Per chi gioca durante l’anno e usa il tennis come diversivo di gennaio, questa è una combinazione ragionevole; per chi cerca un mercato secondario su un match di Melbourne, la dichiarazione sui 20 sport non basta.

Manca, in questa scheda, qualsiasi informazione su limiti, identificazione e strumenti di tutela. Vale la regola generale già vista: quei dati stanno nelle condizioni dell’operatore, e sulle condizioni si misura la serietà di un conto.

Il verdetto. È il conto di chi vuole il calcio italiano fino in fondo, dalle grandi ai campionati minori, e usa il resto del palinsesto senza pretese; chi arriva da questo torneo cercando un bookmaker di tennis non trova qui un argomento decisivo.

Betfair: l’unico exchange del gruppo

Betfair ha la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. È il marchio che si distingue per un titolo abilitativo diverso, non per un bonus più generoso.

L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La lista ha una matrice calcistica evidente — Multigol è un mercato sul numero complessivo di reti — e non dice nulla di specifico sul tennis.

La ragione per cui questa scheda è diversa dalle altre sta però nella natura del titolo. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette la scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) descrive il meccanismo: il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. È il betting exchange, «punta e banca» in italiano, ed è descritto come il primo del mercato italiano, con la concessione 16028.

Per un mercato a due esiti come un match di tennis, la struttura dell’exchange ha un vantaggio teorico: non c’è un margine incorporato nella quota, ma una commissione applicata alla vincita netta. Il vantaggio resta teorico finché non si guardano liquidità e puntata minima: su un match di primo turno, il volume disponibile su un exchange è quel che è, e una puntata minima alta esclude chi gioca cifre piccole.

Il verdetto. Ha senso aprire qui un conto se si vuole giocare a due esiti contro altri giocatori anziché contro il banco; il tennis di un primo turno però non è il mercato dove un exchange dà il meglio di sé, e prima di trasferirci il proprio gioco conviene guardare i volumi del singolo match.

bet365: il partner europeo e il tennis in lista

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. È il marchio con la dichiarazione di prodotto più sportiva di tutto il gruppo.

Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Il tennis è nell’elenco per nome, accanto alla formula pre-evento e live: sono le due caratteristiche che questa pagina cerca, dichiarate senza giri di parole.

La partnership con la Champions League è un’informazione di posizionamento più che di prodotto: dice quale posto il marchio vuole occupare nel mercato europeo, e non dice nulla sui mercati disponibili su un match di Melbourne. Vale la stessa regola dell’elenco di Eurobet — un catalogo ampio non promette profondità su ogni voce. La società titolare, Hillside (New Media Malta) Plc, è maltese; il titolo abilitativo è però italiano, ed è questo che conta per chi deposita.

Chiude la nota comune: niente in questa scheda parla di limiti, di identificazione o di strumenti di autoesclusione, e sono le condizioni dell’operatore il posto dove cercarli.

Il verdetto. È il conto che un giocatore di tennis guarda per primo fra i dieci, perché è l’unico che mette il tennis accanto alla formula live in una dichiarazione di prodotto; resta da verificare nel palinsesto se la profondità sui mercati di un singolo match sia all’altezza del nome.

Quello che resta da fare prima di versare

La pagina finisce dove comincia il giocatore. Tre cose, in ordine di quando servono.

La prima è il numero di concessione. Va cercato nelle condizioni del sito, confrontato con l’Elenco ADM, e la verifica va ripetuta per ogni indirizzo .it: la concessione è per sito, e un conto aperto su un’insegna non è un conto autorizzato su un altro dominio. Se il marchio non è nell’Elenco, la conversazione è finita, e la legge italiana dice con chiarezza cosa rischia chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

La seconda è il limite di deposito. Va scelto al momento della registrazione, prima di avere fretta, perché è l’unica decisione di questa pagina che si prende una volta sola e si cambia con calma. Limiti in riduzione immediati, limiti in aumento dopo sette giorni: chi ha intenzione di alzare il tetto lo sappia prima, non dopo.

La terza è il costo dell’offerta. Un bonus che promette il 100 % del deposito o una freebet settimanale sono numeri scritti in grande; i requisiti di puntata, la quota minima e la scadenza sono i numeri scritti in piccolo che decidono se l’offerta vale zero o qualcosa. Su un mercato a due esiti come un match di tennis il margine del bookmaker è già dentro la quota, e ogni condizione aggiuntiva si somma a quel costo, non lo sostituisce.

Non c’è una quarta cosa, e il motivo è semplice: nessuno può sapere chi vincerà il prossimo torneo di Melbourne. Un bookmaker offre un prezzo su un evento incerto; chi punta compra quel prezzo con i suoi soldi e con la sua testa. Sapere quanto costa una quota è l’unica parte di questa storia che si può controllare, e vale la pena controllarla bene.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»