Bookmaker esteri senza concessione ADM — quello che il marchio non scrive in home page
Il punto non è se un sito di scommesse estero funzioni. Funziona, quasi sempre. Il punto è cosa smette di valere nel momento in cui la partita la giochi fuori dal sistema delle concessioni italiane: nessun RUA, nessun limite di deposito imposto per legge, nessun foro italiano se qualcosa va storto, e una norma del 1989 che — parole dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non mie — sanziona anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori senza concessione con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le indicazioni su concessioni, elenchi e inibizioni sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (ex AAMS) e sulla pagina dei siti inibiti dell’Agenzia.
Qui sotto trovi tre percorsi possibili e cosa costa ciascuno. Non un invito: una mappa.
Normativa: chi può davvero accettare una scommessa in Italia
La domanda giusta non è «è un sito affidabile?». È «ha una concessione?». Sono due cose diverse, e la seconda è l’unica che si verifica con un documento pubblico invece che con una sensazione.
L’elenco di ADM è l’unico test che conta
ADM (ex AAMS) pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre, cioè Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un marchio che non compare tra quelle 52 righe non è «in attesa di autorizzazione», non è «in fase di adeguamento». Non c’è.
Due avvertenze che quasi nessuna pagina di confronto mette in evidenza. La prima: l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario può offrire. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e skill games, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non prova che quel sito tratti scommesse sportive — lo prova la sua offerta, non la sua presenza in lista. La seconda: l’elenco non è il mercato. Altri concessionari esistono oltre a quelli nominati qui, e un marchio che non trovi in una lista di confronto non è per questo abusivo. Ma l’inverso vale sempre: chi non è tra i 52 codici non ha titolo per raccogliere gioco in Italia.
Come si legge una concessione, riga per riga
Le licenze italiane sono concessioni, non licenze aperte: si assegnano per gara pubblica. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza sotto concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.
L’art. 6, comma 3 fissa il resto: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni richieste includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Termini di concessione e regime fiscale restano congelati per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che spiega perché il settore si muove a scatti: si gioca tutto nella finestra della gara. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Nessuno di quei numeri è un dettaglio da addetti ai lavori: sono la ragione per cui il panorama italiano è corto, stabile e caro da entrare.
La giurisdizione è italiana, e questa è la parte che conta
Un operatore con concessione ADM ti porta dietro tre cose che un .com non ha. La prima è l’Autorità: supervisione, obblighi informativi, controlli. La seconda è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018 — ci torno nella sezione sulla prevenzione, perché è lo strumento che rende l’autoesclusione qualcosa di diverso da una promessa. La terza è il foro: una vertenza con un concessionario italiano si discute in Italia, davanti a un’autorità italiana, con un intermediario che risponde a un’autorità italiana.
Su un marchio estero senza concessione, la licenza estera — Curaçao, Malta, Anjouan, qualunque sia — non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di serietà del regolatore straniero: è che quello straniero non ha giurisdizione qui. Se il sito chiude il conto senza spiegazioni, se i prelievi si allungano, se il palinsesto cambia sotto i piedi, il posto dove reclamare è il posto che ti ha rilasciato la licenza. Prova a immaginare un ricorso in italiano davanti a un’autorità che sta dall’altra parte del mondo.
Cosa è successo alla pubblicità delle scommesse
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, manifestazioni sportive e culturali incluse, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge un tassello che riguarda direttamente i media: pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Il quadro si muove. AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pendono davanti alla Corte UE (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: esito non trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi costruisce un piano editoriale o una sponsorizzazione su «tanto lo tolgono» sta scommettendo su una notizia che non c’è.
Chi vigila, e quanto costa a chi sbaglia
L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 mette in mano ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito. Entrambi stanno sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di inibizione rischiano da 30.000 a 180.000 € di sanzione amministrativa per ciascuna violazione accertata.
L’art. 21 delle FAQ di ADM aggiunge il dettaglio storico che a molti sfugge: l’Agenzia blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Non è una campagna recente. È una politica di diciotto anni.
Prevenzione: gli strumenti che esistono solo se il conto è in Italia
Qui la differenza tra i due percorsi smette di essere teorica. Un conto su un concessionario italiano arriva con una cassetta di attrezzi già montata. Un conto .com arriva con quelli che il gestore ha deciso di mettere, e non c’è nessuno a controllare che li metta.

RUA, l’autoesclusione che funziona davvero
Il Registro Unico degli Autoesclusi è il pezzo forte del sistema. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui l’hai richiesta: apri un conto nuovo tre giorni dopo, e la porta resta chiusa. Fino al 31 gennaio 2026 le condizioni di Admiralbet prevedevano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 chiede comunque strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per il periodo che il giocatore sceglie.
Su un sito senza concessione nulla di tutto questo esiste. Il sito non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso che si registra lì è un giocatore non protetto. Vale la pena dirlo senza giri di parole: chi ha un problema di controllo e pensa di risolverlo cambiando gestore lo sta spostando, non risolvendolo.
I limiti che scegli tu — e i sette giorni per alzarli
L’art. 15, comma 1 del decreto prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita (lett. a), i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b), i messaggi automatici su durata e spesa (lett. c) e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il meccanismo dei sette giorni è il punto: serve a impedire che la decisione presa in una serata storta cancelli quella presa a mente fredda.
Sulla parte informativa, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, non un’opzione di marketing — e vale solo per chi ha la concessione.
Identificazione: il conto di gioco non è anonimo
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Le strade sono due: il modulo con copia di un documento, oppure SPID. BetFlag, per aprire il conto, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Admiralbet accetta fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Non è una trafila burocratica fine a se stessa: è la stessa identificazione che rende possibile il RUA e i limiti per età.
Ricariche, prelievi e dove il conto si blocca
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Tra i canali che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta, e nessuna norma che nomini canali approvati è nota. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: l’entrata in vigore non è confermata.
La tassazione, dal lato del giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è pagata dall’operatore, non da te: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite.
Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: in pratica «tassate alla fonte», si riceve la somma netta e non si dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione operativa è sempre la stessa: prima di fare i conti della propria dichiarazione, consultare un commercialista.
Il discorso cambia in modo netto sulle vincite da siti esteri o privi di concessione. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Il conto che non fa nessuno: cosa costa davvero una settimana di giocate
L’esempio prescritto per questa pagina serve a rendere visibile un costo che nessun bookmaker ti mette in vetrina. Prendi un giocatore che si impone in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e li gioca una volta sola, su un mercato a due esiti con quote illustrative 1,90 e 1,90 — un esempio, non una quota quotata, e non una previsione su nessun evento.
Il margine del bookmaker è quel numero che sta dentro la quota e non si vede: la quota giusta per due esiti equiprobabili sarebbe 2,00, mentre a 1,90 il mercato restituisce il 95,00 % di quanto raccoglie e trattiene il 5,00 %. Con 100 € giocati una volta sola, il costo medio atteso è di circa 5 € a settimana, cioè 20-25 € al mese su quattro-cinque settimane: una forbice, non una cifra esatta, perché dipende da quante settimane il giocatore mette effettivamente in gioco e perché il 5,00 % resta un margine, cioè una media su tante giocate e non una perdita garantita di ogni singola settimana.
Su un conto italiano quel costo lascia in cambio tre cose: il RUA, che vale anche se domani il giocatore cambia operatore; i limiti di deposito, di spesa e di tempo scelti in registrazione, con la riduzione immediata e i sette giorni di attesa per alzarli; e un foro italiano se la vertenza diventa un problema vero. Su un conto .com senza concessione il 5,00 % se ne va lo stesso — quel margine sta dentro tutte le quote — ma non compra nessuna delle tre. Il costo del gioco è identico nei due casi. La differenza è cosa ottieni con il denaro che perdi comunque: una tutela, o niente.
È anche il motivo per cui conviene guardare alla sostanza dell’offerta e non al suo titolo. Le quote di un mercato 1X2 non sono le quote di un mercato dei totali, degli handicap o di una combo: sono mercati diversi, con margini diversi, e la percentuale che leggiamo come «prezzo del servizio» va stimata sul mercato che si gioca davvero, non su quello che fa più scena nella home page.
Valutazione e classifica: con quali metri si confrontano dieci concessionari
Una classifica di bookmaker vale quanto i criteri che ci stanno dentro. Con dieci marchi che hanno tutti una concessione italiana e tutti un sito .it, il confronto non può essere «chi è legale» — sono tutti legali per la stessa ragione. Il confronto è su cosa ciascuno mette sopra quella base comune.
Un criterio preliminare: la concessione va letta come codice e come società, non come marchio. Il concessionario raramente porta il nome del brand — Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited — e gli operatori dichiarano numero di concessione e società nei propri termini. Chi verifica solo il logo verifica poco.
Poi vengono i criteri che cambiano l’esperienza quotidiana: il palinsesto, cioè quanti eventi e quali competizioni; la profondità dei mercati sul calcio, che è la domanda reale della maggior parte dei giocatori italiani; il costo implicito delle quote, che non si legge dalla pubblicità; la qualità delle funzioni di giocate — cash out, combo, streaming; e la chiarezza dei termini di bonus, dove il rigioco fa la differenza tra un regalo e un impegno. Nessuno di questi criteri si valuta da una schermata di benvenuto.
panorami
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema della chiave |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Palinsesto dell’app: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Apertura conto con documento in .pdf/.jpg/.png o SPID di livello 2; in registrazione limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale dopo invio documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali e varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 tipologie di sport |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Sport-50: bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
La tabella mostra una cosa che salta all’occhio appena la si scorre: la concessione non differenzia nessuno, perché il numero cambia ma il diritto è lo stesso. Differenzia la terza colonna, e differenzia in modo che ha poco a che fare con la dimensione del marchio. Prendi la riga di NetWin: un bonus che raddoppia il primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo 20 € e conto già verificato, è un’offerta semplice ma condizionata in tre punti. Prendi quella di William Hill: il bonus cambia a seconda di come ti registri, e chi scegliere la via manuale aspetta la verifica per incassare 5 € invece di 10 €. Prendi Sisal: oltre 15.000 eventi live e streaming gratuito sono numeri che spostano l’esperienza di chi gioca in diretta, non di chi punta una multipla la domenica mattina.
Quello che la terza colonna non può fare è dirti il costo. Un bonus «100 %» o un Bonus Sport «da 10 €» sono titoli, non valori: il valore sta nei requisiti di puntata, nelle quote minime ammesse e nella scadenza, che ogni operatore scrive nei propri termini e che nessuna tabella riassume per te in modo affidabile. Leggere quelle tre righe prima di cliccare è il lavoro che nessun sito di confronto può fare al posto tuo.
Fondamenti: come funziona una scommessa su un sito estero
Chi cerca un sito estero spesso non sta cercando il caos: sta cercando qualcosa che in Italia non trova. Più mercati, più eventi minori, quote migliori, a volte un sito che non ha mai chiesto copie di documenti. Vale la pena smontare la ricerca pezzo per pezzo, perché alcune di quelle attese si realizzano e altre no.

La meccanica, in breve e senza scorciatoie
Una scommessa a quota fissa funziona così: la quota esprime quanto ti torna per ogni unità puntata, compresa l’unità. Punti 10 € a quota 1,85 su una singola e, se vinci, incassi 18,50 €, cioè 8,50 € di profitto netto. Nella multipla le quote delle giocate si moltiplicano in un prezzo unico: è l’unico modo in cui un multipla paga molto, e anche l’unico motivo per cui quasi mai arriva. Nel sistema si combinano più giocate in modo che l’errore singolo non azzeri tutto, al prezzo di un ritorno più basso. Il totalizzatore è un’altra cosa ancora: non c’è una quota fissata in anticipo, il montepremi si divide tra i vincitori.
Qui entra il termine che conviene imparare a memoria: il margine del bookmaker, o payout. La quota giusta per due esiti equiprobabili sarebbe 2,00; a 1,90 il mercato restituisce il 95,00 % e trattiene il 5,00 %. Quella percentuale sta già dentro il prezzo che vedi. Non è un costo che ti viene addebitato: è la ragione per cui, a parità di previsioni, il conto scende più spesso di quanto sale con l’esito di una monetina. Chi confronta le quote senza confrontare i margini confronta le vetrine, non i negozi.
Il palinsesto: cosa puoi giocare, e chi decide
L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Fuori da quel programma non si può prendere una giocata. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ogni operatore non è dato sapere in anticipo: si guarda l’offerta.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’art. 2, lett. v): scommesse su eventi simulati, cioè eventi sportivi e ippici generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti stanno lì.
L’ippica, invece, va tenuta separata in due cose. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili a totalizzatore) richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti il totalizzatore ippico nazionale online non è dato sapere. Il betting exchange è invece un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi fa banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair — che l’elenco indica con la concessione 16028 — è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo è in capo al concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori. Le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui un elenco di mercati live. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Le tre strade, e chi sta su ciascuna
La scelta reale è tra tre percorsi, e vale la pena dirla come la vedo.
La prima strada è un concessionario ADM. Prendi tutti i vincoli e tutte le tutele: identificazione piena, RUA, limiti scelti in registrazione, foro italiano, tassazione alla fonte che ti lascia fuori dalla dichiarazione. Per un giocatore che vuole un conto che duri anni e non vuole pensare a come funziona un ricorso all’estero, questa è la strada e non ce ne sono altre.
La seconda strada è un sito senza concessione che accetta giocatori italiani. È la strada che il mercato descrive come «siti esteri» o «non AAMS». Qui non c’è nessuno degli strumenti della prima, e c’è in più l’esposizione penale che ADM stessa indica: la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e — questo è il passaggio che riguarda chi legge — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti. L’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre, per gli operatori, la raccolta di giocate in Italia anche quando sono accettate all’estero.
La terza strada non è una strada: è il tentativo di tenere un piede in ciascuna. Un conto italiano per le giocate serie e un .com per quelle che sul primo non trovi. Funziona finché funziona, cioè finché il conto estero paga. Nel momento in cui non paga, non hai due tutele a metà: hai una tutela intera e una che non esisteva dall’inizio.
Cosa vuol dire «oscurati», in pratica
ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza; la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore a proposito dell’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Ecco perché «oscurati» è la parola giusta e «chiusi» no: il dominio cambia, il sito resta. Chi pensa che un sito bloccato sia un sito finito non ha mai provato a cercarne il gemello il giorno dopo.
Le cose che si cercano davvero, e cosa si trova
«Bookmaker esteri con PayPal» è una delle ricerche più frequenti, e merita una risposta onesta. PayPal e gli altri portafogli elettronici compaiono tra i canali che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM, accanto a carte, prepagate, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. Il collegamento tra un portafoglio elettronico e un marchio senza concessione è un altro discorso, e non è un discorso che convenga fare qui: quello che conta è che il canale di pagamento è la parte più visibile e la meno decisiva della scelta.
«Scommesse ippiche estero» porta a un chiarimento che vale la pena fare una volta sola. L’ippica è due cose: le corse dei cavalli su cui si può puntare a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale a totalizzatore con concessione propria. Chi cerca un palinsesto ippico più ricco su un sito estero non sta cercando la stessa cosa che troverebbe in Italia, e non sta nemmeno comprando una tutela diversa: sta comprando eventi diversi.
«Campionati esteri scommesse» è invece la richiesta meno problematica di tutte. Il calcio estero — Premier League, Bundesliga, La Liga — è nel palinsesto dei concessionari italiani esattamente come quello di un sito estero. Chi cambia operatore per seguire il campionato inglese sta pagando, senza saperlo, un costo di sistema per un prodotto che era già disponibile a casa.
I dieci concessionari, uno per uno
Le schede che seguono coprono i marchi con concessione ADM che questa pagina confronta. Non è una classifica e non è un consiglio: la concessione è per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna che dica quali giochi siano offerti, e le offerte sono descritte come le raccontano i termini e le schede degli operatori stessi. Altri concessionari esistono oltre a questi dieci, e un marchio assente da questa lista non è per questo privo di licenza.
Lottomatica: l’app che porta lo streaming dentro la schedina
Concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su un sito .it proprio. Il marchio non è la società, ed è il primo dettaglio da fissare: chi firma è GBO Italy.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La combinazione è il punto di forza della scheda: streaming e quote in tempo reale nella stessa schermata significano che chi gioca live non deve tenere due dispositivi aperti, e chi ha mai provato a piazzare una giocata su un gol mentre guardava uno stream ritardato di trenta secondi sa quanto vale questa differenza.
Le coordinate di concessione e società stanno nei termini dell’operatore, e conviene leggerle lì perché è lì che si verifica l’abbinamento tra marchio e titolare.
Il profilo che ne esce è concentrato su Serie A e coppe, con un occhio allo streaming. Chi cerca il palinsesto più profondo sui campionati emergenti — un secondo livello asiatico, una coppa sudamericana — non lo trova qui, e non perché manchi qualcosa: perché questo marchio ha scelto un altro baricentro, il calcio che si guarda in televisione. Chi invece passa il sabato pomeriggio tra anticipi e dirette trova l’impalcatura già pronta, e la funzione streaming è quella che pesa di più nella scelta.
AdmiralBet: la registrazione più strutturata della lista
Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito .it proprio. Dei dieci, è il marchio su cui i dati disponibili sul tema della pagina sono più concreti, e si vede.
Il conto si apre in due modi. Il primo è la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png. Il secondo è SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente: nessuna foto storta, nessun documento illeggibile, nessuna attesa per la validazione.
Alla registrazione il sistema chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il momento in cui il conto viene configurato, e vale la pena notare quanta differenza faccia chiedere tre tipi di limite invece di uno: chi imposta solo il deposito ha regolato quanti soldi entrano, non quanto tempo ci sta davanti.
Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il cambio di finestra temporale è la novità da tenere a mente: i periodi brevi esistono, e servono a chi vuole un freno, non una serrata.
Qui la partita si gioca sulla configurazione del conto, non sulle quote. Chi apre e chiude un conto in dieci minuti troverà questa trafila più lunga della media e la giudicherà una seccatura; chi vuole che il proprio limite esista davvero, e non sia solo un numero salvato in una pagina che nessuno legge, trova il contrario — un limite chiesto al momento dell’apertura, con un raffreddamento di sette giorni su ogni aumento, è un limite che qualcuno ha progettato per resistere a chi lo vuole alzare.
William Hill: il bonus che cambia a seconda di come ti registri
Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito .it proprio.
Il Benvenuto Sport ha due binari. Chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €. Chi scegliere la registrazione manuale ha un bonus di verifica da 5 €, accreditato dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra le due strade non è un arrotondamento: è il doppio, con una condizione di tempo in mezzo.
Vale la pena smontare la parola «bonus» per un secondo, perché è quella che vende. Un bonus è un credito, non un prelievo autorizzato: il valore che realizza dipende dai requisiti di puntata, dalle quote minime ammesse e dalla scadenza che l’operatore fissa nei propri termini, e nessuna di queste tre cose è visibile nella schermata che annuncia l’importo. La partita si gioca lì. Un bonus di importo più alto con rigioco pesante può valere meno di uno più basso con condizioni leggere, e il verso del confronto non si indovina.
Sulla registrazione, la scelta è tutta qui: chi ha SPID prende il doppio e lo prende subito, chi non lo ha prende la metà e aspetta la verifica dei documenti. La via manuale rimane per chi non ha SPID o non vuole usarlo, ma nella sostanza costa metà del bonus e qualche giorno di attesa. È una delle poche differenze di questa lista che si decide scegliendo come compilare un modulo.
StarCasinò: il marchio casinò-first con un bookmaker dentro
Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito .it proprio. La società titolare è la stessa che sta dietro Betsson.it, e questo è il tipo di dettaglio che si scopre leggendo la riga della licenza e non la home page.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine in cui l’operatore presenta le cose non è casuale: prima il casinò, poi lo sport.
Su questo punto conviene essere netti. Un marchio casinò-first non è un marchio sportivo con un reparto slot: la struttura dell’offerta, la promozione e il pubblico sono orientati altrove. Chi cerca profondità di mercati su un campionato di seconda fascia, o un cash out costruito per il live sportivo, qui trova una proposta sportiva che sta nel prodotto per completezza, non come centro di gravità.
Chi apre un conto per il casinò e ogni tanto punta una partita trova tutto in un posto solo, ed è un vantaggio reale: un conto, una verifica, una cronologia. Ma occorre sapere cosa si sta comprando, perché le due cose — un bookmaker completo e un casinò con un’appendice sportiva — non si distinguono dalla schermata di benvenuto, solo dal catalogo dei mercati.
Planetwin365: il palinsesto più largo sul calcio italiano
Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito .it proprio.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La Serie C nella lista è il dettaglio che pesa: è la categoria che molti marchi trattano di striscio, e chi segue una squadra di terza serie lo nota subito quando cambia operatore.
Il resto della scheda va letto in proporzione. «Oltre 20 tipologie di sport» è un numero, non una garanzia di profondità: venti sport coperti con poche giocate ciascuno non valgono un calcio coperto a fondo, e la struttura di questa offerta — cinque categorie italiane più tre grandi campionati europei più tre coppe — dice che il baricentro sta nel pallone. Chi vuole una giocata su un campionato scandinavo o su un mercato esotico di nicchia probabilmente la trova, ma non è la ragione per cui questo marchio sta in una lista.
Chi segue il calcio italiano a tutti i livelli trova qui la copertura più larga tra i dieci, e chi ha una squadra in Serie C sa che è una lista corta, quella dei concessionari che la coprono davvero.
NetWin: l’offerta sportiva spiegata in una riga
Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito .it proprio.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Ci sono tre condizioni in una riga: il raddoppio vale fino a un tetto di 50 €, il conto deve essere già verificato e il deposito minimo è 20 €. Chi versa 20 € ne trova 20 di credito, chi ne versa 100 ne trova 50 e non 100, e chi non ha ancora completato la verifica non ne trova nessuno.
«Bonus reale» è la formula da guardare con attenzione, perché le parole contano in questa materia. Un bonus in credito e un bonus riscuotibile sono due cose diverse, e la seconda non esiste quasi mai nella forma che il nome suggerisce. Il valore effettivo del credito, ancora una volta, sta nei requisiti di puntata, nelle quote minime e nella scadenza fissati nei termini dell’operatore: il tetto di 50 € è il massimo nominale, non il massimo incassabile.
La scheda è corta e questo è già un’informazione. Chi vuole un prodotto sportivo con una promozione di ingresso semplice, con un tetto basso e un deposito di partenza contenuto, ha un’opzione che si capisce in trenta secondi. Chi cerca un catalogo di mercati da esplorare per settimane trova qui meno materiale che altrove, e nessun raddoppio da 500 € cambierà quella sostanza.
Betfair: l’exchange, cioè un’altra cosa
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito .it proprio.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono mercati normali, con nomi commerciali. Il motivo per cui Betfair sta in questa lista è diverso e va spiegato una volta per tutte, perché è l’unico marchio dei dieci che porta con sé un prodotto che gli altri non hanno.
Il betting exchange è un gioco a sé nel D.Lgs. 41/2024 (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi fa banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. In italiano corrente si dice «punta e banca». Cambia la natura del costo: invece di un margine incorporato nella quota c’è una commissione, e cambia la controparte — non è più il bookmaker, è un altro giocatore. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo è in capo al concessionario. Su quali marchi gestiscano oggi un exchange in Italia e con quali commissioni non ci sono dati, quindi la verifica si fa consultando il sito dell’operatore.
Per chi fa la prima volta un’exchange, l’avvertenza pratica è che non è un bookmaker con più mercati: è un mercato tra persone, dove puoi vincere e puoi anche essere preso in contropartita su una giocata che non avresti voluto. Chi cerca solo un prezzo migliore su un 1X2 troverà che il prodotto qui è un’altra cosa, e che le regole specifiche dell’exchange italiano vanno lette prima di depositare, non dopo.
Eurobet: il palinsesto che esce dal calcio
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio. La stessa società gestisce anche Bwin e Gioco Digitale: un solo concessionario, tre siti.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Gli scacchi e le elezioni sono le voci che dicono il carattere della scheda: qui l’idea di «scommessa sportiva» è elastica, e il palinsesto copre cose che la maggior parte dei marchi non tocca affatto.
Il rovescio è la profondità. Un catalogo che va dal golf alle elezioni politiche è largo, e la larghezza si paga: chi cerca un mercato specifico su una partita di Serie A deve verificare che quel mercato ci sia, non darlo per scontato perché il marchio è grande. Chi invece segue sport che gli altri trattano come riempitivo — il ciclismo, il volley, il rugby — trova qui il catalogo più vario della lista.
Chi passa da un campionato all’altro e ogni tanto vuole una giocata su qualcosa che non è pallone trova il posto giusto. Chi vuole solo il mercato profondo sul calcio italiano ha alternative più mirate, e nessun palinsesto onnivoro compensa un mercato che non c’è.
Sisal: il numero più grande, e cosa vuol dire
Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio.
L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette anche di accedere al conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Quindicimila eventi live e streaming gratuito sono la combinazione che decide la scelta per una certa fascia di giocatori. Chi gioca in diretta ha un problema pratico: trovare un mercato vivo nel momento in cui la partita cambia, e vederla. Un catalogo live profondo senza streaming lascia a metà; lo streaming senza mercati vivi lascia a metà nell’altro senso. Qui ci sono entrambi, e il Cash Out chiude il cerchio per chi vuole uscire prima del fischio finale senza vendere la giocata a un amico.
C’è un prezzo per tutto questo, ed è il prezzo di ogni catalogo enorme: più mercati significa più occasioni di giocare, e più occasioni di giocare significa che il margine del bookmaker lavora su un volume più alto. Chi ha un limite di deposito basso e un catalogo da 15.000 eventi davanti non ha un problema di offerta, ha un problema di esposizione — e i limiti scelti in registrazione, con la riduzione immediata e i sette giorni per alzarli, sono la barriera che questa scheda rende più utile delle altre.
bet365: il partner UEFA, tra i dieci
Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it proprio.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il dato di partnership merita una riga di contesto, perché è esattamente il terreno su cui cade il Decreto Dignità. Uno sponsor ufficiale di una competizione europea non può usare quella sponsorizzazione per pubblicizzare il gioco in Italia: il divieto riguarda ogni forma di pubblicità, anche indiretta, su qualunque mezzo, e la sanzione AGCOM è del 20 % del valore della pubblicità con un minimo di 50.000 €. Il valore del marchio come partner UEFA, per il lettore italiano, sta nell’essere riconosciuto in Europa, non nel poterlo dire in televisione qui.
Sul fronte della protezione, la scheda è la più esplicita della lista: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione, con il numero verde italiano per chi sente che la cosa è diventata più grande di lui. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 non è un canale del marchio: è il servizio italiano a cui rivolgersi, e vale la pena averlo in rubrica indipendentemente da dove si giochi.
Chi cerca un bookmaker con un catalogo internazionale — ippica britannica, freccette, boxe — e vuole che gli strumenti di autolimitazione siano elencati in chiaro trova qui la scheda più completa. Chi punta solo sul calcio italiano paga un catalogo vasto per usarne una fetta, e non c’è nulla di sbagliato: è solo un’offerta più grande del necessario.
Domande frequenti sulle scommesse sui siti esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Il più concreto è l’assenza di tutele: nessun RUA, nessun limite imposto per legge, nessun foro italiano. ADM stessa indica che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi; l’importo dell’ammenda e i casi concreti contro un giocatore non sono noti.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM: al 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. L’elenco non indica quali giochi il concessionario offra, quindi la presenza in lista va integrata con l’offerta dell’operatore.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le autoesclusioni e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, qualunque sia il concessionario presso cui le hai chieste. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto presso di loro.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive incluse. A vigilare è AGCOM, con sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 €. Il divieto è in vigore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, con autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni: il raffreddamento serve a proteggere la decisione presa a mente fredda.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore, quindi le vincite arrivano nette e non vanno dichiarate: è una ricostruzione della stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi, da dichiarare.
Siti non AAMS ed esteri – Elenco Operatori
Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»
