Scommesse sul Wimbledon 2026 — quale bookmaker scegliere e perché
Il torneo che il lettore sogna di giocare è finito: i Wimbledon Championships 2026 si sono tenuti dal 29 giugno al 12 luglio 2026 sull’erba di Londra, 139ª edizione, e il singolare maschile è andato a Jannik Sinner, che ha ripetuto il successo dell’anno precedente, mentre fra le donne ha vinto Linda Nosková, ceca. Per chi cerca «scommesse sul Wimbledon 2026» questo cambia tutto, perché il grande evento su cui si puntava non è più davanti ma alle spalle, e un operatore con concessione italiana non accetta scommesse su un torneo concluso. Restano due strade concrete: le giocate sui mercati che l’edizione del 2026 ha generato prima di chiudersi, e la preparazione dell’edizione successiva, che torna a fine giugno come ogni anno.

Quella scelta — se aspettare o giocare adesso su altro — è la materia di questa pagina, insieme a una seconda scelta più concreta: su quale bookmaker farlo. Dieci piattaforme con concessione ADM sono passate al setaccio, con il numero di concessione alla mano e i termini che ciascuna pubblica.
*Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.*
La normativa italiana in due minuti: cosa serve davvero per giocare unascommessa sul tennis
La domanda giusta non è quale bookmaker offra il bonus più generoso, ma chi ha il diritto di accettare quella giocata. In Italia quel diritto si chiama concessione, e non è un permesso generico: è un titolo rilasciato per singolo sito, dopo una gara pubblica.

Concessione, non licenza: la differenza che conta per il portafoglio
Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il testo parla di «concessioni» attribuite mediante gara, non di licenze aperte, e all’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.
La durata non è una formalità: sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Chi partecipa deve essere una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Tradotto: un sito che oggi accetta scommesse sul tennis in Italia sta operando dentro un titolo a scadenza, pagato profumatamente, e con regole fiscali che non cambiano fino alla fine. Non è un dettaglio da addetti ai lavori. È la ragione per cui una promozione può essere ritirata da un giorno all’altro senza che il bookmaker debba spiegare nulla.
L’unica verifica che conta: l’elenco ADM, riga per riga
ADM (ex AAMS) pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Consultato il 25 ottobre 2026, l’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Eurobet, Bwin e Giocodigitale La concessione, in altre parole, è per sito e non per azienda, e il nome commerciale raramente coincide con il concessionario.
Il punto che sfugge a quasi tutti è la struttura di quell’elenco. Non esiste una colonna che dica quali giochi il concessionario può offrire: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, allo scambio e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra quindi che quel sito abbia un’offerta di scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. E, al contrario, la presenza in una classifica non è una concessione — nessuna graduatoria, nemmeno quella che state leggendo, sostituisce una riga dell’elenco.
Il palinsesto: perché non basta che il bookmaker sia regolare
C’è un secondo filtro, e riguarda direttamente il tennis. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e delle tipologie di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno in quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Il che significa che «il bookmaker ce l’ha» è una frase che vale fino al singolo mercato. Quali sport e quali tipologie di gioco stiano nel palinsesto è materia che si legge nel programma dell’operatore, non in una legge. Il virtuale ha una definizione propria — l’art. 2, lett. v) parla di «scommesse su eventi simulati», cioè competizioni simulate al computer, di cavalli o di altro tipo, mostrate con animazione o come evento reale preregistrato — ed è ammesso dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose separate: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) richiedono una concessione propria. Diverso ancora il betting exchange, ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vinto il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange, e con quali commissioni, non è dato sapere da qui: Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
Due cose restano apertamente ignote. Un tetto di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta; gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. E se il palinsesto includa gli esports è anch’esso non definito.
Il muro verso fuori: sito inibito, e chi paga davvero il conto
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
La parola che circola è «oscurati», e la misura dà l’idea della scala: un ordine del 2025, come riportato dalla stampa di settore con provvedimento del 24 settembre 2025, ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni provider restano indietro.
Qui però non si tratta di un rallentamento tecnico. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore, nella formulazione che dà ADM stesso; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Un brand .com con licenza straniera non porta con sé nulla di tutto questo: né il RUA, né la vigilanza di ADM, né gli strumenti di limite obbligatori, né un foro italiano. Porta l’inibizione DNS e, nella lettura di ADM, un rischio penale in capo a chi gioca. La scelta fra un concessionario e un sito offshore non è una scelta di quote. È una scelta su chi risponde quando qualcosa va storto.
Pubblicità sì, pubblicità no: il Decreto Dignità e i suoi duelli
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con la formula integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, e alla lett. m) consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 15, comma 3). ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM verso i mezzi che ospitano quella pubblicità.
Lo stato del contenzioso, come riportato dalla stampa di settore nel 2025 e nel 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Resta una proposta, non una legge, un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.
E i bonus? Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un’offerta di benvenuto. Nessun tetto di legge al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risultano, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Che è un modo educato per dire che la parte più costosa dell’offerta la scrive il bookmaker.
La partita fiscale: chi paga, e chi crede di non pagare
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato) è a carico dell’operatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse sul virtuale pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la situazione è più semplice di quanto sembri e più complicata di quanto si creda. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che incassa il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha dubbi sul proprio caso consulti un commercialista.
Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non risulta. In breve, e senza pretendere di fare consulenza fiscale: quelle somme andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Il conto, per chi sceglie un .com, è presto fatto. Il sito offshore promette di non trattenere nulla e vi lascia il compito di dichiarare, con l’aliquota che non conoscete; il concessionario italiano trattiene per voi e vi paga il netto. Chi punta cifre serie sul tennis dovrebbe pesare anche questo, non solo il decimale in più sulla quota.
Giocare restando in piedi: prevenzione e tutela prima delle quote
Il gioco responsabile non è la pagina finale del sito di un bookmaker, quella che si apre quando si cercano i termini e condizioni. È il capitolo che decide quanto potete perdere in una settimana, e va letto prima di scegliere dove aprire il conto.
Autoesclusione e RUA: le porte che si chiudono tutte insieme
Il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, è attivo dal 2018: l’iscrizione blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e anche alle sale sul territorio. È l’unico strumento del sistema che agisce davvero in modo trasversale, e vale la pena capire perché: non si limita a chiudere un conto, interdice la persona.
All’art. 15, comma 1, lett. e) il D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026; periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Admiralbet, per esempio, prevede nei propri termini l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
C’è un punto che vale più di ogni altro su questa pagina: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso e apre un conto su un .com non è protetto, perché la protezione vive nell’elenco dei concessionari, non nel desiderio di smettere.
I limiti che si scelgono in registrazione, e quelli che non si alzano in un minuto
L’art. 15, comma 1 prevede, alla lett. a), auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; alla lett. b), limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c), messaggi automatici su durata e spesa; e alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara non risulta.
La simmetria è volutamente sbilanciata, ed è una buona notizia. Potete abbassare il tetto quando volete, in un istante; per rialzarlo dovete aspettare una settimana. Chi ha provato a rifarsi dopo una serata storta sa che quei sette giorni valgono più di qualsiasi avviso a schermo.
Admiralbet va oltre il minimo di legge e chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una riduzione che ha effetto immediato e un aumento che attende 7 giorni. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il tipo di informazione che nessun bonus pubblicizza e che vale più di un bonus.
Il tetto alla pubblicità che serve a qualcosa
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è carità: è la quota di denaro che il settore restituisce sotto forma di avvisi, e la sua esistenza spiega perché il materiale di gioco responsabile di un concessionario italiano non sia una concessione una tantum.
Età, identità, conto: la trafila che nessuno racconta
L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni; il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo è il punto in cui un operatore serio non è negoziabile.
Il «conto di gioco» richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Che è la parte noiosa e la più utile. Un conto validato è un conto che può prelevare; un conto lasciato a metà è denaro che resta fermo proprio nel momento in cui serve.
Ricariche, punti vendita e il conto da cento euro
ADM tiene un registro dei «punti vendita ricariche» (art. 13, D.Lgs. 41/2024): tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale pensato per chi vuole giocare senza lasciare tracce sulla carta, e il tetto settimanale di 100 € è la sua vera caratteristica.
Sui binari di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM figurano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il rapporto fra criptovalute e concessionari ADM è una questione aperta, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata.
Pronostici, tendenze e gestione della cassa: come ragionare su una partita di tennis
Nessuno sa chi vincerà. Chi scrive il contrario vi sta vendendo qualcosa, e il tennis è lo sport che punisce più duramente questa illusione, perché una partita si decide su pochi punti e un tie-break può girare su una riga di nastro. Quello che si può fare è ragionare meglio del giocatore medio su come si costruisce un mercato.
Cosa significa leggere una tendenza senza inseguirla
Sul tennis la tendenza più osservata è la superficie. Wimbledon è l’unico torneo del Grande Slam che si gioca sull’erba, come ricorda l’organizzazione dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, e il terzo Slam dell’anno cade a fine giugno dopo due settimane di torneo: sono due dettagli che cambiano la lettura di un tabellone. Un giocatore che arriva da un percorso lungo sulla terra ci mette giorni ad adattarsi a un rimbalzo basso e a scambi corti; uno specialista di servizio e volée trova sull’erba il suo momento dell’anno.
Questo non è un pronostico. È il tipo di ragionamento che un bookmaker prezza prima di voi: lo sa, lo ha già messo nella quota. La parte analitica utile non è la tendenza in sé, ma la distanza fra la tendenza e il prezzo.
La gestione della cassa: la sola variabile sotto il vostro controllo
Sulla singola partita non controllate nulla. Sul numero di giocate e sull’importo di ciascuna controllate tutto, e con un mercato a due esiti come quello del tennis la matematica è spietata. Con una quota di 1,90 su ciascun esito, chi punta sempre la stessa cifra sta pagando un prezzo fisso per ogni tentativo, e lo scoprirà nel capitolo sulle quote.
Un budget di 50 €, con puntate da 5 €, sono dieci giocate: non dieci possibilità di indovinare, ma dieci pagamenti di quel prezzo. La differenza fra questa frase e quella che di solito si legge — «dieci colpi a disposizione» — è la differenza fra un piano e un’illusione.
Fuori dal tabellone: dove il tennis non basta
Chi cerca scommesse sul Wimbledon 2026 arriva quasi sempre da un interesse per il tennis in generale, e conviene dirlo: nel mercato italiano l’offerta tennistica è una parte, spesso minoritaria, di un palinsesto costruito sul calcio. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi; Eurobet va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni); NetWin aggiunge esports ed eventi virtuali. Chi gioca solo tennis su questi operatori sta usando la parte marginale dell’offerta. Non è un difetto, ma è bene saperlo prima di scegliere il conto su cui versare lo stipendio.
Tipi di giocata e costruzione della quota: il formato dei mercati
Un mercato del tennis ha una forma ricorrente, e capirla vale più che leggere dieci recensioni. La forma è questa: due esiti, due prezzi, e una differenza che resta in tasca a chi li ha incollati.
Singola, multipla, sistema, combo: quattro modi di spendere
La singola è una giocata su un solo evento. La multipla incolla più eventi in un’unica giocata e ne moltiplica le quote: un prezzo più alto in cambio di un unico esito favorevole richiesto su tutto. Il sistema è la stessa logica con una copertura parziale degli errori, a fronte di una spesa per più combinazioni. La combo è la combinazione di mercati diversi sulla stessa partita, e Betfair Sport la propone con mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono quattro prodotti diversi e quattro conti diversi, e il più caro non è quello che costa di più in denaro.
La formula, per un principiante, è una sola: la vincita di una singola è la puntata moltiplicata per la quota, e su una singola con 10 € a quota 1,90 si incassano 19 €, cioè 9 € di profitto netto. Su una multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo, quindi il profitto cresce con ognuno degli esiti e la probabilità che tutti arrivino crolla nello stesso tempo.
Over/Under, handicap e DNB: i mercati del tennis che non chiedono il vincitore
Il tennis si presta a mercati che non chiedono di indovinare il vincitore. L’Under/Over sui set o sui game permette di giocare solo la durata della partita, e il GG/NG (goal/no goal) resta un mercato da calcio che convive nello stesso palinsesto. Il DNB, «rimborso in caso di pareggio», in uno sport senza pareggi perde mordente, mentre l’handicap sui set è la versione tennistica dell’handicap e serve a spostare il prezzo su un favorito troppo corto. Sisal, fra le sue proposte, affianca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è comodo e ha un costo che non compare in nessuna quota: il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker.
Quote, payout e margine: la matematica che il bookmaker non mette in vetrina
Qui l’attenzione si trasferisce dalla partita al prezzo. Prendiamo un mercato a due esiti, come una partita di tennis, con entrambe le quote a 1,90 — una coppia illustrativa, non un prezzo quotato da nessuno. La quota è il numero che trasforma una puntata in una vincita: su una giocata singola, moltiplicando la puntata per la quota si ottiene il ritorno, e su 10 € a 1,90 il ritorno è 19 €, con 9 € di profitto netto.
Il tasso di payout dell’intero mercato si ottiene sommando gli inversi delle due quote e prendendo il reciproco: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè 1 ÷ 1,0526, che sta appena sotto il 95 %. Il margine del bookmaker è la parte che resta, ossia 100 % meno quel payout, e sta intorno al 5 %. Nella pratica la forbice è più larga, e la differenza la fa il mercato: su un grande appuntamento seguito da tutti, la parte restituita ai giocatori si avvicina a quella del nostro esempio, mentre su un mercato sottile o su un evento di nicchia può scendere, perché il margine serve al bookmaker per coprire il rischio di un prezzo che nessuno corregge. La forbice osservata va all’incirca dal 5 % a poco più dell’8 % del totale giocato, a seconda dell’evento e del mercato. E la conclusione che conta è una sola: su un mercato così, il giocatore deve indovinare poco più del 53 % delle volte solo per pareggiare i conti, perché sotto quella soglia la quota non restituisce nemmeno quanto è stato puntato.
Lo stesso margine si ripresenta su ogni prodotto. Una multipla moltiplica le quote e con esse lo svantaggio, una combo costruita sulla stessa partita fa altrettanto, il cash out applica il margine a un prezzo che decide il bookmaker. Chi gioca una multipla a tre gambe sta pagando tre volte il prezzo di costruzione, e riceve in cambio un decimale più alto. Non è un imbroglio: è il listino. Il problema è che nessuno lo scrive sulla schedina.
Il torneo: calendario, edizione conclusa e finestra di gioco
Il calendario è la prima variabile operativa, e per una pagina che si chiama scommesse sul Wimbledon 2026 è anche la più imbarazzante: la finestra utile è già passata.
I numeri del torneo: quando si gioca e da quanto
Wimbledon è il terzo torneo del Grande Slam dell’anno e dura ogni anno due settimane a partire da fine giugno. Si gioca nel quartiere londinese di Wimbledon ed è organizzato dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club, l’AELTC; è l’unico torneo dello Slam sull’erba. I primi Lawn Tennis Championships iniziarono il 9 luglio 1877 a Worple Road, e da allora il torneo non ha mai smesso di crescere.
L’edizione 2026: date, albo d’oro e schedina già pagata
I Wimbledon Championships 2026 si sono giocati dal 29 giugno al 12 luglio 2026 a Londra sull’erba, e sono stati la 139ª edizione. Il singolare maschile è andato a Jannik Sinner, che ha ripetuto la vittoria dell’anno precedente, mentre il titolo femminile è andato a Linda Nosková.
Per un giocatore questo significa una cosa sola: su un operatore con concessione italiana non esiste più una giocata sul Wimbledon 2026, perché un mercato si apre su un evento che deve ancora accadere. Il torneo è chiuso, i conti sono stati fatti, e chi vi propone oggi una quota sul vincitore di quel torneo sta vendendo qualcosa che non esiste.
La prossima edizione, e come si prepara una stagione di tennis
La prossima edizione si giocherà nel 2027, con date non ancora disponibili qui, e arriverà come sempre a fine giugno. Una stagione di tennis si prepara, però, prima di Wimbledon: i tornei su erba che la precedono sono il posto in cui si formano le gerarchie, e sono anche i mercati su cui un giocatore attento comincia a lavorare con mesi di anticipo.
Il regolamento in campo, che pochi conoscono e molti immaginano
Alcune regole del torneo cambiano la lettura di un mercato più di quanto si creda. Ai Wimbledon Championships gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre; sul 6-6 si gioca un tie-break ai 7 punti e, nel set decisivo, dal marzo 2022 un match tie-break ai 10 con due punti di vantaggio. Chi scommette sul numero di set sta scommettendo su quella asimmetria fra il tabellone maschile e quello femminile, e su quanto un match tie-break del quinto possa allungare una partita che sembrava chiusa.
La regia del torneo: chi decide, dal 2020
Direttore del torneo dei Wimbledon Championships dal 2020 è Jamie Baker. Non è una nota di colore: decisioni su orari, ordine di gioco e campi su cui si scende influenzano la durata delle partite e le condizioni in cui una sfavorita si trova ad affrontare un turno, e sono decisioni di una persona e del suo staff.
Fuori dal campo centrale: il resto dell’offerta di un concessionario
Chi sceglie un bookmaker per il tennis sceglie anche tutto il resto. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; il suo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. E Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo.
Il tennis, insomma, non è mai solo. Il torneo che vi interessa arriva due settimane l’anno, e il conto che aprite resta aperto tutto l’anno.
Come giudicare un bookmaker: i criteri che contano prima della classifica
Una classifica di bookmaker è un elenco ordinato, e un elenco ordinato non spiega nulla se prima non si dice cosa si è guardato. I criteri vanno fissati prima di guardare i nomi, altrimenti si finisce per ordinare le impressioni.
Il primo filtro è sempre lo stesso: la riga sull’elenco ADM
Prima di qualsiasi altra cosa, un operatore deve stare sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il proprio codice e il proprio sito .it. È il filtro che non si negozia, perché è quello che determina se il conto è collegato al RUA, se ci sono strumenti di limite obbligatori, se un ordine di ADM vi riguarda e se esiste un foro italiano per una contestazione. Un marchio che non compare fra le 52 righe non è automaticamente illecito — l’elenco non esaurisce il mercato, e nuovi titoli possono essere rilasciati — ma per il giocatore la domanda pratica è un’altra, e la risposta sta in quella riga: c’è o non c’è. Al 25 ottobre 2026, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non erano fra le 52 righe.
Il secondo filtro è l’offerta reale, che l’elenco non racconta
L’elenco ha un limite strutturale di cui abbiamo già detto: non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, allo scambio e al bingo in qualsiasi combinazione, e diversi marchi sono casinò-first con un sportsbook accanto. La verifica che conta, quindi, si fa sul campo: il sito e l’app dell’operatore dicono se c’è un’offerta di scommesse sportive e di che tipo, e i termini dicono il resto.
Tre criteri pratici, nell’ordine in cui un lettore li incontra
Il primo criterio è la profondità del palinsesto sul tennis, che è materia di osservazione diretta e non di classifica. Il secondo è il costo implicito del prodotto che si usa di più: margine sul mercato principale, regole del cash out, eventuale commissione. Il terzo è la gestione del conto — canali di ricarica, tempi di prelievo, validazione dell’identità, strumenti di limite — perché è la parte che si scopre solo quando qualcosa va storto, ed è quella che fa la differenza fra un pomeriggio e una settimana di attesa.
Il resto sono dettagli che si leggono nei termini: requisiti di puntata del bonus, quote minime, scadenze, cap sulle vincite. Nessuno di questi compare in una vetrina, e tutti compaiono nei conti di chi vince.
I dieci concessionari a confronto: chi ha quale concessione e cosa dicono i suoi termini
Un chiarimento necessario prima dei nomi. Quella che segue non è una classifica e non è una raccomandazione: i dieci marchi sono concessionari presenti sull’elenco ADM, ciascuno con il proprio codice e il proprio sito .it, e le loro offerte sono descritte come le raccontano i termini e le schede dei rispettivi operatori. Le loro concessioni non si estendono al di fuori di quello che ciascuno dichiara, e l’elenco non è l’intero mercato: altri concessionari esistono.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo; exchange (potenzialmente) come gioco a sé |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | quote e risultati in tempo reale, streaming per il live su calcio, F1, MotoGP e altri eventi |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | apertura conto con SPID e CIE; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 € |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal/Multigoal e Cash Out |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto da calcio, tennis e basket fino a spettacolo e politica |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con virtuali ogni 2 minuti |
La colonna centrale merita due note che la tabella non può contenere. La prima: il concessionario raramente porta il nome del marchio. Lottomatica, Bwin, Betsson e Starcasinò. La seconda: la presenza di un codice accanto al nome non dice nulla sulla qualità dell’offerta. Dice che quel sito ha il titolo per stare sul mercato italiano, che è il minimo sindacale, non un merito.
Betfair: il listino del mercato più trasparente del lotto
Betfair è descritta come la prima concessionaria di exchange, con la concessione n. 16028 intestata a Betfair Italia S.r.l. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’exchange, per la legge italiana, è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vinto il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.
Il vantaggio dell’exchange, quando funziona, è che il prezzo lo fanno i giocatori e non la casa: il margine lo si legge in commissione, non in una forbice nascosta. Il limite è la liquidità, che su un mercato tennistico minore può essere sottile, e la puntata minima a passi da 50 centesimi è una regola che pesa su chi gioca importi piccoli. Chi vuole capire come si forma un prezzo ha qui il posto giusto per guardare.
Lottomatica: il polso del campionato, non del torneo
Lottomatica opera con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È il profilo di un operatore costruito sul calcio: il tennis c’è, ma come componente di un palinsesto che vive di campionati.
Lo streaming live è la parte che merita attenzione, perché è l’unico modo di seguire una partita senza un secondo abbonamento, e in un mercato live cambia il modo in cui si gioca. Chi però cerca profondità tennistica nelle prime fasi di un torneo fuori dai grandi appuntamenti probabilmente non trova qui il suo posto.
BetFlag: il conto semplificato e un bonus che è denaro
BetFlag, concessione n. 16008 di Betflag S.p.a., punta sull’accesso: per aprire il conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Un bonus accreditato su saldo è un bonus che si comporta come denaro, e questo lo distingue da un free bet, che invece non restituisce la puntata insieme alla vincita. Resta da leggere nei termini con quanti requisiti di puntata e con quali quote minime quel saldo vada trasformato in prelievo: la cifra in vetrina non è il valore dell’offerta, è l’ingresso.
StarCasinò: scommesse dentro un recinto da casinò
StarCasinò, concessione n. 16026 di Azzurri Limited, è il caso più chiaro di marchio nato altrove: la sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il bookmaker c’è, ed è dichiarato.
Chi cerca un ambiente in cui il gioco a quota fissa conviva con il resto troverà qui quello che cerca; chi cerca un bookmaker puro, con il tennis trattato come prodotto principale, sta guardando un reparto dentro un grande magazzino. La concessione per sito, del resto, è la stessa cosa di cui godono tutti: quello che cambia è dove il concessionario ha messo il personale.
Goldbet: la schedina come prodotto principale
Goldbet, concessione n. 16009 ancora di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., tiene il fuoco sulla schedina: l’app permette di giocare Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’apertura del conto può avvenire anche con CIE attraverso un fornitore SPID.
Il catalogo delle tipologie di giocata è la parte più solida dell’offerta, ed è anche quella che costa: ogni voce in più nel menù — sistema, multipla, combo — è un prodotto con un margine proprio. Chi gioca poco e bene trova tutto quello che serve; chi pensa che più tipologie significhi più occasioni sta confondendo il listino con la probabilità.
Sisal: il numero più lungo del listino, e la diretta gratis
Sisal detiene la concessione n. 16020 con Sisal Italia S.p.a., e i suoi numeri sono i più alti del gruppo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
La diretta streaming gratuita sul tennis è la parte che a un giocatore di tennis interessa davvero: seguire un match senza abbonarsi a una piattaforma esterna cambia il valore dell’evento, e non solo il modo di guardarlo. Resta il fatto che un catalogo di quella ampiezza include molti mercati che nessuno usa. Il listino lungo non è un pregio in sé; lo diventa se il mercato che vi serve è dentro.
Eurobet: il palinsesto più largo, anche fuori dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet.it con la concessione n. 16012 e tre siti sull’elenco — Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — che è il caso più visibile di un gruppo con più concessioni. Il suo palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il tennis qui è una voce fra molte, e la presenza di scacchi, festival musicali ed elezioni dice qualcosa sull’identità dell’operatore: il gioco a quota fissa trattato come merce molto larga. Per chi cerca solo tennis il segnale è chiaro, e non è un segnale di profondità.
Betsson: il bookmaker con una seconda vita italiana
Betsson opera con la concessione n. 16027 di Azzurri Limited, la stessa società dietro Starcasinò: due marchi distinti, due titoli distinti, un solo gruppo. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il catalogo dei mercati è quello del bookmaker generalista, ben fatto e senza pretese di specializzazione sul tennis. Chi cerca un ambiente con molti mercati per evento — marcatori, combo, esiti parziali — trova pane per i suoi denti anche se la superficie preferita è l’erba. Chi cerca una quota costruita sul tennis in modo diverso dagli altri no.
bet365: il marchio che compra visibilità, e paga per averla
bet365 detiene la concessione n. 16030 con Hillside (New Media Malta) Plc e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La tutela del marchio è la parte riconoscibile del profilo: partnership internazionali, un’offerta ampia, un’app che copre tutto.
Un dettaglio normativo che vale la pena tenere a mente: ADM autorizza gli eventi del palinsesto uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. La visibilità di un marchio sul mercato italiano passa anche da qui, da un titolo che arriva prima di quello degli altri. Al netto della riconoscibilità, però, la concessione è la stessa cosa che hanno gli altri nove: un diritto per sito, nove anni di durata, nessuna corsia preferenziale per il giocatore.
NetWin: il marchio più recente fra i dieci, senza un pezzo della fila
NetWin ha la concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Rispetto agli altri nove il suo listino ha una voce in meno: fra le tipologie indicate non compaiono le schedine «sistema», che nel menù di Goldbet sono invece una voce esplicita.
È il tipo di differenza che non entra in nessuna classifica e che un giocatore scopre solo quando prova a comporre la giocata. Il virtuale con partenze ogni 2 minuti è un prodotto dal ritmo molto diverso dalle scommesse sportive, e va trattato per quello che è: eventi simulati, non partite.
Un margine illustrativo vale per tutti, e non per uno solo
Prima di lasciare il confronto, una nota che riguarda ogni riga della tabella. Qualsiasi cifra di payout o di margine è una proprietà di un mercato specifico in un momento specifico, non di un marchio: due operatori con lo stesso codice ADM accanto al nome possono avere margini diversi su mercati diversi, e lo stesso operatore cambia forbice fra una partita di cartello e un primo turno. Il calcolo sul mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 presenta un payout di poco sotto il 95 % e un margine di poco sopra il 5 %, ed è un esempio costruito per far vedere dove sta il denaro, non il listino di nessuno dei dieci. Chi vuole misurare un bookmaker lo fa da solo, confrontando le quote dello stesso mercato sullo stesso evento: la differenza fra due prezzi è la misura del margine che state pagando.
Domande frequenti sulle scommesse a Wimbledon
Su quali eventi è possibile scommettere presso un operatore con concessione ADM?
Solo su quelli che stanno nel palinsesto approvato da ADM. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipologie di gioco predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Del contenuto del palinsesto di ciascun operatore informano il sito e i termini dell’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero una concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, cercando il codice e il sito .it corrispondente: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può comparirvi più volte. Verificare è semplice; l’elenco non dice però quali giochi il concessionario offra davvero.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno di una giocata singola è la puntata moltiplicata per la quota: su 10 € a quota 1,90 si incassano 19 €, cioè 9 € di profitto netto. Su una multipla le quote degli eventi si moltiplicano in un unico prezzo, e il profitto cresce con ognuno di essi mentre la probabilità che arrivino tutti cala.
Come si legge dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende il reciproco della somma: su un mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 il payout è di poco sotto il 95 % e il margine, cioè quel che resta, di poco sopra il 5 %. Confrontare lo stesso mercato su due operatori è la verifica più diretta.
Le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia?
Presso un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore e non sul giocatore: la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte, incassate al netto e non dichiarate, ma la ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti non autorizzati la posizione è diversa e più onerosa.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile già in registrazione: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti fissati dal concessionario secondo età e comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM.
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Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»
