Cartellini scommesse 2026 — punti, regole e concessionari a confronto

Updated Novembre 2026
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Dati aggiornati al 3 Novembre 2026 · Concessioni e numeri di concessione verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS)

Un cartellino giallo e uno rosso della stessa partita: il regolamento di William Hill li somma in tre punti, e quel tre è già una decisione sul tipo di scommessa che state comprando. Chi apre il mercato dei cartellini immagina di star scommettendo su un episodio di gioco, su un fallo, su un centrocampista che entra duro al minuto ottanta. In realtà compra un numero, e quel numero lo stabilisce un regolamento scritto dal concessionario e non un istinto arbitrale. Nei mercati sui cartellini di William Hill il cartellino giallo vale 1 punto e il rosso 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore: un giocatore che prende giallo e poi rosso arriva a 3 punti, non a 3 e oltre. Nel mercato dei punti cartellino dello stesso operatore il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto vale 2. Sembra una differenza da nulla, e non lo è. Cambia il conto finale di ogni singola schedina e cambia il calcolo ogni volta che il direttore di gara prende una decisione che non vi aspettavate.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Poi c’è il pezzo che quasi nessuno legge prima di puntare: in Italia il mercato dei cartellini esiste solo dove esiste una concessione. L’ADM (ex AAMS) pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, la concessione viene assegnata per singolo sito e non per azienda, e le partite su cui si può giocare stanno dentro un palinsesto che l’autorità approva. Non è un dettaglio da addetti ai lavori. È il motivo per cui il numero di concessione di un bookmaker è la prima cosa che guardo, e il bonus di benvenuto la quarta o la quinta.

Questa analisi prende i dieci concessionari più presenti sul mercato italiano, controlla cosa dicono davvero le loro condizioni su punti, limiti e strumenti di tutela, e prova a stabilire cosa conviene a chi, partita dopo partita. Dove una risposta netta non c’è, lo dico: meglio lasciare una casella aperta che riempirla con una cifra inventata.

La classifica dei cartellini: dieci concessioni a confronto

Il numero di concessione è la parte noiosa di ogni guida e dovrebbe essere la prima che leggete. La concessione è rilasciata dall’ADM a un determinato sito, non a un marchio, e la società che la intestataria quasi mai coincide con il nome che compare in home page. Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited: due indirizzi diversi, una sola licenza in mano alla stessa società. Chi scommette con il marchio e chi firma il contratto si chiamano in modo diverso, e in caso di contestazione è il secondo nome che conta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Sul merito dei cartellini la concessione non dice niente. Il numero dimostra che il concessionario ha il diritto di esercitare il gioco a distanza in Italia e che qualcuno controlla come lo esercita; non dimostra che quel sito accetti la vostra disciplina preferita, né che il mercato dei cartellini sia aperto su tutte le partite di quella giornata. Avere un numero non rende un bookmaker esperto di punti cartellino. Solo un regolamento pubblicato e un palinsesto lo fanno.

Marca Concessione ADM Concessionario Cosa dicono le condizioni sul mercato dei cartellini
Eurobet n. 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
William Hill n. 16044 William Hill Malta Plc Sì: giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore
Lottomatica n. 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Sisal n. 16020 Sisal Italia S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048 Admiral Bet S.r.l. —
Betsson n. 16027 Azzurri Limited —
Planetwin365 n. 16007 Pwo S.p.a. —
Betfair n. 16028 Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò n. 16026 Azzurri Limited —
NetWin n. 16035 Netwin Italia S.p.a. —

La colonna dei cartellini si riempie per un’operatore su dieci, e il tratto vuoto racconta più di quanto sembri. Il regolamento dei punti di William Hill è pubblico e dettagliato; per le altre marche l’elenco dei mercati che si trova nelle schede degli store parla di 1X2, marcatori, numero di goal, tiri in porta, rigori, senza scendere nel conteggio di un ammonizione. Non è una condanna: significa che il modo per sapere se Goldbet o SNAI trattano i cartellini con le stesse regole è aprire la loro pagina di regolamento sport, cercare la voce e leggerla. Il dato esiste, semplicemente non è dove un visitatore lo cerca di solito, cioè nella pagina del bonus.

Nel complesso la graduatoria tiene conto di quanto ogni concessionario è pronto a raccontare su questo mercato specifico e di quanto restano solidi gli strumenti attorno: limiti, autoesclusione, verifiche. Non tiene conto di quanto è bello un sito, che è una questione di gusto, né di quanto è grande un bonus, che è una questione di aritmetica e sta nel capitolo dedicato ai costi.

Playbook dei punti: gialli, rossi e casi limite

Il modo più rapido per perdere una scommessa sui cartellini è non sapere cosa succede quando il giocatore prende due ammonizioni. Le regole di William Hill sono chiare e vale la pena leggerle come si legge una clausola di contratto, perché è quello che sono.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Nel conteggio base il giallo vale 1 punto e il rosso 2, con un tetto di 3 punti per giocatore. Esiste un mercato separato per i punti cartellino, dove il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto 2. E poi esiste il mercato che conta soltanto i cartellini gialli: lì il doppio giallo vale due punti e il rosso non entra affatto nel conteggio finale. Tre mercati, tre numeri diversi per lo stesso evento in campo. Chi guarda la partita e conta i cartellini a occhio sbaglia almeno uno dei tre.

I tre conteggi, affiancati

Il tetto per giocatore è la parte che sfugge più spesso. Se il mercato che avete scelto chiede un numero complessivo di punti, un difensore che prende un giallo al ventesimo e un secondo giallo al novantesimo non porta la schedina a quattro punti: la porta a un punto, perché il doppio giallo entra nella logica del tetto. Se il mercato è quello dei soli gialli, il secondo giallo vale il secondo punto e non c’è rosso da contare. Sono due frasi da regolamento, e sono la differenza tra un risultato e un altro.

C’è poi il confine di cosa entra nel conteggio. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: restano fuori le espulsioni di giocatori in panchina, quelle di allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Nessuna tolleranza per la panchina che si scalda, nessun conteggio per il tecnico allontanato. E il referto non è questione di opinione: le scommesse su risultato, marcatori e cartellini vengono refertate in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione e, solo quando non sono disponibili, ai dati OPTA o, in casi particolari, alla registrazione video del match. Se il vostro conto dei cartellini non torna, la fonte da controllare non è il fermo immagine della televisione.

Criteri che contano in una scommessa sui cartellini

Chi valuta un operatore per questo mercato specifico dovrebbe pesare quattro cose, e solo l’ultima è visibile dalla home page.

Il regolamento viene per primo. Un concessionario che pubblica i punti, il tetto, l’esclusione di panchina e staff e la fonte del referto vi mette in condizione di calcolare prima di puntare; chi pubblica solo l’elenco dei mercati vi lascia il dubbio fino al fischio finale.

La copertura viene per seconda. Nei mercati di calcio di Goldbet figurano, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, anche le scommesse sui cartellini; SNAI mette insieme tiri in porta, cartellini e rigori accanto a risultato esatto e numero di goal. Sono due esempi di come lo stesso mercato compaia in cataloghi costruiti in modo diverso, e di quanto sia diverso il posto che gli viene dato.

Il costo dei prezzi viene al terzo posto. Un mercato con tre esiti in cui le quote sono piatte non è un mercato generoso, e vale per i cartellini come per qualsiasi altro esito.

Infine la solidità dell’operatore: verifiche, limiti, strumenti di tutela. Un regolamento perfetto su un conto che viene chiuso senza spiegazioni è una soddisfazione breve.

Dai punti al mercato: come funziona davvero una scommessa sui cartellini

Una puntata sui cartellini è una scommessa a quota fissa come tutte le altre, con una particolarità che la rende insidiosa. Il risultato dipende da un conteggio, e il conteggio ha un regolamento. Non si sta giocando su chi vince, ma su quante volte l’arbitro tira fuori il cartoncino e su come il concessionario traduce quel gesto in un numero.

Il meccanismo ha tre pezzi. Primo: il mercato deve esistere nel palinsesto approvato dall’ADM per quella manifestazione, e la partita deve stare in quell’elenco. Secondo: il numero che contate deve coincidere con la definizione dell’operatore, tetto compreso. Terzo: la quota fissata al momento della giocata è quella che determina la vincita. Il resto, dal fischio d’inizio in poi, è cronaca.

Non c’è nessun automatismo che renda un mercato più affidabile di un altro: cambiare bookmaker non riduce l’aleatorietà di un cartellino al novantesimo. Quello che cambia è la chiarezza del regolamento e la qualità della quota. Su questo, il confronto lo vince chi scrive le regole per esteso.

Come si costruisce la quota di un cartellino

Le quote sui cartellini non nascono dalla simpatia per i difensori duri. Nascono da una stima di probabilità, e su una stima così incerta il margine del bookmaker tende a essere più pesante che su un 1X2 di una partita di cartello. Questo è il punto dove la matematica smette di essere teoria.

Immaginiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è una quota presa da un operatore, è un esempio per far vedere come si ragiona. Il payout condiviso si calcola sommando i reciproci delle quote e prendendone l’inverso: 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. Il risultato è un payout di poco superiore al 95 %, e quindi un margine che sta tra il 5 % e il 5,3 %. La differenza tra le due cifre del margine e dello stesso ordine del costo che state pagando, e nessuno dei due numeri è una condanna morale: è il prezzo del servizio.

Attenzione all’uso di quel numero. Un margine del 5 % non dice che perdete il 5 % di ogni puntata, dice che su quel mercato, considerato nel suo complesso e con gli esiti coperti, l’operatore restituisce in media circa il 95 % di quanto raccoglie. Ripetuto su cento giocate, l’effetto è un costo che si accumula lentamente e non si vede in nessuna singola schedina. È il motivo per cui guardo il margine prima di guardare il bonus: il bonus è una volta, il margine è sempre.

Su un mercato a tre esiti la stessa formula con tre quote dà un payout diverso, e le partite con un pronostico scontato hanno un payout più alto sugli esiti improbabili e più basso sul favorito. Nei mercati dei cartellini la quota è spesso così livellata che il margine si nasconde meglio che altrove. Il piatto non è mai un regalo: è una firma.

Quando una scommessa si chiude prima del fischio finale

Il cash out è il pezzo che rende i cartellini una scommessa più gestibile. Se il mercato non si sta muovendo come pensavate, potete chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando quello che il concessionario è disposto a darvi a quel prezzo. Sisal mette a disposizione la funzione di chiusura anticipata della giocata; SNAI la offre per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. In un mercato dove un rosso al novantesimo può ribaltare il conteggio, la possibilità di uscire è una copertura concreta.

Ha un prezzo e ha una condizione. Il prezzo è lo scarto tra quello che avreste incassato a fine partita e quello che incassate adesso: chi esce paga la comodità. La condizione è che il cash out attivo escluda la giocata da alcune promozioni, e non viceversa: nei requisiti del bonus sport di NetWin sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Una chiusura anticipata che vi fa perdere il bonus è una brutta sorpresa da scoprire quando il bonus non arriva.

Il margine che state pagando

Vale la pena guardare due volte la stessa partita. Su una sfida di cartello con un favorito netto il margine tende a stringersi, perché il volume permette all’operatore di essere più competitivo; su un mercato di nicchia come i cartellini, dove il rischio è difficile da prezzare, il margine tende ad allargarsi. La stessa formula, applicata a due mercati diversi, restituisce due payout diversi, e il confronto tra i due è più informativo di qualunque classifica.

Il calcolo non richiede strumenti. Prendete le quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, fate il reciproco di ciascuna, sommate, e dividete 1 per il totale. Quello che ottenete è la quota di puntate che il mercato restituisce. Se il risultato si aggira sul 95 %, il margine è intorno al 5 %; se scendete all’88 %, state pagando molto di più. Sulla singola schedina da 10 € la differenza tra i due casi è di settanta centesimi di valore atteso, e su una stagione di giocate diventa una cifra con cui si paga altro.

Chi può accettare una scommessa sui cartellini in Italia

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale, e la regola vale per i cartellini come per la Serie A. Il quadro è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Le concessioni si chiamano «concessioni» e si assegnano con gara pubblica, non con un’autorizzazione a sportello.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sono sei famiglie di prodotto e un concessionario può chiederne una o più, in qualsiasi combinazione. Il comma 3 fissa a nove anni la durata massima della concessione, senza rinnovo automatico, e il comma 5 mette tra i requisiti della gara un piano di investimento e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nel bando. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro e nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

L’elenco ADM e le colonne che non ci sono

L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» è il documento che conta, e vale la pena descriverlo per come è fatto. Letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it con la stessa struttura societaria. La concessione è per sito, non per azienda, e questo spiega perché due marchi che sembrano concorrenti possono rispondere allo stesso ufficio legale.

Poi c’è la cosa che l’elenco non fa. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casino, all’exchange e al bingo nelle combinazioni più varie, e la presenza sull’elenco non dimostra da sola che quel sito accetti una scommessa sportiva. Quel dettaglio lo mostra il sito dell’operatore, la sua app, il suo palinsesto. Un posto in una classifica non è una concessione, e una concessione non è un catalogo.

Gli operatori dichiarano numero di concessione e società intestataria nelle proprie condizioni, ed è lì che conviene leggerli, non in una pagina promozionale. Il conto non torna mai a colpo d’occhio la prima volta: il numero c’è, il nome della società è un altro, e il marchio è un terzo. Con un po’ di abitudine diventa un controllo di trenta secondi.

Nell’elenco letto il 25 ottobre 2026 non figurano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet tra le 52 righe. Non è un giudizio sul loro prodotto, è il dato che conta per un giocatore italiano: senza concessione, per quella partita non esiste la tutela di cui parlo nella sezione sull’autoesclusione e sui limiti.

Il palinsesto decide cosa potete giocare

Il palinsesto è la parte della legge che quasi nessuno cita e che decide la vostra domenica. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi sportivi, ippici e non sportivi e di tipologie di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. La conseguenza è secca: una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 l’autorità ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa di settore. Non esiste un listino unico e immutabile di tutto ciò su cui si può giocare.

Per i cartellini questo significa che il mercato c’è dove il concessionario lo ha messo in palinsesto. Se una partita di un campionato minore non compare nella sezione cartellini di un operatore, non è una svista: è il perimetro approvato che si ferma lì.

La legge separa anche cose che il linguaggio comune confonde. Le scommesse su eventi simulati, cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, sono definite dall’art. 2, lett. v) e ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a) del comma 1; i giochi di ippica nazionale con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté hanno bisogno di una concessione propria. Se un marchio accetti i totalizzatori di ippica nazionale online è una cosa che non saprei dire senza guardare il suo palinsesto.

Il comma 1, lett. e) ammette l’exchange come gioco separato: il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, con concessione 16028. Sulle commissioni di oggi non ho elementi per dire come stiano le cose.

Siti oscurati e cosa rischia chi gioca fuori

L’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’autorità reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco tecnico funziona a livello DNS e qualche provider resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, riferito all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», e la corsa tra ordini e copie è una corsa che non finisce.

Sul fronte penale la norma è antica e la cito come la cita l’ADM il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità. L’importo dell’ammenda e casi concreti contro un giocatore non sono cose su cui abbia una risposta.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dice l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Fuori dal perimetro non c’è un mercato più libero, c’è un mercato dove nessuno risponde delle vostre contestazioni.

Pubblicità vietata, bonus permessi

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM ne cita il testo il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto promuove anche la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

Due cose vanno tenute separate. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: un bonus di benvenuto è legittimo, non se ne può fare pubblicità. E non esiste un tetto statale all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. È esattamente lì che si annida la parte costosa di un’offerta.

Sul fronte sanzionatorio la situazione è in movimento. L’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Va segnalata come proposta, e non come legge, la modifica alla legge di bilancio 2026 sostenuta da esponenti di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Limiti e tutele: cosa succede al conto dopo la registrazione

Il limite di deposito è la prima decisione di gioco responsabile che un giocatore italiano prende, e la prende quando è meno attrezzato per prenderla: durante la registrazione, con la carta in mano. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette tra gli obblighi del concessionario gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati in un periodo definito e fissati secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati dall’ADM, i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il funzionamento pratico è quello che le pagine degli operatori mostrano: al momento dell’iscrizione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, un limite ridotto ha effetto immediato e per aumentarlo si aspetta sette giorni. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: ridurre è immediato, alzare richiede sette giorni. La cifra del limite che l’ADM stabilisce nel bando di gara non è nota, quindi ogni ragionamento su quanto sia vincolante quel tetto statale resta un ragionamento aperto.

L’asimmetria tra riduzione e aumento è la parte intelligente del meccanismo. Un limite che si alza in un clic non è un limite, è una buona intenzione; sette giorni di attesa sono esattamente il tempo in cui la serata storta passa. Vale anche il contrario: chi ha impostato un limite basso al momento dell’iscrizione, senza pensarci, si ritrova trappola al contrario, perché per ogni ricarica importante deve aspettare una settimana.

Attenzione a una distinzione che il linguaggio comune appiattisce: un limite al deposito è diverso da un limite alla giocata. Il primo fissa quanto entra nel conto in un periodo, non quanto potete puntare su una singola partita. Le due cose vivono su piani diversi e vanno lette separatamente nelle condizioni.

RUA, autoesclusione e le date che cambiano

L’autoesclusione è il secondo strumento, e ha una caratteristica che nessun altro ha: è trasversale. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi si esclude non si esclude da un sito, si esclude da tutto il gioco legale italiano, e questo è il suo valore e il suo limite. Un sito senza concessione al RUA non è collegato, quindi il giocatore autoescluso lì resta senza protezione.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che si sovrappongono nel tempo, e la data del 1° febbraio 2026 è il punto in cui la finestra si allarga: da un minimo di 30 giorni a un minimo di 7, e da un massimo di 90 a un massimo di 270. Chi ha in mente i numeri vecchi sbaglia di grosso, in entrambe le direzioni. Un’esclusione di una settimana è più facile da prendere, ed è anche più facile da prendere troppo tardi.

Se il periodo scelto vi sta stretto, la revoca non è un pulsante: nel regime a tempo indeterminato si parla di una revoca possibile dopo nove mesi. È un numero da leggere prima di premere, non dopo.

Verifiche, SPID e il conto a metà

Un conto di gioco italiano richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, e accanto a questa le procedure con SPID e CIE: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda all’identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

La parte che sorprende è il tempo. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni passano, soprattutto per chi si registra in fretta con l’idea di giocare la domenica e lascia la verifica a dopo. Il blocco non arriva sul deposito, arriva sul prelievo, che è il momento peggiore per scoprirlo.

Chi ha SPID o CIE attivi salta il passaggio e si porta avanti. Chi non li ha può aprire il conto con il documento e vivere serenamente, a patto di ricordare che la verifica è una scadenza e non un formalismo.

Il Telefono Verde e il canale di contatto

Bet365 mette tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non è una cortesia commerciale: è uno dei canali che la legge richiede, insieme al canale di contatto che ogni concessionario deve tenere aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Chi pensa che questi strumenti siano decorazione dovrebbe provare a chiedere una riduzione del limite di perdita a un operatore che non ha concessione. Non c’è un interlocutore, non c’è un registro, non c’è un’autorità a cui rivolgersi. È il modo più rapido per capire a cosa serve la concessione quando le cose vanno male.

Il conto del giocatore e il conto del concessionario

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 descrive il meccanismo come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista per il proprio caso specifico.

Diverso è il discorso per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi, andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Sul lato dell’operatore, l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è una cosa che non saprei dire.

Quel 24,5 % sulla differenza tra raccolta e vincite non è un costo che il giocatore paga direttamente, ed è bene non confonderlo con il margine. Il margine vive dentro la quota e lo paga chi punta; l’imposta la versa il concessionario sulla propria raccolta netta. Sono due prelievi diversi sullo stesso giro di soldi.

Cosa si può scommettere: cartellini, combo e mercati vicini

I mercati si moltiplicano, e la moltiplicazione ha una conseguenza: la schedina che si vuole giocare raramente è quella che si finisce per giocare. Chi cerca i cartellini trova combo, supercombo, costruttore di scommesse e mercati sui tiri in porta, e a quel punto la domanda diventa quale di questi costrutti serva davvero al proprio ragionamento.

La regola base resta la quota fissa. Le scommesse a quota fissa sono il prodotto principale del settore e la legge prevede anche il totalizzatore, la forma in cui la vincita dipende dal monte puntate complessivo e non da una quota fissata al momento della giocata. Non ho elementi per dire quali marchi online offrano oggi i totalizzatori sportivi, e la distinzione conta perché il rischio è di natura diversa.

Sui cartellini la copertura esiste in modo diverso da operatore a operatore. William Hill ha regole scritte per esteso e una sezione dedicata. Nei mercati di calcio di Goldbet figurano, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, anche le scommesse sui cartellini; SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. Sono tre modi diversi di mettere lo stesso mercato in catalogo: uno come specialità regolamentata, gli altri come voce accanto ai mercati principali.

Poi ci sono i costrutti che combinano più cose sulla stessa partita. Il Costruttore di scommesse di William Hill permette di combinare, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Tre eventi, un biglietto, una quota che è il prodotto delle quote dei singoli eventi: il tiro nello specchio dipende dal giocatore che state già osservando per l’ammonizione, e la correlazione tra i due non entra nella quota.

La stessa logica vale per My Combo di SNAI, che combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi, calcio, tennis e basket, nello stesso biglietto con una quota unica. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Betfair mette a listino Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che combina mercati unici a quote maggiorate. Il catalogo di Betsson copre pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/No Goal, marcatori e combo. Quotare bene queste combinazioni è difficile, e la quota finale tende a riflettere quella difficoltà.

Gialli, rossi e rigori: i mercati che si somigliano

C’è una famiglia di mercati che il giocatore medio tratta come intercambiabile e che intercambiabile non è: cartellini, falli, rigori, tiri in porta. Sono tutti eventi che dipendono da decisioni arbitrali, tutti con un conteggio, e tutti prezzati in modo diverso.

La differenza sta nella frequenza con cui il conteggio cambia dopo una revisione o un referto. Un rigore si conta una volta e si sa; un cartellino può essere rivisto, può arrivare a un componente dello staff e non a un giocatore, può essere assegnato dopo il fischio finale e in tutti questi casi il regolamento di William Hill esclude le voci dal conteggio. Un mercato dove il conto si aggiusta dopo la partita vale meno di un mercato dove il conto è chiuso al triplice fischio, a parità di quota.

Anche qui la domanda da farsi è dove ci si ferma. Un operatore che elenca i cartellini accanto a risultato esatto e numero di goal, come fa SNAI, sta dicendo che quello è un mercato come gli altri; un operatore che gli dedica un regolamento separato, come William Hill, sta dicendo che è un mercato con regole proprie. Le due cose non hanno lo stesso significato per chi punta, ed è la ragione per cui nella tabella dei concessionari la colonna dei cartellini non poteva essere riempita per tutti con un semplice sì.

Le dieci concessioni, operatore per operatore

Passo ai singoli concessionari, con quello che le loro condizioni e le loro schede dichiarano. L’ordine non è una graduatoria di bravura: è l’ordine con cui li ho guardati, partendo da chi ha scritto le regole dei cartellini per esteso.

William Hill: il regolamento più trasparente del gruppo

William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sito .it proprio. È l’unico dei dieci di cui si possa dire con certezza che il mercato dei cartellini esiste, ha regole scritte e le pubblica: giallo 1 punto, rosso 2, tetto di 3 punti per giocatore nel mercato cartellini; doppio giallo con rosso 3 punti e rosso diretto 2 nel mercato punti cartellino; doppio giallo 2 punti e rosso non contato nel mercato dei soli gialli. Il referto segue il sito ufficiale della manifestazione, con OPTA e la registrazione video come ripieghi. Il Costruttore di scommesse permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta.

Sul fronte commerciale il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Leggete quelle condizioni come le legge un conto corrente: dieci euro alla volta, cinque eventi per volta, quota minima 5.00 per volta. Il bonus c’è, e non è un regalo: è un invito a giocare multiple lunghe, che è esattamente il tipo di giocata che il margine consuma più in fretta.

Il valore di questo operatore per chi cerca i cartellini non sta nell’offerta. Sta nel fatto che il regolamento è abbastanza dettagliato da permettervi di calcolare il risultato prima del fischio finale, e che il tetto di 3 punti per giocatore è dichiarato apertamente invece di essere nascosto in una nota. Una regola scritta vale più di un bonus generoso.

Eurobet: le schedine raccolte in My Bets

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. È una funzione da back office, di quelle che non fanno notizia e che però si usano ogni settimana: chi tiene più biglietti aperti su partite diverse trova tutto in un posto.

Sul mercato dei cartellini la scheda dell’app non si pronuncia, e non lo prendo come un segnale negativo: significa che il posto dove cercare è il regolamento sport, non la descrizione del prodotto. La società, per inciso, è la stessa che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it: tre marchi e una sola struttura societaria, tutte legate alla concessione per sito.

Il giudizio su questo operatore passa dal fatto che la sua forza è la gestione del giocatore abituale, non la specializzazione. Chi punta una volta a settimana su una multipla e vuole ritrovare le giocate senza cercarle in una cronologia confusa ci sta comodo; chi cerca profondità su un mercato di nicchia deve prima verificare che quel mercato ci sia.

Lottomatica: catalogo ampio e sport in streaming

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione ADM n. 16010. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Sul fronte dei cartellini non dichiara nulla in questa sede.

La larghezza del catalogo è un vantaggio che si paga da qualche parte. Uno streaming integrato nella schedina rende il live comodo, ma il live è anche il terreno dove si gioca più in fretta e dove i requisiti di puntata delle promozioni spesso non valgono: nei requisiti del bonus di NetWin, per esempio, le giocate live sono escluse. Chi si emoziona con la diretta streaming farebbe bene a ricordare che quella comodità non entra nelle condizioni di nessun bonus.

Lottomatica serve bene chi guarda molte discipline e vuole il live a portata di clic. Per i cartellini, la verifica è a carico del giocatore: il regolamento sport è il posto giusto.

Sisal: dal cash out alle combo

Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il cash out è il pezzo che rende questa offerta interessante per i mercati a conteggio lento come i cartellini, perché il conteggio può girare al novantesimo e la finestra per uscire è quella che avete. Il prezzo della chiusura anticipata è la differenza tra quello che incassereste alla fine e quello che incassate subito: un’assicurazione non è mai gratis, e su un mercato volatile costa di più che su un 1X2 tranquillo.

La presenza di espulsioni e rigori nello stesso catalogo dice che l’operatore conosce la famiglia di mercati a cui appartengono i cartellini. Non dice che li tratti con le stesse regole, e su questo la verifica resta da fare nelle condizioni.

AdmiralBet: limiti al momento dell’iscrizione

Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048. È l’operatore del gruppo che mette per iscritto il funzionamento dei propri limiti: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato che aspetta 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La richiesta di tre limiti diversi, su tre orizzonti temporali, in fase di iscrizione è un atto di fastidio. È anche l’unico modo per far scegliere un limite a chi non ci ha mai pensato, e il momento in cui la scelta è libera è il momento in cui è anche sincera.

I cartellini, per questa marca, restano un punto aperto. Il giudizio tiene conto di dove la marca è forte: chi vuole un conto con vincoli fissati in partenza e strumenti di esclusione scritti in modo leggibile sta in un posto che ha pensato a quelle clausole.

Betsson: migliaia di eventi tra pre-match e live

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo costruito sulla quantità, e la quantità ha un effetto preciso sul tipo di giocatore che ci si trova bene: chi vuole sempre qualcosa da guardare trova sempre qualcosa da guardare, chi cerca un mercato specifico deve cercarlo dentro una lista lunga.

I cartellini non compaiono nella descrizione dei mercati, e questo non è un’informazione sull’offerta di quella marca: è un’informazione su dove si trova l’informazione. Il regolamento sport resta il documento da aprire.

Il punto interessante di questa concessione è societario: Azzurri Limited è la stessa società che sta dietro StarCasinò, con una concessione per un sito e una per l’altro. Due marchi, due concessioni, un solo titolare. Chi confronta i due cataloghi per capire quale sia più adatto al proprio gioco sta confrontando due cose che condividono il proprietario, e vale la pena saperlo.

Planetwin365: streaming quotidiano, anche su sport minori

Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È il tipo di offerta che si apprezza quando si segue uno sport che non è il calcio: la pallavolo e il tennis tavolo sono discipline dove un operatore generalista non mette quasi mai niente in diretta.

Per i cartellini questo non cambia molto, ma cambia la logica di fondo: un operatore che copre discipline minori potrebbe avere una sensibilità diversa anche su un mercato di nicchia come i cartellini. È un’ipotesi ragionevole e resta un’ipotesi. Chi vuole verificarla guarda il regolamento e il palinsesto, non la home page.

Il giudizio su questa marca si gioca sulla copertura quotidiana. Chi punta su ciò che accade oggi, in qualsiasi sport, ha davanti una scelta ampia; chi punta una volta a settimana sul campionato non trova qui un vantaggio particolare.

Betfair: exchange e mercati combo

Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La licenza è la stessa che la documentazione dell’operatore collega all’exchange italiano, dove il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima.

L’exchange è un mondo a parte e va detto: una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi è la regola riportata per i conti sull’exchange italiano, e stando a un articolo di stampa del 2024 sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Chi arriva dall’exchange tradizionale trova qui il primo mercato italiano del genere, con la concessione 16028.

Il punto per chi cerca i cartellini è un altro. Un exchange non crea un mercato che nessuno quota: se i cartellini non hanno controparte, non c’è prezzo. La forza di questa concessione sta nella forma di mercato, non nella profondità dei mercati di nicchia, ed è bene non confondere le due cose.

StarCasinò: sport accanto a slot e live casinò

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una concessione da casinò che ha aggiunto lo sport, e la differenza si sente nel modo in cui il prodotto è presentato.

La concessione è separata da quella di Betsson, pur essendo la stessa società titolare, il che conferma la logica per sito che regge tutto il sistema. Un giocatore che si autoesclude al RUA si esclude da entrambe, perché il registro blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, non un singolo marchio.

Sui cartellini questa marca non dice nulla nelle proprie descrizioni. Il profilo è quello di un catalogo a vocazione casinò, e chi cerca un mercato di calcio specialistico con regolamento dedicato ha altrove, nel gruppo, un posto più adatto.

NetWin: requisiti chiari, esclusioni comprese

Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035. Per sbloccare il bonus Sport-50, NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Questo è il tipo di condizioni che va letto con la calcolatrice in mano. Un giro di tre volte il deposito è più leggero di tanti requisiti che circolano, ma il fatto che conti solo il deposito e non il bonus cambia il conto, e le esclusioni sono severe: niente sistemi, niente antepost, niente live, niente cash out attivo. Chi gioca live o chi usa la chiusura anticipata sistematicamente vedrà il bonus sparire senza capire perché. Le esclusioni valgono più del moltiplicatore.

Sul mercato dei cartellini non ci sono dichiarazioni in questa sede. Il giudizio su questa offerta si costruisce sulle condizioni appena lette: sono scritte in modo chiaro e sono restrittive in modo chiaro, che è preferibile a una promessa vaga.

Domande frequenti sui cartellini e sulle concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’ADM e si cerca il dominio .it dell’operatore tra le righe dell’elenco, ciascuna con il proprio codice di concessione. Va poi confrontato il nome del concessionario con quello dichiarato nelle condizioni del sito: spesso differiscono dal marchio.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, in forma decimale. Con 10 € a quota 1,85 la somma restituita è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Nella multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro in un’unica quota.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende il reciproco di ogni quota dello stesso mercato, si sommano e si divide 1 per il totale: il risultato è la quota di puntate restituita. Se su un mercato a due esiti le quote sono entrambe 1,90, la restituzione è poco sopra il 95 % e il margine tra il 5 % e il 5,3 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La legge impone al concessionario di offrire auto-limiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo età e comportamento del giocatore. Un limite ridotto ha effetto immediato, per aumentarlo si attendono sette giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite corrisposte da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa descrive il meccanismo come tassazione alla fonte. È una ricostruzione giornalistica, quindi conviene consultare un commercialista per il proprio caso.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non offre gli strumenti di limite obbligatori e non ha una sede legale italiana per le contestazioni. È esposto al blocco DNS da parte dell’ADM e, come l’autorità stessa dichiara, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»