Siti di scommesse stranieri: le due strade, e chi paga il conto su ciascuna

Updated Novembre 2026
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Il sito straniero non è un libro proibito. È un sito senza concessione, e questa differenza — una riga su un registro pubblico — decide chi risponde dei tuoi soldi, quanto costa piazzare una giocata e se, un giorno in cui vuoi fermarti, qualcuno ti offre il pulsante per farlo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Ultimo controllo dei dati: 3 Novembre 2026, con le concessioni confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e i periodi di inibizione con la pagina dei siti inibiti della stessa agenzia.

Un concessionario versa allo Stato la sua imposta, tiene un conto di gioco verificato, offre il registro delle autoesclusioni e ti mette davanti, già in fase di sottoscrizione, la scelta di un limite di deposito. Un dominio senza concessione non versa niente in Italia e non ti mette davanti a niente: né un limite, né un registro, né un tribunale italiano. Le quote, a prima vista, sono le stesse. Il resto no.

La domanda utile non è quale piattaforma paghi di più. È da quale parte vuoi stare quando qualcosa va storto: dalla parte di un registro pubblico che risponde a un’autorità, o dalla parte di una pagina che riappare con un altro indirizzo poche ore dopo essere stata oscurata.

La normativa che separa le due strade

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è l’autorità che in Italia governa il gioco pubblico, e il mercato continua a chiamarla con il vecchio acronimo: la trovi scritta «ADM (ex AAMS)» nei documenti, e «AAMS» ancora oggi nella bocca di chi scommette da vent’anni. Il quadro legislativo vigente è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Qui va detta subito una parola che quasi tutte le guide evitano: in Italia non esistono licenze di gioco aperte a chiunque le chieda. Esistono concessioni, assegnate per gara pubblica. Chi vuole accettare scommesse sportive da un server italiano non compra un permesso al banco: partecipa a un bando, lo vince e firma un contratto a termine.

Quali giochi si possono offrire a distanza lo dice l’art. 6, comma 1 del decreto, e l’elenco merita di essere letto perché spiega cosa c’è dentro un sito autorizzato: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

Numero di concessione e concessionario

L’art. 6, comma 3 aggiunge il tassello che interessa davvero a chi confronta due siti: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni per partecipare sono precise — una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5) — e, una volta firmato, le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Nessun colpo di penna cambia le regole a metà partita.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Qui si annida l’errore che quasi tutti fanno. La concessione è per sito, non per azienda, e una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it con lo stesso gruppo alle spalle. Il nome del concessionario, poi, quasi mai coincide con il marchio che leggi in home page: dietro Bwin.it c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica.it c’è Goldbet Better Organization Italy, e Betsson.it e Starcasino.it fanno capo entrambi ad Azzurri Limited. Chi controlla il marchio e non l’intestazione del conto gioco sta guardando la vetrina invece del negozio.

E c’è un limite dell’elenco che nessuna classifica può aggirare: ADM non ha una colonna per i giochi offerti. Un nome sulle 52 righe non dimostra di per sé che quel sito accetti scommesse sportive, perché lo stesso concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto su scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Che un palinsesto sportivo esista lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non il registro. Un concessionario scrive il proprio numero e la propria ragione sociale nei termini e condizioni: è lì che si va a leggere, non nei banner promozionali.

Chi resta fuori dall’elenco

Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe. Molte guide li trattano come se l’assenza fosse una formalità da sistemare. Non è una formalità: significa che nessuno di loro risponde ad ADM, e il capitolo successivo spiega cosa comporta.

La pubblicità, che è vietata

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il dato che nessuno cita: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Un divieto con zero multe in un anno intero somiglia più a un deterrente che a una macchina sanzionatoria, e il contenzioso è tutt’altro che chiuso. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla mancata notifica del divieto. In Parlamento è stata proposta, e non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 firmata Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese; alla data di verifica il divieto è in vigore.

E il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: il bonus di benvenuto continua a esistere, quello che non può esistere è la réclame che te lo promette. Nessun tetto di legge né all’importo né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime li detta il regolamento di ciascun operatore.

La partita dell’operatore e quella del giocatore

Da questa parte l’analisi si fa scomoda, perché sono due partite diverse. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la raccolta è fisica e 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e quelle vinte. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e dal 47 %.

Il giocatore, su un concessionario, non paga nulla e non dichiara nulla: le vincite gli arrivano al netto, «tassate alla fonte», come riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: per la propria posizione si consulta un commercialista.

Per le vincite incassate su piattaforme senza concessione o estere il discorso cambia natura. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quella che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Ecco, in una riga, il punto di scelta: sul sito non autorizzato la partita fiscale si gioca in dichiarazione dei redditi, con un importo lordo tassato per intero.

In sintesi: la concessione per gara pubblica, nove anni senza rinnovo, 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, un elenco senza colonna dei giochi, un divieto pubblicitario in vigore e un conto fiscale che cambia a seconda di dove hai aperto il conto gioco.

Vigilanza e inibizione: che fine fa un dominio

Se apri un sito senza concessione, la prima cosa che noti è che funziona. È il punto: funziona finché non lo oscurano, e quando lo oscurano ne riapre un altro.

L’ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza in cui si legge che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Lo fa dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro; l’obbligo di inibizione nasce dall’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Il blocco lavora a livello DNS, e il livello DNS non è una fortezza. Alcuni fornitori applicano gli aggiornamenti con ritardo, e un ordine di inibizione del 2025 — quello del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore — ha portato il totale a 11.481 domini. Le liste si aggiornano e gli specchi riappaiono in poche ore: è il significato concreto di una parola che in Italia si sente spesso, «oscurati». Un dominio oscurato non è un dominio scomparso, è un dominio cambiato di indirizzo. Chi costruisce la propria abitudine di gioco su un indirizzo che cambia sta costruendo su sabbia.

Nell’aprile 2026 il meccanismo ha cambiato volto tecnico: i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.

Cosa rischiano connettività e pagamenti

L’inibizione non si ferma al faro acceso sul tracciato. L’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 mette nero su bianco che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti delle due autorità. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È la cifra che rende credibile il blocco: non una raccomandazione, un conto.

Lo stesso articolo prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione; l’entrata in vigore di quel regolamento non è confermata. Se il giorno in cui arriva ti sembra un dettaglio tecnico, prova a immaginare la tua ricarica che non parte più e il saldo che resta su una piattaforma a cui non puoi più accedere.

La regola che riguarda il giocatore, non solo l’operatore

Qui la normativa smette di parlare di aziende e parla di te. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e — questo è il passaggio che ADM ricorda nel comunicato del 28 febbraio 2024 — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

L’importo dell’ammenda non è noto, e non risultano casi documentati contro un giocatore. Va detto con la stessa chiarezza con cui si dice il resto: la norma esiste, ADM la enuncia in questi termini, e chi scommette su un operatore estero sta usando una piattaforma che l’autorità italiana descrive come illegale. Non è un avvertimento di stile.

Lo stesso comunicato aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifiche misure dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni — è il motivo per cui i nomi dei brand non autorizzati non trovano spazio nelle guide che leggono l’elenco e non i banner.

In sintesi: blocco DNS con 11.481 domini nell’ultimo ordine noto, sanzioni da 30.000 a 180.000 € a carico di chi non applica l’inibizione, specchi che riappaiono in ore, e una responsabilità che la legge 401/1989 estende anche a chi partecipa.

Prevenzione: cosa ti protegge davvero

Torniamo al punto da cui siamo partiti: la concessione non è un bollino decorativo. È il cavo che collega la piattaforma a un sistema di strumenti pensati per chi sta perdendo il controllo, e su un sito senza concessione quel cavo non c’è.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

La fonte normativa è l’art. 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024, che elenca gli obblighi del concessionario: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e ai comportamenti del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista noiosa, e proprio per questo va letta: descrive ciò che ti manca dall’altra parte.

Il limite, in concreto, lo scegli tu. All’atto della registrazione il giocatore indica un limite di deposito settimanale o mensile, e i fogli informativi degli operatori mostrano la richiesta già in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per un aumento. È la differenza tra una regola scritta a servizio del giocatore e una scritta a servizio del bilancio: un limite che si abbassa in un istante e si alza solo dopo una settimana rende la ricaduta una decisione, non uno slancio.

Autoesclusione: il RUA vale su tutte le piattaforme autorizzate

Il registro che in Italia fa la differenza si chiama RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, ed è operativo dal 2018. La sua caratteristica decisiva non è l’esistenza: è la portata. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta.

Rileggi quella frase pensando a ciò che normalmente vuol dire un limite di autoesclusione su un portale commerciale: l’uscita di casa, non la chiusura della porta di una stanza. Chi si esclude da un concessionario si esclude da tutti gli altri, e non può rimediare scaricando la concorrente. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso che si sposta lì resta senza alcuna protezione, e nessuno gli ha chiesto niente.

Le condizioni di Admiralbet fotografano come il meccanismo si sia fatto più fine: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. La finestra si è allargata in basso, e non è un dettaglio: sette giorni sono una pausa che un giocatore accetta di prendersi prima di arrabbiarsi, novanta giorni sono già una decisione. Un’interruzione breve presa in tempo vale più di un blocco annuale chiesto quando i conti sono saltati.

Gli strumenti, operatore per operatore

Su questo terreno gli operatori autorizzati non si assomigliano, e la differenza si vede nei numeri del livello di attenzione, non negli slogan.

Bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde sul sito di un libro scommesse è la cosa più utile e meno promozionale che ci sia. Admiralbet, dal canto suo, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola citata sopra: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il più granulare dei due profili — tre dimensioni per tre orizzonti temporali — ed è anche il meno comodo per chi gioca d’impulso.

La tutela dei minori è un principio che l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024 mette tra i fondamenti del sistema, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Sulla verifica dell’identità le strade sono due, e la seconda dice molto su come il mercato si è attrezzato: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Lo SPID di livello 2 richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente, come spiega Admiralbet nei propri termini, che accettano anche il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. Attenzione al passaggio che quasi tutti scoprono tardi: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

C’è poi il dovere di informazione dell’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il meccanismo ha il difetto della sua natura — si finanzia con il margine dei giocatori — ma il denaro arriva a un canale che non è commerciale, ed è più di quanto faccia chi non ha alcun obbligo.

A questo punto la scelta si stringe: chi cerca un sito che gli metta in mano un limite a tre dimensioni, una pausa attivabile da sette giorni, un registro che vale su tutto il mercato autorizzato e il numero verde nazionale, in Italia li trova. Chi vuole la stessa cosa da un domino .com la cerca in un posto dove nessuno è tenuto a metterla.

In sintesi: il RUA è il solo strumento che segue il giocatore da un concessionario all’altro, dal 1° febbraio 2026 le pause partono da sette giorni, e l’abbassamento immediato contro l’aumento a sette giorni è la regola che distingue un limite di protezione da un limite di facciata.

I criteri della valutazione

Mettere in fila dieci marchi senza dire come sono stati letti è un catalogo, non un confronto. Qui i criteri sono tre, e ognuno ha una ragione precisa per stare dove sta.

Il primo è il numero di concessione e il concessionario. Non per pedanteria burocratica: è l’informazione che permette di verificare tutto il resto. Una riga su un elenco pubblico, con un codice e una ragione sociale, si controlla in un minuto; un logo che promette «scommesse sicure» non si controlla affatto. E, come spiegato nella parte sulla normativa, il marchio quasi mai coincide con l’intestatario: leggere il numero di concessione è anche il modo per sapere con chi hai davvero un contratto.

Il secondo è ciò che i termini dell’operatore dichiarano sul tema di questa pagina: autoesclusione, limiti di deposito e di spesa, metodo di identificazione. Sono le tre voci che il marketing non mette in vetrina e che decidono se il sito serve un giocatore che vuole restare in controllo — o semplicemente se è tenuto ad aiutarlo a restarci.

Il terzo è la sostanza del prodotto sportivo così come l’operatore stesso lo descrive: palinsesto, tipologie di giocata, funzioni. Non è la voce su cui si sceglie, ma è quella su cui si resta: un conto chiuso con una procedura di identificazione esemplare, su un sito dove si gioca su quattro campionati, non serve a nessuno.

Il marchio occupa la prima colonna perché è ciò che il lettore riconosce. Poi viene la coppia concessione-concessionario, perché è il documento. Poi le condizioni dichiarate, perché sono l’unica voce su cui un confronto si può fare senza indovinare.

Quello che non entra nella tabella è la quota del singolo evento, e vale la pena dirlo con precisione: una quota appartiene a un evento, a un mercato, a un operatore e a un momento, e non si trasferisce da una riga all’altra di una griglia senza diventare un numero inventato. Il margine di un mercato 1X2 non è il margine di un Under/Over, il margine di una multipla non è quello di una singola. Se leggi due tabelle con quote «medie» accanto a dieci marchi, qualcuno ha fatto esattamente la copia che qui si è evitata.

Dieci concessionari a confronto

Marchio Concessione e concessionario Condizioni dichiarate sui limiti e sull’accesso
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessuna voce nei termini consultati su limiti o identificazione
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus riservato ai nuovi giocatori con conto verificato
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Nessuna voce nei termini consultati su limiti o identificazione
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Nessuna voce nei termini consultati su limiti o identificazione
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus sport da 10 € con registrazione tramite SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Nessuna voce nei termini consultati su limiti o identificazione
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Nessuna voce nei termini consultati su limiti o identificazione

La terza colonna è quella che fa più rumore, proprio perché metà delle righe dice poco. Su cinque degli operatori considerati i materiali consultati — termini e schede delle app — non contengono indicazioni su limiti o identificazione, mentre bet365, BetFlag, Admiralbet e William Hill ne parlano. Attenzione: «non ne parlano nei documenti consultati» non significa «non li offrono». Tutti i concessionari dell’elenco ricadono nell’art. 15, comma 1 e negli obblighi di concessione, e nessuno di loro può esentarsi dall’offrire gli strumenti di autolimitazione; quello che cambia è quanto l’operatore decida di scriverne.

Anzi, il silenzio è di per sé un’informazione: un sito che descrive nel dettaglio pause, limiti e autoesclusione sta comunicando che considera quelle voci parte del prodotto, e chi non ne parla lascia al giocatore il compito di cercarle. Ti tocca andarle a trovare nella sezione gioco responsabile del sito, e se non ci sono o sono sepolte quattro livelli sotto la home, questo è già un giudizio. La domanda pratica da portare con sé è una: trovo queste voci senza cercarle?

La seconda cosa che la tabella dice è che Azzurri Limited compare due volte, su Betsson.it e su Starcasino.it. Non è un errore di trascrizione. La concessione è per sito e la società può detenerne più di una, quindi due marchi con grafica e palinsesti diversi sono lo stesso contraente davanti ad ADM. Chi si autoesclude da uno dei due non deve temere che l’altro continui a mandargli email: la portata del RUA, descritta nella parte sulla prevenzione, rende l’autoesclusione una porta chiusa sull’intero mercato autorizzato.

E c’è una nota sul perimetro: dieci righe non sono il mercato. L’elenco ADM conta 52 concessioni, quindi questa è una selezione di dieci operatori con marchio riconoscibile, non una classifica generale. Un marchio assente da questa pagina non è per questo privo di concessione.

Quanto costa giocare: margine, rigioco e un conto da 100 €

Nessuna delle cifre qui sopra costa al giocatore quanto una voce che negli annunci non appare mai, perché l’annuncio vende la vincita. Il margine del bookmaker è la parte di ogni puntata che non torna indietro, e vive dentro la quota in modo invisibile: per i termini tecnici, il payout di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote, e il margine è 100 % meno quel valore. Chi legge le quote pensa di scommettere contro la sorte. In realtà, su ogni singola giocata, scommette anche contro una percentuale che non vede.

Vale la pena stare su un esempio che quasi nessun giocatore fa a mente, perché il risultato deprime nella misura giusta. Prendiamo un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90: il payout è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è di conseguenza intorno al 5 %. Sono numeri illustrativi, non una quotazione letta da una piattaforma, e servono a una sola cosa: dare una misura di quanto la quota dica più di quello che promette.

Ecco il punto che di solito resta implicito e che qui conviene portare alla luce. Supponiamo un turnover settimanale illustrativo di 100 €, giocato una volta sola — la stessa cifra che all’atto della registrazione un giocatore può indicare come proprio limite di deposito settimanale — su quel mercato a 1,90 / 1,90 con un margine del 5 %. Il costo atteso di quel giro è dell’ordine di 5 € a settimana, quindi grossomodo 20 € al mese e intorno ai 250 € nell’arco di un anno. Attenzione: è una stima media, non una previsione. Chi punta 100 € e azzecca il pronostico incassa 190 € e non paga il margine, perché il margine è già dentro la quota e ha lavorato sul 100 % dei giocatori, non sul singolo. Facciamo la verifica dall’altra parte: 100 € giocati a quota 1,90 rendono 190 € in caso di vincita, cioè 90 € di profitto netto — e la differenza tra questa cifra e il costo medio appena calcolato non sta nella bravura di nessuno.

Il conto si fa seriamente solo quando si alza il numero dei giri. Se la stessa cifra settimanale viene rigiocata, il costo atteso cresce in proporzione, e cresce in modo composto perché all’importo puntato ogni volta si applica la stessa percentuale. Due giri portano l’esborso medio a circa 10 € a settimana, tre a circa 15 €, e così via — con la precisazione che conta: sto parlando di un valore atteso su un numero alto di puntate, non di una tassa applicata alla tua giocata. Un giocatore singolo può chiudere un anno in attivo e restare in attivo per anni, e questo non rende la stima sbagliata: la rende una media.

Il collegamento che va detto perché è la ragione per cui questa pagina esiste: quella percentuale non è la stessa su tutte le piattaforme, e non è nemmeno la stessa su tutti i mercati. Cambia tra un operatore e l’altro, ed è per questo che i confronti seri non mettono una quota accanto a dieci marchi come se fosse un’attributo della casa. Cambia anche con il livello di liquidità di un mercato: un evento seguito da mezzo mondo ha margini più stretti di un campionato che interessa a pochi, e una multipla compone i margini di tutte le sue gambe, quindi il costo medio di una multipla a tre esiti è più alto di quello di tre singole sugli stessi eventi.

Infine, il collegamento con la prima parte: su questo costo il sito non autorizzato non offre alcuno sconto. Le quote che vede un giocatore italiano su un dominio estero non sono sistematicamente migliori, e il confronto che conta non è il decimo di quota in più su un singolo evento — è cosa resta fuori dal calcolo quando non c’è né un limite, né un registro, né un’autorità di riferimento. Il margine incide su ogni puntata, e quella è l’unica cifra della pagina che il giocatore non può evitare in nessuno dei due scenari.

Gli operatori autorizzati, uno per uno

Dieci marchi con concessione ADM, letti su quello che i loro stessi documenti e le loro schede dichiarano. L’ordine è quello delle schede dei concessionari, non un podio: non esiste un modo serio di incoronare il primo quando i dati disponibili non misurano le stesse cose per tutti.

Sisal: il conto che si apre con un’impronta

Il marchio più diffuso sul territorio italiano apre con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., e con un sito .it proprio.

Il palinsesto è quello di un operatore che punta sul volume: l’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono cifre da leader del mercato e vanno lette come tali — come ampiezza di offerta, non come qualità della proposta. Il live con streaming gratuito è la voce che fa la differenza per chi scommette mentre guarda, perché evita il doppio schermo e il ritardo di un feed pirata.

Sul versante delle tipologie, Sisal mette sul tavolo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. C’è poi un dettaglio che sfugge a chi guarda solo il catalogo degli eventi: la stessa app per le scommesse sportive consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID, e le giocate si piazzano da mobile. Sembra una comodità e in parte lo è, ma è anche una riduzione dell’attrito in un settore dove l’attrito, ogni tanto, è utile: l’impronta digitale che sostituisce la password rende il piazzare una giocata quasi un gesto riflesso, e per chi ha problemi di controllo è esattamente la comodità di cui farebbe a meno. Nessuno dei due lati cancella l’altro; la pagina li mette entrambi sul tavolo.

Il giudizio: Sisal è l’operatore da guardare per primo se il criterio è seguire l’evento in diretta con una copertura ampia e funzioni di chiusura anticipata, e se il conto lo si usa già con criterio. Chi ha bisogno che la piattaforma gli metta degli ostacoli trova qui il contrario di un ostacolo.

Lottomatica: un catalogo che non si ferma allo sport

Concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; sito .it proprio.

Lottomatica descrive la propria app per le scommesse sportive con un’ambizione enciclopedica: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il pacchetto è quello di un operatore generalista: chi cerca un solo posto per tutto — campionati nazionali, coppe europee, motori — lo trova senza dover aprire tre conti.

Il giudizio: la ragione per scegliere Lottomatica è la copertura del palinsesto e la sensazione di avere un solo conto per tutto; la ragione per guardare altrove è che, se per te il limite di deposito è la voce numero uno, qui devi andarlo a cercare invece di trovartelo davanti.

NetWin: il bonus legato a un conto già verificato

Concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.; sito .it proprio.

NetWin propone in vetrina l’offerta Sport-50: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre elementi di quella descrizione meritano attenzione più del tasso del 100 %. Il primo è la parola «reale», che distingue il bonus in denaro dal bonus che si trasforma in gettoni di gioco; il secondo è il tetto a 50 €, che rende l’offerta piccola e leggibile: nella peggiore delle ipotesi si parla di cinquanta euro, non di un importo che cambia la vita; il terzo è la condizione del conto verificato, che mette l’identificazione prima del premio e non dopo. Chi apre un conto NetWin con lo SPID o con il documento caricato arriva al deposito con il conto già in regola, e il bonus da 50 € si somma a un primo versamento di almeno 20 €.

Il giudizio: è un’offerta piccola per scelta, e vale per chi vuole misurare la piattaforma con un impegno contenuto e un conto già in chiaro; chi cerca cifre a tre zeri nel bonus di benvenuto non è il destinatario di questa riga.

Eurobet: quando il palinsesto esce dallo sport

Concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale; sito .it proprio. La stessa società gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it: un solo gruppo, tre siti, tre concessioni distinte.

L’app Eurobet Sport descrive un palinsesto che parte da calcio, tennis e basket, allarga a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È la sola offerta di questa selezione che esca dichiaratamente dallo sport, e su questo terreno le scommesse su elezioni e reality sono una nicchia reale: pochi mercati, spesso liquidità sottile, margini che chi punta su un derby di Serie A non vede mai. Chi le cerca lo sa già e sa anche che cosa sta pagando per il privilegio di trovare quel mercato.

Il giudizio: la proposta si sceglie per l’ampiezza del listino, non per la compagnia che tiene al giocatore; chi punta su elezioni o su un talent televisivo trova qui l’unico posto della lista dove il mercato esiste, e chi vuole leggere in home page come vengono gestiti i propri limiti non lo trova.

BetFlag: due strade per aprire il conto

Concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a.; sito .it proprio.

BetFlag è l’operatore della selezione che dice più chiaramente come si entra: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La compresenza delle due strade è un’informazione, non una ridondanza: chi ha lo SPID attivo — e in Italia sono milioni — apre un conto gioco in pochi minuti, con i dati importati dal sistema e senza dover fotografare un documento; chi non lo ha resta sulla procedura manuale, che funziona benissimo e costa solo qualche passaggio in più. Il dettaglio che conviene ricordare è il termine dei trenta giorni: senza SPID il conto va validato entro quel limite, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Sul resto dei termini consultati, le voci su limiti di deposito e di spesa non emergono: la scheda di BetFlag è ricca sul come si entra e silenziosa sul come ci si ferma.

Il giudizio: per chi ha SPID o CIE attivi, quella di BetFlag è la procedura di apertura più rapida della lista, e in un settore dove il conto verrà comunque verificato è meglio farlo bene al primo colpo; il rovescio è che il pacchetto informativo è a senso unico — ti dice come entrare e non ti dice come startene in controllo.

Betsson: la vecchia guardia del mercato del nord

Concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited; sito .it proprio. La stessa società detiene la concessione n. 16026 di StarCasinò, e le due schede vanno lette insieme.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo dei mercati è quello del giocatore esperto: chi punta sui marcatori o cerca una combo non si accontenta di un 1X2 e lo sa. È una gamma che convive con un’offerta casinò — la scheda si presenta come Sportsbook e Casinò in un unico nome, e questo è il modo di un gruppo storico di presidiare due segmenti con un solo conto.

Il giudizio: Betsson è l’operatore da valutare quando il criterio è la varietà dei mercati disponibili sugli stessi eventi; quando invece il criterio è avere gli strumenti di controllo sotto gli occhi prima di aprire, la scheda non li offre e la ricerca tocca al giocatore.

William Hill: dieci euro subito o cinque dopo i documenti

Concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc; sito .it proprio. Il nome della società dice già parecchio su quanto il mercato italiano sia integrato in un sistema europeo: la concessione è italiana, la società è maltese, la vigilanza è di ADM.

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È la struttura più istruttiva della selezione, perché lega tre cose che normalmente restano separate: l’importo, il metodo di identificazione e il tempo. Dieci euro immediati per chi entra con l’identità già verificata dal sistema pubblico, cinque euro subordinati a un invio documentale con una finestra di 96 ore per chi entra a mano. Chi sceglie la strada lenta non sta solo aspettando: sta ricevendo un premio dimezzato, ed è una tariffa implicita che nessun banner spiega.

Il giudizio: la condizione, qui, pesa più della cifra. Chi ha lo SPID prende il massimo investendo dieci minuti in fase di apertura, chi apre a mano ottiene la metà e deve ricordarsi dei documenti e delle 96 ore, e il rischio concreto è perdere il bonus per una scansione mandata il quinto giorno.

StarCasinò: sport accanto a slot e live casinò

Concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited; sito .it proprio.

L’app StarCasinò, per il nome, non è una scommessa: è un casinò, con slot e Live Casinò in testa. Sta comunque in questa lista perché il sito permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il profilo del concessionario che usa il calcio come porta d’ingresso e il casinò come prodotto: due concessioni distinte sotto lo stesso tetto societario, e il giocatore che arriva per una partita si ritrova a un tiro di clic da una sala di roulette con croupier in diretta.

Il giudizio: StarCasinò è la riga che serve a metà dei suoi utenti e non all’altra, perché chi arriva dal casinò trova un bookmaker secondario e chi cerca solo sport trova uno sponsor di qualcos’altro. Chi ci gioca è principalmente un giocatore di casinò che ogni tanto scommette, e in questa lista è l’unico operatore dichiaratamente costruito su quel pubblico.

Bet365: il marchio globale e i suoi due avvisi

Concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc; sito .it proprio. La società è maltese e opera in Italia con una concessione italiana: la stessa struttura che fanno i grandi gruppi internazionali quando vogliono stare dentro il mercato regolato.

Bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La copertura è quella di un operatore globale, con un listino che spazia dall’ippica — un mercato che gli operatori italiani trattano con rispettosa attenzione per ragioni storiche — alle freccette e alla boxe, sport in cui un palinsesto italiano è spesso sottile. Il riconoscimento UEFA è materiale di marketing, non un titolo: cambia la credibilità del marchio, non la quota, ma è la ragione per cui Bet365 resta il primo nome che viene in mente a chi cerca un bookmaker internazionale.

Sugli strumenti, però, è l’operatore che scrive di più. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quattro voci distinte e un numero verde pubblico: la differenza rispetto alle schede silenziose non è di stile, è di contenuto.

Il giudizio: del profilo di Bet365 colpisce che la stessa scheda che vende la partnership con la Champions metta in elenco pause, limiti, avvisi e un numero verde — di rado le due cose convivono così esplicitamente, e chi cerca conferma della serietà di un operatore la trova qui meglio che in qualsiasi slogan.

Planetwin365: la copertura che guarda al calcio italiano

Concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a.; sito .it proprio. È il numero di concessione più basso della selezione, ma attenzione: il codice identifica la riga sull’elenco, non l’età del rapporto — le 52 concessioni nascono dalla gara del 2025, con i concessionari già attivi.

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La voce che colpisce è la Serie C accanto alla Coppa Italia: è il campionato che gli operatori trattano con sufficienza, perché costa lavoro di quotazione e attira volumi modesti, ed è la ragione per cui chi segue la propria squadra di provincia trova qui una copertura che altrove non c’è. Le oltre 20 tipologie di sport fanno il resto.

Il giudizio: la scelta di Planetwin365 premia una nicchia precisa — chi segue il calcio minore italiano — e chi cerca quel campionato sa già quanto vale il fatto di trovarlo quotato; chi punta solo sui grandi tornei trova meno motivi per preferirlo a un operatore con più strumenti dichiarati.

Domande frequenti

Un sito senza concessione ADM che rischi fa correre?

Rischi su tre fronti, tutti concreti. L’ADM inibisce i domini che offrono gioco illegale e li reindirizza a una pagina di avviso, con blocchi che funzionano a livello DNS e specchi che riappaiono in poche ore; la legge 401/1989 prevede, come ADM stessa ricorda, ammenda e arresto fino a tre mesi anche per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari. E manca la protezione del RUA.

Come verifico se un bookmaker ha la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it; si confrontano numero di concessione e ragione sociale con quelli che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza del nome non dimostra da sola che il sito tratti scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

È il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L’autoesclusione registrata si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta; i siti senza concessione non vi sono collegati. Le durate dipendono dall’operatore: Admiralbet prevede 30, 60 o 90 giorni o tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. La vigilanza è di AGCOM, con sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €; nel 2025 non sono risultate sanzioni e il contenzioso sul minimo è pendente davanti alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Quali limiti di deposito si impostano presso un concessionario ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1 del decreto 41/2024 impone al concessionario anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. Il valore del limite che ADM fissa nel bando di gara non è un dato pubblico.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM le vincite arrivano al netto: l’imposta unica grava sull’operatore, al 20,5 % sulla raccolta fisica e al 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vinte. Per le vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare: non è consulenza fiscale.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»