Tipi di scommesse 2026 — quale giocata si adatta alla vostra puntata
Ultimo controllo: 3 Novembre 2026, con le concessioni ADM verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Un tipo di scommessa non è una preferenza. È un contratto con un numero di variabili dentro: quante selezioni, quante vite, quanto margine per il bookmaker. La schedina che avete in mano decide già se state pagando il piacere della combinazione o solo il prezzo di un pronostico. E su questo, in Italia, il margine non è un dettaglio da bar: è la ragione per cui due quote identiche su due siti diversi non vi pagano identico.
Chi cerca «tipi di scommesse» di solito arriva da un problema pratico. Ha visto una voce in fondo alla schedina, tipo scommessa integrale o resto del match, e non sa se è un mercato o una modalità di liquidazione. Oppure ha letto «sistema» e si è convinto che il sistema riduca il rischio. Oppure vuole capire se la sua giocata da tre eventi ha un senso economico. Qui le strade sono tre e portano in posti diversi: la giocata secca, che è una sola decisione; la combinazione, che moltiplica il prezzo e le possibilità di sbagliare; il sistema, che moltiplica il numero di schedine e quindi i costi, non le probabilità.
La domanda che conta, e che il confronto delle offerte non pone mai, è questa: quanto di quello che mettete vale la forma della giocata, e quanto vale il mercato che scegliete? Un 1X2 costa meno di un marcatore, sempre, su qualunque bookmaker. La forma della scommessa invece ve la scegliete voi, e cambia il prezzo in modo prevedibile: sommando pronostici indipendenti il payout del biglietto è il prodotto dei payout dei singoli mercati, cioè scende. Non c’è multipla che batta la singola sul terreno del costo. C’è solo una multipla che paga di più quando azzecca, ed è un altro discorso.
Il resto della pagina entra nel meccanismo. Prima l’elenco dei concessionari con il numero di concessione, perché in Italia il tipo di scommessa che potete giocare esiste solo dentro un palinsesto approvato dall’ADM. Poi i fondamenti, la normativa, il gioco responsabile, i mercati con le loro quote, gli sport e i calendari. E un conto che faccio solo io: due quote simmetriche a 1,90 non sono mai il prezzo onesto del mercato, e mostrare quanto manca è il modo più onesto di parlarne.
Nessuno sa chi vince domenica. Io so quanto costa scommetterci.
La classifica dei concessionari ADM a confronto
L’ordine che segue è quello delle concessioni presenti nel mercato regolato, con il numero che ognuno dichiara nei propri termini. Non è una graduatoria del gradimento né un consiglio: è la sequenza con cui questa pagina attraversa il mercato, dal bookmaker completo alla piattaforma che al calcio unisce il casinò.

Prima di guardare qualsiasi cella, un dato che vale più di tutta la tabella. L’Elanco delle concessioni viene assegnato per sito, non per azienda: una società può gestire più siti, e il concessionario il più delle volte non porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi pensa di aver capito di chi è un marchio dal nome, non ha capito niente.
E poi la cosa che quasi nessuno scrive: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra che quel concessionario accetti scommesse sportive. La concessione può coprire scommesse a quota fissa, poker, giochi di abilità, casinò, exchange o bingo in qualunque combinazione (art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024). La prova che uno sportbook esista sta nel sito e nell’app dell’operatore, non nella lista.
Il tendine di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3). Vuol dire che il bookmaker con cui giocate oggi ha un orizzonte chiaro davanti a sé, e che il numero di marchi sul mercato è chiuso per un pezzo.
| Marca | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i suoi termini e le sue schede sul tipo di scommessa |
|---|---|---|
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE; bonus di benvenuto senza deposito soggetto a quota totale minima e tempi di attivazione |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus cash in tranche e requisiti su multiple; freebet settimanali dell’Extra Bet Club |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Cash Out e My Combo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo scelti in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati al giorno e Bet Builder+, anche in live; strumenti di gioco responsabile |
La tabella dice tre cose che una lista alfabetica non direbbe. La prima: il modo in cui ogni marchio descrive la propria offerta sportiva cambia il tipo di scommettitore a cui si rivolge. Sisal elenca formati, William Hill elenca condizioni, StarCasinò mette il casinò per primo e le scommesse come contorno. La seconda: due siti con lo stesso concessionario possono avere due caratteri opposti, e Betsson contro StarCasinò lo dimostra. La terza: il numero di concessione non è un punteggio. Un codice più alto non significa più recente né migliore, ed è solo l’identificativo del sito sull’elenco.
C’è poi il rovescio della medaglia, e riguarda anche il presente elenco. Il mercato regolato non è l’intero mercato. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Chi li trova in prima pagina di ricerca non ha trovato un concessionario: ha trovato un sito che, in Italia, non ha nessuno dei presidi di cui parlo nella sezione sulla normativa.
La classifica serve a scegliere un libro contabile, non un pronostico. Dieci concessionari, dieci modi di vendere la stessa cosa, e un solo metro che li attraversa tutti: quanto costa la forma della giocata che vi interessa. Se cercate la scommessa integrale, il resto del match, il non abilitato — le voci che compaiono tra i termini di ricerca di questo argomento — state cercando lessico da schedina, non mercati. Sono meccaniche di liquidazione interna, e ogni operatore le implementa come vuole.
Che cosa distingue un tipo di scommessa da un altro
Il fondamento è meno banale di quanto sembri. Un tipo di scommessa è definito da tre cose insieme: quante selezioni entrano nel biglietto, come vengono legate tra loro, e in che modo la giocata si chiude. Cambiate una delle tre e cambia il prodotto, anche se il nome resta lo stesso.
La singola è una selezione, un mercato, un esito. La puntata va sulla quota fissata al momento della giocata, e il premio è la puntata moltiplicata per quella quota. Niente altro. Tutto il resto delle voci che incontrate è una variazione sul tema.
La multipla lega più selezioni con la condizione che siano tutte vincenti. Non è una somma di prezzi, è un prodotto: le quote si moltiplicano. Ed è qui che nasce l’illusione. Con tre eventi a 2,00 il prezzo finale arriva a 8,00, e la testa legge 8,00 come «tre volte meglio» di una singola. Il portafoglio legge un’altra cosa: il payout di ogni mercato si moltiplica con gli altri, quindi il costo implicito della combinazione cresce a ogni selezione aggiunta. Più leggete la multipla come una scommessa sola, più vi sfugge che è un pacchetto di scommesse acquistate insieme a un prezzo peggiore.
Il sistema è la voce più fraintesa di tutte. Non è una multipla più intelligente: è un insieme di multiple giocate in parallelo su un sottogruppo fisso di selezioni. Mettete quattro eventi e chiedete un sistema da tre: state giocando quattro triple, e pagate quattro volte la puntata unitaria. Le possibilità di incassare qualcosa aumentano, perché con tre risultati su quattro arriva almeno una tripla. Il costo quadruplica. Il sistema non riduce il rischio, lo distribuisce — e la distribuzione si paga.
Poi ci sono le forme che dipendono dal modo in cui la giocata si chiude. Il cash out permette di incassare una vincita o ridurre una perdita su un evento prima che finisca. Il DNB, draw no bet, è la singola sul mercato a tre esiti con il pareggio che vi restituisce la puntata. La combo costruisce un prezzo unico da più pronostici sullo stesso evento. E il totalizzatore, o pool, è l’altra famiglia nella legge: qui non c’è quota fissata al momento, si gioca contro il montepremi degli altri.
Un’ultima distinzione che decide se il tipo di scommessa è ammesso nella vostra scommessa. Le selezioni di una multipla devono essere combinabili secondo le regole dell’operatore. Due mercati sullo stesso evento possono dipendere l’uno dall’altro, e il bookmaker li esclude dalla stessa schedina. È il senso delle voci «non combinabili» che compaiono tra i termini di ricerca. Nessuna legge lo impone: è una scelta tecnica dell’operatore, ed è la ragione per cui la stessa accoppiata di mercati è permessa su un sito e rifiutata su un altro.
E il premio, poi, è quello fissato quando avete giocato. La quota si blocca al momento della giocata, non si aggiorna. Su un mercato che si muove — una formazione che cambia, un infortunio annunciato — questo è un vantaggio o una condanna a seconda di quale lato avete preso.
Quanto costa la forma della giocata: il margine dentro la quota
Nessuna quota è il prezzo onesto di un evento. È il prezzo dell’evento più il compenso del bookmaker. La differenza si chiama margine, e si vede dalle quote senza bisogno dei termini contrattuali.
Il conto si fa così. Il payout di un mercato è uno diviso la somma di uno diviso ciascuna quota, su tutti gli esiti del mercato. Il margine è il cento per cento meno quel payout. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio, non un prezzo che ho visto da nessuna parte — la somma degli inversi è 1,0526 circa, il payout si aggira sul 95 %, e il margine sta intorno al 5 %. Su un mercato a quota più alta, con entrambi gli esiti a 1,95, il margine si assottiglia verso il 2,5 %. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,80 sale verso il 10 %.
La banda, non il numero, è il punto. Il margine di un bookmaker su un mercato va da poco più del 2 % a oltre il 10 %, e dipende da quanto popolare è il mercato e da quanto il bookmaker vuole guadagnarci. Un 1X2 di Serie A sta stabilmente nella parte bassa di quella banda. Un mercato di nicchia — il minuto del primo goal, il numero esatto di cartellini — sta nella parte alta, perché il bookmaker non ha abbastanza informazione per prezzarlo stretto e si copre. Con l’handicap asiatico si scende ancora, verso l’1,5 %, perché la liquidità è alta e i prezzi sono competitivi.
Adesso mettete quel margine accanto alla forma della giocata. Un biglietto che somma quattro selezioni a margine 5 % non costa il 5 %. Costa il composto dei quattro: circa il 18,5 % di quel che mettete, perché ogni mercato trattiene la sua parte sul proprio tratto. Con due selezioni a margine 5 % siamo intorno al 9,75 %. Con sei si supera il 26 %. La forma della giocata non è neutra: è la variabile che controllate voi, ed è quella che pesa di più.
Il payout di un mercato — quello che un mercato restituisce su ogni unità giocata — è la stessa cosa vista dall’altro lato. Un payout del 95 % e un margine del 5 % sono lo stesso mercato, non due mercati. Quando un operatore vi annuncia «quote altissime», vi sta annunciando una posizione dentro quella banda. Se fosse fuori banda, non starebbe in piedi.
E c’è un dettaglio che nessuna tabella comparativa vi dice: nella multipla non pagate il margine una volta sola. Comprate ogni mercato al suo prezzo, e il biglietto finale è il prodotto di prezzi già tutti caricati. Non è una truffa. È il modello di business, ed è giusto che lo conosciate prima di chiamare il sistema «più sicuro».
La normativa: chi può vendere una giocata in Italia
Il mercato regolato italiano ha un guardiano solo: l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sui siti e sui giornali del settore incontrate ancora come «ADM (ex AAMS)». Il testo che ha riordinato la materia è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La parola importante è «concessione». Non è una licenza aperta a chi la chiede: è un titolo assegnato per gara pubblica, con requisiti precisi — società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti, un impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Tradotto: il bookmaker non può cambiare le regole del gioco a metà strada, e neanche il fisco può.
Sul versante di quel che si può giocare, l’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Non è un dettaglio burocratico: significa che l’offerta che vedete non è libera, è autorizzata evento per evento. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Dentro la concessione per le scommesse sportive, la legge colloca anche le scommesse su eventi simulati — l’articolo 2, lett. v) le definisce come eventi sportivi, ippici e altri, simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e non è un’appendice decorativa: è una categoria con una sua disciplina fiscale, che paga il 24,5 % dell’incassato al netto delle vincite restituite.
L’ippica, invece, è due cose diverse in legge, e quasi nessuno lo sa. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a pool, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno nella lett. c) e hanno bisogno di una concessione propria. Una cosa è puntare su un cavallo, un’altra è giocare il totalizzatore nazionale.
Il betting exchange, o «punta e banca», è a sua volta un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due lati. La documentazione di Betfair è segnalata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è una domanda che questo mercato non chiarisce.
C’è poi il capitolo che riguarda il portafoglio del bookmaker e, indirettamente, la vostra quota. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa nasce dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta è fisica e 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano al 43 % e 47 %. Una proposta di portarle al 21 % e 25 % dentro il «Decreto Sport» non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile, non risulta.
Dove andate a controllare tutto questo da soli? L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 mette l’ADM, la Guardia di Finanza e Sogei a tenere due liste, entrambe pubbliche: quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito. Un operatore dichiara il proprio numero di concessione e la propria società nei termini del servizio. È lì che si verifica, non sul nome del marchio.
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. E c’è un lato che riguarda voi, non il bookmaker: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come l’ADM stessa lo riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Quanto sia l’ammenda in euro, e se ci sia mai stato un procedimento contro un giocatore, non risulta. Ma la regola l’ADM la scrive così.
Sul versante dei pagamenti, l’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, la cui gestione sta in un registro dell’ADM: tabaccai e ricevitorie ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Per fermare i prestatori di pagamento che servono operatori senza concessione, l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia; la sua entrata in vigore non è confermata.
Sui canali di pagamento il discorso resta aperto. Le pagine di confronto mostrano su questi operatori carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la sua lista nei propri termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM non c’è una posizione chiara, e non risulta una norma che nomini canali approvati.
Resta la pubblicità. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 96/2018, è in vigore: l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con la formula del divieto di «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo». L’AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; ci sono due rinvii pendenti davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e al momento della verifica il divieto è in vigore.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto statale ai bonus né un tetto statale ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il bonus di benvenuto è il modo in cui gli operatori chiamano la loro offerta di apertura.
La concessione, in sintesi, vi dà quattro cose: il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano per le controversie. Un marchio .com non autorizzato non ve ne dà nessuna, ed è esposto all’oscuramento DNS.
Gioco responsabile: gli attrezzi che il conto vi mette davanti
I limiti che scegliete in registrazione
Nella registrazione su un concessionario ADM non c’è solo la casella del consenso. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un pacchetto di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Come si traduce in pratica lo mostra AdmiralBet, che in registrazione chiede di impostare tre tetti: massimo di ricarica, massimo di spesa e massimo di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel differimento non è un capriccio tecnico: è l’unica parte del sistema progettata per rallentare una decisione presa di impulso. Se ieri avete alzato il tetto alle tre di notte, il sistema vi dà una settimana per ripensarci.
La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando di gara non è nota. Quello che si sa è il meccanismo: il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale in fase di iscrizione, l’abbassamento ha effetto subito e l’innalzamento aspetta sette giorni.
L’autoesclusione e il RUA
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è la parte del sistema che non si aggira. Blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Non è una lista che un operatore può ignorare per gentilezza commerciale: chi è dentro il RUA è fuori da tutto il gioco legale, in un colpo solo.
Le durate cambiano, e le condizioni di AdmiralBet le raccontano bene: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un trade-off da conoscere: il periodo lungo protegge di più ma vincola di più, e la revoca del tempo indeterminato non è immediata.
La falla è geometrica, non tecnica. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla: non dal registro, non dall’ADM, non da un foro italiano. L’autoesclusione è un contratto con il mercato legale, e il mercato legale è quello che ci sta dentro.
Le identificazioni, il contatto, le pause
L’articolo 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori tra i principi del sistema, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il divieto è chiaro e non ammette interpretazioni.
Il conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento, e anche con SPID. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet passa la CIE attraverso un provider SPID. Chi non usa SPID deve completare la validazione entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono tanti o pochi a seconda di quanto la vincita vi serva, ma il blocco non è negoziabile.
Per i residenti in Italia c’è un numero che vale più di qualunque sezione di aiuto: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato tra gli strumenti di bet365. Accanto, bet365 mette periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. La pausa è lo strumento più sottovalutato dei tre: non chiude il conto, non chiede documenti, e serve esattamente a chi vuole solo prendere una settimana di distanza.
L’articolo 15, comma 1, lett. f) aggiunge il canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, e l’articolo 15, comma 3 consente al concessionario di trasmettere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo — che è l’unico spazio pubblicitario in cui un marchio di gioco può mostrare la faccia senza violare il Decreto Dignità.
Infine, l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non compensa il danno di chi gioca male, ma è un obbligo reale, e conviene sapere che esiste.
I mercati e le quote: che cosa si può giocare, quanto costa
La differenza di prezzo tra i mercati è la cosa più utile che questo capitolo possa dirvi, perché è l’unica variabile che controllate senza cambiare bookmaker.
In cima alla scala della popolarità c’è il 1X2, l’esito finale di una partita: una vittoria, un pareggio, una sconfitta. Statisticamente è il mercato che gli operatori prezzano più stretto, perché il volume di giocate e la quantità di informazione disponibile consentono margini bassi. Un esempio concreto di prezzi lo offre Betfair Sport, che tra i suoi mercati elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate.
Scendendo di popolarità, il margine sale. L’Under/Over sul numero di goal è un mercato a due esiti, di solito più caro del 1X2 ma non di molto. Il Goal/NoGoal, che chiede se entrambe le squadre segneranno, sta sulla stessa fascia. Il Multigol — su quanti goal cadono in un intervallo — è una variazione che Goldbet e Sisal trattano come voce a sé.
Nel campo dei mercati speciali, i prezzi si aprono. Parliamo di marcatori (chi segna), numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori, minuto del primo goal, risultato esatto, e delle voci fantasia che GoldBet elenca come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Sono mercati in cui il bookmaker ha meno informazione e si copre con margini più alti. Il prezzo di un mercato di nicchia è il motivo per cui una schedina costruita tutta su cartellini e rigori costa molto più di una schedina di 1X2, anche avendo lo stesso numero di selezioni.
Poi ci sono i mercati con una meccanica particolare. Il DNB, draw no bet, è la lettura a tre esiti tradotta in due: se la partita finisce in parità la puntata torna indietro. Comodo, costa qualcosa. La combo lega più pronostici sullo stesso evento in un prezzo unico, e i nomi commerciali variano: SNAI ha la My Combo, che unisce più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis, basket — nello stesso biglietto a quota unica; Betsson chiama combo i suoi mercati combinati; Sisal ha la Supercombo e la Supercoppia; Betfair ha la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La struttura dell’offerta, più che il singolo mercato, dice il carattere dell’operatore. Goldbet elenca 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali. Sisal, oltre ai mercati Goal, No Goal e Multigoal, mette in vetrina la Scommessa DUO e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Betfair Sport aggiunge la sezione Supercombo. SNAI apre anche sul risultato esatto. Tre operatori, tre menù diversi.
Poi ci sono i mercati che vivono fuori dal risultato. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Frequenza altissima, formato che mescola la scommessa sportiva con la meccanica da casinò. Chi entra lì dentro cerca ritmo, non analisi. E un sistema da tre giocato su dieci eventi virtuali simultanei è, in pratica, un prodotto con una velocità di turnover che nessun campionato reale può eguagliare.
Il cash out merita una riga a sé, perché trasforma il tipo di scommessa. Sisal lo offre per chiudere la giocata prima che l’evento finisca, SNAI per chiudere le schedine prima della fine, e Betfair Exchange lo descrive come la possibilità di incassare una vincita o ridurre una perdita su un evento prima della sua conclusione. È uno strumento, non un mercato, e ha un costo: il prezzo di uscita lo fa il bookmaker, e non è mai quello che avreste pagato voi restando dentro fino alla fine.
Un ultimo punto per chi arriva dalle ippiche. Le corse dei cavalli a quota fissa pagano le stesse aliquote delle scommesse sportive — 20,5 % fisico, 24,5 % a distanza — ma il ventaglio dei tipi di gioco ippico è un mondo a parte, con il totalizzatore nazionale che richiede una concessione autonoma.
Sport, campionati e palinsesti: dove si applicano i tipi di scommessa
Il calcio regge il grosso del volume, e i segnali sono tutti nella stessa direzione. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita dal vivo. StarCasinò parla dei principali eventi sportivi italiani e internazionali. Betsson dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi. Sisal e Goldbet costruiscono i loro menù intorno ai mercati di calcio.
Il tennis è la seconda lingua di questo mercato. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il basket ha una sua popolarità, e non a caso la My Combo di SNAI unisce pronostici su calcio, tennis e basket nello stesso biglietto: la combo multisport è pensata proprio per chi segue tre calendari diversi e non vuole comprare tre biglietti.
La ippica sta in una posizione curiosa e va letta con la legge accanto, come nella sezione sulla normativa: scommesse sulle corse a quota fissa da una parte, giochi di ippica nazionale come vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté dall’altra, con una concessione propria. Chi cerca «un tipo di scommessa ippica» sta cercando dentro un insieme che la legge italiana tiene separato da tutto il resto.
E poi ci sono i calendari che non sono calendari. La Goldbet League mette dieci partite virtuali in contemporanea, le Goldbet Racing partono ogni cinque minuti. Un «palinsesto» che gira anche alle tre di notte, quando il campionato vero è fermo. È l’argomento di chi dice che virtuale e sportivo sono due prodotti diversi, e lo sono: uno è una simulazione, l’altro una partita. Ma la meccanica dell’offerta è la stessa, e il margine non è più generoso solo perché il campo è disegnato.
Un’ultima cosa che conta per il tipo di scommessa che scegliete. La quota si blocca al momento della giocata, e sul live la finestra tra il momento in cui vedete il prezzo e il momento in cui lo prendete può essere la differenza tra un prezzo buono e uno cattivo. Lo streaming dentro l’app serve anche a questo: riduce la distanza tra quel che vedete e quel che giocate. Planetwin365, Lottomatica e Betfair Exchange lo offrono — su calcio, tennis e basket nel caso di Betfair — e chi gioca live senza guardare la partita sta scommettendo su una parte della propria informazione mancante.
I protagonisti del confronto, marchio per marchio
L’ordine è quello della tabella, e il metro resta lo stesso: che cosa offre ciascuno e a chi serve.
Betsson: il catalogo ampio, con la precisazione sul prezzo
Betsson è il marchio che apre la lista con la concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app Sportsbook & Casinò porta scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il profilo del bookmaker generalista: la stessa schedina, ma in più salse.
Il numero «migliaia di eventi» è quello che sembra e non è. Ampio catalogo significa copertura, e copertura significa che i mercati di coda sono lì per chi li vuole. Non significa che il loro prezzo sia buono: i mercati affollati sono quelli prezzati meglio, i mercati di coda sono dove il bookmaker si copre di più. Esiste anche un presupposto che vale la pena dire: la stessa società di Azzurri Limited gestisce StarCasinò, e chi cerca l’uno o l’altro scoprirà che sono due negozi con la stessa proprietà e due caratteri opposti. Il catalogo ampio serve chi vuole scelta senza cambiare conto; su questo, Betsson fa il suo mestiere.
BetFlag: la barriera all’ingresso più bassa, e il prezzo che porta
BetFlag è marchio di Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008. Il suo carattere sta nella soglia di ingresso: un bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre il conto. Nessun deposito, quindi nessuna carta.
Ma leggete il pacchetto fino in fondo, perché il bonus senza deposito è la tipologia di offerta più viziata di vincoli. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Tre giorni per giocare, trenta per attivare. E i 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè un rigioco di otto volte, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Butto lì il conto che interessa: dieci euro in un’unica giocata con quota totale minima 5.00 valgono qualcosa solo se quella giocata è vera. Il rigioco delle Fun Flag è separato, vive su un gioco diverso, ed è lì che il pacchetto chiede tempo. Chi non ha mai aperto un conto e non vuole mettere denaro trova qui la soglia più bassa; chi vuole soldi liberi subito, no. E la registrazione via SPID o CIE accorcia la pratica di chi ha già l’identità digitale attiva.
Sisal: il formato come parola d’ordine
Sisal, concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., è il caso più interessante del listino perché la sua offerta è raccontata attraverso i formati, non attraverso le condizioni. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
La differenza tra un operatore che elenca formati e uno che elenca requisiti è la differenza tra un menu e un contratto. Il menu di Sisal dice: c’è sempre un formato per la giocata che avete in testa. Il contratto di un altro dice: ecco cosa dovete fare per avere il bonus. Chi arriva alla pagina da una serie TV di mercati — e il listino Sisal si legge così — trova pane per i suoi denti. Chi arriva cercando quanto costa una multipla non trova qui nessuna cifra da pesare, e deve andare nei termini.
William Hill: la condizione più pesante del listino, dichiarata bene
William Hill, concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc, è l’operatore con il bonus più strutturato e il più condizionato della lista. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Fermiamoci su questo pacchetto, perché è un caso di studio. Cinque selezioni a quota minima 5.00 per ciascuna e 5.00 di quota totale: tradotto, la combinazione minima è di cinque gambe tutte almeno a 5.00. Su un mercato 1X2 corrisponde a cinque sfavoriti che vincono. È una condizione che non si soddisfa per caso, e serve a far girare volume, non a regalare soldi. Il bonus cash scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00.
Un dettaglio che vale la pena ripetere dentro i termini: i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Chi ha già il portafoglio elettronico pronto e credeva di fare prima, resta fuori dall’offerta e deve usare carta o PayPal.
Il rovescio è la parte che quasi nessuno legge. Sull’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva c’è un tetto di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio; le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. La puntata non torna. È la differenza tra un bonus e un rimborso, e finisce nei conti.
Accanto a tutto questo c’è l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Venticinque euro di scommesse al mese non sono una soglia da fantascienza per chi segue il campionato con costanza.
Planetwin365: lo streaming come infrastruttura
Planetwin365 è marchio di Pwo S.p.a., concessione n. 16007. La sua offerta si legge in una riga: eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Pallavolo e tennis tavolo, non Serie A. È una scelta precisa, e dice chi è il pubblico. Chi scommette sulla pallavolo o sul ping pong di alto livello sa che la copertura video è rara e che le quote sono meno martellate dall’informazione di massa. Lo streaming dentro l’app riduce il ritardo tra quel che vedete e quel che giocate, e su competizioni di nicchia è un vantaggio tecnico, non un gadget. Chi cerca i grandi palcoscenici del calcio trova meno vetrina; chi cerca copertura video su sport fuori dai riflettori trova pane.
SNAI: il menù più profondo e la combo multisport
SNAI, concessione n. 16032 di Snaitech Spa, è il caso più completo del listino. Singole, multiple e sistemi; mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. E poi la My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
La My Combo è il pezzo tecnico più interessante di tutta la lista, perché risolve un problema concreto: chi ha tre pareri su tre partite diverse, in tre sport diversi, non deve comprare tre biglietti separati. La quota unica semplifica la gestione ma non cambia la matematica della combinazione, e vale la pena ripeterlo perché è controintuitivo: unire le selezioni in un biglietto significa moltiplicare i payout dei mercati, non sommarli. Profondità di menù e flessibilità di costruzione sono il punto di forza di SNAI.
AdmiralBet: il conto che vi chiede di darsi una regola
AdmiralBet, di Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048, si distingue per la parte che quasi nessun operatore mette in vetrina. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La richiesta in fase di apertura è la cosa più insolita e la più utile del listino. Non è un limite di deposito imposto dall’esterno: è una decisione presa a mente fredda, prima di vedere un palinsesto. Il differimento di sette giorni sull’aumento completa il disegno: nessuno alza il tetto di notte e gioca un’ora dopo. Chi non vuole decidere nulla sul proprio comportamento troverà questa richiesta scomoda, e troverà il mercato pieno di alternative che non chiedono niente.
StarCasinò: quando la scommessa è l’ospite
StarCasinò è marchio di Azzurri Limited, concessione n. 16026. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
L’ordine delle parole conta. In questa descrizione il casinò viene dopo, oppure prima, a seconda di come si legge — e nella sostanza è il motore del prodotto, con lo sportbook che ne approfitta. Per chi cerca un tipo di scommessa con profondità di mercati, la copertura limitata ai «principali eventi» è un vincolo. Per chi vuole un conto solo per giocare a tutto, il pacchetto unico è comodo. Nessuno dei due lettori sbaglia: hanno solo bisogno di sapere in quale dei due sta.
Lottomatica: il calcio e i motori, con i dati in tempo reale
Lottomatica è marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La combinazione calcio e motori è più rara di quanto sembri: un appassionato di F1 e MotoGP che vuole anche il pallone la domenica ha, almeno nei mercati dichiarati, una piattaforma sola. E c’è la curiosità societaria: Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, mentre Goldbet è un marchio separato nella stessa lista dei concessionari. Due siti, due concessioni, una scatola societaria che li avvicina.
bet365: il costruttore, e chi lo usa davvero
bet365 è marchio di Hillside (New Media Malta) Plc, concessione n. 16030. Offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Tra gli strumenti di gioco responsabile ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il Bet Builder+ è la cosa che merita un ragionamento, perché è il tipo di scommessa che confonde meglio. Un costruttore di scommesse prende due mercati di una stessa partita, per esempio la vittoria e il numero di goal, e ne fa un prezzo unico — utile se i due mercati non sono correlati, inutile se uno implica l’altro. E il mercato «selezionato» significa che la costruzione è possibile solo su eventi scelti dall’operatore. Ne segue una cosa che vale per qualsiasi costruttore: se costruite una combinazione in cui le selezioni si sostengono tra loro, e un mercato di nicchia con alta marginalità dall’altro, il prezzo finale ve lo fa l’operatore, non voi. Molto meglio di una multipla libera sulla flessibilità, esattamente come una multipla libera sul costo.
Il conteggio delle concessioni chiude il cerchio. Dieci marchi attraversati, dieci numeri diversi, e in mezzo una serie di profili che non si somigliano: chi vende formati, chi vende condizioni, chi vende protezione, chi vende un casinò con lo sport accanto.
Domande frequenti sui tipi di scommessa
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che riporta il numero di concessione e il sito .it collegato; in alternativa si controlla la sezione dei termini dell’operatore. Va ricordato che l’elenco non indica quali giochi il concessionario offra: la prova dello sportbook sta nel sito e nell’app.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale fissata al momento della giocata; il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. Il premio resta quello della quota al momento della giocata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato; il payout è uno diviso quella somma, e il margine è 100 % meno il payout. Su due esiti a 1,90 il margine sta intorno al 5 %; su un mercato di nicchia può superare il 10 %. Non è un valore fisso, è una banda.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e la legge prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. L’abbassamento ha effetto immediato, l’innalzamento dopo sette giorni. La cifra del limite che l’ADM fissa nel bando di gara non è nota.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario; è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati seguono un’altra strada.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è vigilato dall’ADM e non offre un foro italiano; è esposto all’oscuramento DNS e ai blocchi che si aggiornano periodicamente. L’ADM ricorda che il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
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