Scommesse sulla Coppa Italia 2026: chi ha la concessione e come si legge una quota

Updated Novembre 2026
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La Coppa Italia è una competizione a eliminazione diretta che la Lega Serie A organizza sotto la giurisdizione della FIGC, e per chi scommette è una cosa leggermente diversa: un torneo il cui calendario si riempie di partite a gara unica, con turni che si accavallano al campionato e con un formato che negli ultimi anni è cambiato più volte. Chi cerca dove giocare finisce sempre nella stessa domanda — quale bookmaker, con quale concessione, con quali mercati — e la risposta onesta è che le strade sono tre, non una: un operatore con concessione ADM sul suo sito .it, un sito estero che accetta giocatori italiani senza averne titolo, oppure il banco di un’exchange. Questo è il punto in cui le tre strade si separano, e ognuna costa qualcosa di diverso.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La prima edizione della Coppa Italia si disputò nel 1922 e fu vinta dal Vado.

*i dati sono aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.*

La concessione ADM decide tutto il resto

Conviene partire dal documento e non dal banner. In Italia l’offerta di gioco a distanza si regge su un titolo — la concessione — che l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), quella che il mercato continua a chiamare AAMS, assegna per singolo sito e non per azienda. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non si comprano: si vincono a gara, e all’asta di settembre 2025 sono andate 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Nove anni senza rinnovo automatico, per dirla come la legge la dice.

Il punto che sfugge a quasi tutti è che la concessione è legata a un sito. Un’azienda può averne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il nome commerciale quasi mai coincide con il concessionario. Basta leggere le carte: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi confronta operatori guardando solo il marchio sta confrontando insegne, non titolari.

Il palinsesto è la seconda metà della stessa storia. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno lì dentro. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il risultato pratico è che «il bookmaker X ha la partita» non è una proprietà del bookmaker, è una proprietà del palinsesto approvato in quel momento. E nessuna colonna dell’elenco ADM dice quali giochi quel concessionario può offrire: un nome in elenco, da solo, non dimostra nemmeno che quel sito tratti scommesse sportive.

Chi ha la concessione e chi no

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un solo sito .it. Gli operatori trattati in questa pagina ci stanno dentro, e il codice lo dicono loro stessi nei termini. Fuori dall’elenco, sempre alla stessa data, restano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet: il lettore li trova in testa ai risultati di ricerca, che è esattamente il motivo per cui vale la pena dirlo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Dalla stagione 2024-25 i tempi supplementari in Coppa Italia si giocano solo in semifinale e in finale.

Come si verifica, in pratica. Non c’è una scorciatoia. Si apre l’elenco dell’ADM, si cerca il dominio nella colonna dei siti, si controlla il codice, e poi si confronta quel codice con quello che il concessionario dichiara nei propri termini e condizioni. Il controllo ha senso perché le due fonti stanno in piedi da sole: l’elenco è tenuto dall’ADM insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, e il numero di concessione un operatore lo espone per obbligo, non per gentilezza.

Siti esteri e siti oscurati

Un sito senza concessione che accetta giocatori italiani sta offrendo gioco in modo illegale, e il quadro sanzionatorio è a doppio senso. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede due liste pubbliche, quella dei siti legali e quella dei siti inibiti, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione a carico di provider e intermediari di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM; i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Nel 2025 un provvedimento ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Il blocco lavora a livello DNS, qualche provider è più lento, e i mirror ricompaiono in poche ore.

Poi c’è il lato del giocatore, che l’ADM mette per iscritto citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: scommettere con un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando la giocata viene accettata all’estero. Chi si autoesclude lo scopre a proprie spese: le piattaforme senza concessione non sono collegate al RUA, quindi l’autoesclusione non le tocca.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nella formula attuale la Coppa Italia ha 44 squadre: 20 di Serie A, 20 di Serie B e 4 di Serie C.

Pubblicità: un divieto con un finale aperto

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma più larga: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. L’AGCOM è l’autorità che sanziona, con una multa del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l) e m), promuove però la pubblicità del gioco pubblico orientata al gioco sicuro e consente ai concessionari messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, e l’art. 15, comma 3 lo riprende.

Le cronache del biennio raccontano un quadro meno granitico di quanto sembri. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato multe per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla notificazione del divieto. Un emendamento Forza Italia alla manovra 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, sponsorizzazioni incluse: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge «il divieto sta per cadere» su qualche forum sta leggendo una proposta, non una norma.

E i bonus? Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto di legge ai bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima stanno nei termini di ciascun operatore, e vanno letti lì.

Autoesclusione, limiti e il conto che si apre una volta sola

C’è una concessione che vale la pena pagare anche quando sembra un fastidio, ed è questa: un operatore ADM è dentro un sistema di tutele che un sito estero non ha. Non è una questione di gentilezza commerciale, è una condizione del titolo.

Il RUA. Il Registro Unico degli Autoesclusi è nato nel 2018 e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e anche le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Dal 1° febbraio 2026 le forme parziali di esclusione esistono anche in pratica, e durate e modalità sono quelle che scrivono i termini degli operatori e le pagine dell’ADM.

Il conto di gioco. Un conto di gioco richiede identificazione piena. Oltre alla registrazione classica con documento, gli operatori offrono SPID e CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto al modulo tradizionale. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come spiegano le pagine degli operatori. La regola dei 18 anni, l’art. 3, comma 1, lett. a) la mette tra i principi sotto il nome di tutela dei minori di età, e la legge italiana la fissa a 18.

I limiti. L’art. 15, comma 1 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Il meccanismo è asimmetrico, ed è bene saperlo prima: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni.

L’informazione. L’art. 15, comma 2 obbliga ogni concessionario a spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità dell’operatore: è la parte di ricavo che il sistema restituisce sotto forma di avvertenze.

Le ricariche. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 tiene in piedi i punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie — iscritti a un registro che costa 100 € l’anno. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né sbloccare il saldo. È l’ultimo miglio del sistema italiano, e spiega perché molti conti si alimentano al tabaccaio.

Dove un limite morde davvero

La differenza tra un limite di deposito e un limite di puntata sfugge a chi si iscrive di fretta, e non è teoria: il primo riguarda quanto entra nel conto, non quanto si gioca. Un giocatore che si dà 100 € a settimana può portare in saldo quei 100 € e girarli su dieci schedine nella stessa serata, perché il limite ha già fatto il suo lavoro all’ingresso. Chi vuole un freno reale sulla frequenza deve agire sull’altro fronte, quello del tempo e della spesa, e l’art. 15, comma 1 li contempla entrambi.

E c’è la trappola di direzione. Abbassare un limite è immediato, alzarlo costa una settimana, il che è esattamente il contrario di quello che un giocatore sotto pressione vorrebbe. La settimana non è un dispetto burocratico: è il tempo in cui la decisione di alzare il tetto si raffredda. Chi la vive come un ostacolo ha di solito già deciso di superare il limite che si era dato.

Resta il punto che non si aggira: chi si autoesclude resta protetto solo dove il RUA arriva. Lo stesso giocatore può iscriversi altrove, e per gli operatori con concessione la porta è chiusa, per gli altri no.

Strategia: una coppa con regole sue

Chi vuole scommettere sulla Coppa Italia deve accettare che questa competizione non si comporta come un campionato, e le regole che la rendono diversa si leggono prima di cercare una quota, non dopo.

La forma del torneo. Nella formula attuale la Coppa Italia ha 44 squadre: 20 di Serie A, 20 di Serie B e 4 di Serie C. Si gioca a eliminazione diretta con turni a gara unica; le semifinali sono con andata e ritorno, la finale è una sola partita allo Stadio Olimpico di Roma. Dalla stagione 2024-25 i tempi supplementari si giocano solo in semifinale e in finale: nei turni a gara unica precedenti, in caso di parità, si va direttamente ai calci di rigore.

Perché conta per chi scommette. In un turno a gara unica con i supplementari esclusi, novanta minuti sono la partita intera. Il pareggio non è una fase di passaggio, è un esito che manda ai rigori, e quindi un mercato «esito finale 1X2» sui tempi regolamentari continua a valere anche quando la partita si decide dal dischetto. Chi punta la qualificazione sta scommettendo su un’altra cosa ancora: sul passaggio del turno, rigori compresi. Sono due mercati con due probabilità diverse, e la quota lo sa.

Come si legge una quota

Una quota decimale è un moltiplicatore e insieme una probabilità implicita. Una quota 2,10 dice che il bookmaker prezza quell’esito intorno al 47,6 %; 3,40 intorno al 29,4 %; 3,60 intorno al 27,8 %. Sommati, quei tre numeri fanno più di cento, e la differenza è il mestiere di chi li scrive.

Il margine: quanto resta al bookmaker

Prendiamo un mercato 1X2 illustrativo a quota 2,10 / 3,40 / 3,60. È un esempio, non un prezzo quotato da un operatore. La quota di ritorno del mercato è 1 ÷ (1/2,10 + 1/3,40 + 1/3,60), ovvero 0,9526 circa, e il margine è quello che resta: 1 − 0,9526, cioè circa il 4,7 %. Una stima media, valida per quel singolo mercato e per quelle tre quote, non una costante del gioco: su un mercato secondario, su un evento di nicchia o su una combinazione di più partite il margine si allarga, e il band è questo — intorno al 4-5 % sul 1X2 di un grande incontro, sensibilmente di più dove il bookmaker ha meno concorrenza sul prezzo. La quota di ritorno e il margine sono la stessa cosa vista da due lati: la prima dice quanta parte della massa giocata torna indietro, la seconda quanta ne resta.

Qui però conviene passare dal mercato al conto del singolo, perché è il punto in cui il margine smette di essere un concetto e diventa un costo. Un bookmaker le cui quote non arrivano a un ritorno del 95 % si tiene, in media, qualcosa come 5 € ogni 100 € giocati su quel mercato. Un conto che gira 2.000 € in una stagione su mercati a margine medio lascia per strada una cifra vicina ai 100 €, senza che il giocatore abbia perso una singola schedina in modo memorabile. È il pedaggio, e si paga su ogni giocata, vincente o no.

Come guardare le partite invece delle schedine

La strategia che sopravvive è noiosa: conoscere il formato, leggere il calendario e non confondere i mercati tra loro. Il calendario della Coppa Italia comprime gli impegni e allarga le rotazioni, e una squadra che cambia mezza formazione in un turno infrasettimanale non è la stessa squadra che il lettore ha in testa dal campionato. Nessuno può sapere chi vince: nessuno. Chi scrive pronostici secchi su questa competizione sta vendendo una cosa che non possiede.

Quello che si può fare è misurare il costo di un’idea prima di giocarla. Prendi un esempio concreto: dieci giocate singole da 10 € a quota 1,90. Il ritorno se tutte passassero sarebbe 10 € × 1,90, cioè 19 € per schedina, 190 € in totale, con un utile netto di 90 €. Sembra un gran risultato, e lo sarebbe. Il margine di quel mercato però si applica a ogni giocata, e su un prezzo che parte da una probabilità reale di poco sopra il 50 % sbagliarne metà è normale, non sfortuna.

La disciplina del budget. Il budget si fissa prima, non durante: una cifra che si può perdere per intero senza cambiare nulla della propria vita, divisa per il numero di partite che si vuole seguire, e non ricaricata a metà torneo. Chi scopre a marzo di aver superato il proprio tetto non ha un problema di pronostici, ha un problema di conteggio. E il conteggio lo fa il conto di gioco: meglio fissare un limite di deposito settimanale che fidarsi della memoria.

Le tendenze che contano. In un torneo a eliminazione diretta il pareggio nei novanta minuti è frequente, e con i supplementari esclusi nei turni a gara unica la partita tende a chiudersi prima. Il GG/NG e l’Under/Over si prezzano su quel dato, e chi guarda solo la forma di campionato sottostima quanto spesso una gara secca finisca in parità. Non serve un modello: serve sapere che il formato cambia le probabilità, e che le quote lo riflettono solo in parte.

Le multiple e il loro prezzo. Una multipla moltiplica le quote, e moltiplica anche il margine. Cinque leg a quota 1,90 danno un prezzo di circa 24,76 (1,90 elevato a cinque, arrotondato), ma la probabilità che tutte passino è il prodotto delle singole probabilità — e a ogni passaggio il bookmaker trattiene la sua parte. È il motivo per cui la multipla è il prodotto più pubblicizzato e il più caro del catalogo. Un sistema, che combina più giocate sullo stesso insieme di eventi, distribuisce il rischio diversamente ma non riduce il margine.

L’analitica, in piccolo. Le informazioni utili sono poche e pubbliche: il formato del turno, chi gioca in casa, quanti giorni di riposo separano le due squadre, se c’è un turno di campionato tre giorni prima. Tutto il resto — le griglie dei «tipster», i pronostici copiati — non è informazione, è rumore con una quota sopra.

Mercati e quote: cosa offre il palinsesto

Sul calcio il catalogo degli operatori italiani si assomiglia molto, e le differenze stanno nei dettagli. La base è sempre la stessa: 1X2, Under/Over, GG/NG, i marcatori, le combo. Da lì in poi ognuno sceglie la propria specialità.

Singole, multiple, sistemi. Le tre forme di giocata di base si combinano diversamente sul piano del rischio. La singola è il formato con il margine più basso, perché una sola partita significa un solo passaggio di trattenuta. La multipla alza il prezzo e alza il costo. Il sistema ripartisce la puntata su più combinazioni: si vince più spesso di quanto vinca una multipla equivalente, ma con un esborso maggiore, e il margine resta quello di ogni leg.

Differenze tra mercati

Un 1X2 e un mercato sui marcatori non sono lo stesso prodotto con etichette diverse. Il primo è un mercato a tre esiti, molto liquido, dove il bookmaker comprime il margine perché la concorrenza sul prezzo è feroce. Il secondo ha molti più esiti, ognuno con una probabilità piccola, e il margine tende a salire. Lo stesso vale per i tiri in porta, i cartellini e i rigori: mercati che piacciono proprio perché pagano bene, e che pagano bene anche per chi li scrive.

Il cash out merita una riga a parte. Chiuderla prima della fine dell’evento è una comodità reale, e ha un prezzo: la cifra offerta è calcolata sul valore corrente della giocata, e comprende la parte che l’operatore si tiene per il servizio. Non è una via d’uscita gratuita da una scommessa sbagliata.

Le quote maggiorate. Le sezioni con «quote maggiorate», i combo e i mercati unici fanno parte del gioco e non sono un regalo. Una quota più alta della media su un singolo esito non è generosità: è un prezzo scelto per attirare volume su quel mercato, e vale la pena confrontarlo con quello che offrono gli altri operatori sullo stesso evento prima di considerarlo un vantaggio.

Un esempio con i numeri

Riprendiamo il mercato illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60. Puntata 10 € sul primo esito: il ritorno in caso di vincita è 10 € × 2,10, cioè 21 €, con un utile netto di 11 €. La stessa puntata sul terzo esito a 3,60 renderebbe 36 €, con 26 € di utile.

Il confronto che conta. Metti che il primo esito sia quotato 2,10 da un operatore e 2,15 da un altro. La differenza sembra nulla, e su una singola giocata da 10 € vale 50 centesimi. Su cinquanta giocate in una stagione sono 25 €, che è più di quello che molti bonus di benvenuto lasciano in tasca davvero. Il confronto tra operatori si fa sul prezzo, non sulla vetrina.

Dove si gioca: il panorama degli operatori

Il mercato italiano ha una forma precisa, e vale la pena disegnarla prima di elencare i marchi. Concessionari con un sito .it, palinsesto approvato evento per evento, conto di gioco identificato, autoesclusione collegata al RUA. Accanto, un’offerta estera che accetta giocatori italiani senza titolo, non entra nel RUA, ed è soggetta a oscuramento. Nel mezzo, l’exchange, che è un gioco previsto a sé dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u): lì il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco, il concessionario si limita a mettere in contatto in modo anonimo, e le regole del conto sono quelle che l’operatore documenta — con Betfair, primo operatore del settore con concessione 16028, le cui condizioni riportano per il conto sull’exchange italiano una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 aggiunge che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario; le commissioni degli exchange attivi oggi non sono altrettanto documentate.

I virtuali. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» per questo. Il ritmo è diverso da quello di una partita: NetWin dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Chi cerca il brivido della frequenza lo trova lì, e paga quel ritmo con lo stesso margine di un mercato normale, applicato molte più volte l’ora.

L’ippica è due cose. L’art. 6, comma 1, lett. a) tiene le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro il pacchetto delle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, definiti all’art. 2, lett. h) — richiedono invece una concessione propria. Se un marchio tratti oggi il totalizzatore ippico online non è dato sapere; chi punta sull’ippica deve leggere il palinsesto dell’operatore, non il suo logo.

Il tassello che manca. Non esiste un elenco dei mercati live approvato e pubblicato dall’ADM, e le regole su ritardi e gestione degli eventi live non sono altrettanto note quanto quelle sul pre-match. Chi scommette live lo fa su un terreno meno documentato di quello che il regolamento generale lascia immaginare.

Il confronto tra concessionari

La tabella raccoglie, per ogni operatore trattato, il numero di concessione dichiarato con il concessionario, e la sintesi di quello che i termini e le schede dello store riportano sul tema di questa pagina. Dove non c’è materiale su un punto, la cella resta vuota: una riga di trattini non informerebbe nessuno.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono termini e schede
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La scheda dello store indica un palinsesto calcio che comprende la Coppa Italia accanto a Serie A, Serie B, Premier League, Liga, Bundesliga, Champions League ed Europa League, con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. La scheda dell’app elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Il welcome bonus sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La scheda dell’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. La scheda dell’app elenca calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score e centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. In registrazione chiede di impostare limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi
Betsson n. 16027, Azzurri Limited La scheda dell’app indica scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa La scheda dell’app elenca singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale La scheda dell’app descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica

Le domande che scegliano per te

Tre cose separano gli operatori in modo più netto di qualunque classifica. La prima è la profondità del palinsesto: chi offre la Coppa Italia la offre dentro un catalogo calcio molto ampio, e la differenza tra un operatore e l’altro non sta nel fatto che la coppa ci sia, ma in quanti mercati affianchi alla partita. La seconda è il tipo di promozione: un bonus parametrato al deposito, come il 100 % fino a 5.000 € di BetFlag, si comporta in modo diverso da una freebet settimanale legata a una multipla con requisiti precisi, come l’Extra Bet Club di William Hill, che assegna 5 € a settimana fino a 100 € a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La terza è la protezione: chi apre il conto una volta e ci resta per anni guarda i limiti e l’autoesclusione prima del bonus.

Su quali mercati conviene fermarsi. Se il lettore vuole un solo mercato, il 1X2 di una partita di cartello è quello con il margine più basso e la copertura più diffusa. Se vuole seguire la coppa per intero, i mercati combo e i marcatori sono più divertenti e più cari, ed è giusto saperlo prima di scegliere. La scelta tra i due non è tecnica, è di quanto si è disposti a pagare per il divertimento.

L’aliquota che non paga il giocatore

Sul prelievo fiscale vale la pena essere precisi, perché il fraintendimento è diffuso. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4) è pagata dal concessionario, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Prima le corse dei cavalli a quota fissa pagavano il 43 % e il 47 %; le scommesse sugli eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», e non è confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria — chi ha una posizione da chiarire consulti un commercialista. Cambia tutto, invece, con un sito estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è dato conoscere. È un’indicazione di modello, non consulenza fiscale.

La meccanica di base, prima delle quote

Vale la pena tornare all’inizio e mettere in fila i passaggi, perché è l’ordine in cui le cose succedono davvero e non come le racconta una pagina promozionale.

Primo, il titolo. Si sceglie un operatore con concessione ADM sul suo sito .it e si controlla il numero nei suoi termini. Non è un formalismo: da quella scelta dipendono il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro competente italiano.

Secondo, il conto. Si apre il conto di gioco, si identificano i dati, si sceglie il limite di deposito settimanale o mensile. Il conto è uno e vale per tutte le partite.

Terzo, il palinsesto. Si verifica che la partita stia nel programma approvato e si guardano i mercati disponibili, tenendo presente che i turni a gara unica si decidono nei novanta minuti e che i supplementari arrivano solo da semifinale in poi.

Quarto, il prezzo. Si confronta la quota tra più operatori sullo stesso evento. La differenza tra 2,10 e 2,15 sembra rumore e su cinquanta giocate fa 25 €.

Quinto, il costo. Si tiene a mente il margine, perché si paga comunque: su un mercato illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 il ritorno è intorno al 95 % e il margine intorno al 4,7 %, mentre su mercati secondari la forbice si allarga.

La competizione intorno al torneo

Il primo torneo si giocò nel 1922 e fu vinto dal Vado. Il record di trofei è della Juventus, con 15 successi, davanti all’Inter con 10, alla Roma con 9, alla Lazio con 7, al Napoli con 6 e al Milan con 5. Negli ultimi anni hanno vinto la Juventus nel 2014-15, 2015-16, 2016-17 e 2017-18, la Lazio nel 2018-19 e il Napoli nel 2019-20; poi la Juventus nel 2020-21, l’Inter nel 2021-22 e nel 2022-23, la Juventus nel 2023-24, il Bologna nel 2024-25 e l’Inter nel 2025-26.

Quel palmarès racconta una competizione che negli anni ha alternato dominio e sorprese, e non è materiale per pronostici: è materiale per capire quanto un torneo a eliminazione diretta premi la continuità di una rosa lunga e quanto lasci spazio a una serata storta. Chi scommette sulla coppa guarda la profondità della panchina, non il trofeo in bacheca.

Una guida alle scelte, non alle quote

Il lettore che arriva qui cercando «scommesse sulla Coppa Italia» ha in realtà tre scelte davanti. La prima è di licenza: operatore con concessione ADM o sito estero senza titolo, con la seconda strada che comporta blocco DNS, nessuna copertura del RUA e, come scrive l’ADM citando la Legge 401, una sanzione penale a carico del giocatore. La seconda è di struttura di gioco: bookmaker o exchange, con il secondo che richiede regole proprie e una lettura attenta delle condizioni del conto. La terza è di prezzo: quale operatore, su quel mercato, offre il numero migliore.

Non è una scelta tecnica, e non è una scelta da fare una volta per sempre. Ma è una scelta che si fa meglio sapendo cosa c’è dentro il prezzo, e cosa resta fuori.

Gli operatori con concessione ADM

Dieci marchi, tutti sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul proprio sito .it, tutti con un numero di concessione dichiarato nei termini. La concessione è un titolo e non un giudizio sull’offerta: quello che segue è un giudizio, e riguarda la scommessa sulla Coppa Italia in particolare.

Goldbet: la Coppa Italia dentro il catalogo calcio

Goldbet è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessionario n. 16009 sull’elenco dell’ADM. La scheda dell’app indica un palinsesto calcio che comprende la Coppa Italia accanto a Serie A, Serie B, Premier League, Liga, Bundesliga, UEFA Champions League ed Europa League, con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e il bonus di benvenuto legato all’app e alla registrazione.

La Coppa Italia compare per iscritto tra le competizioni, il che non è scontato come sembra: la maggior parte degli operatori la offre dentro un pacchetto calcio senza nominarla. Chi cerca la coppa per nome trova qui una risposta verificabile nelle carte, e questo vale più di una pagina promozionale. Il rovescio è la genericità: la scheda non dice quanti mercati affianchi a una singola partita di coppa, e su questo la copertura può variare da turno a turno.

Attenzione al dettaglio che sfugge: Lottomatica, altro marchio trattato qui, appartiene allo stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con concessione n. 16010. Due insegne distinte, due siti distinti, un solo titolare. Chi pensa di aver diversificato il rischio legale passando da un marchio all’altro non ha diversificato nulla.

Verdetto. La menzione esplicita della Coppa Italia nel palinsesto calcio è il motivo migliore per usarlo come punto di partenza, e l’app è il canale naturale: chi vuole giocare la coppa per nome parte da qui.

Betfair: la strada dell’exchange

Betfair Italia S.r.l. è concessionario n. 16028, e il marchio è quello che in Italia ha portato l’exchange: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 ammettono il gioco con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita al contatto anonimo. Le condizioni documentate per il conto sull’exchange italiano riportano una puntata minima «back» di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi. La scheda dell’app sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il modello cambia la domanda che il giocatore si fa. Su un exchange non si gioca contro un bookmaker ma contro un altro giocatore, e il costo non è un margine incorporato nelle quote ma una commissione: è per questo che il prezzo può essere migliore e che un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo sul concessionario. La puntata minima di 200 centesimi, però, è un vincolo reale per chi gioca taglie piccole: sotto quella soglia la strada dell’exchange è chiusa.

C’è poi una complicazione che vale la pena mettere in chiaro: un exchange funziona solo dove c’è controparte. Un mercato di nicchia di un turno preliminare può restare senza controproposta, e lì l’operazione non parte.

Verdetto. La puntata minima «back» di 200 centesimi è la discriminante: chi gioca taglie da poche decine di euro resta fuori o paga per entrare, chi punta cifre serie trova qui un costo strutturalmente diverso da quello di un bookmaker.

BetFlag: il bonus che pesa quanto il deposito

BetFlag, concessionario n. 16008 per Betflag S.p.a., è l’operatore che in questa lista mette sul piatto il bonus sport più grosso, ed è un bonus che va letto con la calcolatrice accanto. Il welcome bonus sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Un 100 % accreditato su saldo non è una freebet, è saldo vero, e questo lo rende più spendibile e nello stesso tempo più interessante per il bookmaker: un importo accreditato su saldo si gioca, e rigiocandolo genera raccolta. Il massimale di 5.000 € è alto, e non è a caso che sia il numero più visibile: è una promessa legata a un deposito di pari importo, quindi chi deposita 50 € ne riceve 50, e il tetto resta teorico. Il dato che la scheda non riporta è il parametro più importante, cioè il requisito di puntata necessario per trasformare quel saldo in prelievo.

Verdetto. Chi è disposto a versare una somma consistente sa che il valore reale del bonus sta tutto nei requisiti di puntata, che conviene leggere riga per riga prima di versare, e il 5.000 € di tetto fa da specchietto.

Lottomatica: il live e la diretta

Lottomatica è concessionario n. 16010 per Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e la sua scheda racconta un’offerta costruita intorno al live: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. La Coppa Italia non è nominata, e su questo non c’è ambiguità da creare.

Lo streaming gratuito cambia l’esperienza di una scommessa live più di quanto cambi il prezzo. Seguire la partita mentre la quota si muove è una cosa diversa dal guardare il risultato su un’app mentre la giocata è già partita, e chi scommette live sa che la differenza tra una quota 1,60 e una 1,80 si gioca in trenta secondi. La scheda dichiara anche quote e risultati in tempo reale, che sono il prerequisito di tutto il resto.

Quello che resta scoperto è il terreno live in sé: l’ADM non pubblica un elenco dei mercati live approvati, e le regole su ritardi e gestione degli eventi durante la partita sono la parte meno documentata del sistema. Chi gioca live deve mettere in conto che il regolamento completo lo trova nei termini dell’operatore, non in un documento pubblico.

Verdetto. La diretta integrata è una ragione concreta per scommettere qui la partita di coppa in-play: chi guarda le gare in streaming e vuole agire sul momento trova il canale già dentro l’app.

NetWin: la frequenza dei virtuali

NetWin, concessionario n. 16035 per Netwin Italia S.p.a., è l’operatore con il catalogo più largo di questa lista e con l’offerta virtuale più esplicita. La scheda dell’app elenca calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

Le partenze ogni 2 minuti sono il dato che dice tutto. Le scommesse sugli eventi simulati sono ammesse dentro la concessione sportiva dall’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024, e sono un prodotto con un ciclo rapidissimo: trenta eventi in un’ora, ognuno con il suo margine. È un formato che va bene per chi cerca ritmo e va malissimo per chi cerca valore, perché la frequenza moltiplica il costo per unità di tempo anche quando il margine del singolo mercato è nella norma.

Il resto del catalogo ampio — dai motori al ciclismo agli esports — ha un valore diverso: un palinsesto largo è utile quando la coppa è ferma e si vuole giocare qualcosa d’altro. Chi guarda solo la Coppa Italia lo troverà qui come una competizione tra molte, non come una specialità.

Verdetto. Le partenze ogni 2 minuti sono un ritmo, non un vantaggio: chi non vuole trasformare una serata di coppa in una sessione di trenta giocate deve tenere fuori i virtuali dal conto della serata.

William Hill: la freebet con i requisiti scritti

William Hill, concessionario n. 16044 per William Hill Malta Plc, ha l’offerta più dettagliata di questa lista, e non è un complimento: è l’unica che dichiara i propri requisiti. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Ci sono tre condizioni in una riga, e ognuna è un filtro. La multipla da almeno 5 eventi esclude chi gioca singole; la quota totale minima 10.0 esclude le multiple costruite su favorite a basso prezzo; la puntata di almeno 20 € esclude i tagli piccoli. Il premio è una freebet, non saldo: e su una freebet la puntata di solito non torna indietro con la vincita, a differenza di un importo accreditato su saldo come quello di BetFlag. Con il vincolo della quota minima, la freebet da 5 € ha un valore medio contenuto in termini assoluti ed è più un incentivo a giocare multiple che un regalo.

Il dato più utile, però, è un altro: sapere in anticipo quanto serve per qualificarsi. Chi gioca multiple di quella taglia ha qui un ritorno settimanale pianificabile; chi gioca singole da 10 € non ha nulla a cui partecipare, e lo scopre leggendo invece che provando.

Verdetto. La combinazione tra quota minima 10.0 e multipla da almeno 5 eventi restringe l’accesso a un tipo di giocata costoso per definizione, e il tetto di 100 € in una stagione racconta quanto vale davvero.

AdmiralBet: i limiti messi prima

AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l., concessionario n. 16048, ed è l’operatore di questa lista i cui termini parlano più di protezione che di promozione. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La struttura dei limiti a tre dimensioni — ricarica, spesa, tempo — è più fine di quella di chi si ferma al solo deposito. E il meccanismo dei sette giorni per alzare un tetto è la stessa regola che l’ADM impone a tutti, ma qui è scritta in registrazione invece che sepolta nei termini: il giocatore la incontra mentre decide, non dopo.

La finestra dell’autoesclusione è cambiata di recente, e chi si era documentato prima del 2026 ha in testa i numeri vecchi: la forbice 7-270 giorni e la revoca dopo 9 mesi sono il quadro nuovo, e il fatto che l’esclusione valga su tutte le piattaforme autorizzate in Italia è la sua forza e anche il suo limite, perché copre l’ecosistema legale e non quello estero.

Verdetto. La finestra da 7 a 270 giorni è lo strumento più elastico che un giocatore trovi tra questi dieci marchi, e la revoca possibile dopo 9 mesi dà una via d’uscita lunga ma reale.

Betsson: l’ampiezza pre-match e live

Betsson è il marchio di Azzurri Limited, concessionario n. 16027 — lo stesso titolare di StarCasinò, per chi segue le due insegne. La scheda dell’app Sportsbook & Casinò indica scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il numero che conta qui è «migliaia di eventi», ed è una dichiarazione di copertura, non di profondità: dice quanto è largo il palinsesto totale, non quanti mercati trovi su Milan-Inter di coppa. La distinzione è il cuore di questa pagina, perché un catalogo enorme e un singolo mercato ben prezzato sono due cose diverse, e il secondo è quello che il giocatore di Coppa Italia cerca.

La combinazione pre-match e live con i mercati classici — 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo — copre l’essenziale di una partita a eliminazione diretta senza aggiungere nulla di particolare. È un’offerta che non delude e non sorprende.

Verdetto. L’ampiezza del catalogo è la sua qualità e il suo limite: chi cerca su una singola partita di coppa un mercato specifico deve verificare il prezzo evento per evento, perché la scala dichiarata non dice nulla su quel dettaglio.

SNAI: i mercati di dettaglio e il cash out

SNAI è concessionario n. 16032 per Snaitech Spa, e la sua scheda è quella che elenca i mercati più specifici di tutta la lista: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out.

I rigori, in una coppa che nei turni a gara unica si decide dal dischetto, sono un mercato che va oltre l’1X2 e oltre il «si va ai rigori». Un mercato sui rigori ha tipicamente molti esiti possibili e un margine più largo di un mercato a tre vie, e conviene saperlo: si paga di più per una giocata più divertente. Il risultato esatto è nella stessa famiglia, il che racconta un profilo di operatore orientato al dettaglio più che al volume.

Il Cash Out chiude il cerchio, ma non gratis: la cifra offerta è calcolata sul valore corrente della giocata e comprende quello che l’operatore si tiene per il servizio. Non è una scorciatoia per uscire indenni da una scommessa sbagliata, è una vendita a prezzo di mercato con una commissione implicita.

Verdetto. La presenza simultanea di rigori, cartellini e tiri in porta è la ragione per aprire l’app di SNAI su una partita secca: chi vuole costruire la giocata intorno a un dettaglio del gioco trova qui il catalogo che serve, a un prezzo che nella maggior parte dei casi è più alto di un 1X2.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è concessionario n. 16012 sull’elenco dell’ADM, e la sua scheda descrive forse il palinsesto più eterogeneo tra quelli trattati: calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.

Su una partita di Coppa Italia questa ampiezza non aggiunge nulla, ed è giusto dirlo. Il valore sta altrove: in un’offerta che copre anche ciò che il calcio non copre, utile in un periodo dell’anno in cui la coppa è ferma. Gli eventi di spettacolo e di politica sono il segno di una scelta editoriale del concessionario, consentita dal palinsesto approvato, e valgono per chi cerca qualcosa di diverso dalla solita partita.

Vale un avvertimento sui margini: i mercati non sportivi sono mercati di nicchia, con meno volume e meno concorrenza, e un margine più largo. Chi ci si avvicina lo faccia sapendo che paga un prezzo per la rarità dell’evento.

Verdetto. L’ampiezza verso spettacolo e politica è la cifra distintiva del marchio, e su una partita di coppa è irrilevante: nessuno scommette sulla coppa scegliendo Eurobet per la profondità del suo 1X2.

Le tre curve del confronto

A questo punto del percorso le differenze si possono leggere su tre assi, e sono assi che non coincidono quasi mai nello stesso marchio. C’è chi punta sulla copertura, e mette in vetrina l’ampiezza (NetWin, Betsson, Eurobet). C’è chi punta sul prezzo e sulla struttura di costo, e lì l’exchange fa storia a sé (Betfair). C’è chi punta sulla relazione — promozioni ricorrenti, club, freebet settimanali — e William Hill ne è il caso più trasparente, perché i requisiti li scrive. Il terzo asse, quello della protezione, non vende nulla e se ne parla poco, ma AdmiralBet è l’unico che lo mette davanti.

Quale strada per quale lettore. Chi gioca poche partite all’anno e vuole il minimo attrito guardi Goldbet per la menzione esplicita della coppa e Lottomatica per la diretta. Chi gioca in modo continuo e segue l’in-play valuti Betfair con la sua puntata minima dichiarata e i suoi costi di commissione. Chi cerca un premio immediato legga i requisiti di William Hill prima di BetFlag, non dopo. Chi vuole uno strumento per tenersi dentro un tetto guardi i limiti di AdmiralBet. Chi vuole la partita secca con mercati di dettaglio apra SNAI.

Il confronto che conta davvero. La quota. Tutto il resto — il colore dell’app, il bonus, la promozione del mese — è contorno. Su cinquanta giocate stagionali la differenza tra il prezzo migliore e quello peggiore supera quello che la maggior parte dei bonus lascia in tasca, e questo è il solo confronto che si può fare senza dipendere dalla fortuna.

Domande frequenti sulle scommesse in Coppa Italia

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato dall’ADM, cioè il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario ai sensi dell’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e una scommessa fuori da quel programma non si può prendere.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, si cerca il dominio .it dell’operatore e si controlla il codice di concessione, poi si confronta quel codice con quello dichiarato dall’operatore nei propri termini. L’elenco non ha una colonna per i giochi offerti.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e l’utile netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 2,10 il ritorno è 21 € e l’utile netto 11 €; sulla stessa puntata a quota 3,60 il ritorno è 36 € e l’utile 26 €.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende l’inverso di ogni quota di uno stesso mercato, si sommano i risultati e si divide uno per quella somma: si ottiene la quota di ritorno, e il margine è quello che manca a cento. Su un mercato illustrativo a 2,10 / 3,40 / 3,60 il ritorno è circa 0,9526 e il margine circa il 4,7 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono prelevate alla fonte e non si dichiarano, secondo quanto riporta la stampa di settore, perché l’imposta unica grava sul concessionario: per ogni dubbio conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, come previsto dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che indica anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve attendere sette giorni.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»