Scommesse con Draw No Bet: il pareggio non è una perdita, ma la quota lo sa
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; concessioni e numeri di concessione verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Chi cerca una scommessa che non perda sul pareggio arriva presto a una sigla: DNB. Nel regolamento di William Hill il Draw No Bet si gioca sulla vittoria della squadra di casa, segno 1, o su quella della squadra in trasferta, segno 2, e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Detta così sembra una polizza gratuita. Non lo è, e il conto lo paga chi guarda solo il segno accanto alla squadra e non quello che manca.
Il punto è che il mercato a tre esiti resta tre esiti. Togliendo la X dal novero, il bookmaker deve far stare il suo margine dentro due numeri invece che dentro tre. La quota scende, scende sempre, e la differenza rispetto a un 1X2 si vede a colpo d’occhio sul listino: un 1,90 che diventa 1,55 non è un regalo, è il prezzo della copertura. Chi scommette crede di aver comprato una rete di sicurezza; ha comprato, più precisamente, una quota più bassa in cambio di una puntata che torna indietro quando la partita finisce in parità. È un affare per qualcuno, non per tutti, e capire per chi è il primo lavoro serio su questo mercato.
Da lì discendono le domande che contano: dove si gioca, con chi, con quali soldi e con quale margine. In Italia nessuna di queste risposte è libera, perché il gioco a distanza passa per una concessione rilasciata sito per sito, per un palinsesto approvato evento per evento e per strumenti di tutela che l’operatore deve mettere a disposizione dal primo minuto. Il rimborso sul pareggio, in fondo, è la parte facile della faccenda.
I dieci concessionari messi a confronto: chi ha la concessione, con quale numero e cosa dicono i suoi termini
Prima di guardare le quote conviene guardare i numeri di concessione, perché in Italia sono l’unica parte dell’offerta che si può controllare davvero. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS) tiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ognuna è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. ne amministra più di uno. Nella tabella qui sotto la colonna del numero è quella che un lettore non trova quasi mai sui portali di comparazione, ed è l’unica che gli serve per verificare da solo chi ha titolo a raccogliere la sua giocata.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa prevedono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, estesa a tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione richiede limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Offerta che comprende la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets. |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; tra gli strumenti di gioco responsabile ci sono pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; tra i mercati di calcio ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Si scommette sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Per sbloccare il bonus Sport-50 serve un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. |
La prima cosa che la tabella mostra è quanto poco dica il numero di concessione. Tutti e dieci i brand sono sulla lista, tutti con un codice a cinque cifre, ma l’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi: un nome lì dentro non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive. Il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Quello che dimostra l’offerta sportiva è il sito dell’operatore stesso, con il suo palinsesto e il suo regolamento: è lì che una quota sul calcio diventa un contratto, e non sulla pagina dell’autorità.
La seconda cosa è che il peso della tabella si sposta, riga dopo riga, dal prodotto ai vincoli. Sisal, Eurobet, Betsson e Goldbet descrivono cose che si giocano; AdmiralBet e NetWin descrivono condizioni che si subiscono. Non è un difetto dei due, è il mestiere che fanno: chi scrive termini di autoesclusione dettagliati e chi lega un bonus a una quota minima per evento sta pubblicando, in forma tecnica, la parte dell’offerta che il cliente scopre tardi. Chi confronta solo i mercati non la legge mai.
Vale anche la pena dire cosa questa tabella non è. Non è una classifica e non è una raccomandazione: la lista completa del mercato è più lunga di dieci nomi, e un brand che non compare qui non è per questo privo di concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, per esempio, non figuravano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026, e questo è un fatto da verificare alla fonte, non una condanna pronunciata da una tabella.
Che cos’è il Draw No Bet: la puntata che torna indietro quando la partita non ha un vincitore
Il meccanismo sta in una riga di regolamento e non ha bisogno di interpretazioni. Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa, segno 1, o della squadra in trasferta, segno 2; in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Nessuna vincita, nessuna perdita, la posta torna sul conto. Per chi arriva dal 1X2 la differenza è tutta nella X, che da esito giocabile diventa condizione di annullamento.
Il rimborso è la stessa cosa che accade quando l’esito non è contemplato dalla tipologia scelta. Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È una regola generale di igiene contrattuale, e il DNB la usa come progetto: il pareggio è un esito che il mercato non contempla, quindi si restituisce.
Poi c’è il cugino orientale, che molti confondono con il DNB. Nell’Asian handicap con handicap 0 la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. L’esito è identico, il prezzo no. Il DNB è un mercato con una quota sua, già scontata della copertura; l’handicap 0 è una linea di handicap con un prezzo che può muoversi insieme al resto del listino. Verificare quale dei due conviene su una singola partita è una lettura di trenta secondi, e vale la pena farla ogni volta, perché la differenza tra i due prezzi è esattamente il costo che il bookmaker attribuisce al pareggio in quella partita.
Sul calcio l’orizzonte temporale non è un dettaglio da manuale. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Un gol al 93′ salva o affonda la giocata; un gol al 100′, nei supplementari di una coppa, non la tocca. Chi segue le coppe europee dà per scontato il contrario, ed è l’errore più costoso di questa famiglia di mercati.
Il DNB non vive solo sulle partite intere. William Hill lo offre anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Un quarto che finisce 22-22 non è un pareggio della partita, ma è un pareggio della frazione, e la frazione è quella che conta. Chi gioca il primo tempo di una partita bloccata sceglie proprio il mercato costruito per non punirlo: raro 1-0 all’intervallo, frequentissimo 0-0.
Fondamenti: quota, puntata e vincita nelle scommesse a quota fissa
Una scommessa a quota fissa ha tre numeri e nessun mistero. La puntata è quanto si mette, la quota è il moltiplicatore fissato al momento della giocata, la vincita è il prodotto dei due. La legge italiana è esplicita: il premio è dato dalla puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata accettata. Chi punta 10 € su una quota 1,85 incassa 18,50 € in caso di esito favorevole, dei quali 8,50 € sono il profitto netto e 10 € sono la puntata restituita. Non c’è trattenuta sul premio, perché l’imposta grava sul concessionario e non sul giocatore.

Da qui si capisce anche perché la quota di un DNB sembri sempre deludente. Nella tabella delle quote il DNB vive tra il 1X2 e le linee di handicap zero. Il bookmaker ha tre esiti veri da coprire e solo due da pagare, il che riduce lo spazio in cui spalmare il margine. Non lo riduce fino a zero: lo riduce quanto basta perché la copertura si paghi, sempre, in ogni partita.
Sui mercati compositi lo stesso schema si allarga. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Le leghe virtuali seguono regole proprie: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Sui virtuali la giocata si chiude in pochi minuti e non aspetta il fischio finale, ma nemmeno la partita esiste: il regolamento che si applica è quello degli eventi simulati, non quello del calcio.
La modalità di scommessa conta quanto il mercato. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Goldbet copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; l’app Eurobet copre singole, multiple e sistemi, con le schedine raccolte nella pagina My Bets; l’app SNAI Sport aggiunge i mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. Sono elenchi che sembrano pubblicitari e sono invece il posto dove si annida la regola: una selezione in un sistema, una selezione in una multipla e una giocata singola non si annullano allo stesso modo quando arriva l’esito che nessuno contemplava.
Il margine del bookmaker: cosa resta nelle tasche di chi tiene il banco
Un mercato con due esiti soli prende una forma che si vede a occhio nudo. Un’illustrazione: due quote identiche a 1,90 e 1,90 su una partita di calcio. La quota non è un pronostico e non è una misura di probabilità, è un prezzo costruito per lasciare qualcosa a chi lo espone. Quanto, lo dice il calcolo.
Su un mercato così fatto, la quota-payout pagata dal bookmaker è pari a 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90. Due quote uguali a 1,90 su due esiti danno una quota-payout di circa il 95 %, e quindi un margine di circa il 5 % su ogni unità puntata. Un quinto circa di quella partita il banco lo tiene, ed è il prezzo dell’aver messo in piedi il mercato, non una tassa legale che qualcuno incassa per conto dello Stato.
Il risultato è una banda, non un numero da incorniciare. Il 5 % vale per due quote identiche a 1,90 su due esiti; su un 1X2, dove gli esiti sono tre e il calcolo comprende tutte e tre le quote, lo stesso margine di gestione produce una quota-payout diversa, e su un DNB reale le due quote non sono mai identiche. Una partita con una chiara favorita produce due prezzi molto diversi: il calcolo cambia, il margine dichiarato solo per una coppia simmetrica smette di essere un riferimento. Insomma, il 5 % è la misura di un esempio, non di un listino.
Ecco perché i confronti fatti solo sul numero accanto alla squadra sono fragili. All’interno di ogni quota c’è il margine, e due bookmaker che mostrano 1,55 sulla stessa partita possono trattenere cifre diverse. La conseguenza arriva sul lungo periodo e non sulla singola giocata: su cento scommesse da 10 € il margine non si vede mai, su cinquecento comincia a farsi sentire, e la differenza tra un payout al 95 % e uno al 92 % si mangia, in un anno di giocate, più di quanto qualsiasi bonus di benvenuto abbia messo sul tavolo.
Vale la pena ricordare come si legge un prezzo su un mercato a due vie. La quota è il reciproco della probabilità implicita, corretta dal margine. Se il margine è del 5 %, ogni quota incorpora un po’ di quella correzione; nelle quote molto basse la correzione pesa in proporzione di più che nelle quote alte. Per questo nel DNB, dove le quote stanno tipicamente in fascia bassa, il costo della copertura sembra sempre più salato di quanto sia in un mercato dalle quote lunghe.
Normativa: ADM (ex AAMS), concessioni e palinsesto approvato
In Italia il diritto di raccogliere una scommessa non si compra, si vince. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione, dalla lettera a) per le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e sulle corse dei cavalli, alla lettera f) per il bingo, passando per il betting exchange alla lettera e), dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.

La durata è la parte che decide gli investimenti. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara, come vuole l’art. 6, comma 5; le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come stabiliscono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. Nove anni senza rinnovo automatico sono un orizzonte lungo per chi deve ammortizzare una piattaforma, e spiegano perché le concessioni siano poche e care: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
C’è poi il palinsesto. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Non è una formalità: ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Un mercato che non è nel palinsesto non esiste, per quanto il bookmaker lo abbia in vetrina; ed è il motivo per cui le sezioni «Virtuali», presenti sui siti degli operatori, poggiano su una definizione legale precisa, l’art. 2, lett. v), che chiama «scommesse su eventi simulati» gli eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato.
L’ippica va tenuta separata, perché in legge è due cose. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, secondo l’art. 2, lett. h) — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Che un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è un punto che va verificato caso per caso, e in Italia non è affatto scontato.
Sul versante dell’offerta illegale la legge è dura e va letta fino in fondo. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore.
Poi c’è la parte che riguarda il giocatore, e la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, va scritta come la scrive ADM stessa. La legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quanto valga in euro l’ammenda e se esistano casi concreti contro un giocatore sono cose che non risultano. Ma il principio è chiaro: il sito senza concessione non è una scorciatoia, è un reato in atto per chi partecipa.
Che cosa comporta giocare su un sito non AAMS: pagamenti, vincite e la partita dell’imposta
Il primo costo di un sito non ADM non è morale, è contabile. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 operano solo con i concessionari: ADM tiene un registro delle tabaccherie e ricevitorie abilitate, che ricaricano il conto online soltanto su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È una rete di ricarica costruita per il circuito legale, e chi gioca altrove quella rete non ce l’ha.
Il secondo costo compare a marzo, sul Modello Redditi PF o sul 730. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta grava sul concessionario, il premio arriva al netto e non va dichiarato. Sui siti esteri non è così. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e le rende tassabili secondo l’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto, senza deduzioni; l’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Il punto, per chi legge, è che la dichiarazione non è una formalità rimandabile e che questa non è consulenza fiscale: un commercialista va interpellato prima, non dopo.
Il terzo costo è la sequenza degli eventi. Un sito oscurato non smette di funzionare in un istante per tutti; i mirror tornano in poche ore, il DNS di qualche fornitore resta indietro, e il conto più salato arriva al momento di incassare, quando una vincita teoricamente vinta poggia su un’azienda che nessuna autorità italiana può raggiungere. La legge 401 prevede sanzioni per chi pubblicizza giochi accettati all’estero, e ADM aggiunge che anche il partecipante è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Il quadro completo sta nella sezione su ADM e sul palinsesto approvato; qui basti dire che il conto non si chiude mai in pareggio.
Normativa, pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità e cosa resta legittimo
C’è una differenza che quasi tutti confondono e che vale la pena mettere in chiaro: vietare la pubblicità del gioco non significa vietare il gioco, e tanto meno i bonus. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’art. 3, lett. l), e permette al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo, all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3. Il risultato pratico è una comunicazione a due velocità: la promozione del prodotto sportivo è fuori, il richiamo al gioco consapevole è dentro e anzi incoraggiato. ADM precisa poi che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
L’applicazione reale non è monolitica come il testo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la causa C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la causa C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È proposta e non legge, infine, un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulle forme indirette come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per chi cerca un bonus di benvenuto la conclusione pratica è breve: nessun tetto statale all’importo, nessun tetto statale al rigioco, quindi cifre, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il bonus senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag, e i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione. Una quota totale di 5.00 su una sola giocata non è una richiesta banale: significa una multipla costruita o un mercato molto lungo, ed è il tipo di condizione che decide se un bonus vale la pena prima ancora di guardare l’importo.
Gioco responsabile: limiti di deposito, autoesclusione e il registro che non dimentica
Un conto di gioco italiano nasce già con un tetto, e questo è il fatto che distingue il mercato regolato da tutto il resto. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Il limite può essere abbassato in qualsiasi momento con effetto immediato, mentre per alzarlo servono sette giorni: è la regola che rende il limite uno strumento e non una finzione. La cifra del limite che ADM fissa nella gara non è pubblicata.
Il passo successivo è l’autoesclusione, e qui il mercato italiano ha un’infrastruttura che vale la pena conoscere per nome. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Chi pensa che basti cancellare l’app si sbaglia di grosso: il RUA è il punto in cui l’autoesclusione smette di essere una promessa e diventa un blocco tecnico. Attenzione al rovescio della medaglia: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è completamente scoperto. È il caso più concreto in cui la norma che sembra solo tutela diventa una ragione per restare nel circuito legale.
Le condizioni applicate dai singoli operatori sono più fini della legge. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il passaggio da blocchi mensili a finestre da 7 a 270 giorni non è cosmetico: significa che un giocatore può chiedersi un mese di pausa senza sparire dalla piattaforma per un trimestre. E i nove mesi di attesa per tornare su una richiesta a tempo indeterminato sono la risposta più onesta che un operatore possa dare a chi chiede di essere fermato per sempre, perché non fanno della richiesta una decisione reversibile in una serata di rimpianto.
Anche l’apertura del conto è un momento di tutela, non solo un passaggio burocratico. Per aprire il conto su BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Una registrazione senza SPID va comunque convalidata, e il conto che resta non validato viene sospeso con i prelievi bloccati: è un vincolo da mettere in conto se si ha fretta, e spiega perché convenga completare l’identificazione prima di avere una vincita da incassare e non dopo.
Gli operatori mettono questi strumenti in vetrina con parole proprie. Bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. BetFlag chiede in registrazione di impostare limiti e lo dichiara nel suo regolamento. AdmiralBet fa la stessa cosa su ricarica, spesa e tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Sono righe di condizioni, non slogan, e chi sceglie un operatore farebbe bene a leggerle prima della quota.
Il canale di contatto va preso sul serio. Un operatore con concessione ADM ha l’obbligo di tenere aperto un canale di assistenza almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, e su questo un brand non può fare differenze. Fuori da quel perimetro, invece, l’unica cosa che resta è il numero verde e la buona volontà.
Reputazione e criteri di valutazione: cosa segnala un DNB costruito bene
Nessuna soglia di quota, e questo è il criterio primario. Il segno è il regolamento, non il prezzo. Un operatore che sul mercato a tre esiti, compreso il DNB, applica la regola della restituzione quando l’esito non è contemplato ha già chiuso il discorso. Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet lo scrive così: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Vale come metro per chiunque, non solo per chi lo ha scritto: un DNB senza quella clausola è un 1X2 con meno esiti pagabili e nessuna rete.
Il secondo criterio è la presenza del mercato su quello che si gioca davvero. Un brand che copre 1X2, Under/Over e Goal/NoGoal su migliaia di eventi — è il caso dell’offerta Betsson — ha molte più probabilità di quotare un DNB su una partita di provincia rispetto a chi si limita ai grandi campionati. E un operatore con una sezione di quote speciali strutturata, come Goldbet con Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal, tende ad avere regolamenti più espliciti anche sui mercati derivati, DNB compreso.
Il terzo criterio è la coerenza tra mercato e regolamento. Sisal elenca Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out che chiude la giocata prima della fine dell’evento. Un DNB con cash out attivo non è la stessa cosa di un DNB lasciato correre: chiudere prima significa incassare il valore corrente della copertura, e NetWin esclude esplicitamente dal bonus le scommesse con cash out attivo. Vale la pena notare che NetWin chiede una quota minima di 2.00 per evento e una quota totale di almeno 10.00 su multiple di almeno 3 eventi: sono soglie che un DNB raramente supera, quindi chi punta al bonus deve pianificare una multipla costruita ad hoc.
Il quarto criterio è la messa in chiaro dell’orizzonte temporale. Chi non specifica diversamente basa il calcio sui 90 minuti più recupero, e un operatore che lo scrive nero su bianco risparmia al cliente la sorpresa del gol al 95°. Sembra un cavillo e non lo è: la differenza tra una giocata rimborsata e una giocata persa sta in un minuto di recupero.
Il quinto è la facilità di accesso agli strumenti di tutela. Un conto che si apre con SPID, come su BetFlag, un limite di deposito che si abbassa in un clic, un RUA che blocca tutto: sono cose che non si vedono nella pubblicità e che si vedono benissimo nel momento in cui servono.
Gli operatori con concessione e la loro offerta, uno per uno
Dieci brand, tutti con un numero di concessione, tutti su un sito .it. Le valutazioni che seguono non sono una classifica e non sono un consiglio: sono il modo in cui le offerte descritte dai regolamenti e dalle schede degli operatori si comportano davanti a chi cerca una scommessa con copertura sul pareggio, e davanti a chi cerca altro.
AdmiralBet: il quadro dei limiti è il vero prodotto
AdmiralBet è l’unico del gruppo a dichiarare per intero, nel suo regolamento, tanto il meccanismo di restituzione quanto gli strumenti di contenimento: autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 finestre da 7 a 270 giorni o indeterminate con revoca dopo 9 mesi; in registrazione, limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. Più la regola generale sulla restituzione quando l’esito non è contemplato, che è il fondamento di ogni DNB ben costruito.
AdmiralBet è anche il caso in cui la parola «concessione» non basta da sola. La sua offerta sportiva vive nella stessa casa di un’offerta di casinò, e il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione diritti su scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, betting exchange e bingo. La concessione è per sito, non per prodotto, quindi la cosa da controllare non è il numero ma il palinsesto del sito.
Il valore vero qui è il progetto dei limiti. Una griglia di autoesclusione con quattro durate, più una finestra lunga e revocabile dopo nove mesi, dice che l’operatore ha pensato al giocatore problematico e non solo al giocatore attivo. Per chi sceglie un bookmaker tenendo conto di quanto sarà difficile fermarsi il giorno in cui servirà farlo, questo è il criterio che pesa più di ogni quota.
Sisal: il catalogo di mercati che si allarga a mano a mano
Il catalogo Sisal è costruito per chi vuole variare senza cambiare operatore: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un listino pensato per chi gioca una partita intera e vuole restare dentro l’evento fino all’ultimo minuto utile.
Il Cash Out è il vero elemento che tocca il tema di questa pagina. Un DNB con cash out attivo cambia natura: la copertura non è più solo il rimborso sul pareggio, ma anche la possibilità di uscire a un prezzo intermedio, che il mercato quota momento per momento. Chi ama decidere in corsa trova qui più leve; chi vuole solo non perdere sul pareggio paga una quota che tiene conto anche di quella flessibilità.
Il catalogo è la parte forte, la parte da leggere è quella sui tempi. Il cash out non è disponibile su tutto, e NetWin insegna per contrasto che un operatore può escludere dal bonus proprio le scommesse con cash out attivo. Non c’è contraddizione: sono due politiche, ma chi punta al bonus deve sapere che una giocata chiusa in corsa può non contare.
Eurobet: pulizia di giocate e schedine raccolte in un posto solo
Eurobet copre le modalità classiche: singole, multiple e sistemi. La parte che conta, però, è la pagina My Bets, dove le schedine in corso o concluse sono raccolte insieme.
Il valore di una raccolta ordinata sta nel DNB più che altrove. Un DNB il cui esito è un rimborso ha uno stato ambiguo — né vinto né perso — e ritrovarlo in una lista dove lo stato è scritto con chiarezza vale più di un mercato esotico. Chi gioca sistemi, dove ogni selezione non contemplata va ricalcolata, apprezza questa struttura ancora di più.
Il rovescio è che nessun elemento dell’offerta Eurobet descritta qui riguarda in modo specifico il mercato del pareggio coperto: chi cerca il DNB lo trova dove lo trovano tutti, nel listino. La piattaforma offre modalità chiare e una gestione delle schedine fatta come si deve, e per un giocatore ordinato questo basta.
bet365: Quote Maggiorate e Bet Builder+, il DNB dentro una combinazione
Bet365 mette in vetrina due cose: le Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Sul fronte della tutela elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il Bet Builder+ è il punto in cui un DNB può entrare in una giocata composita, e con esso la regola della restituzione. Nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo la selezione non contemplata: in un costrutto costruito a mano quella clausola lavora su una parte del prezzo, e la quota finale non è la somma delle parti. Chi combina il DNB con un risultato esatto deve sapere che il rimborso tocca un pezzo solo del biglietto.
Il punto debole relativo è la densità: le Quote Maggiorate parlano di prezzo, non di regolamento, e chi cerca la descrizione minuta del rimborso sul pareggio la trova nel regolamento sportivo e non nella pagina promozionale. Per un giocatore che legge le condizioni prima di puntare, il costo in tempo è maggiore che altrove.
Goldbet: la copertura più larga in campionati che quasi nessuno quota
Goldbet è, tra i dieci, quello che copre più tipi di partita: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con mercati che comprendono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.
Questa è la riga che cambia il quadro per il DNB. Un mercato sul pareggio coperto serve soprattutto nei campionati dove le partite sono bloccate, e sono esattamente i campionati che un operatore generalista non quota. Un listino che arriva a minuto del primo goal e Rete Inviolata ha una probabilità molto più alta di avere un DNB anche su una sfida di Serie B.
C’è poi la parte virtuale, che nel quadro legale non è un extra. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Sui virtuali si applica il regolamento degli eventi simulati, e il pareggio coperto non segue le regole del calcio vero. Chi cerca solo calcio reale, però, trova qui la copertura più larga del gruppo.
BetFlag: il bonus senza deposito che chiede una quota totale alta
BetFlag è il caso più interessante per chi comincia senza mettere soldi: il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, e i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Sul fronte dell’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Quella quota minima di 5.00 è la condizione che conta. Con 10 € di bonus e una singola a quota 1,90 il ritorno sarebbe di 19 € se andasse a buon fine; per rispettare il vincolo bisogna salire su quote lunghe o su una multipla, e quindi stringere molto la probabilità di vincere. Il bonus ha una geometria tutta sua: la cifra è bassa, la condizione restringe parecchio, e il DNB — mercato con quote corte — non è lo strumento con cui si soddisfa.
Il valore reale del pacchetto sta nella porta d’ingresso. La registrazione via SPID o CIE è più rapida e più sicura della classica, e con essa il conto è subito pienamente operativo. Per chi vuole capire come funziona una piattaforma senza versare nulla, il percorso è lineare; per chi si aspetta di liberare facilmente i 10 €, il vincolo è più severo di quanto la cifra suggerisca.
Betsson: il volume di eventi, che nei mercati derivati è tutto
L’app Betsson Sportsbook & Casinò punta sul volume: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il volume è un criterio che sembra astratto e non lo è. Un DNB esiste se il bookmaker decide di quotare il mercato, e quella decisione diventa più probabile quando il listino è ampio e la piattaforma è costruita per gestire tanti eventi insieme. Un catalogo di migliaia di eventi con 1X2 e marcatori copre anche gli incontri minori, e su quelli il mercato coperto diventa spesso l’unico modo ragionevole di giocare.
Il punto da tenere a mente è che i mercati elencati restano i classici. Il DNB è un mercato derivato e non compare negli elenchi; la sua presenza va verificata sul singolo evento. Chi vuole solo la copertura e nessuna decorazione trova qui l’opposto: un catalogo molto ricco in cui il mercato che gli serve va cercato.
StarCasinò: scommesse sopra un’offerta da casinò
StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il contrasto con il soggetto di questa pagina è dichiarato e va detto senza giri di parole: un profilo orientato al casinò è il posto meno naturale per cercare un mercato sul calcio con restituzione sul pareggio. Il giocatore tipico di questa piattaforma arriva per le slot; il mercato con copertura arriva come accessorio, e va controllato evento per evento se c’è.
Eppure una parte di pubblico la trova utile. Chi ha già un conto e vuole un’unica interfaccia per entrambe le cose, o chi gioca poco e preferisce non moltiplicare gli accessi, trova qui una piattaforma che copre il calcio principale senza pretendere di essere una casa specializzata. Sul catalogo di mercati è la più sobria dei dieci, e questa sobrietà è un fatto, non un giudizio.
Planetwin365: streaming che rende la giocata live leggibile
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Lo streaming sembra un servizio accessorio e per il DNB vale più di così. Il rimborso sul pareggio si materializza in una frazione di secondo, e chi ha gli occhi sulla partita sa quando la copertura sta per scattare senza aspettare il risultato finale. Chi punta live su uno sport minore, in un palinsesto quotidiano che arriva al tennis tavolo, apprezza una piattaforma dove l’evento si guarda prima di essere quotato.
Il limite è la specializzazione. Tennis, pallavolo e tennis tavolo non sono calcio; i mercati con copertura sono pensati per gli sport con esiti ternari, e il DNB nasce sul calcio e sul basket. Chi cerca il mercato sul pallone non trova qui il catalogo di un operatore dedicato, ma una piattaforma ampia su cui il calcio è una parte tra le altre.
NetWin: il giro di puntate più severo del gruppo
NetWin chiede, per sbloccare il bonus Sport-50, un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Nessuna delle quattro condizioni è negoziabile.
Le soglie vanno lette come vincoli di costruzione, non come requisiti da soddisfare con calma. Una quota minima di 2.00 per evento è alta per una singola e altissima per un DNB, che per definizione quota corto; una quota totale di almeno 10.00 su almeno tre eventi significa un biglietto costruito, con più partite che devono girare bene. Escludendo sistemi, antepost, live e cash out, lo spazio di manovra si stringe ulteriormente. Chi punta al bonus deve pianificare partite e quote prima di aprire il conto, non dopo.
C’è però, in controluce, una nota positiva. Un operatore che scrive tutto questo sta descrivendo le proprie condizioni sportivamente, senza addolcirle. La clausola sulle giocate con cash out attivo è la stessa logica che altri applicano senza dire: una giocata chiusa in corsa ha un esito diverso da quella lasciata correre, e sui bonus questo conta.
Il conto del bonus: quanto costa trasformare un bonus in denaro
Un bonus «gratuito» è un prestito mascherato. Per capire quanto costa davvero, si fa il conto su un esempio con i numeri che un bonus porta con sé: un bonus di 50 € con un giro di 3 volte il deposito, una puntata da 10 € per giocata e una quota minima di 2.00 per evento. Il totale da giocare è di 150 €; a 10 € per schedina fa 15 scommesse, tutte sopra la soglia di quota, e le puntate sotto quel livello semplicemente non contano. Su un mercato con un margine del 5 % il costo atteso di questa operazione è di circa 7,50 €, sempre che le condizioni di quota siano rispettate per intero.
Il numero da fissare bene è un altro. Il requisito non è «giocare 150 €», è «giocare 150 € a quelle condizioni»: se ci si limita a scommettere il bonus, come nella lettura più semplice, il costo atteso scende sotto i sette euro e mezzo, mentre se ci si aggiunge il deposito il costo atteso sale. Le condizioni strette contano più del moltiplicatore, perché ogni giocata sotto la soglia di quota non entra nel conteggio e allunga il lavoro.
Un bonus è un’operazione statistica e non una vincita garantita. Sessanta euro di valore medio, o anche solo quaranta, non finiscono nelle tasche di un singolo giocatore: sono il risultato di una media su tante giocate, e nel singolo caso il risultato può andare molto meglio o molto peggio. Chiunque presenti un bonus come denaro certo sta raccontando la parte comoda di una distribuzione.
Su questo terreno, la cosa che il giocatore dovrebbe sempre chiedere non è quanti euro regala l’operatore, ma quanto costano quelle condizioni. Una quota minima di 2.00 per evento su una multipla trasforma il bonus in un lavoro di costruzione; tre giorni di tempo, come nel bonus senza deposito BetFlag, lo trasformano in una scadenza; il rimborso sul pareggio, che riporta indietro una puntata intera, può far scendere sotto la soglia una singola già giocata. Sono tutte variabili che si vedono meglio sul conto finale che nel banner.
Domande frequenti sulle scommesse con draw no bet
In che modo si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM e si cerca la riga corrispondente al sito, che riporta un codice numerico a cinque cifre. Attenzione a un limite dell’elenco: non distingue i giochi offerti, quindi la presenza in lista non dimostra da sola un’offerta sportiva. L’offerta si verifica sul sito e nel suo palinsesto.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Dieci euro a quota 1,85 rendono 18,50 € in caso di esito favorevole, di cui 8,50 € sono profitto e 10 € la puntata restituita. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro, e una selezione annullata va sottratta al calcolo.
Come si riconosce dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prende il reciproco di ogni quota del mercato, si somma e si fa il reciproco del totale: quella è la quota-payout, e il margine è il resto. Due quote identiche a 1,90 su due esiti danno un payout attorno al 95 % e un margine attorno al 5 %. Su tre quote l’aritmetica cambia, e il payout risultante non è lo stesso.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre per alzarlo si attendono sette giorni. Accanto ci sono i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco proposti da operatori come AdmiralBet, oltre agli strumenti di pausa e autoesclusione. La cifra fissata da ADM nella gara non è pubblicata.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano nette e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sul concessionario e non sul giocatore. Sui siti esteri non è così: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi, interamente tassabili. Si tratta di un orientamento e va verificato con un commercialista.
Quello che il pareggio coperto non copre
Il Draw No Bet toglie dal tavolo un solo esito, e il costo di quella protezione è già dentro la quota. Non esiste un mercato che regali la copertura: esiste un prezzo più basso in cambio di una puntata che torna indietro quando la partita finisce in parità. La quota, non il regolamento, è l’unico posto dove la differenza tra un affare e un cattivo affare diventa visibile, e per leggerla bisogna sapere cosa si sta pagando.
Poi c’è il resto, che vale più della quota. Un conto aperto su un sito .it con una concessione valida porta con sé il RUA, i limiti di deposito, la vigilanza di ADM e un foro italiano per le controversie. Un dominio senza concessione porta un blocco DNS, qualche mirror, e un conto fiscale che cresce in silenzio fino alla dichiarazione dei redditi. Il DNB è un mercato ben disegnato e una piccola cosa, in fondo; il posto in cui lo si gioca è la decisione che pesa.
Mercati, regole e glossario – Elenco Operatori
Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»
