Siti di scommesse affidabili, la differenza fra una concessione e una promessa

Updated Novembre 2026
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Data di verifica: 3 Novembre 2026. Le concessioni e gli elenchi citati in questa pagina sono stati controllati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) e sui portali istituzionali che lo affiancano.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Un lettore che cerca un bookmaker affidabile cerca quasi sempre una cosa diversa da quella che crede di cercare. Non cerca un nome simpatico, una quota alta o un’app che si apre in un decimo di secondo: cerca la certezza che, se vince, i soldi arrivino. In Italia quella certezza ha un nome tecnico e un numero. Si chiama concessione per il gioco a distanza, la rilascia ADM (ex AAMS) dopo una gara pubblica, dura al massimo nove anni e viene assegnata per sito, non per azienda. Chi ne ha una sta dentro un perimetro fatto di vigilanza, registro degli autoesclusi, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Chi non ne ha una sta fuori da tutto questo, e — come scrive ADM stessa — chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi.

Il marketer vi ha spiegato che il suo sito è «sicuro al 100 %». Il legislatore ha spiegato qualcosa di più utile: che senza concessione non esiste gioco legale a distanza in Italia, e che l’elenco pubblico di ADM è l’unico test che conta. Due frasi, due pesi diversi.

Questa pagina non ripete l’elenco dei 52 concessionari autorizzati. Spiega dove sta quel numero, perché il numero da solo non basta, e come si legge la concessione di un operatore nei suoi stessi termini. Poi mette in fila dieci insegne che su quell’elenco ci sono, e dice per ciascuna che cosa il suo titolo le consente e che cosa invece resta una scelta privata del giocatore.

Perché la legge italiana non parla di bookmaker, ma di gioco a distanza

Il punto di partenza è normativo e conviene leggerlo senza scorciatoie. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è il testo che oggi governa il settore. Non prevede licenze aperte: prevede concessioni assegnate con procedura di gara. All’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti da remoto sotto concessione, e vi figurano alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — quelli simulati compresi — e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Una concessione può coprire una o più di queste voci in qualsiasi combinazione.

Qui c’è il primo equivoco da smontare, ed è quello che manda fuori strada più lettori di qualunque altro. L’elenco dei concessionari ADM non ha una colonna che dice quali giochi l’operatore può offrire. Un nome presente sull’elenco non dimostra da solo che quel sito abbia un palinsesto di scommesse sportive: dimostra che quel sito ha una concessione per una o più delle categorie dell’art. 6. Che l’offerta sportiva esista davvero lo dice il sito stesso, la sua app, il suo palinsesto. Sono due verifiche diverse e vanno fatte entrambe.

L’articolo 6, comma 3, fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire una o più delle attività per non più di nove anni, senza rinnovo. L’articolo 6, comma 5, elenca i requisiti della candidatura — una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando — e gli articoli 4, comma 3, e 5, comma 3 fissano un principio che cambia la lettura di qualunque confronto: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fermi per tutta la durata della concessione.

Vuol dire che la gara del settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025, non è un dettaglio amministrativo. È la ragione per cui due operatori con la stessa concessione si comportano in modo simile sui limiti e diverso sul prodotto: la cornice è la stessa, il gioco dentro la cornice lo decide il concessionario.

Va detto con precisione, perché è il tipo di affermazione che in rete circola sbagliata: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano fra le 52 righe dell’elenco lette il 25 ottobre 2026. Non significa che siano siti truffaldini. Significa che su quei siti il giocatore italiano non trova nessuna delle tutele di cui si parla nelle prossime sezioni. Un marchio grande non è un titolo abilitativo.

Normativa, vigilanza e quello che l’elenco ADM non dice

ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige due liste e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza: quella dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari, e quella dei siti inibiti, cioè bloccati. La fonte è l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024. Le due liste vivono insieme, ed è così che vanno lette: la prima dice chi può, la seconda dice chi non può.

La seconda lista è lunga e si allunga. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, portava il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Il blocco avviene a livello DNS, alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che gli operatori usano per il risultato è «oscurati», ed è una parola onesta: descrive esattamente quel che succede, cioè che il sito non risponde più al nome che digitate. Chi crede che un sito bloccato sia un sito chiuso non ha mai provato a cercarne il gemello su un motore di ricerca.

Due dettagli tecnici fanno la differenza fra una pagina informativa e una pagina utile. Il primo: la lista ADM lega ogni riga a un solo sito .it. Una stessa società può comparire più volte — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale — perché la concessione è per sito. Il secondo: i codici vanno da 16000 a 16051, e quel numero è la cosa che l’operatore deve dichiarare nei propri termini.

Il che apre la seconda domanda ragionevole. Che forma ha, in concreto, una dichiarazione di titolo?

Prendiamo AdmiralBet: i suoi termini scrivono che la società è concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e che fornisce il servizio tramite il proprio sito italiano. Prendiamo William Hill: concessione n. 16044. bet365: 16030. Tutti gli operatori della lista che segue hanno nell’intestazione della propria scheda un numero che si può confrontare, riga per riga, con l’elenco pubblico di ADM. La verifica richiede cinque minuti e nessuna competenza tecnica.

C’è poi il capitolo più spigoloso, quello che nessun ufficio marketing mette in vetrina. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la comunicazione sul gioco responsabile (art. 3, lett. l e m; art. 15, comma 3), e ADM aggiunge che pubblicizzare operatori non autorizzati espone i mezzi che ospitano quei messaggi alle misure di AGCOM.

Lo stato dell’arte nel 2025–2026 è meno tranquillo di quanto sembri. Secondo la stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). L’ipotesi di un emendamento che avrebbe eliminato il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è proposta e non legge. Il divieto, alla data della verifica, è in vigore.

Questo produce una curiosa schizofrenia nel mercato italiano, e vale la pena nominarla perché è sotto gli occhi di chiunque. Un concessionario non può farvi vedere uno spot, ma vi tiene aperta la pagina dei bonus nei propri termini e nella propria area riservata, perché il divieto riguarda la pubblicità e non l’esistenza della promozione. Il risultato è un settore che comunica poco in pubblico e molto in privato, e un giocatore che decide quasi sempre con meno informazioni di quante ne abbia un giocatore di un altro mercato europeo.

Fondamenti: la concessione per sito e la sua verifica

L’elenco dei concessionari si consulta sul portale ADM dedicato al gioco a distanza, che ADM cita nelle proprie FAQ come il riferimento per verificare se un operatore è autorizzato. Il procedimento pratico è breve: cercare il marchio, oppure — più affidabile — cercare il numero di concessione che l’operatore scrive nei propri termini. Un marchio può cambiare veste grafica; un numero di concessione no.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Perché il dominio conta quanto il numero. Il gioco a distanza in Italia si offre su un sito italiano, e ogni riga dell’elenco è legata a un .it. Un marchio presente in Italia con licenza italiana e contemporaneamente attivo su un dominio internazionale sta usando due canali diversi, e il secondo non è quello su cui vi state confrontando. Se avete un dubbio su quale dei due stiate guardando, guardate l’intestazione del contratto: c’è scritto chi è il concessionario e per quale sito.

La concessione, però, dice cosa può fare l’operatore, non come si comporta. Due concessionari con lo stesso titolo possono avere una quota di mercato molto diversa, un palinsesto profondissimo e uno minimalista, un’app eccellente e una mediocre, e — questa è la parte che interessa a chi punta soldi veri — una politica di limiti di deposito identica per legge e una gestione del conto parecchio diversa nella pratica. Il titolo è il pavimento, non il soffitto.

Il titolo del concessionario nei termini del conto: come si legge il numero

I termini di conto sono il documento in cui la dichiarazione di titolo compare per iscritto, e sono anche il documento che nessuno legge. Vale la pena aprirli almeno una volta, non per il testo delle condizioni — è lungo e noioso — ma per tre cose. L’intestazione, dove sta il numero di concessione e il nome della società concessionaria. La sezione sui depositi e i prelievi, dove trovate gli strumenti accettati e i tempi. La sezione sull’autoesclusione e sui limiti, dove sta scritto, in cifre, che cosa succede quando chiedete di smettere o di ridurre.

Su questo terzo punto la differenza fra i documenti non è di stile. I termini di AdmiralBet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi, due finestre di tempo, lo stesso documento. Se non sapete quale si applica al vostro caso, chiedetelo al servizio clienti prima di attivarlo: è l’unico momento in cui la domanda è gratis.

Un operatore che invece rimanda a SPID per l’apertura del conto è BetFlag, che accanto alla registrazione classica indica le procedure di identificazione con SPID e con CIE. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo vale per tutti, indipendentemente da come vi siete registrati. L’identificazione non è una formalità: un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni passano in fretta quando si aspetta un prelievo.

Prevenzione e tutela: limiti, RUA e quello che succede quando si smette

L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 mette per iscritto gli strumenti che un concessionario deve offrire: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, otto ore al giorno. Non è un elenco di buone intenzioni lasciate al gestore. È una condizione della concessione.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo che rende il sistema italiano diverso da quasi tutti gli altri. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Durante l’autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate né aprire conti presso nessun operatore con concessione ADM; si può però prelevare il saldo prelevabile. Un dettaglio di quest’ultima regola è la cosa che più spesso sfugge: i soldi che avete sul conto restano vostri e tornano fuori, perché l’obiettivo dell’istituto non è trattenere il saldo ma interrompere il flusso in entrata.

L’autoesclusione può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore, oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Nemmeno con una telefonata gentile. E il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco — è l’unico numero di questa pagina che conviene salvare anche a chi non ne ha bisogno oggi.

Qui il lettore attento trova il buco nella rete, e non è piccolo. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude su un concessionario ADM e poi apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla: il registro non lo vede, e quel sito non ha nessun obbligo di vederlo. L’autoesclusione è un’arma potente e ha un raggio d’azione preciso. Fuori da quel raggio torna a essere una decisione personale, cioè esattamente quello che non funzionava prima.

Sui minori, l’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. C’è anche una decisione di un direttore ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto, e vale la pena non inventarselo.

Un’ultima cosa sull’informazione, che quasi nessuno conosce e che dice molto su come funziona questa macchina. L’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Il gioco responsabile, in Italia, è una voce di bilancio obbligatoria. Il che non lo rende automaticamente efficace. Lo rende finanziato.

Il limite di deposito scelto in registrazione e la sua asimmetria

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. È la scelta più importante che fa in tutta la procedura, e quasi sempre la compie in trenta secondi mentre pensa ad altro. La figura che ADM stabilisce nel bando di gara non è nota, e non è un caso che il legislatore abbia costruito le cose in modo che il vincolo più concreto sia quello che il giocatore si dà da solo.

Il funzionamento dell’asimmetria merita di essere letto con attenzione, perché è progettato e non casuale. I termini di AdmiralBet, per esempio, chiedono di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La logica è trasparente: abbassare la briglia deve essere istantaneo, alzarla deve costare una settimana di attesa. Chi ha giocato una serata storta e vuole «recuperare» non può farlo scrivendo al supporto alle due di notte. Deve pensarci per sette giorni, e in sette giorni cambia idea quasi sempre.

Che l’articolo 15, comma 1 preveda anche limiti sugli importi depositati stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore è un’informazione che raramente arriva al cliente, ed è bene che arrivi. Vuol dire che il tetto che avete scelto voi non è l’unico: esiste un secondo livello, calibrato sul modo in cui usate il conto. Se un giorno vi accorgete che il deposito consentito è sceso, non è un errore tecnico.

Il calcolo: quanto costa azzerare un limite settimanale

Prendiamo un caso concreto e verifichiamolo, perché è il tipo di conto che nessun operatore mette in una brochure. Un giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e quella somma la punta una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 / 1,90. È un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessuno.

La quota di ritorno di quel mercato si ricava dai due prezzi: 1 diviso 1/1,90 più 1/1,90, cioè 95,24 %; il margine del bookmaker è il resto, 4,76 %. Su 100 € giocati, la parte che il mercato non restituisce vale dunque all’incirca 4,76 €. Questa è la stima del costo medio dell’offerta, calcolata nella sola ipotesi che i 100 € vengano puntati una volta su quel mercato a due esiti.

Il numero va letto per quello che è. È una media su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, non la previsione di quella singola giocata: la settimana può finire con 90 € di profitto come con 100 € in meno, e il margine non dice nulla su quale delle due cose accadrà. Quello che dice è un’altra cosa, e riguarda la ripetizione: ogni volta che il giro si ripete, il mercato trattiene all’incirca la stessa quota. Su cinque settimane identiche il costo medio stimato si aggira sui 24 €, sempre nella sola ipotesi di una puntata per settimana a quel prezzo. Non è una tassa che vedete addebitata da nessuna parte. È la ragione per cui un conto che sembra in pareggio, a fine stagione, non lo è.

Criteri di valutazione: le cinque domande che separano due concessionari

Se il titolo è lo stesso per tutti — e su questo elenco lo è — che cosa distingue davvero un concessionario da un altro per chi ci mette dei soldi? Cinque cose, e nessuna delle cinque è la quota.

Il numero di concessione e la coerenza del sito su cui è speso. Il primo controllo è anche il più rapido: il codice che l’operatore dichiara nei termini deve comparire sull’elenco ADM, e deve riferirsi al dominio su cui state giocando. Un concessionario corretto scrive il numero, il nome della società e il sito in un unico passaggio, perché è la sua stessa condizione a imporglielo.

Il palinsesto, cioè il programma approvato. L’articolo 2, lett. s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno in quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quanto sia ampio il palinsesto di un singolo operatore non è cosa che si legga dall’elenco.

Il modo in cui il conto si apre e si recupera. Registrazione classica con caricamento di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID: i termini di AdmiralBet offrono entrambe le strade, e la seconda, oltre a richiedere un codice temporaneo (OTP), importa i dati automaticamente. Sembra un dettaglio da ufficio anagrafe. In realtà è la differenza fra un conto attivo in tre minuti e uno che resta sospeso finché non caricate la patente, con i prelievi bloccati fino ad allora.

Gli strumenti di pausa e di limite, e quanto sono facili da trovare. Non quanti sono — per legge sono gli stessi — ma dove stanno nell’interfaccia. Un limite che si imposta in tre tocchi dall’area riservata è uno strumento; uno che richiede un’email al supporto è una barriera. Questo è il criterio su cui le app si distinguono più di quanto si distinguano sui mercati.

La trasparenza sulle condizioni economiche dell’offerta. Requisito di giocata, quota minima, scadenza, tetto di utilizzo: le quattro voci che decidono quanto vale davvero un bonus di benvenuto. Le vedremo una per una, perché è qui che il linguaggio promozionale e i numeri veri si separano.

Classifica: dieci concessionari ADM a confronto

Le dieci insegne che seguono sono tutte presenti sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuna con il proprio codice e il proprio sito italiano. L’ordine in cui compaiono non è una graduatoria: non esiste un modo onesto di ordinare per qualità offerte che rispondono a esigenze diverse, e chi vi presenta una classifica come se fosse una misura oggettiva sta vendendo un altro prodotto.

La tabella che segue mette una accanto all’altra tre cose: il marchio, il numero di concessione con la società concessionaria, e quello che i termini dell’operatore dicono sull’oggetto di questa pagina. Le prime due colonne valgono per tutte e dieci le righe. La terza no: solo per una parte degli operatori dell’elenco esistono, nei loro stessi documenti, indicazioni leggibili su come si apre il conto, che cosa si firma e che cosa succede al conto se si smette di giocare. Dove non ci sono, la casella resta vuota e non c’è nessuna frase da aggiungere.

Marchio Concessione ADM e concessionaria Che cosa dispongono i termini dell’operatore
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, per nuovi giocatori con conto verificato
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata dal 1° febbraio 2026; limite ridotto efficace subito, aumento dopo 7 giorni; apertura del conto anche con SPID
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale dopo invio documenti entro 96 ore; massimo 100 € di bonus utilizzabile per scommessa
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —

La colonna vuota non è una dimenticanza editoriale, è un’informazione. Su metà di queste insegne l’unico documento pubblico che dice qualcosa sul rapporto fra il giocatore e il conto è il contratto che si accetta al momento della registrazione, e quel contratto non è raggiungibile da fuori. Chi vuole sapere come NetWin o Betfair trattano un limite di deposito abbassato di venerdì sera deve aprire un conto o leggere la pagina delle condizioni senza registrarsi, se il sito la espone. La simmetria fra le prime due colonne e la terza dice esattamente questo: la concessione è pubblica e verificabile, la politica del conto è privata e contrattuale. Il lettore che confonde le due cose crede di star valutando un operatore, e sta valutando un titolo.

Una nota sulle prime due colonne, perché a prima vista sembra un errore. Azzurri Limited compare due volte, su Betsson e su StarCasinò, e i due marchi sono commercialmente distinti. Non è un refuso: la concessione è per sito, e la stessa società può tenere più concessioni e gestire più insegne. Su Eurobet il caso è lo stesso visto dall’altro lato: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la concessionaria dietro Eurobet, e il gruppo gestisce anche altre insegne. Chi valuta un operatore per la solidità societaria deve quindi guardare la società, non il marchio. Chi lo valuta per l’esperienza d’uso deve guardare il marchio, non la società. Sono due domande diverse e la tabella le tiene separate.

Panoramica: che cosa cambia davvero da un operatore all’altro

Messi in fila dieci concessionari, il lettore italiano si chiede quasi sempre la stessa cosa in modo implicito: sono tutti uguali? Sul titolo sì, quasi. Su tutto il resto no, e le differenze non stanno dove la pubblicità le mette.

Il primo asse di differenza è che cosa c’è dentro il prodotto. Le app dei concessionari italiani coprono un ventaglio che va molto oltre il calcio, e vale la pena guardarlo con gli occhi di chi cerca qualcosa di preciso. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Eurobet spazia dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Quest’ultima cosa sembra una bizzarria e non lo è: chi cerca un mercato che non sia il risultato di una partita trova su un concessionario cose che su un altro semplicemente non ci sono.

Il secondo asse è il numero di modi per giocare lo stesso evento. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Goldbet permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sono elenchi che si assomigliano molto fra loro e che si differenziano su un punto solo, ma importante: la profondità dei mercati secondari.

Il terzo asse è da dove parte il prodotto. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa accanto alle slot e al Live Casinò. Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sono due modi opposti di costruire la stessa cosa: un prodotto dove lo sport è il contorno di un casinò, e uno dove lo sport è il centro e l’app deve sparire nel momento in cui serve.

E qui arriva la differenza che nessuna app mette in vetrina, che è quella fiscale, e che è la stessa per tutti perché è fissata per legge. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Che i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è netta e va detta con la precisione che merita. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, secondo cui la vincita è «tassata alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione complessa consulti un commercialista.

Il quadro cambia del tutto sui siti senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è — delle vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. La differenza fra le due situazioni non è di sfumatura: da una parte una vincita che arriva netta e silenziosa, dall’altra una somma che entra nel reddito e va spiegata.

Un’ultima asimmetria, che riguarda i movimenti di denaro. Sui siti con concessione i punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024) stanno in un registro tenuto da ADM: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né rimborsare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Le altre strade che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco esatto di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma nomina strumenti approvati. L’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. Se quel regolamento arriverà, la separazione fra i due mondi smetterà di essere una questione di buona volontà e diventerà una questione di binari.

Gli operatori, uno per uno

Le schede che seguono non sono un invito ad aprire un conto. Sono la lettura di dieci insegne presenti sull’elenco ADM, con quello che i loro stessi documenti e le loro stesse schede dichiarano, e un giudizio su che cosa quella combinazione significa per chi gioca.

1. Betsson — il catalogo più ampio, la politica del conto meno leggibile

Betsson opera in Italia con la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito italiano. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una copertura larga, costruita per chi vuole trovare il mercato secondario di una partita di provincia e non solo il risultato delle grandi.

Il marchio insiste molto sul casinò, e i dati lo confermano: la stessa concessione porta il nome Azzurri Limited, che è anche quella dietro StarCasinò, e l’app si presenta con un nome doppio, «Sportsbook & Casinò», che dice già come il prodotto è pensato. Per lo scommettitore puro questo non è un difetto, ma è una gerarchia: la sezione sportiva convive con una parte di prodotto che ha un’altra logica economica.

La cosa che manca è la leggibilità del conto. Sui termini di Betsson non ci sono indicazioni su come funzionano autoesclusione e limiti interni al marchio. Chi apre un conto con l’intenzione di darsi un tetto settimanale rigido farà bene a cercare quelle pagine prima di versare, non dopo.

Il giudizio. Betsson è la scelta di chi cerca ampiezza di eventi e profondità di mercati e considera l’app un catalogo: la copertura giustifica la visita, mentre chi ha bisogno di sapere in anticipo come si comporta il conto ai limiti trova qui l’anello debole della catena.

2. Eurobet — il palinsesto che esce dal perimetro dello sport

Eurobet è concessionaria con il n. 16012 attraverso Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito italiano. La sua app Sport offre un palinsesto che parte da calcio, tennis e basket e arriva a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, per poi uscire dallo sport: eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Questo è il tratto che la distingue da tutte le altre insegne di questa lista, e non è una curiosità da bar. Un mercato sulle elezioni o su un reality funziona con una logica completamente diversa da quella di un 1X2: meno dati storici, più volatilità, un prezzo che si muove su notizie e non su formazioni. Chi ha un’idea su quel tipo di evento trova qui un’offerta che altrove non esiste, e trova anche i rischi che quella scarsità di informazione comporta.

Sulla trasparenza delle condizioni del conto Eurobet non offre la stessa ricchezza che offre sul palinsesto. Il marchio è forte, la società è solida, il documento contrattuale resta la sola fonte per capire come si comporta il conto quando si chiede di rallentare.

Il giudizio. Eurobet si sceglie per i mercati che sfuggono al calcio e per la varietà di sport minori: è l’operatore giusto per chi vuole scommettere su quello che gli altri non quotano, ed è una scelta meno informata per chi ha bisogno di leggere in anticipo le regole del conto.

3. StarCasinò — lo sport come secondo mestiere, dichiarato

StarCasinò è concessionaria con il n. 16026, ancora tramite Azzurri Limited, sul proprio sito italiano. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’ordine in cui il prodotto si presenta non è casuale e conviene prenderlo alla lettera: il casinò è la parte principale, lo sport è l’aggiunta. Chi cerca un mercato di nicchia, un handicap asiatico o una quota competitiva su una serie minore troverà probabilmente un catalogo più corto di quello che trova su un’offerta nata attorno allo sport. Chi invece gioca soprattutto a slot e ogni tanto mette una multipla sul campionato ha qui tutto quello che serve, in un conto solo.

È anche l’esempio più chiaro di perché la concessione non si legge dal marchio. Azzurri Limited gestisce due concessioni e due insegne, e le due insegne hanno pubblici diversi pur poggiando sulla stessa struttura societaria. Chi sceglie per la solidità della società sta scegliendo bene; chi sceglie per la profondità del palinsesto sportivo deve guardare altrove.

Il giudizio. StarCasinò è la scelta ragionevole di chi arriva dal gioco da casinò e vuole una finestra sportiva decente senza aprire un secondo conto: un operatore che non finge di essere altro da quello che è, e che su questo merita credito.

4. NetWin — cinquanta euro che vanno giocati, non ritirati

NetWin ha la concessione n. 16035, tramite Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito italiano. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento.

Fermiamoci sulla parola «reale», perché è quella che il giocatore legge per ultima e dovrebbe leggere per prima. Il bonus è pari al deposito, fino a 50 €, e va giocato secondo il requisito di giocata che l’operatore applica. NetWin non pubblica un moltiplicatore né una quota minima per le giocate valide; la cosa prudente, per chi apre il conto, è leggere le condizioni complete prima di versare i 20 €, perché è il moltiplicatore a decidere se quei 50 € valgono qualcosa o sono un impegno lungo.

Il tetto di utilizzo, invece, ha un riferimento esterno e utile: William Hill precisa, nei propri materiali sul funzionamento dei bonus, che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito previsto dalle normative ADM. Non è una regola di NetWin e non va attribuita a NetWin; serve a mostrare che nell’universo dei concessionari italiani il bonus è sempre un credito di gioco vincolato e mai denaro libero.

Il giudizio. L’offerta NetWin è onesta nella sua misura — il deposito minimo di 20 € è alla portata di chiunque e il massimo è chiaro — e proprio questa misura suggerisce di trattarla come un primo sì e non come una ragione per aprire il conto: senza un moltiplicatore pubblicato, la convenienza di quei 50 € resta una cosa da verificare sulle condizioni.

5. AdmiralBet — il documento più dettagliato del gruppo

AdmiralBet è concessionaria con la concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, come scrive nei propri termini, e fornisce il servizio tramite il proprio sito italiano. È l’operatore di questa lista su cui i materiali pubblici dicono di più, e le due cose vanno tenute insieme.

L’apertura del conto si fa con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Due strade con due tempi diversi: la prima dipende dalla vostra fotocamera e dalla validazione del documento, la seconda da quante volte avete già usato SPID altrove.

Sul versante dei limiti, i termini chiedono di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace immediatamente e uno aumentato dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione il documento descrive due regimi: 30, 60 o 90 giorni oppure tempo indeterminato con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e — dal 1° febbraio 2026 — una durata da 7 a 270 giorni oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due finestre temporali nello stesso documento.

Vale la pena essere espliciti su una cosa che il marketing non dirà mai e che qui è un pregio tecnico: è il documento di registrazione, non l’offerta, il motivo per cui un giocatore italiano dovrebbe guardare AdmiralBet per primo. Un limite che si abbassa in un istante e si alza in una settimana è un meccanismo che lavora per il giocatore, e il fatto che l’operatore lo scriva per esteso invece di nasconderlo in un allegato è la prova che lo considera un argomento di vendita. Ha ragione.

Il giudizio. Il regime a due velocità dei limiti — subito in discesa, sette giorni in salita — è il vero contenuto di questa scheda: rende AdmiralBet l’operatore da preferire per chi vuole darsi un tetto serio senza chiudersi fuori per sempre, e il doppio regime di autoesclusione documentato nei termini lo conferma.

6. William Hill — il bonus che dice a cosa serve SPID

William Hill è concessionaria con il n. 16044, tramite William Hill Malta Plc, sul proprio sito italiano. Il suo Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Leggiamo i due percorsi per quello che sono. SPID vale il doppio della registrazione manuale, e non è un capriccio: l’identità digitale verificata risparmia all’operatore tutto il lavoro di controllo documentale, e il differenziale di 5 € è il prezzo che l’operatore è disposto a pagare per quella comodità. Per il giocatore significa che la scelta del metodo di apertura non è neutra rispetto al bonus, ed è una delle poche volte in cui una procedura burocratica si paga da sola. Il termine delle 96 ore, però, va letto: se i documenti non arrivano nei quattro giorni, il bonus di verifica non arriva con loro.

Sul tetto di utilizzo William Hill è la fonte più chiara di questa lista: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È l’unica insegna, fra queste dieci, a mettere nero su bianco in un documento pubblico accessibile il doppio vincolo — quanto bonus entra in una giocata e il fatto che il bonus non è denaro.

Il giudizio. William Hill è l’operatore da guardare per chi arriva a questa pagina con SPID già attivo, perché il differenziale fra i due bonus è reale e quantificato; e il tetto di 100 € per scommessa è il numero che rende il «bonus di benvenuto» un credito da giocare e non una somma da incassare.

7. bet365 — il partner che il palinsesto lo fa in anticipo

bet365 detiene la concessione n. 16030, tramite Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito italiano. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live.

La partnership con la massima competizione europea per club è la cosa che più dice del modello di quest’operatore, e non per il prestigio. Un accordo di quel tipo si costruisce sui mercati che esistono prima che la partita cominci: formazioni, marcatori, statistiche, alberi delle eliminazioni. Per chi scommette pre-evento e studia, la profondità su quei mercati è più utile della velocità su quelli live, dove il vantaggio tende ad appartenere a chi ha strumenti migliori.

Sul palinsesto c’è un dato esterno che riguarda bet365 e vale per tutti. ADM autorizza gli eventi uno per uno dentro il programma approvato, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Un evento nuovo entra nel menu per tutti i concessionari solo dopo quel passaggio, ed è una delle poche volte in cui l’elenco degli eventi disponibili dipende da una decisione amministrativa e non commerciale.

Sui termini del conto bet365 non pubblica indicazioni sul funzionamento dei limiti interni al marchio. Chi ha un budget rigido se lo imposti al momento della registrazione, quando la scelta è obbligatoria e immediata.

Il giudizio. bet365 è l’operatore per chi punta pre-evento su calcio di primo livello e vuole un catalogo costruito attorno agli eventi più seguiti; è una scelta eccellente su quel terreno e una scelta non verificabile sulle regole del conto, che qui vanno accettate al buio.

8. SNAI — il Cash Out come strumento, non come slogan

SNAI opera con la concessione n. 16032, tramite Snaitech Spa, sul proprio sito italiano. La sua app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una riga di spiegazione perché in Italia è diventato prima uno slogan e poi uno strumento, e l’ordine è sbagliato. Chiudere una schedina prima del fischio finale ha un prezzo: l’operatore offre una cifra che tiene conto di quanto la vostra posizione è già probabile, e quella cifra contiene il margine del mercato come qualunque altra quota. Non è una via di fuga gratuita, è una seconda scommessa con segno opposto. Detto questo, su un mercato come i cartellini o i tiri in porta — dove SNAI offre un catalogo specifico — la possibilità di uscire mentre la partita si scalda ha un valore concreto, perché sono mercati in cui l’informazione cambia in fretta.

Il ventaglio dei tipi di giocata è la parte più tradizionale e più solida dell’offerta: singole, multiple e sistemi coprono le tre logiche di gioco che un giocatore italiano conosce da sempre, e chi costruisce sistemi sa che non tutti i concessionari li trattano con la stessa attenzione.

Il giudizio. SNAI è l’operatore di chi usa il Cash Out come parte della strategia e non come pulsante d’ansia, e di chi vuole sistemi trattati seriamente: la copertura sui mercati minori della partita è il suo vantaggio, mentre chi cerca mercati globali oltre il calcio troverà di meglio altrove.

9. Betfair — la concessione che vale più di quello che offre

Betfair è concessionaria con il n. 16028, tramite Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito italiano, e la sua app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il nome Betfair in Italia significa una cosa precisa nel quadro normativo, e non è la stessa cosa che significa nel resto d’Europa. Il betting exchange è un gioco a sé nel D.Lgs. 41/2024: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette, e l’art. 2, lett. u) lo definisce come scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è data per riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

C’è una questione di fondo, e riguarda il confronto fra le due facce del nome. L’offerta descritta per l’app italiana è un catalogo di mercati sportivi classici con una sezione a quote maggiorate — cioè un prodotto che assomiglia a quello di molti concorrenti. Se il vantaggio competitivo di questo marchio stia nell’accesso all’exchange o nella Supercombo è una domanda a cui i materiali pubblici non rispondono; e per un giocatore italiano la differenza è enorme, perché l’exchange è un modo di giocare strutturalmente diverso, con un rapporto fra giocatori invece che con un banco.

Il giudizio. Il titolo e la posizione storica di Betfair sull’exchange italiano sono il suo argomento più forte, e sono anche la ragione per cui questa scheda resta più corta delle altre: un marchio con una concessione del genere dovrebbe rendere più semplice capire che cosa, fra le due cose che sa fare, mette davvero a disposizione di chi apre il conto.

10. Goldbet — l’app che vale il bonus, e un nome societario che non coincide

Goldbet è concessionaria con la concessione n. 16009, tramite Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito italiano. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

L’ultima riga è la più interessante delle due, e non per il bonus. L’offerta è legata al canale, non solo all’apertura del conto: è l’app a portare con sé la promozione, il che dice molto su dove questo operatore vuole che il giocatore stia. Chi gioca dal browser troverà la stessa offerta solo passando per il percorso che l’operatore indica; chi usa l’app ci arriva per costruzione. È una scelta commerciale legittima e va letta come tale.

Il nome societario merita una nota, perché sulla riga della concessione non c’è il marchio. GBO Italy è la società concessionaria dietro l’insegna Goldbet, ed è il terzo caso di questa lista in cui il lettore che guarda l’intestazione del contratto trova un nome diverso da quello che vede sull’app. Non è un’anomalia: la concessione è intestata alla società, l’insegna è un marchio, e tenerli distinti è esattamente ciò che permette di verificare il titolo.

Sui limiti interni al conto e sul funzionamento dell’autoesclusione Goldbet non pubblica indicazioni paragonabili a quelle di AdmiralBet. Il codice di condotta verso il giocatore resta il contratto.

Il giudizio. Goldbet è la scelta di chi vive lo sport dal telefono e vuole che la promozione arrivi dal gesto quotidiano di aprire l’app: un operatore con un catalogo ampio sui campionati di calcio e una comunicazione delle regole del conto che resta tutta dentro il contratto.

Quello che resta in mano al giocatore

Mettiamo in fila le conclusioni, perché una pagina che non conclude non serve a nessuno.

La prima e più importante: la concessione è una condizione necessaria e non sufficiente. Necessaria, perché senza di essa non c’è gioco legale in Italia e non c’è nessuna delle tutele descritte in queste pagine. Non sufficiente, perché un nome sull’elenco di ADM dice che quel sito può offrire un gioco a distanza, non che abbia un’offerta sportiva, non che tratti bene i limiti, non che abbia mercati profondi. Le due verifiche — il numero di concessione sull’elenco, e che cosa c’è dentro il sito — vanno fatte entrambe, e la seconda richiede di aprire il sito senza paura.

La seconda: il test dell’elenco non è superato da tutti i marchi che circolano. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano fra le 52 righe dell’elenco lette il 25 ottobre 2026. Non c’è bisogno di aggiungere aggettivi a quel fatto: sta lì, verificabile, e chi lo ignora gioca su un sito che non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM, è soggetto al blocco DNS ed espone il partecipante — per come ADM stessa enuncia la regola — a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Curiosamente, i siti bloccati ricompaiono con nomi nuovi entro poche ore. Le regole, invece, non ricompaiono.

La terza: il vincolo più efficace è quello che vi date voi. Non esiste, in questo quadro normativo, un tetto statutario in euro sulle puntate di scommesse sportive; gli strumenti che mordono sono l’auto-limitazione e il limite di deposito scelto in registrazione. Il motivo per cui funzionano meglio di qualunque legge è l’asimmetria che li governa: un limite si abbassa subito e si alza dopo giorni. Chi passa da questa pagina con l’intenzione di aprire un conto può fare una cosa sola che cambierà la sua esperienza futura, e non richiede nessuna competenza: impostare il limite di deposito al momento della registrazione, quando è una scelta obbligatoria e non una correzione da fare in un momento di debolezza.

La quarta: l’elenco degli operatori non finisce qui. Le concessioni assegnate nella gara del settembre 2025 erano 52 a 46 società, e questa pagina ne guarda dieci. Un marchio assente da queste schede non è per questo senza concessione. Chi vuole l’elenco completo lo trova sul portale ADM, e quella è l’unica fonte che conta davvero quando si tratta di decidere dove mettere i soldi.

La quinta, e riguarda il modo in cui tutto questo invecchia. Il settore delle concessioni ha cicli di nove anni senza rinnovo, il regime fiscale resta fermo per la durata della concessione, e un emendamento può cambiare in una notte quello che una pagina come questa ha verificato in un pomeriggio. La data in cima a questa pagina è la cosa che la rende utilizzabile: tutto quello che c’è sotto vale per quel giorno, e per quel giorno soltanto.

Domande frequenti su concessioni, limiti e tutele

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul portale di ADM, cercando il marchio o, meglio, il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini. Il codice va posto fra 16000 e 16051 e deve riferirsi al dominio .it su cui si gioca.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché in Italia il gioco a distanza si offre su un sito dedicato, e ogni riga dell’elenco ADM è legata a un solo .it. La concessione è assegnata per sito: un marchio attivo anche su un dominio internazionale sta usando due canali distinti, e soltanto quello italiano ricade nella vigilanza dell’Agenzia.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le richieste di esclusione dal gioco. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto; durante l’esclusione non si depositano né giocate e non si aprono conti ADM, ma si preleva il saldo.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglié un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’articolo 15 del D.Lgs. 41/2024 prevede inoltre limiti fissati dal concessionario in base a età e comportamento, secondo protocolli approvati da ADM.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Nessuna delle tutele del sistema italiano: il sito non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM, è soggetto al blocco DNS secondo l’elenco dei siti inibiti e — per come ADM stessa enuncia la regola della legge 401/1989 — chi partecipa a quelle scommesse è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica ricade sul concessionario: una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi. Non è consulenza fiscale: consultare un commercialista.

Contenuto creato dal team «Elenco Operatori»