Scommesse sul cricket: come si leggono le quote e cosa cambia giocare con un concessionario ADM

Updated Novembre 2026
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Nessuno, in Italia, ha mai comprato una squadra di cricket. Il calcio resta il prodotto che tiene in piedi l’intero palinsesto, e il cricket vive di riflesso: qualche riga su un Test match che si gioca a due fusi di distanza, un mercato sui run che apre di notte e chiude all’alba. Eppure proprio per questo conviene guardare il cricket da vicino, perché è il reparto dove le differenze tra un operatore e l’altro si vedono senza che il rumore del calcio le copra.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni sono state riscontrate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

C’è una conseguenza da mettere in chiaro subito, prima di qualsiasi confronto. Ogni quota che un operatore con concessione ADM pubblica contiene già il suo compenso. Non è un’accusa, è aritmetica: su un mercato a due esiti quotati 1,90 e 1,90, chi scommette 1 € su un lato può tornare a casa con 1,90 € e non con 2 €, e la differenza non è un dettaglio di cortesia. Chi legge un palinsesto di cricket senza questa consapevolezza sta confrontando decimali che non hanno lo stesso significato da una parte e dall’altra della vetrina.

Il cricket ha poi una caratteristica che il calcio non ha: i suoi formati producono esiti che nel calcio non esistono. Un pareggio in un Test match non è un incidente, è un risultato possibile previsto dal regolamento. Un ODI interrotto dalla pioggia non finisce con un vincitore ma spesso senza risultato. Chi scommette su un mercato «vince la partita» in un formato a tre esiti e chi lo scommette in un formato a due sta facendo due cose diverse pur usando lo stesso pulsante.

Come si valuta un bookmaker per il cricket: dieci concessioni a confronto

Il punto di partenza non è l’offerta. È l’elenco.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

ADM pubblica il registro dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Non è un elenco di bookmaker di cricket, e non è nemmeno un elenco di bookmaker sportivi: la concessione si assegna per sito e non per azienda, la stessa società può comparire più volte, e il registro non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario offre davvero. Un nome sull’elenco dimostra che quel sito ha il titolo per raccogliere gioco a distanza, non che quel titolo includa le scommesse sportive. Quella parte la mostra il sito dell’operatore, con il numero di concessione e la ragione sociale nelle proprie condizioni.

Le dieci piattaforme messe a confronto in questa pagina sono tutte presenti su quell’elenco, ognuna sul proprio sito .it. Il quadro si legge così:

Piattaforma Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul cricket
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Undici discipline elencate nella scheda applicativa, cricket fuori dall’elenco; il bonus di benvenuto Sport è pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Scheda applicativa che nomina calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-match e live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo a quote maggiorate; nessun riferimento al cricket nelle condizioni consultate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto che si spinge fino a scacchi, musica, cinema e politica; nessun riferimento al cricket
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi «su tutti i campionati di calcio e su altri sport»
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, quote e risultati in tempo reale con streaming
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei più oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Sisal Piattaforma presente sull’elenco ADM; il numero di concessione e la ragione sociale sono pubblicati nelle condizioni d’uso Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò

Nessuna delle condizioni elencate nomina un incontro di cricket, un torneo o un mercato costruito sui run. Le due carte che sfiorano l’argomento lo fanno senza nominare il cricket: bet365 è Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e mette in vetrina calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; NetWin aggiunge baseball ed esports ai dieci sport della sua scheda e costruisce centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti. Il baseball è la disciplina che, tra quelle nominate, somiglia di più al cricket per struttura del gioco, e resta una somiglianza, non una promessa.

Chi cerca specificamente un bookmaker di cricket in Italia deve quindi partire sapendo che il palinsesto cricket non è un dato che si legge dal registro. Si legge dalla pagina dell’evento, e quella pagina cambia con il calendario. Un mercato su una serie internazionale può esistere per due settimane e sparire; per il resto dell’anno quell’operatore non ha nulla da offrire su questo sport.

Che cosa guardare, e in che ordine, prima di versare

Il primo controllo è la posizione sull’elenco ADM, ed è un controllo che si fa in trenta secondi: si cerca il nome del sito, si legge la ragione sociale e si confronta con quella stampata nelle condizioni dell’operatore. La ragione sociale raramente coincide con il marchio, e questo è il punto in cui molti confronti pubblicati sul web si fermano troppo presto. Bwin è gestito da Eurobet Italia, Lottomatica passa da Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Una pagina che scrive «concessione del marchio» scrive una cosa che non esiste: la concessione è del concessionario, e va letta lì.

Il secondo è il palinsesto, termine che nel diritto italiano ha un significato preciso: è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — e nessuno può anticipare con certezza quando un torneo di cricket entra o esce.

Il terzo è il margine, che è l’unico dei tre che si può calcolare da casa. Ne parlo più sotto con i numeri.

C’è una parte del confronto che questa tabella non copre, ed è giusto dirlo: quanto un operatore paghi davvero. Le quote di un mercato di cricket non sono un dato stabile, si muovono con le notizie di formazione e con le condizioni del campo, e una fotografia scattata oggi non descrive la prossima settimana. Il modo per non restare con l’impressione sbagliata è non fissare il confronto su questo: due operatori che pubblicano lo stesso margine su un mercato di calcio possono trovarsi su lati opposti in un mercato di cricket, e la differenza non si vede dai rispettivi listini generali.

I dieci criteri, e perché il settimo è quello che pesa

Il primo criterio di questa lista non compare in nessuna tabella promozionale: la concessione per il sito che stai davvero usando, verificata sull’elenco ADM. Non è formalismo. È la linea che separa un conto con il RUA dietro da un conto senza niente dietro, e la differenza si sente il giorno in cui il lettore ha bisogno di uno strumento, non il giorno in cui apre il conto.

Il secondo è il palinsesto approvato e la sua ampiezza reale, che nel cricket si misura in tornei coperti e non in sport elencati. Il terzo è la profondità dei mercati su un singolo incontro: quanti modi di scommettere su una partita, non quante partite. Il quarto è il margine ricavabile dai prezzi, e vale quanto vale la data in cui l’hai letto. Il quinto è la copertura del live, e nel cricket è un criterio sui generis perché un ODI dura una giornata intera: un operatore che offre il live sul calcio non per forza lo offre su sei ore di battuta.

Il sesto è il tipo e la forma dell’offerta di benvenuto — un bonus in saldo, una freebet, un cashback — con i requisiti che la accompagnano. Il settimo è il limite di deposito, e questa è la voce che pesa più di tutte; ci arrivo tra poco, perché la sua particolarità è che spesso è il giocatore a fissarlo in registrazione, e un limite scelto male non si corregge in fretta. L’ottavo è la chiarezza delle condizioni contrattuali: se la ragione sociale e il numero di concessione sono a portata di clic, il resto del contratto merita più fiducia. Il nono è la disponibilità di streaming, che al cricket vale doppio perché le partite si giocano quando in Italia si dorme. Il decimo è il comportamento dei tempi di prelievo e delle verifiche, che però non si legge nella vetrina: si conosce solo dopo.

Nessuno di questi dieci è un voto. Sono le domande in cui un lettore si imbatte, non sempre nell’ordine in cui le ho messe qui.

Il ranking di questa pagina e la sua portata

L’ordine non è una classifica di merito complessiva. È l’ordine in cui le schede degli operatori vengono esaminate più sotto, partendo da chi ha il contratto promozionale più generoso per la parte sportiva e chiudendo con chi ha l’offerta più condizionata. Tutte e dieci le piattaforme hanno la stessa posizione giuridica rispetto al lettore italiano: concessione per il proprio sito, supervisione ADM, RUA, strumenti di limite obbligatori.

Il cricket non è il criterio del ranking, e non potrebbe esserlo. Per nessuno dei dieci operatori questa pagina ha trovato un mercato di cricket confermato. Il ranking misura quindi ciò che è verificabile: la trasparenza della concessione, la forma dell’offerta, le condizioni al contorno, quello che si sa del prodotto sportivo.

Un ultimo avvertimento sul confronto tra operatori, che nel cricket diventa più insidioso che altrove. Due siti possono pubblicare entrambi «1,90» su un mercato di cricket, e uno dei due può restituire ai giocatori una porzione di raccolta più alta dell’altro. Il prezzo identico non è la prova di nulla: prova di più il confronto fra i prezzi di tutti gli esiti dello stesso mercato. Lo faccio tra poco.

I fondamenti del cricket per chi scommette

Un mercato di cricket scommesso come si scommette un mercato di calcio produce, statisticamente, una serie di sorprese: la partita finisce pari e non lo sapevi, il risultato viene deciso da un metodo che non conosci, un esito che credevi impossibile viene registrato come «no result» e la giocata torna indietro. Nessuna di queste cose è un errore del bookmaker. Sono regole del gioco, e conoscerle è il primo passo per scommettere su questo sport con cognizione.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori. I formati internazionali sono tre, e la differenza tra loro è la cosa che conta di più per chi scommette, perché decide quanti esiti di pareggio esistono nel mercato.

Il Test match è il formato lungo: può durare fino a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale, massimo due per squadra, almeno novanta over al giorno. Un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio.

Il One Day International, ODI, è il formato a giornata singola: ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un tie.

Il Twenty20, T20, è il formato breve: ogni squadra batte per un massimo di 20 over (120 lanci regolari), un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Qui il pareggio non esiste come esito finale: esiste come situazione da risolvere.

La struttura conta per una ragione pratica. In un T20 il mercato a tre esiti «1-X-2» ha senso solo in parte, perché l’X non è un risultato: la partita va avanti finché qualcuno non vince. In un ODI l’X esiste, ma solo in una condizione specifica — punteggio pari a fine inseguimento. In un Test match l’X esiste ed è frequente, perché cinque giorni di gioco spesso non bastano a produrre un vincitore.

Quanti esiti, e quindi quanti prezzi

Il numero di esiti di un mercato è la prima cosa che un bookmaker deve determinare prima di quotare. Non è filosofia: è la ragione per cui due mercati che sembrano identici hanno margini diversi.

Un mercato a tre esiti, tipico di un T20 con vittoria della squadra di casa, vittoria della squadra ospite e pareggio finale, obbliga il bookmaker a prezzare un risultato che statisticamente arriva di rado in quel formato. Un mercato a due esiti sullo stesso incontro non prezza affatto il pareggio, e chi scommette su quel mercato ha accettato di perdere la giocata in quella circostanza. Sono due cose differenti anche quando il nome del mercato sulla pagina è quasi lo stesso.

Il Test match è il caso in cui il terzo esito non è un’appendice. Su cinque giorni, con quattro inning disponibili e il tempo che condiziona l’intero svolgimento, un pareggio è un esito plausibile e non un evento raro. Un operatore che prezza il Test come se fosse una partita di calcio — tre esiti di cui uno quasi simbolico — sta quotando un mercato in cui il prezzo dell’X è quasi certamente troppo basso o troppo alto. Non serve un modello per accorgersene: basta sapere che in quel formato il pareggio succede.

Over, run e mercati che il calcio non ha

Il secondo blocco di sorprese arriva dal vocabolario. Nel calcio i mercati principali ruotano intorno ai gol; nel cricket ruotano intorno ai run e agli over, e i nomi cambiano con il formato.

Nel T20 il numero di over è fisso per squadra — venti, che corrispondono a 120 lanci regolari — e il vincolo sui lanciatori aggiunge una variabile tattica che nel calcio non esiste: quattro over al massimo per un singolo lanciatore significano che una squadra deve distribuire il lavoro tra almeno cinque lanciatori, e la scelta di chi lancia l’ultimo over può valere più di qualunque formazione. Nel Test match il numero di over al giorno è fissato ad almeno novanta e il gioco può durare cinque giorni: i mercati costruiti sui run totali di una squadra devono quindi convivere con il tempo, che è la variabile che nel cricket produce più risultati inattesi di qualunque infortunio.

Poi c’è il caso che il calcio non conosce affatto: la partita che non produce un risultato. Negli ODI condizionati dalla pioggia interviene il metodo Duckworth-Lewis-Stern, che di solito stabilisce il bersaglio o il risultato dell’incontro; se gli over giocati sono troppo pochi — di norma venti — l’incontro è dichiarato senza risultato. Un «no result» non è un pari. È una partita che non è stata giocata, e in un mercato a due esiti su chi vince significa che nessuno ha vinto.

Un lettore che confronta due operatori prima di un ODI deve quindi fare una domanda precisa alle condizioni del sito, non alla quotazione: qual è la politica sul risultato annullato dalla pioggia. La risposta sta nelle condizioni generali, spesso in una riga che nessuno legge prima di averne bisogno.

Come si legge una quota di cricket

Una quota decimale dice due cose contemporaneamente. La prima è quanto si incassa vincendo; la seconda, meno evidente, è quanto il bookmaker si è trattenuto quando l’ha composta.

Su una puntata di 10 € a quota 1,90, il ritorno in caso di esito vincente è 19 € e il profitto netto è 9 €; la formula è puntata × quota per il ritorno, puntata × (quota − 1) per il guadagno. Sono i due numeri che un lettore cerca sempre, e sono anche i due numeri che rendono invisibile il terzo, il vero prezzo del servizio.

Perché il prezzo che l’operatore ha pagato per pubblicare 1,90 non si vede dalla singola quota. Si vede dal confronto tra tutti gli esiti dello stesso mercato. È la ragione per cui due decimali uguali su due siti diversi non dicono nulla sulla convenienza di nessuno dei due. La sede naturale di questa aritmetica è la parte che segue, perché è lì che il numero diventa un costo misurabile.

Una nota sul modo in cui il margine si mescola con la parte variabile del prodotto: nel cricket il numero di esiti non è costante tra i formati. Un T20 e un Test match della stessa serie hanno strutture di mercato differenti, e quindi margini che non sono confrontabili tra loro anche a parità di bookmaker. Chi confronta un 1X2 di T20 con un 1X2 di Test sta confrontando due cose che non si somigliano.

Schedine, sistemi e il vocabolario delle giocate

Le tipologie di giocata che un operatore italiano mette a disposizione sono le stesse che usa per il calcio, e i nomi non cambiano quando il mercato è di cricket. La singola è la giocata su un solo esito; la multipla combina più esiti nella stessa schedina e li moltiplica; il sistema è la variante che sopravvive a un certo numero di errori. Goldbet le elenca nella propria scheda applicativa — Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi — con l’indicazione che si applicano a tutti i campionati di calcio e ad altri sport. La stessa architettura, applicata a un incontro di cricket, produce un effetto che vale la pena capire prima di comporre una multipla: in una partita con un esito di pareggio strutturalmente raro, aggiungere al sistema un mercato che prezza il pareggio significa pagare per una probabilità che il gioco rende piccola.

Poi ci sono i mercati che gli operatori italiani nominano con parole proprie. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raggruppa combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal, accanto a mercati Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, offre la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia, e la funzione Cash Out che chiude la giocata prima della fine dell’evento. Sono denominazioni commerciali di un operatore: non sono un elenco di mercati che esisteranno su un incontro di cricket, e nessuna delle due condizioni lo afferma.

Il Cash Out merita una riga a parte, perché è il tipo di funzione che al cricket cambia molto. Una partita che si decide all’ultimo over è esattamente lo scenario in cui una chiusura anticipata ha un senso economico, e anche lo scenario in cui l’offerta di chiusura è più difficile da valutare. Nelle condizioni di Sisal la funzione è nominata; quanto valga su uno specifico mercato di cricket è una domanda che richiede l’incontro davanti.

Il cricket si gioca quando in Italia è notte

La variabile che nessun confronto tra margini cattura è l’orario. Un Test match organizzato in India o in Australia cade nelle ore in cui in Italia si dorme, e un ODI che si gioca in giornata finisce quando le scommesse sul calcio della sera stanno aprendo.

Questa non è una curiosità da appassionati. È una conseguenza operativa su tre fronti. Il primo è la copertura live: un operatore che copre il live sul calcio non per forza segue sei ore di battuta, e la copertura va verificata sull’incontro, non sul listino. Il secondo è la profondità del mercato quando l’incontro si muove: di notte un bookmaker aggiorna i prezzi con meno frequenza e con margini più larghi. Il terzo è il modo in cui si legge il risultato: chi non può seguire la partita dipende dal risultato pubblicato, e un incontro deciso dal metodo Duckworth-Lewis-Stern o dichiarato senza risultato si presenta sui tabelloni come una sigla che richiede un dizionario.

La conclusione pratica è che il cricket premia chi legge l’evento prima e la vetrina dopo, e penalizza chi si è abituato a comporre la schedina fra le 20 e le 22 di sera.

La quota di cricket e il margine del bookmaker: il calcolo

Su un mercato illustrativo a due esiti, quotato 1,90 e 1,90, la quota non dice nulla sul valore del servizio. Il conto che lo dice è un altro, e il risultato non è un numero solo ma un intervallo che dipende da una condizione precisa.

La quota di ritorno di quel mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526 circa, che dà all’incirca 0,950. Il margine, cioè la parte che il bookmaker trattiene della raccolta, è il complemento: 1 meno quella quota di ritorno, ossia intorno al 5,0 %. Su 200 € di raccolta divisi equamente tra i due esiti, l’operatore ne restituisce circa 190 € e ne trattiene circa 10 €, sempre nell’ipotesi che le giocate si distribuiscano tra i due lati nella misura che il prezzo implica.

Il quoziente preciso che esce da 1,90 e 1,90 è 5,26 %, e la differenza tra 5,0 % e 5,26 % è la differenza tra l’ordine di grandezza e la cifra esatta.

Ho scritto «illustrativo» e non è una cautela formale. Nessuno dei dieci operatori in questa pagina pubblica nei propri termini un mercato di cricket a 1,90 e 1,90. Quei due numeri servono a mostrare il meccanismo con un esempio che si controlla a mano, e il conto vale per qualunque mercato a due esiti quotati allo stesso prezzo: la quota di ritorno è il reciproco della somma dei reciproci delle quote, e non cambia quando cambiano gli esiti del mercato.

Il punto che salta fuori dal calcolo è che il margine non è un’imposta fissa del cricket né del mercato a due esiti. È una scelta, e per questo le bande sono due e non una. Considera un mercato di cricket pubblicato a 1,85 e 1,85. Rifacendo lo stesso conto, la quota di ritorno scende a circa 0,925 e il margine sale intorno al 7,4 %. Sulle stesse 200 € di raccolta l’operatore restituisce circa 185 €. Considera invece un mercato da 1,95 e 1,95: la quota di ritorno sale a circa 0,975 e il margine scende intorno al 2,5 %, con un ritorno di circa 195 € sulle stesse 200 €. Mettere un mercato a 1,90 accanto a un mercato a 1,85 e chiamarli entrambi «quota due» è l’errore che questo calcolo serve a evitare.

C’è un secondo margine da tenere d’occhio, ed è quello tra i formati. Un bookmaker che quota un T20 a 1,90 e 1,90 e un Test match a 1,85 e 1,85 non sta facendo due volte la stessa cosa: sta trattando il formato lungo come un mercato con la stessa base informativa del formato breve, e nel Test il terzo esito — il pareggio — non è un’appendice. Un mercato a tre esiti con un X strutturalmente raro tende a fare il contrario di quello che sembra: la quota di ritorno calcolata su tutti e tre i prezzi può uscire più bassa di quella di un mercato a due esiti dello stesso operatore. Calcolarlo è semplice; accorgersene senza farlo è impossibile.

Il margine è anche la variabile che rende incomparabili due operatori letti a distanza. Un listino fotografato in un giorno qualsiasi dell’anno dice poco: il margine di un mercato di cricket cambia tra un formato e l’altro, tra un incontro di cartello e uno di riempimento, e tra una sessione e l’altra di gioco, quando qualche partita lunga comincia a pesare sull’esposizione del bookmaker. È per questo che il criterio del margine, in questa lista, arriva dopo la concessione e non prima: la concessione si verifica una volta e vale per anni, il margine va verificato il giorno in cui si punta. Ed è anche il motivo per cui ha senso confrontare i prezzi su mercati che si giocano nella stessa finestra oraria. Un T20 che comincia alle 15 italiane e un Test che comincia alle 5 del mattino non offrono allo stesso operatore lo stesso margine, nemmeno se il listino sembra identico.

C’è infine un dettaglio di formato che vale la pena fissare, perché il margine si legge solo su prezzi decimali. In Italia le quote si scrivono con la virgola: 1,85, 1,90, 1,95. Il conto non cambia, ma il confronto fra piattaforme sì, perché un decimale letto male — 1,9 contro 1,09 — produce un margine che non esiste. Lo dico perché l’errore è frequente in chi confronta a mano su schermi piccoli.

La concessione ADM e quello che cambia per chi gioca dall’Italia

Il cricket non gode di una corsia preferenziale nella legge italiana. Non ne ha bisogno: un mercato su una partita di cricket è una scommessa sportiva a quota fissa, e sta dentro le stesse regole di un mercato di calcio.

Il quadro legislativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. All’articolo 6, comma 1 l’elenco dei giochi che si possono offrire a distanza con una concessione comprende, tra gli altri, le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Il comma 3 aggiunge che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti elenca una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara.

Il dettaglio che riguarda più da vicino un conto italiano sta nelle ultime due righe di quel paragrafo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione, articolo 4, comma 3 e articolo 5, comma 3. È una tutela che il lettore non vede e che vale: chi apre un conto nel 2026 non si trova le regole riscritte nel 2029.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, porta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Le concessioni non esauriscono il mercato e non coprono tutte le offerte simili. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe a quella data. E soprattutto: la concessione è per sito, non per azienda, e un concessionario può avere il diritto per le scommesse sportive, per il poker e i giochi di abilità, per i giochi di tipo casinò, per l’exchange e per il bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non mostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo mostra il sito stesso, che nelle proprie condizioni dichiara numero di concessione e ragione sociale.

Palinsesto, eventi simulati e ippica: tre cose diverse

Tre istituti che sembrano la stessa cosa non lo sono, e nel cricket la distinzione ha conseguenze.

La prima è il palinsesto. L’articolo 2, lettera s), lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro quel programma, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Le conseguenze sono due: nessun operatore può raccogliere giocate su un torneo che non è stato autorizzato, e nessun lettore può sapere in anticipo quali tornei saranno autorizzati nel corso dell’anno. Quello che si può sapere è dove va a finire un mercato quando compare: dentro il palinsesto, o fuori dall’offerta.

La seconda è il gioco sugli eventi simulati, definito all’articolo 2, lettera v): eventi sportivi, di cavalli e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un incontro reale preregistrato, autorizzati dentro una concessione per le scommesse sportive. Sui siti degli operatori la sezione si chiama «Virtuali». NetWin ne è l’esempio più chiaro tra le dieci piattaforme di questa pagina: centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti. Sono una proposta con una logica diversa da quella del cricket vero: nessuna pioggia, nessun pareggio di cinque giorni, nessun orario notturno, e un ritmo che non lascia il tempo di guardare la partita.

La terza è l’ippica nazionale, che la legge tiene separata. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a), insieme alle scommesse sportive; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria, con l’articolo 2, lettera h) a definirne il contenuto.

Il cricket ricade nella prima categoria senza ambiguità. L’unica domanda pratica è se il torneo che interessa è dentro il palinsesto approvato dell’operatore, e quella risposta sta nella pagina dell’evento.

Bettor o bookmaker: l’exchange e il cricket

Esiste un modo di scommettere sul cricket in cui il compenso del gestore non è nascosto nella quota, e la legge italiana lo prevede come gioco separato. L’articolo 6, comma 1, lettera e) autorizza le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, il betting exchange, definito all’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere scommettitore o bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

La differenza per il lettore è sostanziale. In un exchange il prezzo non è composto da un ufficio rischi: è composto da due giocatori che si incontrano, e il gestore prende una commissione sulla vincita. Le quote possono essere migliori, e questo è esattamente il tipo di affermazione che va verificata sul singolo mercato e non ripetuta come una regola.

Dell’exchange italiano si sa che Betfair, concessionaria con il numero 16028, è descritta come la prima a portarlo nel mercato italiano. La documentazione della piattaforma è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano: una puntata minima «back» di 200 centesimi, in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione è, invece, una parte che cambia e che va letta sulla piattaforma.

Vale la pena fermarsi sul modello, perché è l’unico caso in cui la struttura del compenso è visibile. In un mercato tradizionale il bookmaker compra e vende il rischio e il suo margine è incorporato nel prezzo; in un exchange il gestore non assume il rischio e si fa pagare l’incrocio tra due giocatori. È la ragione per cui il criterio del margine, applicato a un exchange, va letto con cautela: non c’è un payout da calcolare sui prezzi, c’è una commissione da leggere nel regolamento.

Il divieto di pubblicità e quello che non vieta

In Italia la pubblicità del gioco d’azzardo è vietata, e la norma che lo stabilisce continua a essere l’articolo 9 del Decreto Dignità, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018. ADM lo cita testualmente: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Questo è il punto in cui un lettore italiano legge abitualmente il divieto un po’ troppo largamente. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Un operatore può avere un’offerta promozionale e descriverla nelle proprie condizioni; quello che non può fare è farne pubblicità nei termini dell’articolo 9. Da qui una conseguenza pratica che vale più di ogni teoria: le condizioni di un’offerta vanno lette sul sito dell’operatore, non su un annuncio, perché l’annuncio non esiste nella forma in cui esiste in altri mercati.

Sull’applicazione ci sono tre cose da sapere, e tutte e tre sono in movimento. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, e non una legge, è l’emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sull’indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e il divieto è vigente alla data di verifica. Chi legge oggi deve sapere che sta leggendo una regola che potrebbe cambiare, ma che al momento è quella.

Siti oscurati, ammende e il rischio del conto offshore

Il cricket è la disciplina in cui la tentazione di cercare un operatore internazionale è più forte, per una ragione semplice: l’offerta sul cricket italiano è sottile e i grandi bookmaker internazionali la offrono in profondità. È il momento in cui il lettore ha più bisogno di sapere cosa rischia.

Offrire gioco in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici. Chi rompe un ordine di ADM — fornitori di accesso a internet e prestatori di servizi di pagamento — è sanzionato con importi da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello di DNS, e questo spiega un comportamento che sembra un’incongruenza: alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri, e il dominio oscurato può restare raggiungibile per qualche ora. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da qualche decina a qualche centinaio di domini per volta, e le copie tornano online nel giro di ore. La parola con cui si descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola onesta: descrive una rimozione, non una sparizione.

Poi c’è il lato del giocatore, che è la parte che quasi nessuno legge. ADM stessa, il 28 febbraio 2024, riassume così l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È l’ADM a dirlo, ed è la regola lato giocatore. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto onesto tra le due strade, senza addolcirlo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere che in Italia non hanno valore. Quella zona va descritta come non protetta, e non serve nominare nessuno per farlo.

Regole di gioco, regolamenti e marchi stranieri

Due cose vanno tenute separate, perché nel cricket si confondono spesso. La prima è il regolamento del gioco: chi vince una partita, come si contano gli over, cosa succede quando piove. Lo stabilisce l’International Cricket Council, che governa il cricket mondiale e conta dodici membri effettivi con status di Test; il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. La seconda è il regolamento delle scommesse: cosa si può scommettere, su quale evento, con quali limiti e con quale tutela. Lo stabiliscono ADM e le condizioni del concessionario.

Da qui una conseguenza che vale per il lettore italiano. Un marchio internazionale che accetta conti dall’Italia senza concessione applica la seconda categoria per conto proprio: nessun limite di deposito obbligatorio, nessun collegamento al RUA, nessuna verifica dell’Agenzia. Le sue regole sostituiscono quelle italiane, non le integrano. E il fatto che quel marchio abbia una licenza rispettabile in un altro paese non cambia nulla in Italia: una licenza estera è un titolo estero.

Nella stessa confusione cade una ricerca tipica del lettore italiano. Chi cerca un bookmaker di cricket che non applichi il sistema di autoesclusione britannico sta cercando la cosa sbagliata: quel sistema non ha giurisdizione in Italia, dove l’autoesclusione si chiama RUA e vale su tutte le piattaforme online autorizzate dall’Agenzia e sulle sale fisiche.

Autoesclusione, limiti e strumenti di tutela: cosa succede dopo

Questa è la parte del confronto che non si legge in fretta, e per un motivo che vale la pena dire chiaramente all’inizio: una regola di tutela è una regola che costa. Un limite di deposito è più basso di quello che si vorrebbe spendere. Un’autoesclusione chiude l’accesso anche al casinò che non c’entrava nulla con la scommessa che è andata male. Un aumento del limite non ha effetto immediato. Tutto questo è il prezzo, e chi lo paga è il lettore.

Il limite di deposito si sceglie, e abbassarlo è la scelta reversibile

Nella legge italiana la tutela del giocatore passa in buona parte da scelte che il giocatore fa su se stesso. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il momento in cui tutto questo comincia è la registrazione. Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni di Admiralbet mostrano come quel limite si comporti dopo: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. È un’asimmetria voluta, e non è difficile capirne la logica — nessuno ha mai rovinato una serata alzando il limite e ripensandoci. I sette giorni servono esattamente a rendere quel ripensamento possibile.

Admiralbet chiede inoltre, in registrazione, di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre grandezze diverse, tre orizzonti diversi. Vale la pena notare quanto sia concreta la differenza: un limite di spesa non impedisce di ricaricare, un limite di ricarica non impedisce di puntare a lungo, e un limite di tempo non impedisce di perdere. Chi ne imposta uno solo crede di essersi protetto più di quanto abbia fatto.

Un elemento che l’articolo 15 non nomina è il tetto in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, che non è previsto per legge. Gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. La conseguenza per il lettore è diretta: non esiste un numero che l’operatore debba applicare al posto suo, esiste un numero che dipende da quello che ha scelto.

L’autoesclusione e il RUA: una scelta che non si annulla in fretta

Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e ha un effetto che nel cricket, con le partite che si giocano di notte, vale la pena capire bene: blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Non è un blocco per operatore. È un blocco per persona.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due descrizioni della stessa cosa in momenti diversi, e la seconda è quella che vale oggi. La prima conseguenza che il lettore deve mettere in conto è la più scomoda: un’autoesclusione non si annulla quando finisce la partita che l’ha provocata. Nel caso indeterminato si guarda avanti nove mesi, non nove giorni.

La seconda conseguenza riguarda dove la protezione non arriva. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com senza concessione non è protetto da nessuno, e questa è la spiegazione più concreta del perché la concessione conti: non è una formalità da citare in una classifica, è il cavo che collega il tuo blocco a tutte le piattaforme.

L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto: significa che la scelta può restringersi a un prodotto invece di chiudere tutto. È l’opzione che nel cricket conta, perché un giocatore che vuole tenere chiuso il casinò e lasciare aperto il mercato sportivo la trova prevista. Quali operatori la espongano in forma completa è una cosa che si legge nelle condizioni, non nel registro.

Verifica dell’identità, conto di gioco e i trenta giorni

Aprire un conto di gioco in Italia richiede l’identificazione completa. Le condizioni di BetFlag rimandano, accanto alla registrazione classica, alle procedure con SPID e con CIE. Non è una comodità da app: è la differenza tra un conto pronto e un conto in attesa.

La conseguenza pratica è nei numeri. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché il prelievo non si blocca a metà di un torneo. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione — non tutti, e la disponibilità va verificata sul sito.

Il divieto di gioco per i minori di 18 anni resta il principio di fondo: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età», le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una politica commerciale di un operatore: è una condizione della concessione.

Ricariche dai punti vendita e strumenti di pagamento

Il modo in cui si versa denaro su un conto di gioco italiano ha una geometria che vale la pena conoscere, perché spiega perché alcuni pagamenti sono più semplici di altri. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche», e ADM ne tiene un registro: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Quei punti non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Il resto dei binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprende carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha il proprio elenco nelle proprie condizioni, e la criptovaluta presso i concessionari ADM è una questione aperta, senza una legge che nomini binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

La conseguenza per il lettore è meno ovvia di quanto sembri. Il tetto di 100 € a settimana in contanti vale per i punti vendita ricariche, non per il conto: non è un limite di deposito, è un limite allo strumento. Chi confonde i due crede di avere un tetto che in realtà non ha.

Il Telefono Verde e dove si chiede aiuto

C’è una parte di questa materia che va scritta senza fronzoli, e non la scrivo con il tono del resto della pagina. Per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; nella scheda è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero di assistenza, non un servizio commerciale, ed è il posto in cui si chiede aiuto quando il problema non è più leggere un margine.

Sul lato degli operatori, l’articolo 15, comma 2 prevede un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in rapporto al volume del mercato, e il lettore che la incontra può giudicarla da sé.

L’ultima cosa da dire su questa parte è che il canale di contatto previsto dall’articolo 15, comma 1, lettera f) — almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno — è un requisito della concessione, non una cortesia. Se un operatore con concessione ADM non lo offre, sta violando le condizioni che gli permettono di operare.

Il calendario del cricket: tornei, formati e quando si scommette

Il calendario è la variabile che decide se una scommessa sul cricket esiste o no. Una partita che non è autorizzata nel palinsesto dell’operatore non è prezzabile, per quanto il torneo sia importante nel mondo. Questa è la ragione per cui il calendario viene dopo la normativa in questa pagina e non prima: la rilevanza sportiva di un torneo non è la stessa cosa della sua presenza nell’offerta.

I tre formati e la loro durata

I formati sono tre e la durata è la prima cosa che cambia, insieme al numero di esiti possibili.

Il Test match è il formato lungo: fino a cinque giorni, al massimo quattro inning in totale, massimo due per squadra, almeno novanta over al giorno. Un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio, e questo lo rende il formato in cui il mercato a tre esiti ha più senso.

Il One Day International è il formato a giornata singola: ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio. E se la pioggia riduce il gioco, il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; con troppi pochi over giocati — di solito venti — l’incontro è dichiarato senza risultato.

Il Twenty20 è il formato breve: massimo 20 over per squadra, 120 lanci regolari, massimo quattro over per lanciatore, e un super over in caso di parità. Qui il pareggio è una situazione da sciogliere, non un esito finale.

Perché il numero di over conta nella schedina

La struttura a over è la cosa che distingue il cricket da ogni altro sport su cui un lettore italiano scommette, e ha una conseguenza diretta sulla schedina.

Nel T20 il limite di quattro over per lanciatore non è una regola tecnica da appassionati: è la ragione per cui una squadra deve distribuire il lavoro fra almeno cinque lanciatori e per cui gli ultimi over sono spesso affidati a chi non lancia mai. Nel Test match il minimo di novanta over al giorno, moltiplicato per cinque giorni, è il motivo per cui i mercati sui run totali devono convivere con il tempo. E negli ODI il taglio degli over per pioggia trasforma un esito che sembrava certo in una sigla.

Tradotto in pratica: chi scommette sui run totali di una squadra deve sapere quanti over quella squadra affronterà davvero. Un totale costruito su cinquanta over previsti e poi ridotto a venticinque non è lo stesso mercato, anche se la schedina non è cambiata.

Un torneo, un mondo: il T20 World Cup 2026

Gli incontri internazionali sono quelli che generano più mercati, e conviene guardarne uno per capire come funziona la relazione tra un torneo e la sua presenza in un palinsesto.

L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre; in finale ha battuto la Nuova Zelanda di 96 run. Un torneo di un mese con venti squadre ha prodotto, per tutta la sua durata, un flusso continuo di partite in un arco di tempo che copre cinque settimane.

La lezione per il lettore italiano è sulla finestra temporale, non sul risultato. Chi sceglie una piattaforma guardando la sua vetrina in un mese di silenzio sportivo può trovare un’offerta di cricket esile anche su un operatore che copre bene il cricket in febbraio. La copertura non è una proprietà permanente: è una funzione del calendario.

Calendario e orari: la parte che nessuno mette in tabella

Le partite di cricket internazionale si giocano in larga parte fuori dall’Europa, e questo ha una conseguenza che nessuna tabella di confronto riporta: gli orari sono scomodi. Un Test match in India o in Australia comincia quando in Italia è notte, un ODI giocato di giorno finisce quando il palinsesto della sera si apre.

L’effetto pratico è che il tempo tra la pubblicazione di una quota e l’inizio dell’evento è diverso da quello a cui un giocatore italiano è abituato. Il live di un ODI dura una giornata intera, e un operatore che copre il live sul calcio non per forza lo copre su sei ore di battuta.

Il Test match aggiunge una variabile propria: cinque giorni di gioco significano un mercato che resta aperto per una settimana, con condizioni che cambiano — un inning che si chiude, il tempo che interviene, un risultato che diventa quasi certo. Un mercato a tre esiti che vive cinque giorni è un prodotto diverso da una partita di novanta minuti, e va trattato come tale.

Dove si trovano le competizioni, e cosa cambia per il mercato

Il cricket internazionale è governato dall’International Cricket Council, che conta dodici membri effettivi con status di Test; il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019, e ha aggiunto un contesto ciclico a un formato che di per sé non ne aveva uno.

Per chi scommette la conseguenza è duplice. Da una parte, un campionato che si estende su più stagioni produce una sequenza di incontri di Test più regolare di quanto il solo calendario delle serie internazionali lascerebbe pensare. Dall’altra, il fatto che il formato lungo sia organizzato in un torneo a punti non cambia la struttura di un singolo mercato: tre esiti, con un pareggio che resta possibile su cinque giorni, e il tempo come variabile non eliminabile.

Il cricket resta, nel mercato italiano, uno sport di nicchia rispetto al calcio, e l’offerta segue quella gerarchia. Chi scommette sul cricket lo fa sapendo che il palinsesto su questo sport si concentra nei periodi in cui si giocano i tornei internazionali, e che fuori da quei periodi la profondità dei mercati si assottiglia.

Le dieci piattaforme, una per una

Le schede che seguono descrivono ciascun operatore per quello che le sue condizioni e le sue schede dichiarano, e chiudono con un giudizio. L’ordine è quello annunciato nella parte dedicata ai criteri di valutazione. Sull’argomento di questa pagina le condizioni consultate non offrono a nessuno dei dieci un mercato di cricket dichiarato, e le schede si fermano quindi su quello che di ciascuno si sa davvero.

BetFlag: il bonus sportivo più generoso della lista, su un’offerta senza cricket dichiarato

BetFlag opera con la concessione numero 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio sito .it. È la prima scheda di questa serie perché l’offerta sportiva è quella con il contratto più semplice da leggere tra le dieci.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Tre elementi meritano di essere letti uno per uno. Il primo è la forma: è un bonus in saldo, non una freebet, quindi il valore non dipende da una quota minima e non si perde la parte di puntata che una freebet non restituisce. Il secondo è la base: l’accredito è calcolato sul primo deposito, ed è quindi il deposito a fissare l’importo. Il terzo è il tetto, ed è alto — 5.000 € è un massimo che pochissimi conti raggiungono per intero, perché richiede un primo versamento di quella misura.

Sul fronte dell’apertura del conto la piattaforma rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Sulla composizione della scheda applicativa: la descrizione elenca calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports. Il cricket non compare. Chi apre conto qui per il cricket deve quindi verificare che il palinsesto autorizzato contenga la competizione che gli interessa prima di versare, perché la parte visibile del prodotto non lo promette.

Il giudizio su BetFlag ruota intorno a una sola domanda: quanto vale un bonus in saldo del 100 % su un prodotto che potrebbe non avere quello che stai cercando. Se l’interesse sportivo del lettore è ampio e il cricket è una curiosità tra le tante, la forma dell’offerta — saldo, non freebet, con un tetto alto — è il contratto più semplice del gruppo. Se il cricket è il motivo per cui si è arrivati a questa pagina, il bonus non compensa l’assenza: un massimo di 5.000 € su un mercato che non esiste lascia il conto fermo dov’è.

NetWin: il catalogo più largo della lista, e la disciplina che più somiglia al cricket

NetWin opera con la concessione numero 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. È la seconda scheda perché il catalogo è il più ampio dei dieci.

La scheda applicativa propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni due minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score. Il cricket non è nell’elenco, ma il baseball sì, ed è la disciplina che tra quelle nominate condivide con il cricket la struttura del gioco: turni di battuta, un numero di tentativi che dipende dal ritmo, un punteggio che si accumula.

Gli eventi virtuali meritano una riga in più di quanto ne meriti un elenco. Centinaia di eventi con partenze ogni due minuti sono un prodotto che vive di continuità e di controllo: nessuna pioggia, nessun pareggio di cinque giorni, nessun fuso orario. Per un lettore che vuole capire il ritmo di un mercato di cricket prima di affidarci denaro vero, quella sezione è un posto dove il meccanismo si vede, purché si ricordi che il cricket reale è l’opposto di quel ritmo.

Il giudizio su NetWin non passa dal cricket, perché il cricket non è nell’elenco dichiarato. Passa dalla larghezza: undici discipline più esports, un catalogo virtuale che pochi altri hanno in questa misura, e un approccio da catalogo generalista. Chi punta su molti sport diversi in una sola settimana trova qui la copertura più ampia del gruppo; chi cerca profondità su un singolo sport di nicchia troverà la stessa larghezza, ma distribuita.

bet365: il partner globale della Champions e la profondità internazionale che il cricket premia

bet365 opera con la concessione numero 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. È la terza scheda per un motivo preciso: è l’operatore di questa lista con il profilo internazionale più marcato, e il cricket è uno sport in cui il profilo internazionale conta.

La piattaforma si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il cricket non è nell’elenco. La partnership con la massima competizione europea è il tipo di posizione che accompagna un operatore abituato a coprire mercati internazionali, e questo suggerisce una copertura che va oltre l’elenco nominato; ma suggerire non è dimostrare, e la pagina resta su quello che è scritto.

Sul versante della tutela la piattaforma elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il giudizio su bet365 sta nella distanza tra il profilo e la prova. È l’operatore di questa lista con il portafoglio internazionale più visibile, e un lettore che cerca copertura su uno sport globale guarda per primo qui. Nello stesso tempo, l’elenco che la piattaforma pubblica si ferma al calcio e ad altri sport europei, e il cricket non c’è. Chi apre conto per il cricket deve guardare la pagina dell’evento prima di versare; chi apre conto per l’insieme dell’offerta sportiva trova qui il profilo più internazionale del gruppo.

Goldbet: l’architettura delle schedine, con un bonus che arriva dall’app

Goldbet opera con la concessione numero 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul proprio sito .it. È la quarta scheda perché è l’operatore che spiega meglio di tutti come si compone una schedina.

La piattaforma permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e precisare che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La distinzione tra le forme di giocata è la cosa più utile di questa scheda: in una pagina sul cricket non serve un elenco di campionati, serve capire che una singola su un mercato a due esiti e una multipla che combina tre esiti di cricket sono due prodotti con un profilo di rischio diverso, e che il sistema è la terza cosa.

Nota sulla ragione sociale, che vale per questa scheda più che per altre: Goldbet Better Organization Italy compare anche nella scheda di Lottomatica, con un numero di concessione diverso. È il caso che il registro ADM rende normale, e la conseguenza per il lettore è che il confronto tra i due marchi non è un confronto tra due aziende diverse. Le condizioni, i limiti e le offerte possono divergere completamente anche quando il concessionario è lo stesso.

Il giudizio su Goldbet riguarda l’utilità didattica più che l’offerta sul cricket: l’architettura di giocata è quella completa, il bonus è legato all’app e non al sito, e la sovrapposizione societaria con Lottomatica va messa nel conto prima di considerare le due piattaforme alternative l’una all’altra. Chi è già cliente di una delle due non guadagna molto dall’aprire l’altra per il cricket: la parte sportiva è la stessa materia, e il cricket non è nella dichiarazione di nessuna delle due.

Planetwin365: oltre venti sport, e un catalogo costruito sui campionati

Planetwin365 opera con la concessione numero 16007, intestata a Pwo S.p.a., ed è la quinta scheda, scelta per la struttura del catalogo che separa nettamente le competizioni dagli sport.

La piattaforma copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il numero di sport è la parte che interessa questa pagina, e la combinazione con i risultati in diretta è quella che conta per il cricket: un mercato che vive di orari notturni ha bisogno di un flusso di risultati che non si interrompa.

Il cricket non è nell’elenco delle competizioni, e l’elenco delle competizioni è la parte più dettagliata della scheda. Quando un operatore nomina Serie C e Conference League ma non un solo torneo di cricket, la lettura più onesta è che il cricket non sia una voce promossa della vetrina, non che sia assente dal prodotto: sono due cose diverse e la seconda non è dimostrabile da un elenco.

Il giudizio su Planetwin365: il catalogo è largo dove la maggior parte degli operatori italiani è largo, cioè sui campionati europei, e la copertura sportiva supera le venti discipline. Chi cerca un operatore con risultati in diretta affidabili su un’ampia gamma di sport lo trova qui; chi cerca una piattaforma costruita intorno al cricket non la trova né qui né altrove in questa lista, e la differenza tra i due casi è destinata a restare invisibile finché non si guarda un evento specifico.

Betfair: un modello di prezzo diverso, e un exchange che cambia le regole del gioco

Betfair opera con la concessione numero 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. È la sesta scheda, e la sua posizione è particolare: è l’unica piattaforma di questa lista per cui esista una parte documentata del funzionamento del mercato che le altre non hanno.

La scheda applicativa propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul cricket, le condizioni consultate non portano nessun riferimento.

Il valore di Betfair in una pagina sul cricket non sta nella sua vetrina ma nel modello. È descritta come la prima a portare l’exchange nel mercato italiano, ed è concessionaria con il numero 16028; la sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Per il resto, quali marchi gestiscano oggi un exchange e come funzionino le commissioni è materia che cambia e che va letta sulla piattaforma.

Il giudizio su Betfair è il più tecnico della serie. Chi vuole capire come si forma un prezzo quando nessuno assume il rischio trova qui l’unica struttura di questa lista in cui il compenso del gestore è visibile per costruzione. Chi cerca semplicemente un bookmaker che quoti il cricket non trova in Betfair nulla di più di quanto trovi altrove; trova in più la possibilità di scommettere contro un altro giocatore, ammesso che il mercato esista.

Sisal: il volume più alto della lista, con nomi di mercato propri

Sisal è la settima scheda. La piattaforma compare nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza; il numero di concessione e la ragione sociale sono pubblicati nelle condizioni d’uso del sito, ed è lì che vanno letti prima di aprire un conto.

La sua scheda indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono i numeri di volume più alti di questa lista, e per un lettore che arriva dal cricket hanno un significato preciso: un catalogo di quelle dimensioni tende a includere sport che i cataloghi piccoli non coprono, e nello stesso tempo lo streaming elencato non arriva al cricket, dove la copertura video è un problema per tutti per via dei diritti.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Sul bonus si può dire una cosa utile anche senza conoscerne i dettagli economici: la condizione di accesso non è una quota minima né un tipo di giocata, è un conto di gioco con una prima ricarica. È un requisito che il lettore soddisfa o non soddisfa in un minuto, e questo lo rende il più semplice della serie, qualunque sia poi l’importo.

Il giudizio su Sisal: è l’operatore con il volume più alto e la funzione di chiusura anticipata meglio documentata di questa lista, e la spesa del bonus su «tutti gli eventi in palinsesto» è la clausola meno restrittiva che questa pagina abbia incontrato. Chi punta molto e vuole poter uscire da una giocata durante l’evento trova qui la combinazione più completa. Il numero di concessione, che la piattaforma pubblica nelle condizioni e non nella scheda, è il primo controllo da fare.

StarCasinò: il casinò con il bookmaker dentro, e una lettura che va fatta al contrario

StarCasinò opera con la concessione numero 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. È l’ottava scheda, e va letta con un avvertimento: il marchio dice casinò e il prodotto sportivo è una parte accessoria.

La piattaforma permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Sul cricket le condizioni consultate non portano indicazioni.

Il caso di StarCasinò è l’occasione per dire una cosa che vale per metà di questa lista. La concessione, come si è visto nella parte sulla normativa, può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione; la presenza sull’elenco ADM dice che un sito ha un titolo, non quale. Leggere StarCasinò come «un casinò» e concluderne che la parte sportiva sia secondaria è corretto; concluderne che la parte sportiva sia scarsa è un salto che nessuno dei dati consultati autorizza.

Il giudizio su StarCasinò non è un giudizio su un bookmaker di cricket: è il giudizio su un prodotto sportivo dichiarato in termini generici, con una parte casinò dominante e la stessa tutela di tutti gli altri. Chi gioca principalmente al casinò e vuole una scommessa sportiva occasionale trova qui l’offerta più coerente con il proprio uso; chi cerca un bookmaker con una parte sportiva costruita per il cricket non ha motivo di arrivare qui per primo.

Eurobet: il palinsesto più curioso d’Italia, e il numero di concessione in chiaro

Eurobet opera con la concessione numero 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. È la nona scheda perché è l’operatore che spiega meglio di altri quanto sia larga l’idea di «evento» nel mercato italiano.

La scheda applicativa descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. Gli scacchi e le elezioni sono la parte che merita attenzione: sono la prova che il termine «palinsesto» in Italia non è un elenco di campionati ma un programma approvato che può contenere di tutto. Il cricket non compare nell’elenco.

Sul piano societario Eurobet Italia S.r.l. è la concessionaria che secondo il registro gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Come per Goldbet e Lottomatica, la lettura è la stessa: la concessione è per sito e non per azienda.

Il giudizio su Eurobet: è l’operatore che mostra meglio di chiunque altro quanto il palinsesto approvato sia una categoria ampia, e questa è la lezione che serve a chi cerca il cricket sul mercato italiano. Un operatore con una lista che arriva alle elezioni e agli scacchi ha una struttura capace di assorbire una disciplina come il cricket quando il torneo la giustifica; non ha, nella scheda consultata, un impegno dichiarato su questo sport. Chi vuole un catalogo bizzarro e largo trova qui il caso più interessante; chi cerca il cricket guarda l’evento, e lo fa come su tutte le altre piattaforme.

William Hill: la freebet condizionata, e il conto di quanto costa davvero

William Hill opera con la concessione numero 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. È l’ultima scheda, e non per caso: è quella con l’offerta più condizionata delle dieci, e chiuderci la serie serve a mettere il lettore davanti al tipo di contratto che vale la pena imparare a leggere.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Le condizioni sono tutte nella stessa frase e vale la pena isolarle. La giocata deve essere una multipla, non una singola. Deve valere almeno 20 €. Deve contenere almeno cinque eventi. La quota totale deve essere almeno 10.0. La ricompensa è una freebet da 5 €, settimanale, entro un tetto di 100 € per la stagione.

La conseguenza aritmetica è la parte interessante, e non è a favore dell’offerta. Una quota totale minima di 10.0 richiede che cinque eventi moltiplichino il prezzo fino a quel livello: con cinque esiti a quota 1,60 la quota totale è circa 10,5, e significa che ognuno dei cinque eventi deve avere un esito ad alta probabilità. Se uno solo dei cinque salta, la multipla è persa e con essa i 20 €. La freebet da 5 € arriva solo dopo. Sotto il profilo del valore atteso, una freebet si valuta su quello che rende in media, non su quello che promette, e una ricompensa di 5 € contro una puntata di 20 € che deve sopravvivere a cinque esiti è un rapporto che il lettore può pesare da sé.

Il giudizio su William Hill chiude questa serie con la domanda giusta: il valore dell’offerta sta nel fatto che il meccanismo è comprensibile, non nel fatto che sia generoso. Chi compone comunque multiple di cinque eventi a quota alta e gioca almeno 20 € a settimana trova nella promozione una ricompensa aggiuntiva che non cambia le sue abitudini. Chi non lo fa — e farlo apposta per incassare 5 € è un calcolo che perde — paga 20 € per una probabilità composta da cinque esiti e un premio settimanale che non li compensa. È il contratto più utile da studiare di tutta la lista, ed è l’ultimo per un motivo.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato: il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Una competizione di cricket che non è stata autorizzata non può essere oggetto di giocate, per quanto importante sia nel calendario internazionale.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si legge la ragione sociale e la si confronta con quella stampata nelle condizioni dell’operatore. Il registro non indica quali giochi il concessionario offra: la concessione è per sito, e un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su 10 € a 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno è 9 €. In una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un unico prezzo complessivo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è la quota di ritorno. Il margine è il complemento a uno. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la quota di ritorno è circa 0,950 e il margine circa il 5,0 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per il proprio caso va consultato un commercialista. Vincite incassate presso sedi estere seguono un altro regime.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite di deposito settimanale o mensile si sceglie in registrazione, e le condizioni degli operatori mostrano che una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Si aggiungono i limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco, che agiscono su grandezze diverse e non sostituiscono il limite di deposito.

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