Scommesse in Italia, chi è autorizzato e chi no: la lista ADM con i dieci concessionari a confronto
Il test che conta è uno solo: il nome del sito sta o non sta nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS). Quell’elenco, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è un sito .it con un concessionario dietro. Nessuna classifica, per quanto ben fatta, sostituisce quella riga.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni, i termini degli operatori e i contenuti degli elenchi ADM sono stati verificati sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sui termini pubblicati dagli operatori stessi.
Prima di guardare le quote conviene guardare le regole, perché in Italia la differenza fra un sito regolare e uno che non lo è non sta nell’interfaccia, né nella quota più alta del listino. Sta in quattro cose che un concessionario deve dare e un sito senza concessione non dà: il Registro Unico degli Autoesclusi che funziona davvero, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano se qualcosa va storto. Tutto il resto — quali bonus, quale palinsesto, quale app — viene dopo.
Come leggere la lista ADM prima di scegliere un bookmaker
La domanda da farsi davanti a qualunque elenco non è «chi c’è», ma «quale azienda c’è dietro quel marchio». Il marchio e il concessionario quasi mai coincidono. Bwin, Eurobet e Giocodigitale fanno capo a Eurobet Italia S.r.l., cioè alla stessa azienda; Lottomatica risponde a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che compare sul codice di Goldbet; Betsson e StarCasinò appartengono ad Azzurri Limited. Chi crede di cambiare gestore cambiando marchio, in questi casi resta alla stessa scrivania.

Poi c’è la questione del linguaggio. Mezza Italia cerca ancora «AAMS», e il mercato ha buone ragioni per non correggersi: l’acronimo è nella memoria collettiva, sui vecchi punti vendita, su qualche pagina non aggiornata. Dal riordino del 2024 l’autorità si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e sui documenti ufficiali l’indicazione è ADM (ex AAMS). Chi promette una «lista AAMS» sta usando la parola vecchia per la stessa cosa.
La terza cosa è la più scomoda. L’elenco ha un codice di concessione per ogni sito, ma non ha una colonna che dica a cosa serve quel sito. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, punta e banca, bingo, in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra l’esistenza di un palinsesto sportivo: quello lo dimostra il sito dell’operatore, non un elenco pubblico.
Infine la parola «lista». Nessuno degli elenchi che circolano — compresa questa pagina, comprese le pagine dei comparatori — è il mercato. I concessionari attivi sono più di dieci, e un marchio che non compare in una lista redazionale non è per questo privo di concessione. L’unica lista esaustiva è quella di ADM, ed è l’unica che vale come prova.
Requisiti: la società, l’investimento, i limiti
Una concessione in Italia non si compra al banco. È assegnata con gara pubblica, e le condizioni di accesso dicono già molto di chi può stare sul mercato. Serve una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara: art. 6, comma 5, D.Lgs. 41/2024. Il vincitore della gara può gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3), e per tutta la durata restano fermi sia le condizioni della concessione sia il regime fiscale (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto: chi entra sa quanto pagherà e per quanto tempo, e il legislatore si è cautelato contro il proprio futuro.
La gara indetta a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le cifre spiegano perché in elenco non troviamo le società di passaggio: sette milioni non li mette in piedi chi vuole provare il mercato per una stagione.
Cosa può essere offerto in un palinsesto approvato
La norma che decide cosa possiamo trovare in un listino è l’art. 6, comma 1: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il punta e banca; il bingo.
La quota fissa sulle scommesse sportive è il prodotto centrale, ma il listino che vediamo non è libero. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM (art. 2, lett. s), e si può scommettere solo su eventi che stanno là dentro. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 è toccato alla Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Chi cerca l’evento esotico e non lo trova, spesso non ha davanti un operatore pigro ma un palinsesto non ancora approvato.
La corsa dei cavalli, poi, in Italia non è una cosa sola. Le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lettera a) dell’art. 6, comma 1; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno nella lettera c) e richiedono una concessione propria. Che un marchio sportivo prenda online anche i totalizzatori di ippica nazionale è un punto aperto: sono due permessi, non uno.
Siti di scommesse legali in Italia: la normativa in pratica per il giocatore
Sul lato del giocatore la normativa italiana è puntuale, e conviene leggerla come un contratto con obblighi reciproci. La fonte è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Il primo obbligo è il conto di gioco, cioè l’unico strumento con cui si scommette online in Italia. Il conto richiede identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento oppure l’accesso con SPID; BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e la sua pagina ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non usa SPID deve tenere a mente una scadenza poco romantica: senza identificazione il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come spiegano le pagine degli operatori. Un conto sospeso con i soldi dentro è un problema pratico, non burocratico.
L’età è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa lì la soglia.
Poi ci sono i pagamenti. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 regola i punti vendita ricariche, un registro di tabaccai e ricevitorie tenuto da ADM: alzano il saldo del conto solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale, non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Nelle pagine dei comparatori si vedono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria; la lista esatta di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Pubblicità: quello che il Decreto Dignità vieta davvero
Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
Vale la pena leggere il seguito. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3 consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. È una distinzione stretta e non casuale: si può spiegare come si gioca in modo controllato, non si può invitare a giocare.
Cronaca recente, riportata dalla stampa di settore: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, e il suo esito non risulta. Alla data della verifica il divieto è in vigore.
Il punto che riguarda il lettore è più semplice di tutto il dibattito. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus, né un limite normativo ai requisiti di puntata o alle quote minime. Importi, rigioco e quote minime vengono dai termini del singolo operatore, e sono quelli che vanno letti.
Imposta unica e vincite: chi paga, e cosa resta
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato), è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta è fatta in rete fisica, 24,5 % se è fatta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Sul lato di chi vince, la stampa di settore ha riportato nel 2024 e nel 2026 che le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: il giocatore non ci paga nulla sopra e non le dichiara, perché l’imposta è già stata versata da chi organizza. È una ricostruzione giornalistica, non un chiarimento dell’amministrazione finanziaria: prima di prendere decisioni su questa base, conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto fuori dai concessionari. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va lette come interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, non come consulenza fiscale.
Il divieto di offerta senza concessione, e il conto che paga il giocatore
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 attribuisce ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. Internet service provider e prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono rediretti verso una pagina di avviso.
Funziona? Parzialmente. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo un’ordinanza del 24 settembre 2025 riportata dalla stampa, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono qualche decina o qualche centinaio di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che il settore usa è «oscurati». La rete insegna che chi vuole trovare un sito lo trova: quello che non si trova, una volta entrato, sono le tutele.
Il pezzo che nessuno mette in vetrina è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM stessa riassume così il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’ammenda in denaro e i casi concreti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
Gioco responsabile: RUA, limiti di deposito, autoesclusione
Tra i due percorsi che un lettore italiano ha davanti, la differenza più concreta non è la quota: è cosa succede il giorno in cui si vuole smettere.
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. La registrazione è una sola e vale su tutto il perimetro legale. AdmiralBet, per esempio, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due formulazioni della stessa disciplina in momenti diversi, e la seconda è quella che un lettore incontra oggi. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore: si può uscire, per dirla semplice, dal solo casinò e restare sul calcio, o chiudere tutto.
Ogni altro pezzo: parziale. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso là dentro non è protetto da nessuno.
La seconda tutela è il limite di deposito. L’art. 15, comma 1 prevede limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e l’attesa di sette giorni per alzarlo. Il meccanismo è asimmetrico di proposito: scendere è un click, salire richiede una settimana di ripensamento. È l’unico punto in cui un concessionario italiano ha davvero un vantaggio strutturale sul sito estero.
L’onere informativo chiude il quadro: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo patologico, 800 55 88 22, è il numero indicato ai residenti in Italia, e compare negli strumenti di gioco responsabile dichiarati da bet365 accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Bonus di benvenuto, bonus senza deposito e requisiti: quanto costano davvero
«Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e va tradotto in italiano corrente: denaro o giocate gratuite che arrivano con delle condizioni. Il primo malinteso da sciogliere è il «bonus senza deposito», la formula che promette qualcosa per nulla. Un bonus senza deposito esiste, ma raramente da solo: quasi sempre è legato a un conto verificato, a un documento inviato, a un primo versamento minimo. La parola «senza» sta nel nome, non nei requisiti.
Il secondo malinteso è la parola «rischio». Un bonus «a rischio zero» rimborsato sotto forma di giocata gratuita non è un rimborso in denaro: se la scommessa non passa, si riceve un’altra giocata, e nella maggior parte dei casi la puntata di quella giocata non torna insieme alla vincita. Due tipi di bonus, due cose diverse, e la differenza si vede in cassa.
Il terzo è il rigioco. I requisiti di puntata sono la condizione più costosa di tutta la faccenda, e sono anche quella che gli operatori italiani descrivono con meno entusiasmo, perché non esiste un tetto di legge: nessuna norma fissa un massimo all’importo del bonus né ai requisiti. Se una promozione chiede di giocare dieci volte il bonus prima di prelevare, il costo reale dell’offerta non è il bonus mancato: è il margine che il bookmaker trattiene su ogni giocata mentre si soddisfa quel requisito. Su questo torneremo fra poco con i numeri.
Una nota sul contesto, perché è la parte che i titoli saltano: il Decreto Dignità vieta la pubblicità del gioco, non il gioco né i bonus. Non aspettatevi quindi campagne televisive o cartelloni, e non stupitevi se la promozione arriva per email o la si vede solo dopo l’accesso.
Incentivo, requisiti, ricompensa nelle offerte dei dieci concessionari
Le offerte dei dieci operatori esaminati sono di tipo diverso, e il tipo conta più dell’importo. Il bonus reale di NetWin, Sport-50, è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € ed è riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e uso al primo versamento. William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore: due percorsi, due importi, e il più alto è quello che passa dall’identità digitale. Sisal lega il proprio bonus di benvenuto all’esistenza di un conto di gioco, alla registrazione sul sito o dall’app e a una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Goldbet ricorda nella propria app che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto; Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un conto di gioco, con promozioni settimanali; SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
Su AdmiralBet, bet365, Planetwin365 e StarCasinò le rispettive condizioni non forniscono un dettaglio dell’offerta di benvenuto. Per questi marchi la pagina si limita a quello che le loro condizioni coprono, e chi vuole il dettaglio lo legge nelle condizioni del singolo operatore al momento dell’iscrizione, non in una scheda di confronto.
Margine del bookmaker: quanti centesimi restano sul tavolo
Qui sta il conto che rende leggibile ogni altra cifra della pagina. Il margine è quello che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su un mercato: se il payout di un mercato è la quota di tutte le puntate che torna indietro, il margine è il complemento.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, quota 1,90 e quota 1,90 — un esempio di scuola, non una quotazione rilevata. La quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè all’incirca 0,95: poco più del 95 % della posta torna ai giocatori, e il margine è 1 − 0,95, quindi intorno al 5 %. La banda è quella che conta, e la sua condizione è il tipo di mercato: su un 1X2 di un campionato maggiore il margine resta il più stretto del listino, su mercati di nicchia, su un risultato esatto o su una combinazione costruita dall’app può tranquillamente superare il 10 %. Le due cifre descrivono il medesimo meccanismo a condizioni diverse, e vale la pena ripetere che il dato è una stima statistica su un mercato-tipo, non un valore rilevato su un bookmaker reale.
Per capirlo dal lato pratico basta guardare i tre esiti di una partita: se la somma dei reciproci delle tre quote fa 1,05, il margine è il 5 % e il resto è nelle vostre tasche solo quando vincete. Ed è esattamente questo il punto delle promozioni con rigioco. Se su un bonus da 50 € gravano requisiti di puntata elevati, ogni giro di giocate lascia sul tavolo una frazione della posta, e a margine del 5 % il costo medio di far girare quella somma diverse volte si mangia una parte del bonus stesso. Quanto esattamente, dipende dal requisito e dalla quota minima ammessa: sono i due numeri da leggere prima di aderire.
E c’è un secondo costo, quello che non si vede: le giocate soddisfatte a quota minima. Con i requisiti soddisfatti a quota 1,50 il margine effettivo è più alto che a 1,90, e il payback scende. Un regolamento che chieda una quota minima bassa allarga la scelta, ma è anche un regolamento che non protegge il giocatore. I due parametri, requisito e quota minima, vanno letti insieme.
Sport, tornei e palinsesti dei concessionari
Il calcio la fa da padrone in tutti i listini, e sarebbe strano il contrario, ma la voce «calcio» copre livelli molto diversi di profondità. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta: è il palinsesto dichiarato da Planetwin365. Lottomatica dichiara Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si scommette. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Fuori dal calcio c’è un mondo che molti lettori non si aspettano. Eurobet spazia da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Sono mercati che non hanno una quota da confrontare con il 1X2 di San Siro, ma che esistono, sono approvati in palinsesto e hanno estimatori.
Virata: singole, multiple, sistemi e il cash out
La prima scelta tecnica davanti al listino è la struttura della giocata. La singola è una scommessa su un evento, la multipla combina più pronostici in un biglietto unico e le quote si moltiplicano, il sistema distribuisce la stessa combinazione su più biglietti per ridurre il rischio di sbagliarne uno solo. SNAI offre singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più Cash Out per chiudere la schedina prima che l’evento finisca; la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto con una quota unica. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out per chiudere in corsa. Eurobet offre singole, multiple e sistemi e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. Goldbet mette nell’app schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
Il cash out merita una riga per sé, perché è il mercato dentro il mercato. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare un prezzo che l’operatore calcola in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine come qualunque altro. Serve a chi vuole mettere al sicuro un risultato parziale, non a chi cerca il valore: chi ha in casa un biglietto che sta vincendo e chiude, sta pagando una commissione per la tranquillità.
Virtuali e ippica: il terzo listino, quello che non si guarda
C’è una parte di listino che quasi nessuno confronta, ed è quella dei Virtuali. Sisal dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, affiancando alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, con scommesse live e streaming gratuito. Lottomatica copre nei Virtuali calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet ha una sezione Virtual con partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0.
La legge li tratta come scommesse su eventi simulati (art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive. Fiscalmente fanno storia a sé: pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Il che significa una cosa semplice per chi gioca: su questi mercati la profondità del listino non è un caso commerciale, è un prodotto con regole sue.
Punteggio, verifica e integrazione fra negozio e app
Un dettaglio che distingue gli operatori con rete fisica: cosa si può fare con un biglietto giocato in ricevitoria. SNAI permette di verificare un biglietto inquadrando con l’app il QR Code stampato sul ticket, e con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente. Lottomatica ha la funzione Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Sul versante dell’accesso, Sisal Matchpoint consente di entrare nel conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, mentre Lottomatica usa username e password; il conto Lottomatica accetta fra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri.
C’è poi il dettaglio che sembra folklore e non lo è: StarCasinò è un’operazione casinò-first con un comparto sportivo, e lo dichiara. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Chi arriva da quella pagina cercando un bookmaker puro troverà un prodotto diverso da quello che immaginava, e questo è un’informazione utile prima, non dopo.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
Questa non è una raccomandazione e non è un ordine di merito: sono dieci marchi che compaiono con un proprio codice nell’elenco ADM, e il confronto si ferma a ciò che le loro condizioni e le loro schede dichiarano. L’elenco ADM non è esclusivo e non è completo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.
| panorami | Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul punto chiave |
|---|---|---|---|
| 1 | NetWin | concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus reale del 100 % sul primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € e conto verificato |
| 2 | AdmiralBet | concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata dal 1° febbraio 2026; limiti di ricarica, spesa e tempo già in registrazione |
| 3 | bet365 | concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione; Telefono Verde 800 55 88 22 |
| 4 | Goldbet | concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| 5 | Planetwin365 | concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta, dai campionati nazionali alle coppe europee |
| 6 | Sisal | concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket |
| 7 | Lottomatica | concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con streaming per il live |
| 8 | SNAI | concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa | risultato esatto, goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out e My Combo |
| 9 | William Hill | concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus sport da 10 € registrandosi con SPID; con registrazione manuale, bonus di verifica da 5 € dopo i documenti entro 96 ore |
| 10 | StarCasinò | concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò, in un’offerta casinò-first |
La colonna dei codici dice una cosa che il lettore non si aspetta: Goldbet e Lottomatica portano lo stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con due codici distinti, 16009 e 16010. Il marchio cambia, la scrivania no. Per chi cerca alternative reali, questa è la prima riga da controllare.
C’è poi un secondo motivo per cui i dieci marchi sono una scelta e non un elenco: a parità di concessione, il profilo cambia molto. C’è chi ha una rete di negozi e app integrate, c’è chi è casinò-first con uno sportivo di servizio, c’è chi punta sull’app come unico ambiente, c’è chi ha un’offerta di streaming costruita intorno al live. Le differenze che un lettore percepisce davvero sono queste, non il colore del logo.
La quarta colonna, infine, è diversa da riga a riga per un motivo: le condizioni di ogni operatore parlano di cose diverse. Per alcuni il punto chiave è la promozione di benvenuto, per altri è lo strumento di tutela, per altri il palinsesto. Metterli tutti sulla stessa asticella avrebbe richiesto un dato che nessuna delle dieci condizioni fornisce.
Quattro domande prima di aprire un conto
Quale percorso, allora? Chi punta sull’ampiezza del listino trova in Sisal e SNAI la copertura più larga, con numeri dichiarati rispettivamente oltre 1.000 eventi al giorno e oltre 3.000 eventi virtuali; chi vuole il calcio europeo con il maggior numero di campionati in un solo posto trova in Planetwin365 una proposta che parte dalla Serie C e arriva alla Conference League; chi ha bisogno di un negozio sotto casa guarda a chi ha rete fisica e app che dialogano, e qui la verifica del biglietto con l’app o il QR Code è un vantaggio concreto, non un gadget. Chi scommette poco e vuole tutelarsi sul serio, invece, non guarda il bonus più grande: guarda da quale conto è più facile uscire, perché l’autoesclusione funziona in modo diverso da una cifra promozionale. Chi arriva al mondo delle scommesse tramite un marchio nato per il casinò ha comunque un comparto sportivo completo, ma sappia cosa sta scegliendo.
E una domanda che vale la pena porsi prima delle altre: quanto conta la concessione quando le quote sono identiche? Conta, ed è la sola cosa che conti davvero in caso di problema. Nessun’altra lista.
Domande frequenti su siti di scommesse e concessioni
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS): ogni riga porta un codice e un sito .it. In alternativa, l’operatore stesso dichiara numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni. Un posto in una classifica redazionale non è una prova.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: cinque euro a quota 1,90 rendono 9,50 €, con un profitto netto di 4,50 €, cioè la puntata per la quota meno uno. Nella multipla le quote degli eventi si moltiplicano fra loro in un prezzo unico, e le giocate gratuite di solito non si portano dietro la puntata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote di uno stesso mercato e si fa uno diviso quella somma: il risultato è la quota di puntate che torna indietro. Un 1X2 con reciproci che sommano 1,05 paga circa il 95 % e trattiene intorno al 5 %; su mercati di nicchia il margine supera facilmente il 10 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e la normativa chiede al concessionario limiti di tempo, spesa e perdita calibrati su età e comportamento secondo protocolli approvati da ADM. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo serve attendere sette giorni. È la regola che rende il passo più difficile del ripensamento.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore — 20,5 % sulla raccolta in rete fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — e la stampa di settore riporta che le vincite sono tassate alla fonte e non vanno dichiarate. Non essendo una pagina fiscale, conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non risponde alla vigilanza di ADM e non è soggetto ai suoi limiti. È esposto al blocco DNS e, come ADM stessa riporta citando la Legge 401, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Siti di scommesse – Elenco Operatori
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