Scommesse sul web: chi ha la concessione, cosa costa ogni quota, cosa rischia chi gioca altrove
Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026. Verificato contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro le condizioni contrattuali dei singoli concessionari.

Un elenco pubblico di 52 righe, tanti codici quante sono le concessioni attive nel gioco a distanza, e nessuna colonna che dica cosa si può giocare su ciascuna di quelle righe. È il primo fatto che cambia il modo di leggere qualsiasi confronto tra scommesse sul web, ed è anche quello che quasi nessuno dice al lettore: la concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e un nome nella lista non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Chi vuole sapere se un marchio accetta davvero una schedina sul campionato lo scopre dal sito e dall’app del marchio stesso, non dalla riga di un registro. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Le fondamenta: come funziona una scommessa sul web, dal palinsesto al payout
Prima di confrontare dieci marchi conviene mettere in chiaro cosa fa un bookmaker quando accetta una giocata, perché tutto il resto — i bonus, i limiti, le quote maggiorate — poggia su questo meccanismo. Chi non lo ha chiaro finisce per valutare un’offerta dal suo annuncio invece che dal suo prezzo.
Cosa si può giocare, e cosa no
Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa: si fissa un prezzo, si punta, e la vincita è puntata per quota. La legge prevede anche il totalizzatore, il montepremi comune, ma se qualche marchio online lo offra davvero è cosa che non risulta.
C’è poi un confine che sfugge a quasi tutti. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può accettare una giocata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato, e ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo marchio, però, non è dato sapere dall’esterno. È un punto che vale la pena tenere a mente quando si legge una promozione che promette «migliaia di eventi»: la promessa è dell’operatore, l’elenco degli eventi autorizzati è di ADM.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) chiama scommesse su eventi simulati quelle su competizioni generate al computer — sportive, ippiche e altre — mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono consentite dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti dei concessionari hanno una sezione «Virtuali», e le app ne dichiarano i numeri: Sisal indica oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI ne indica oltre 3.000, compreso il calcio virtuale con clip reali; Eurobet propone partite simulate, galoppo, levrieri e Palline 2.0; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
L’ippica, nel diritto, è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione a parte. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa che non risulta.
Il betting exchange è un gioco separato, riconosciuto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È la sola struttura del mercato italiano in cui il bookmaker non è la controparte. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Sugli e-sport il palinsesto può o non può comprenderli, e la risposta non è nota. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta esistere: gli strumenti che mordono sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Il margine: la quota che non è il prezzo vero
Una quota non è il prezzo della tua previsione. È il prezzo della previsione meno quello che il bookmaker si tiene, e il conto che lo smaschera sta in due divisioni.
Su un mercato illustrativo a due esiti — una finale secca, una partita con il pareggio rimosso — con quota 1,90 su entrambi i lati, la somma degli inversi fa 1/1,90 + 1/1,90 = 1,0526. Il payout, cioè la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, è l’inverso di quella somma: 1 ÷ 1,0526 ≈ 0,95. Il margine è il resto, circa il 5 %. Se invece i due lati stessero a 2,00 e 1,90, la somma degli inversi scenderebbe a circa 1,026 e il margine al 2,6 % circa; con 1,85 e 1,85 la somma salirebbe a circa 1,081 e il margine all’8 % circa. Il margine di un mercato a due esiti e quote simmetriche sta dunque, in questo esempio, tra il 2,6 % e l’8 % a seconda di come il bookmaker prezza i due lati — ed è una forbice che non si vede mai scritta accanto alla quota, perché la quota viene mostrata da sola, come se il prezzo fosse tutto. Vale sempre la condizione: si tratta di un mercato illustrativo a due esiti con quelle quote, non di un prezzo rilevato su un evento reale.
Da qui discende la prima conseguenza pratica della pagina. Il margine non è una tassa una volta sola: si paga su ogni singola giocata, comprese quelle che vincono. Una multipla non lo diluisce, lo moltiplica, perché il prezzo finale è il prodotto delle quote e il margine di ogni gamba entra dentro quel prodotto. Un lettore che punta dieci volte cento euro su un mercato al 5 % ha versato al bookmaker circa 50 euro di margine in valore atteso, indipendentemente da come è andata la serata. Non è un costo che si veda in estratto conto. È il motivo per cui il bonus di benvenuto, per quanto grande, non è mai il numero più importante della pagina che lo annuncia.
Puntata, quota, ritorno: il conto che serve davvero
Il conto della vincita è elementare e vale la pena scriverlo una volta per tutte. Il ritorno è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, dei quali 8,50 € sono guadagno. Dieci euro a 2,40 restituiscono 24 €. Su una combinazione le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico: 1,85 × 2,10 × 1,70 dà circa 6,60, e dieci euro diventano circa 66 €.
Il punto che sfugge è che il ritorno non dice nulla sulla probabilità. Una quota alta restituisce molto perché l’esito è raro, non perché convenga. Chi legge una quota come una promessa sta leggendo male uno strumento di misura, e il margine spiega anche perché il bookmaker guadagni in entrambi i casi: non gli serve azzeccare il risultato, gli basta che il volume passi dal suo mercato al prezzo che ha fissato.
La classifica: dieci concessionari, cinque criteri e un registro che non dice tutto
Il panorama delle scommesse sul web in Italia si legge su due piani che spesso vengono confusi. Il primo è il registro: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il secondo è l’offerta: cosa quel sito mette in palinsesto, a che quota, con quali strumenti. Nessuno dei due piani sostituisce l’altro.
I criteri con cui sono ordinati questi dieci marchi
L’ordine che segue non nasce da una graduatoria di qualità. Nasce da cinque criteri verificabili, gli stessi che un lettore può ricontrollare da solo.
Il primo è la titolarità della concessione: il numero di concessione e la società concessionaria, che il marchio stesso dichiara nelle proprie condizioni. Il secondo è il sito autorizzato, perché la concessione è legata a un sito e non a un gruppo: Eurobet Italia S.r.l. detiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e questo dice molto su come va letta la parola «marchio» in questo mercato. Il terzo è la profondità del palinsesto dichiarata dall’operatore: campionati, sport, mercati, funzioni. Il quarto sono gli strumenti che il giocatore trova dalla propria parte: limiti, autoesclusione, modalità di ricarica e prelievo. Il quinto è il prezzo, che qui non compare come numero perché nessuna quota di questo elenco è rilevata con una data accanto: il margine lo si calcola sul sito, al momento, sul mercato che interessa, e il conto illustrato sopra dà il metodo.
Il lettore attento noterà cosa manca. Manca un confronto sui payout dichiarati, perché nessun concessionario di questa lista ne pubblica uno in forma comparabile. Manca il numero dei bonifici in uscita, perché dipende dal metodo scelto e non dal marchio. E manca qualunque giudizio sulla «sicurezza» come sensazione: la sola cosa verificabile è la riga nel registro, e sta sotto.
La panoramica: concessione, sito e cosa prescrivono le condizioni
La tabella che segue tiene insieme i due piani: da un lato chi risponde del sito davanti ad ADM, dall’altro cosa le condizioni del marchio stabiliscono sul punto che questa pagina tratta — i limiti, l’autoesclusione, l’identificazione, il tipo di bonus.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa prescrivono le condizioni del marchio |
|---|---|---|
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Conti sull’exchange italiano con regole proprie, secondo la documentazione del marchio |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Depositi e prelievi dal conto gioco anche con PostePay e PayPal |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Marchio a impronta casinò, con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus di benvenuto sport riservato ai nuovi conti verificati, con deposito minimo di 20 € |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Gestione del conto, depositi e prelievi dall’app |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, GG/NG |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, più Cash Out per chiudere la schedina prima della fine |
Due cose spiccano. La prima è che due marchi dello stesso elenco fanno capo alla stessa società — StarCasinò e Betsson ad Azzurri Limited — con due concessioni e due siti distinti: chi immagina dieci aziende diverse ha letto il registro male. La seconda è che ogni casella della seconda colonna è una clausola contrattuale, non una promessa di marketing: se un limite viene aumentato, la procedura per farlo la decide quella clausola, non il servizio clienti.
La lettura dell’offerta va fatta in profondità, marchio per marchio, e a quel punto il confronto sui prezzi bisogna portarselo dietro da soli, con il metodo del margine in mano. Nessun registro e nessuna tabella pubblica dà quel numero al posto tuo.
La normativa: cosa cambia per il conto, e da quando
Il quadro italiano è fatto di tre cose che il giocatore tocca con mano: chi autorizza, chi paga l’imposta, e chi rischia se il sito non è autorizzato. Trattarle come una nota legale a piè di pagina è l’errore che costa di più.

Chi autorizza, e che forma ha la concessione
Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta perché il mercato continua a dire AAMS e a cercare AAMS, anche quando la sigla giusta è un’altra. La legge di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Le concessioni sono tali e non licenze aperte: sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza sotto concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Il comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La cifra esatta del limite di deposito fissato da ADM nel bando non è nota, e chi vuole conoscerla deve leggere il bando, non la sintesi.
La conseguenza pratica di un termine senza rinnovo è semplice e va detta: la concessione ha una scadenza, e le condizioni firmate oggi sono protette fino a lì e non oltre. Nessun operatore può promettere al giocatore che il regime fiscale resti quello per sempre.
Chi paga l’imposta, e perché il giocatore non dichiara nulla
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, ed è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; prima erano il 43 % e il 47 %. Le giocate sugli eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è cosa che non risulta.
Per il giocatore la conseguenza è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario e viene fatto alla fonte: si riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi su una partita di importo serio conviene consultare un commercialista. La materia cambia completamente quando il sito non ha la concessione. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Va letta come interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non come consulenza fiscale.
Il punto, per il lettore, è questo: la differenza tra un sito con concessione e uno senza non è solo di protezione, è anche di regime. Sull’uno il fisco ha già preso la sua parte e non ti riguarda. Sull’altro la somma arriva intera e la dichiarazione è un tuo problema, con un inquadramento che dipende da un documento del 2010.
Quando il sito finisce nell’elenco degli inibiti
Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e le copie riappaiono nel giro di ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati», e la parola esatta dice anche il limite dello strumento: si oscura un indirizzo, non un’attività.
C’è un secondo livello, che riguarda il giocatore e non il fornitore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa ricorda il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e lo stesso art. 4 sanziona anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono cose che non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le giocate sono accettate all’estero, secondo una fonte di settore.
Il confronto onesto, messo su due colonne, è questo. Una concessione ADM porta con sé l’iscrizione al RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa scrive la norma, espone chi gioca a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: la zona è senza protezione, senza registri e senza un foro a cui rivolgersi.
La pubblicità vietata, e il bonus che resta
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza licenza può attirare misure di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Sul piano applicativo: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Qui si annida l’equivoco più diffuso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» resta pienamente legittimo. E poiché non risulta alcun tetto legale né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, la cifra dell’uno e l’entità degli altri dipendono esclusivamente dalle condizioni del singolo operatore. Chi cerca un numero di legge da citare non lo troverà; chi cerca la clausola da leggere la trova nelle condizioni, alla voce dei requisiti di rigioco.
La prevenzione: gli strumenti che lavorano prima che la serata sia finita
Qui la pagina cambia di tono, e deve. Le regole che seguono non sono materiale su cui fare dell’ironia: sono le uniche parti del sistema costruite per lavorare contro l’interesse commerciale dell’operatore, ed è esattamente per questo che vanno conosciute prima di servirne una.

Dai limiti scelti in registrazione all’autoesclusione
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti di autodisciplina su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, per otto ore al giorno.
All’atto della registrazione il giocatore scegle un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzarlo. Quella asimmetria — scendere subito, salire dopo una settimana — è la parte del sistema che vale la pena capire: il limite che ti serve è quasi sempre quello più basso, e il sistema lo rende facile proprio perché è quello che riduce il gettito.
Il caso di Admiralbet è documentato nelle sue condizioni. In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Nelle stesse condizioni l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi di durata che convivono nello stesso documento, e la data che li separa va letta per quello che è: un riferimento temporale preciso, non un «oggi».
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, è il pezzo che rende l’autoesclusione qualcosa di più di un interruttore domestico. Blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Un giocatore che si esclude su un marchio non si esclude da un sito: si esclude dal mercato legale. Lo strumento è potente e va usato sapendo quanto è ampio — e sapendo anche che i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi l’autoesclusione lì non protegge nulla.
Su questo fronte l’esempio di bet365 è il più articolato tra quelli documentati: i suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono dentro un’app di scommesse è un dettaglio che dice più di molte pagine di principi.
C’è infine un obbligo che non si vede dalla parte del giocatore ma che esiste. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui i messaggi sul gioco responsabile dei concessionari hanno tutti la stessa impronta: vengono dalla stessa fonte, non dalla sensibilità del singolo marchio.
Identità, età e le tracce che restano
L’età è fissata dalla legge italiana a 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.
Il conto di gioco, invece, richiede identificazione piena, ed è qui che gli operatori hanno cominciato a differenziarsi. L’apertura del conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. In alternativa alla registrazione con documento, senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
La conseguenza di questa regola è più grande di quanto sembri, e riguarda tutti, non solo BetFlag. La finestra dei 30 giorni è il momento in cui il conto è aperto ma non pienamente operativo; un prelievo richiesto lì dentro non si sblocca con una telefonata. Chi apre un conto per scommettere su un evento di quella stessa settimana dovrebbe sapere che il percorso senza documento riconosciuto arriva a valle dell’esito, non prima. La scelta tra registrazione classica, SPID e CIE non è una preferenza da app: è la scelta di quanto tempo passerà prima che il saldo sia tuo.
Le ricariche, e chi non può pagare
C’è un pezzo del sistema italiano che non esiste in nessun manuale di scommesse estero: i punti vendita ricariche dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
È una separazione deliberata: chi incassa il contante non è chi paga. Per il giocatore significa che la ricarica al tabaccaio è una via d’ingresso e non una via d’uscita, e che affidarsi a quel canale per la gestione del saldo non funziona. Gli altri binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che nomini binari approvati.
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di gestire denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Vale la pena tenerlo d’occhio, perché se quel regolamento arriva morde il punto più fragile dell’offerta irregolare — il pagamento — e non l’indirizzo web.
Sport e tornei: il calendario decide cosa si trova sul palinsesto
Il calendario non è sfondo: è la variabile che decide quando un confronto tra operatori diventa inutile. A maggio un palinsesto di calcio è una cosa, in luglio un’altra, e le stesse condizioni contrattuali producono un’esperienza diversa a seconda del mese.
Campionati, competizioni e la copertura dichiarata
La parte più leggibile di ogni app è l’elenco dei campionati. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il calcio resta la porta d’ingresso, ma la profondità si misura altrove. Eurobet porta un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È il tipo di elenco che dice molto su come un operatore interpreta il proprio pubblico: chi mette gli scacchi e le elezioni nella stessa vetrina del derby sta vendendo varietà, non competenza.
Betsson dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. StarCasinò, marchio a impronta casinò, permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa accanto alle slot e al Live Casinò.
Le tipologie di giocata, dal 1X2 al cash out
I tipi di giocata sono la parte in cui il lettore esperto riconosce subito l’operatore, e in cui il principiante si perde. Ecco cosa dichiarano le app di questi dieci marchi.
Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betsson mette in vetrina 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. SNAI offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; anche qui il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Eurobet copre singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets.
C’è una funzione che merita una riga in più, perché cambia la natura del rischio e non solo la comodità. Il Cash Out trasforma una scommessa in corso in una decisione di prezzo: si chiude prima della fine accettando la valutazione che il bookmaker dà a quel momento. SNAI lo mette tra le funzioni dell’app, e lo fa anche Sisal. Il punto è che il prezzo di chiusura lo fa la casa, non il mercato, ed è calcolato con lo stesso margine che c’è dentro la quota di apertura. Chiudere in anticipo non riduce il costo del gioco, cambia solo l’esito a cui lo si paga.
Poi c’è la meccanica dei biglietti, che è la cenerentola di ogni confronto. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Una quota unica su gambe che non hanno nulla in comune è il modo più rapido per moltiplicare anche il margine, e vale la pena ricordarlo quando si costruisce il biglietto.
Tornare dal negozio all’app, e viceversa
L’Italia ha una particolarità che pochi mercati hanno: la rete fisica è ancora la spina dorsale, e la qualità di un’app si misura anche da come collega le due cose.
Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. SNAI fa lo stesso con il QR Code stampato sul ticket, e gestisce il conto di gioco dall’app con più modalità di ricarica e un’assistenza dichiarata sette giorni su sette. Lottomatica ha la funzione Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Sisal, inoltre, permette di accedere al conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster; Eurobet consente di consultare le informazioni sul conto e fare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Per chi vive in una città con ricevitorie a ogni angolo questo è valore reale: la schedina compilata al banco e verificata con la fotocamera è più veloce della stessa giocata fatta a mano sul telefono. Per chi gioca solo da casa, nessuna di queste funzioni cambia nulla, e conviene giudicare l’app sulla parte che si usa davvero: palinsesto, quota, caricamento della pagina.
I dieci marchi, uno per uno: cosa offrono e cosa costano
Le pagine che seguono sono scritte marchio per marchio, e il lettore troverà cose diverse a seconda di cosa il marchio dichiara. Alcuni di questi dieci sono casinò con un bookmaker dentro; altri sono bookmaker a tutti gli effetti. Vale la pena dirlo prima: non stiamo confrontando dieci organismi identici.
Betfair: l’exchange in un mercato dove non esiste quasi più
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028, in capo a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair.
L’interesse di Betfair in Italia non sta però nei mercati, che chiunque ormai allinea. Sta in una struttura che il resto del mercato italiano non ha più: l’exchange, riconosciuto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u), quello in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. Non è un bookmaker con una funzione in più: è un mercato in cui il prezzo lo fanno le controparti, e il gestore incassa una commissione invece di un margine sulle quote. La differenza si sente in tasca, perché il margine incorporato nella quota — quel 5 % che l’esempio a 1,90 e 1,90 fa emergere — non c’è per costruzione.
Sul funzionamento concreto per i conti italiani la documentazione del marchio è riportata indicare regole proprie, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange e con quale commissione è cosa che non risulta.
Il verdetto su Betfair è un verdetto sulla forma del prodotto più che sul marchio: è l’unico di questi dieci in cui il costo di entrare in una posizione non è il margine del bookmaker ma una commissione dichiarata, e per un giocatore che ragiona in termini di prezzo e non di comodità quella differenza conta più di venti mercati aggiuntivi. Chi cerca funzioni di app, streaming e un palinsesto infinito troverà di meglio altrove; chi ha capito il conto del margine e vuole un mercato in cui non è incorporato, questo è l’unico posto della lista.
Lottomatica: il conto gioco con PostePay e PayPal
La concessione è la n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica, che è cosa diversa dal marchio Goldbet.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli — trotto e galoppo — e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Il dettaglio che distingue davvero questo conto sta nei pagamenti: il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. PostePay e PayPal non sono due nomi in una lista: sono i due strumenti con cui una fetta molto larga di giocatori italiani gestisce già il denaro quotidiano, e trovarli entrambi tra i prelievi significa non dover aprire un canale nuovo solo per incassare.
Il verdetto riguarda la gestione del denaro. Un conto che preleva su PostePay o PayPal rende la parte più noiosa del gioco — far uscire il saldo — compatibile con quello che il giocatore ha già in tasca, e per chi apre un conto per pochi euro e vuole poterli riprendere senza passaggi intermedi questo pesa più di un palinsesto leggermente più profondo. Chi invece usa questi marchi per lo streaming live troverà offerte equivalenti nel resto della lista.
StarCasinò: un casinò che accetta anche scommesse sportive
La concessione è la n. 16026, in capo ad Azzurri Limited, sul sito Starcasino.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome del marchio dice il resto, e la lettura onesta è che le scommesse sono la seconda attività, non la prima.
Per il lettore questo cambia il modo di valutare il marchio. Un giocatore che cerca profondità di mercato, strumenti per costruire biglietti complessi e funzioni pensate per la schedina troverà qui un’offerta corretta ma non costruita intorno a lui; un giocatore che vuole un unico conto per giocare a calcio la domenica e alle slot il martedì ha esattamente il prodotto che l’app promette. La concessione ADM resta la stessa cosa che per gli altri, con gli obblighi di limite e l’iscrizione al RUA che ne discendono.
Il verdetto su StarCasinò è di collocazione. In una lista di bookmaker il marchio sta per diritto, perché la concessione c’è e le tipologie di scommessa pure; ma chi apre un conto qui cercando lo strumento migliore per il calcio sbaglia bersaglio, e chi cerca un conto unico per due giochi diversi è arrivato nel posto giusto. Nessuna delle due cose è un difetto del marchio.
Planetwin365: il palinsesto largo sui campionati europei
La concessione è la n. 16007, in capo a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una copertura dichiarata che unisce il campionato italiano di terza serie alle grandi leghe continentali, e il dato sui più di 20 sport dice che l’offerta non è solo calcio con un contorno.
Il punto pratico, per chi gioca tutto l’anno, è la tenuta del palinsesto fuori stagione. Un operatore che tiene Serie C, Coppa Italia e venti sport ha cosa proporre anche nei mesi in cui i grandi campionati si fermano, e quei mesi sono precisamente quelli in cui un palinsesto costruito solo sulla Serie A diventa inutile. Chi organizza il proprio gioco seguendo il calendario riconoscerà il valore di questa ampiezza.
Il verdetto riguarda la continuità. Un’offerta che non si svuota a giugno è un’offerta su cui si può costruire un’abitudine, e per chi gioca dodici mesi l’anno vale più di un bonus una volta sola. Chi invece scommette solo sulle grandi partite troverà qui tutto ciò che gli serve, ma non più di quanto troverebbe altrove.
NetWin: il bonus che chiede un conto già verificato
La concessione è la n. 16035, in capo a Netwin Italia S.p.a., sul sito Netwin.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Le condizioni del marchio la legano a un codice promozionale da usare al primo versamento.
Il dato da guardare qui non è il 100 %, che è la formula che ogni operatore usa, ma la combinazione tra il tetto di 50 €, il deposito minimo di 20 € e la parola «verificato». Il tetto basso riduce la posta in gioco: su un’offerta da 50 € il valore del credito è modesto in assoluto, e chi punta a un capitale di partenza serio non lo trova qui. Il requisito del conto già verificato, invece, sposta il lavoro prima della promozione: chi apre il conto il giorno della partita e conta sul bonus al primo deposito deve avere l’identificazione già chiusa, e la finestra dei 30 giorni per convalidare il conto senza SPID descritta nella sezione sull’identificazione non gioca a favore di chi si muove all’ultimo momento.
Il verdetto su NetWin è di misura. Il bonus è piccolo e condizionato; considerarlo una ragione per aprire il conto è sproporzionato, e trattarlo come quello che è — un credito modesto che richiede un conto in ordine — evita la delusione. Il marchio va valutato sulla sua offerta sportiva, sulla quale le condizioni non si sbilanciano.
BetFlag: SPID e CIE accanto alla registrazione classica
La concessione è la n. 16008, in capo a Betflag S.p.a., sul sito Betflag.
Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Messi uno accanto all’altro, questi due elementi raccontano una strategia. Un tetto di 5.000 € sul bonus è di un ordine di grandezza diverso da quello di NetWin, e significa che l’operatore si aspetta depositi di partenza consistenti; ma chi deposita cifre serie è anche chi vuole che il conto sia pienamente operativo subito, e le due modalità di identificazione forte offerte in alternativa alla registrazione classica servono esattamente a questo. Chi arriva con SPID o CIE non entra nella finestra dei 30 giorni e non rischia la sospensione con i prelievi bloccati.
Il verdetto riguarda il momento dell’apertura. BetFlag è il marchio della lista che tratta l’identificazione come parte dell’esperienza e non come una formalità da sbrigare dopo, e per un depositante serio quel dettaglio vale più di qualche decina di euro di bonus in più altrove. Chi apre il conto senza SPID o CIE si trova davanti al percorso classico, con i suoi tempi.
Eurobet: dal calcio alle elezioni, e il conto gestito dall’app
La concessione è la n. 16012, in capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. La stessa società detiene anche Bwin e Gioco Digitale, con concessioni distinte.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli, levrieri reali e Palline 2.0.
La larghezza di questo palinsesto ha un rovescio che conviene dire. Mettere le elezioni accanto ai derby significa che il marchio vende varietà più che specializzazione, e per chi scommette su un solo sport in modo continuativo un catalogo così esteso non aggiunge nulla di utile; serve invece a chi vuole trovare un evento in un martedì di luglio, o a chi cerca un mercato che gli altri non hanno. La gestione del conto dall’app, con depositi e prelievi dallo stesso schermo, è la parte che serve a tutti e vale la pena verificare prima di aprire.
Il verdetto su Eurobet è di ampiezza. È il marchio della lista che copre di più, e la copertura è reale, non nominale; chi cerca nicchie e mercati che gli altri non quotano parte da qui. Chi vuole un confronto stretto sui prezzi del calcio di Serie A non troverà in questa ampiezza alcun argomento, perché il prezzo si misura sul mercato che interessa.
bet365: partner globale della Champions e strumenti di tutela
La concessione è la n. 16030, in capo a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.
Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo la stampa di settore.
Sul lato della tutela è il marchio più articolato tra quelli documentati: gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Una pausa dal gioco è uno strumento diverso dall’autoesclusione: non ti toglie dal mercato, ti toglie dal tavolo per il tempo che decidi, e per chi vuole solo fermarsi una settimana senza bruciare il conto è la funzione più utile di tutte. È anche la più rara, perché costa all’operatore senza restituirgli nulla.
Il verdetto su bet365 è sulla trasparenza degli strumenti. Un marchio che mette in vetrina una pausa, un limite di versamento e un avviso sull’attività di gioco sta dichiarando di aspettarsi che il giocatore li usi, e per un lettore che vuole un conto con i freni già montati questo conta più dell’etichetta di partner globale. Resta vero che nessuno di questi strumenti sostituisce l’iscrizione al RUA quando la questione diventa seria.
Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi
La concessione è la n. 16027, in capo ad Azzurri Limited, sul sito Betsson. La società è la stessa che detiene la concessione di StarCasinò, con un numero e un sito diversi.
L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il binomio pre-match e live sullo stesso volume è la parte che definisce il marchio: un giocatore che segue le partite in diretta e vuole un mercato che si muova con l’azione cerca copertura live, e questo è il terreno su cui il marchio si dichiara forte.
Il punto che va detto riguarda la struttura dell’offerta: un conto che unisce sportsbook e casinò sotto la stessa concessione replica il modello di StarCasinò, e il giocatore deve decidere quale delle due parti userà, perché la seconda ha una struttura di costi completamente diversa dalla prima. Il margine della scommessa sportiva e il margine di una slot non si somigliano in nulla.
Il verdetto su Betsson è sul doppio uso. È un marchio con una gamba sportiva dichiarata in modo esplicito e un’ampiezza di eventi che regge il confronto con i primi della lista; chi apre il conto solo per il live su calcio e tennis trova quello che cerca, mentre chi lo apre per il casinò sta valutando un prodotto diverso da quello di questa pagina e dovrebbe misurare un altro costo.
SNAI: il Cash Out in primo piano e i mille virtuali
La concessione è la n. 16032, in capo a Snaitech Spa, sul sito Snai.
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il marchio propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket, il conto di gioco si gestisce dall’app con più modalità di ricarica, e l’assistenza è dichiarata a disposizione sette giorni su sette. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
Il Cash Out resta la funzione che meglio riassume il marchio. SNAI lo mette tra le funzioni dell’app, e va letta per quello che è: il prezzo di chiusura lo fissa la casa con lo stesso margine che sta dentro la quota di apertura, quindi chiudere non è un modo di giocare meglio, è un modo di giocare su un altro esito dello stesso costo. Chi cerca un controllo sul rischio che il prezzo di apertura non gli dà troverà qui uno strumento che gli altri della lista hanno in misura minore, e il fatto che sia la funzione più pubblicizzata del marchio dice anche quale tipo di giocatore il marchio si aspetta.
Il verdetto su SNAI è sulla gestione del rischio. Un operatore che mette la chiusura anticipata in primo piano si rivolge a chi vuole intervenire a metà partita, e per quel giocatore la presenza del Cash Out unita ai mercati granulari — tiri in porta, cartellini, rigori — offre una gamma che pochi marchi della lista eguagliano. Chi non chiude mai una giocata prima della fine troverà qui un’offerta completa ma non diversa dagli altri di prima fascia.
Cosa conviene fare dei prossimi dieci euro
Il conto che torna più spesso, alla fine, è quello del margine, e non perché sia elegante: perché è l’unico che non cambia con il risultato. Il metodo è semplice e va ripetuto sul mercato che interessa, non su uno spot pubblicitario.
Sul mercato a due esiti illustrativo con quote 1,90 e 1,90 il payout è circa 0,95 e il margine il 5 % circa; con 2,00 e 1,90 il margine scende al 2,6 % circa; con 1,85 e 1,85 sale all’8 % circa. La forbice va letta come forbice: il margine di un mercato illustrativo a due esiti, con quelle quote, sta tra il 2,6 % e l’8 %. Su una multipla le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico, e con esse i margini. È il motivo per cui due operatori che sembrano identici nelle promozioni possono costare, sulle stesse giocate di un anno, qualcosa di molto diverso.
Da qui discendono quattro decisioni che valgono più di qualsiasi bonus. La prima: guardare il numero di concessione e la società nelle condizioni del marchio, perché è l’unica informazione di quella pagina verificabile su una fonte pubblica e non dipende dalla buona volontà di nessuno. La seconda: scegliere il marchio in base a dove sta il proprio denaro, non in base a dove sta il bonus, e quindi preferire chi preleva sul metodo che già si usa. La terza: aprire il conto con SPID o CIE quando il marchio lo consente, oppure mettere in conto la finestra dei 30 giorni prima di versare, perché un conto non convalidato con i prelievi bloccati non è un conto. La quarta: impostare al ribasso, subito, il limite di deposito settimanale o mensile, sapendo che scendere ha effetto immediato e salire richiede sette giorni.
E se la domanda è dove non andare, la risposta sta nell’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 e nella Legge 401/1989, art. 4, per come ADM stessa li riassume: i siti inibiti sono oscurati a livello di DNS con aggiornamenti continui, i prestatori che non rispettano l’ordine sono sanzionati, e chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è a sua volta sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Sul piano fiscale la partita cambia ancora: le vincite di un concessionario ADM non vanno dichiarate, quelle di un sito estero rientrano tra i redditi diversi secondo l’interpretazione della risoluzione n. 141/E del 2010, e su questo conviene un commercialista.
Un’ultima cosa, che nessun confronto scrive. Il margine si paga su ogni giocata, anche quando vinci; il bonus si prende una volta. Chi apre il conto seguendo la seconda cosa e ignora la prima sta comprando il regalo e pagando il prezzo. Con i numeri di questa pagina in mano la scelta è più stretta e più chiara: si sceglie il marchio che alza meno il costo di ogni singola giocata, e lo si sceglie sul mercato che si gioca davvero.
Domande frequenti sulle scommesse sul web
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it; in alternativa si legge il numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni del marchio, che gli operatori sono tenuti a dichiarare. Una presenza in un confronto commerciale, da sola, non prova nulla.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Dieci euro a 2,40 restituiscono 24 €, con 14 € di guadagno. Su una combinazione le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico, e la vincita è la puntata per quel prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote di un solo mercato e si prende l’inverso di quella somma: su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il payout è circa 0,95 e il margine il 5 % circa. Con 1,85 e 1,85 il margine sale all’8 % circa. Il conto va fatto su un mercato alla volta.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni dei marchi mostrano che un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. Sulla base imponibile e sulla cifra del limite fissato da ADM nel bando restano punti aperti.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, secondo la ricostruzione della stampa di settore: il prelievo cade sul concessionario e si riceve la somma netta. È una lettura riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: su importi rilevanti conviene un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito è esposto al blocco DNS da parte di ADM e chi vi gioca non è coperto dal RUA né dalla vigilanza italiana. ADM stessa ricorda che la Legge 401/1989, art. 4 sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi, e le vincite rientrano tra i redditi diversi da dichiarare secondo l’Agenzia delle Entrate.
Chi risponde di questi dieci siti, e come ricontrollarlo
Le dieci righe che seguono sono il livello minimo di verifica di questa pagina, quello che un lettore può rifare da solo in pochi minuti sul sito di ADM e nelle condizioni contrattuali di ciascun marchio. Concessione, sito autorizzato e società concessionaria: sono i tre campi che rendono un confronto verificabile invece che suggestivo, e sono gli unici tre che questa pagina ripete per tutti.
| Marchio | Concessione ADM | Sito autorizzato | Società concessionaria |
|---|---|---|---|
| Betfair | 16028 | Betfair | Betfair Italia S.r.l. |
| Lottomatica | 16010 | Lottomatica | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. |
| StarCasinò | 16026 | StarCasinò | Azzurri Limited |
| Planetwin365 | 16007 | Planetwin365 | Pwo S.p.a. |
| NetWin | 16035 | NetWin | Netwin Italia S.p.a. |
| BetFlag | 16008 | BetFlag | Betflag S.p.a. |
| Eurobet | 16012 | Eurobet | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale |
| bet365 | 16030 | bet365 | Hillside (New Media Malta) Plc |
| Betsson | 16027 | Betsson | Azzurri Limited |
| SNAI | 16032 | SNAI | Snaitech Spa |
Due società vi compaiono due volte, con due concessioni e due siti: Azzurri Limited su Starcasino.it e Betsson.it. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare una volta, ma detiene anche Bwin e Gioco Digitale con concessioni proprie, e questo è il modo migliore per capire che cosa significhi davvero «marchio» in un mercato dove la concessione è legata al sito.
Restano fuori dal registro, alla data di verifica, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet: non figurano tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. L’elenco non è però la fine della storia, perché ADM è autorizzata a inibire i siti non legali a concessioni e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno: i nomi cambiano più in fretta di quanto una lista si aggiorni, e il filtro che invecchia meglio è la concessione, non il marchio.
Se un nome non compare nell’elenco, non significa automaticamente che sia privo di concessione: significa che non compare. E se un nome compare, continua a non significare che accetti scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Il test completo resta quello descritto nella sezione sulla normativa: registro per la concessione, sito e app per l’offerta. Chi cerca una scorciatoia in una singola lista di confronto la sta cercando dove non esiste.
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