Siti di scommesse con licenza ADM, la scelta che conta davvero
3 Novembre 2026 — dati verificati sui Termini e Condizioni degli operatori, sulle schede degli store e sulle pagine informative dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Chi cerca un sito di scommesse in Italia non sta cercando un bookmaker, sta cercando un pezzo di carta. La differenza tra un operatore con concessione e uno senza non si vede nella grafica del sito, non si sente nella voce dello spot, non la dice nessun banner — eppure decide se esiste un registro che ti blocca quando chiedi di smettere, se esiste un’autorità che risponde quando qualcosa va storto, se esiste un giudice italiano davanti a cui portare una controversia. Il resto sono gusti: quote, palinsesti, app, tempi di prelievo. Le prime cose sono condizioni.
Il mercato italiano ha una particolarità che vale la pena afferrare subito: la concessione si concede per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS), letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici che vanno da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo indirizzo .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Questo dettaglio apparentemente burocratico cambia il modo in cui si legge un qualsiasi confronto tra bookmaker, compreso quello che trovi più sotto.
Poi c’è il punto che nessuna classifica scrive in grande: l’elenco dell’Agenzia non ha una colonna per i giochi. Un nome autorizzato non dice, da solo, che quel concessionario offre anche scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Che quel sito accetti davvero una schedina sul derby lo dice il sito stesso, non l’elenco. La concessione è la condizione necessaria; il palinsesto è la prova pratica.
Questa pagina prende la licenza come criterio di ammissione e poi guarda cosa resta: quali strade ha davanti chi vuole giocare legalmente in Italia, quanto costano quelle strade, quali protezioni si portano dietro e quali lasciano intendere di più di quanto facciano. La scelta, alla fine, non è tra un concessionario e l’altro soltanto. È anche tra giocare dentro la vigilanza italiana o fuori da essa — e le due posizioni non costano lo stesso.
La concessione ADM, spiegata senza giri di parole
Perché il gioco a distanza in Italia esiste solo con un titolo
Il principio sta in una riga e non ha eccezioni: in Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi possiede una concessione dell’ADM. Non è una licenza qualsiasi, non è un’autorizzazione che si richiede e si ottiene pagando una quota. Le concessioni si assegnano con gara pubblica. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, disegna l’intero sistema.

L’art. 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Sono mestieri diversi, e un concessionario può averne uno, tre o tutti.
L’art. 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Non è una proroga tacita, è un termine. I requisiti per partecipare alla gara comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e un piano di investimenti, con l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
A questa architettura si aggiunge un vincolo che sfugge a quasi tutti: si può scommettere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Un evento nuovo entra uno alla volta. A settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto in un dato momento non è materia di legge, ma di approvazione caso per caso.
Cosa dice davvero l’elenco dei concessionari autorizzati
L’Agenzia tiene due liste pubbliche, e la coppia è più eloquente di quanto sembri. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga l’elenco dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, pubblicandoli sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Da una parte chi può; dall’altra chi non può più, bloccato.

Verificare un operatore è quindi un’operazione a due passaggi, e nessuno dei due è una ricerca su un motore. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia; e si legge la dichiarazione che l’operatore stesso fa nei propri Termini e Condizioni. Il secondo passaggio dà il numero, il primo dà la conferma.
AdmiralBet, per esempio, scrive nei suoi termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. È la forma corretta: numero, autorità, indirizzo. Se in un contratto c’è il numero ma non il titolo, o il titolo è estero, la verifica si chiude lì.
Un avvertimento che vale per chiunque legga una classifica: comparire in un confronto non è una concessione. Un sito di confronto non autorizza nessuno, non verifica nulla per conto dell’Agenzia e non risponde di quello che scrive un operatore sulla propria home page. Un posto in lista è una comodità editoriale, la riga dell’elenco è un atto amministrativo.
I nomi che circolano di più nelle ricerche degli italiani sono spesso nomi che nell’elenco non ci sono. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Nessuno di loro è «nuovo» o «in arrivo»: semplicemente non sono autorizzati a raccogliere giocate in Italia con quel titolo. E qui la scelta si biforca in modo netto, perché il mercato parallelo che accetta giocatori italiani esiste, si trova in tre clic e non ha alcun titolo italiano.
Il .it non è un dettaglio grafico, è la traccia della vigilanza
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un dominio .it? Perché è la conseguenza meccanica di come il titolo è costruito. La concessione è legata a un sito, l’elenco dell’Agenzia associa ogni codice a un indirizzo, e quell’indirizzo è italiano. Il .it non è una scelta di marketing localizzato: è l’etichetta esterna di una filiera che passa da un’autorità nazionale.
Ne segue una conseguenza pratica che conviene tenere a mente quando un operatore «scrive in italiano con prezzi in euro» ma sta altrove. Un dominio estero può essere tradotto, può mostrare la bandiera, può persino accettare Postepay. Non ha un codice da 16000 e rotti, e quindi non ha nessuno degli strumenti che a quel codice sono appesi: nessun collegamento al registro unico degli autoesclusi, nessuna supervisione dell’Agenzia, nessun foro italiano naturale per una contestazione.
La differenza tra due siti che sembrano identici è spesso tutta qui, e non si vede dall’esterno. Un concessionario dichiara il titolo nei termini del conto di gioco, in mezzo a clausole che nessuno legge; un operatore offshore dichiara una licenza di un’autorità che in Italia non conta nulla. La prima frase è verificabile in trenta secondi. La seconda, una volta letta, dice già abbastanza.
Le protezioni che un titolo ADM porta con sé
Età, identità, e il conto che non si apre in anonimato
Scommettere in Italia richiede 18 anni compiuti, e non è una cortesia dell’operatore: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i princìpi del riordino, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.
Poi c’è l’identificazione, e qui la filiera diventa più interessante di come la raccontano le pubblicità. Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con invio di un documento e, accanto, le identità digitali: SPID e, in alcuni casi, CIE tramite un provider SPID. BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet accetta la registrazione classica con caricamento di fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.
Il punto che nessuna recensione mette in evidenza è il termine. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano — è quanto dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non ti trovi con una vincita ferma e un documento ancora da caricare. La scelta tra registrazione manuale e identità digitale è quindi una scelta tra due percorsi con tempi diversi, non tra due comodità equivalenti: chi ha SPID o CIE si toglie il problema in anticipo, chi non ce l’ha si prende un conto a scadenza. A chi apre il primo conto con calma consiglio il giro lungo, cioè il documento caricato subito e bene; a chi ha fretta di giocare il sabato pomeriggio consiglio di non aprire nulla prima di aver sistemato l’identità.
I limiti che scegli tu, e la differenza tra abbassarli e alzarli
Qui si arriva al cuore della questione, e anche al punto in cui le parole delle società di scommesse somigliano pericolosamente a quelle delle associazioni che si occupano di dipendenza dal gioco. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, tra le altre cose: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte che conta per chi gioca è la seconda: al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Non è un numero calato dall’alto, è una decisione presa in un momento in cui nessuno ha ancora perso niente — il momento migliore per prenderla. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisa la meccanica che sfugge a molti: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le pagine degli operatori mostrano la stessa asimmetria tra abbassare e alzare.
Vale la pena dirla senza addolcirla: quella asimmetria è il meccanismo più utile di tutta la pagina. Un limite che si abbassa all’istante e si alza in una settimana è progettato per proteggere la versione di te che domani sera, dopo tre sconfitte di fila, vorrebbe alzarlo. Il deposito limitato è l’unico freno che agisce prima della giocata, non dopo. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: le leve vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. E il limite di deposito che l’ADM fissa nel bando di gara non ha, nella documentazione degli operatori, un valore pubblicato.
C’è poi una questione di denaro che vale la pena inquadrare come si deve: le ricariche. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche» — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro dell’Agenzia. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È una via comoda per chi non vuole legare la carta al conto, ma non è una via di prelievo, e il plafond settimanale in contanti non è negoziabile al banco.
Autoesclusione e RUA: l’interruttore che vale più di ogni altro
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e non è un’iniziativa di marketing. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il registro copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, non solo quella dove hai premuto il pulsante.
Le forme sono tre: trasversale, cioè tutti i concessionari con blocco di nuovi conti; su un singolo concessionario; su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Le durate sono la parte che cambia più in fretta. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’autoesclusione a tempo indeterminato, oggi, si revoca solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza, e il punto è esattamente questo: una porta che si chiude e non si riapre quando il giocatore ci ripensa alle due di notte.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Per chi ha problemi con il gioco c’è il numero verde nazionale 800 558822, gratuitamente e in forma anonima.
Il dettaglio che distingue una scelta informata da una scelta sulla carta: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un operatore offshore non è protetto da nulla, perché quel registro non lo conosce e nessuna autorità italiana ha titolo per farlo rispettare. Il registro è una porta che esiste solo nel palazzo a cui è ancorata. Chi sceglie un .it compra anche quella porta; chi sceglie fuori, no, e nessun pulsante «gioco responsabile» nell’interfaccia compensa la differenza.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
I criteri con cui questa lista è costruita
Dieci operatori, dieci titoli, dieci siti .it. Non è una classifica di quote, e non potrebbe esserlo in modo onesto: le quote cambiano dieci volte al giorno e una tabella che le fotografia invecchia prima di essere letta. I criteri sono tre, e sono roba che non scade in un pomeriggio: il titolo, verificabile nell’elenco dell’Agenzia e leggibile nei termini dell’operatore; la profondità e la fisionomia del palinsesto, così come la descrivono le schede delle app; e gli strumenti con cui si apre e si controlla il conto, cioè identità, limiti, autoesclusione.
Il primo criterio è binario: c’è o non c’è. Il secondo è di carattere: c’è chi punta sull’ampiezza, chi sulla comodità, chi sul calcio e basta. Il terzo è quello su cui gli operatori si assomigliano di più — la concessione impone una base comune a tutti — e proprio per questo è quello su cui le differenze, quando ci sono, pesano di più.
I nomi dei confronti sono anche i nomi dell’app, e i loghi si somigliano. Dietro, le aziende spesso no: il concessionario raramente porta il nome del marchio. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la società della concessione di Eurobet, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare sui titoli di Goldbet e Lottomatica, Azzurri Limited su Betsson e StarCasinò. Chi vuole sapere con chi ha un contratto lo legge nella riga del titolo, non nel footer colorato.
Il panorama dei dieci concessionari
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i suoi termini o la sua scheda |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Conto con documento o SPID di livello 2; limite di ricarica, spesa e tempo in registrazione, riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Account accessibile con Touch ID; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, con Cash Out |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 € |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID, oppure bonus di verifica da 5 € con documenti entro 96 ore; massimo 100 € di bonus per giocata |
Quello che la tabella mostra meglio di qualsiasi commento è quanto poco il titolo distingua gli operatori tra loro e quanto li distingua, invece, dal resto del mondo. Dieci righe, dieci concessioni, tutte nello stesso intervallo di codici e tutte assegnate con la stessa gara. Le differenze cominciano dal secondo criterio: Goldbet parla di schedine e di tutti i campionati di calcio, Eurobet allarga fino agli scacchi e alle elezioni politiche, Betfair vende la variante tecnica con i mercati combo, Sisal mette sul tavolo il numero — oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket.
La colonna che non c’è è quella delle quote, e vale la pena spiegare perché. Le condizioni e le schede degli store dicono cosa un operatore offre, non a che prezzo. Un confronto di quote ha senso solo con una data accanto, perché la quota di un singolo evento è il risultato di un mercato che si muove di minuto in minuto; qualsiasi tabella senza quella data è un’illustrazione, non un dato. Chi confronta seriamente guarda il margine della singola partita sul proprio schermo, il giorno in cui scommette.
Quanto può costare l’offerta di benvenuto di turno
La voce «bonus di benvenuto» è quella su cui gli operatori si distinguono di più, e quella su cui i numeri si leggono di meno. Un esempio con i numeri che la pagina ha già: chi si dà un tetto di 100 € alla settimana e lo punta una volta su un mercato a due esiti proposto a quota 1,90 e 1,90. La somma degli inversi viene 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1,0526 circa, e il payout condiviso è l’inverso di quel valore: 0,95, ovvero il 95 %. Il margine del bookmaker su quel mercato è quindi il 5 %. Con questi due numeri si arriva al costo medio del giro: su 100 € di puntate, il costo medio atteso è 100 € × 5 %, cioè circa 5 €. È una stima statistica su molte giocate nelle stesse condizioni, non una previsione su una singola schedina.
Il numero che rende utile quel conto è il fatto che non sia fisso. Il 5 % vale per un mercato a due esiti con quelle due quote: su un mercato a tre esiti, o su una multipla, il payout condiviso scende e il margine sale, e le scommesse che gli operatori spingono di più — le combo, le multiple con quote maggiorate, i mercati unici — stanno dalla parte sbagliata di quella forbice. Il limite di deposito scelto in registrazione ha quindi un secondo effetto, oltre a quello per cui è pensato: fissa anche l’importo su cui il margine agisce ogni settimana. Cento euro di tetto valgono circa 5 € di margine settimanale; un tetto più largo costa in proporzione, e vale la pena saperlo prima di decidere il numero.
Attenzione, però, a non confondere il gioco col conto del mondo reale: il costo medio atteso non è un prezzo sicuro, è una media su molte ripetizioni, e su una singola schedina puoi incassare il doppio o perdere tutto. E il margine è incorporato nella quota, non addebitato a parte: nessun operatore ti scrive «5 € di commissione», te li fa pagare nel prezzo. Chi capisce questo smette di cercare il bookmaker che «non applica commissioni» e comincia a guardare il payout delle quote che gli interessano davvero.
Un’offerta di benvenuto che vale un’occhiata da vicino
Tra le dieci, NetWin è quella i cui termini dicono esplicitamente come funziona il premio: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento. Due cose saltano all’occhio, e nessuna delle due è il 100 %. La prima è «conto verificato»: la promozione è agganciata a quel percorso di identificazione di cui si è detto, quindi il premio arriva dopo i documenti, non prima. La seconda è il deposito minimo di 20 €: sotto quella soglia l’offerta non esiste, e non è una questione di eleganza commerciale, è la condizione di accesso.
Un’offerta di questo tipo si giudica su tre domande, e nessuna riguarda il numero grande. Quanto vale il bonus rispetto a quello che ci vuoi fare sopra? Che requisiti di puntata porta? E quando si trasforma in saldo prelevabile? Sul primo punto, 50 € è una cifra modesta ma reale — non è un gettone, è un quarto del tetto di deposito settimanale dell’esempio di prima. Sugli altri due, le condizioni variano da operatore a operatore, e nella regolazione italiana il riferimento è quello che dice il concessionario nei propri termini, che a sua volta rimanda ai requisiti previsti dalle normative ADM.
Il consiglio che darei a chi apre il conto proprio per il bonus: leggete la schermata del deposito prima di riempirla, non dopo. Un premio che si scopre vincolato quando è già sul conto è un premio che si è comprato a prezzo pieno.
Come si distribuiscono le quote, e dove finiscono i margini
Il prezzo del biglietto è dentro la quota, non accanto
Chi arriva alle scommesse sportive venendo dal mondo delle commissioni esplicite — i broker, le piattaforme che ti scrivono quanto ti hanno tolto — fatica a capire che qui il costo non si vede. Il margine del bookmaker è la differenza tra il 100 % e la quota di payout condiviso di un mercato, cioè la parte che un mercato restituisce a chi punta tutte le uscite. In un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90, quella parte è il 95 % e il margine è il 5 %. In un mercato con più uscite, la stessa somma si allarga e la parte restituita si restringe.
Il lettore attento ha già capito dove sta l’inganno: la quota alta non è mai un regalo, è una percentuale applicata a un prezzo. Una quota a 1,90 su una partita dall’esito equilibrato restituisce il 95 % di tutto il movimento; una combo che promette un moltiplicatore importante restituisce meno, perché somma i margini di tutti i mercati che la compongono. È il motivo per cui, a parità di divertimento, la schedina semplice è quasi sempre la più generosa. Non è una morale da autore, è aritmetica.
Il tetto ai bonus di William Hill aiuta a mettere a fuoco il principio: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l’operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un credito da 10 € che si può usare solo dentro un requisito di giocata non è 10 € di saldo, è un’opzione su una serie di puntate. Chi lo chiama «denaro» ha già sbagliato il conto.
Tax, vincite e la differenza tra un titolo italiano e uno estero
Il fisco delle scommesse in Italia è costruito in modo che il giocatore non veda nulla, e questa è la prima cosa da capire. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Lato giocatore, la ricostruzione che circola — confermata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, ma non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi da prendere con il commercialista accanto — è che le vincite pagate da un concessionario ADM siano tassate alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.
Il quadro cambia se il conto è altrove. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicabile che non è dato conoscere. Il che andrebbe detto come va detto: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il punto per chi sceglie è che il conto italiano chiude la partita fiscale per te, quello estero la apre.
Siti inibiti, DNS e il conto che si paga per giocare fuori
La seconda lista di cui si diceva non è un archivio storico, è uno strumento operativo. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, Guardia di Finanza e Sogei tengano l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM redirige i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Sul funzionamento pratico vale la pena essere precisi, perché è la parte che i lettori cercano e nessuno spiega. Il blocco agisce a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività vanno a rilento; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, secondo la stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: il sito sparisce dalla navigazione normale, non dall’esistenza.
Poi c’è il capitolo che nessun sito commerciale scrive in home page. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 punisce anche chi partecipa. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, riporta che la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto alcun procedimento contro un giocatore.
Su questo punto non ci sono battute da fare. Il rischio non è un banner bloccato o un prelievo lento: è una norma penale che l’autorità stessa cita, e un giocatore che accetta un mercato fuori dai canali autorizzati si assume una posizione di cui forse non conosce l’esistenza. Chi vuole giocare fuori dai confini per una quota più alta farebbe bene a mettere accanto al guadagno atteso il nome della legge.
Un’ultima nota, perché il quadro legale che sembra appena cambiato non lo è. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il Decreto Dignità — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. L’AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). E una proposta di modifica presentata con un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026, per eliminare il divieto sull’indiretta — le sponsorizzazioni, per intendersi — non ha un esito noto: il divieto è in vigore alla data di verifica.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: sono due cose distinte che i lettori confondono spesso. Che un’offerta di benvenuto esista resta legittimo; che la si possa reclamizzare in televisione, allo stadio o su una maglia, no. E non esiste, nella documentazione disponibile, né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.
I dieci concessionari, uno per uno
Goldbet: il calcio preso sul serio, senza fronzoli
Goldbet è una delle due anime di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la società della concessione n. 16009, che è anche la concessionaria di Lottomatica: due marchi diversi, un solo titolare, due righe distinte nell’elenco dell’Agenzia. Vale la pena notare la cosa perché è il tipo di dettaglio che una classifica che mette i marchi in fila per quote non fa emergere.
L’app le scommesse le inquadra tutte insieme: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto collegato alla registrazione dall’operatore stesso. La lettura è quella che dà una piattaforma pensata per il giocatore da weekend e da Serie A: la giocata live, la schedina che si compone la domenica pomeriggio, il sistema per chi vuole giocare cinque partite e non una. Nessuna ambizione enciclopedica, nessun evento strano.
Chi cerca la varietà estrema troverà altrove qualcosa di più ricco; chi cerca la schedina composta senza combattere con l’interfaccia troverà qui la strada corta. La differenza tra Goldbet e Lottomatica, alla fine, non è tecnica: è una differenza tra due marchi della stessa casa, e saperlo evita di considerare la scelta tra i due una scelta tra due operatori indipendenti.
Betfair: il posto dove il mercato si vede
Betfair è la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., ed è il brand che in Italia porta con sé la storia del betting exchange, la forma di gioco in cui un giocatore può fare il bookmaker o lo scommettitore e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. Il legislatore la riconosce come gioco a sé nell’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, e la definizione tecnica dell’art. 2, lett. u) è esattamente quella: interazione diretta tra i giocatori.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un palinsesto costruito per chi sa cosa vuole e non ha bisogno di trenta mercati sul primo tempo: chi entra per un multigol lo trova, chi entra per un mercato di nicchia su una serie minore probabilmente no. La documentazione stessa di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata back minima di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che in regime di exchange il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, ma Betfair è descritta come il primo, con la concessione 16028.
Betfair resta il posto giusto per un lettore smaliziato, anche piccolo, che ha già un’idea di prezzo. Chi cerca un mercato scarno e meccanico, con poche distrazioni, qui sta bene; chi cerca cento eventi al giorno da scorrere con il pollice avrà poco da scorrere.
Lottomatica: palinsesto largo, tempo reale e diretta
Lottomatica è la concessione n. 16010, sempre Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e la sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per permettere di scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il vero differenziale non è l’elenco dei campionati, che è simile a quello di mezzo mercato, ma l’abbinamento tra il dato in tempo reale e la diretta video: la scommessa live senza la partita davanti è un atto di fede, con la partita davanti è una lettura. Chi gioca soprattutto in-play trova qui la combinazione più utile delle tre app di questo gruppo, e chi vuole un’unica piattaforma dove tenere insieme pre-match e live ha un motivo concreto per sceglierla. Chi invece gioca una multipla a settimana e guarda la partita al bar non guadagna quasi nulla da questa dotazione, e può benissimo lasciarla a chi la usa.
AdmiralBet: i limiti messi nel punto in cui servono
AdmiralBet è la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., l’unico operatore del gruppo a cui le condizioni d’uso riconducano in modo esplicito il funzionamento delle leve di controllo del conto — ed è per questo che nella lista ricopre il ruolo che gli altri non ricoprono.
Nei termini ci sono due cose che vale la pena leggere insieme. La prima è l’apertura del conto: registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. La seconda è la registrazione stessa come momento in cui si fissano i limiti: un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola asimmetrica — riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni. In aggiunta, l’operatore dichiara il proprio titolo nei termini, con la concessione n. 16048 e il sito di erogazione del servizio.
Il lettore che confronta dieci operatori generalisti troverà qui l’unico caso in cui le regole d’uso dicono qualcosa che le altre schede non dicono. Chi vuole che il proprio tetto settimanale sia stabilito prima ancora di fare login ha una ragione tecnica per aprire qui; chi non ha alcuna intenzione di usare i limiti non ci guadagna né ci perde, perché il meccanismo è disponibile ovunque e resta una scelta del giocatore.
BetFlag: l’identità digitale come porta d’ingresso
BetFlag è la concessione n. 16008 di Betflag S.p.a., e il suo tratto distintivo sta tutto in come si apre il conto. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Su dieci operatori, questo è il caso in cui l’identità digitale è presentata come percorso di pari dignità rispetto al modulo tradizionale, non come opzione nascosta. Per chi ha già SPID o CIE e apre conti regolarmente è una scorciatoia che vale i minuti risparmiati; per chi apre il primo conto in vita sua è l’occasione di imparare il passaggio che, senza identità digitale, gli farà correre il rischio dei 30 giorni di validazione sospesa. Chi invece diffida per principio della cessione di identità digitali troverà la strada tradizionale perfettamente funzionante, con l’unico costo di un documento da fotografare bene.
SNAI: la schedina classica con il cash out
SNAI è la concessione n. 16032 di Snaitech Spa, uno dei nomi che il pubblico italiano associa alla scommessa sportiva da prima che esistesse il sito. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il palinsesto dei mercati è costruito intorno alla partita di calcio più che intorno allo sport in generale: risultato esatto, goal, tiri, cartellini, rigori sono tutti modi diversi di scommettere sulla stessa partita, e il cash out è lo strumento che rende quella partita gestibile anche dopo il fischio d’inizio. È un pacchetto coerente. Il lettore a cui interessa la partita singola con mille angolazioni trova pane per i suoi denti; chi cerca il baseball o il ciclismo probabilmente resterà deluso, e conviene che lo sappia prima di aprire il conto.
Eurobet: il palinsesto che non finisce con lo sport
Eurobet è la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la sua app è quella che allarga di più il concetto di evento. Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Questo è il caso in cui la scelta tra gli operatori diventa davvero una scelta di gusto. Chi guarda il ciclismo o il golf e non trova mai un mercato decente altrove qui ha qualcosa; chi vuole mettere cinque euro su un festival o su un risultato elettorale ha un posto dove farlo legalmente. Chi invece scommette solo sul calcio e considera i mercati di spettacolo una stranezza non ha nessun motivo di preferire Eurobet a SNAI, e la ricchezza del palinsesto non è un beneficio per lui: è solo un menu più lungo.
Sisal: numeri grandi e accesso rapido
Sisal è la concessione n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., e la sua app per le scommesse sportive ha due caratteristiche che si vedono subito. La prima è tecnica: si accede al conto di gioco anche con Touch ID e si piazzano le scommesse da mobile, senza digitare credenziali ogni volta. La seconda è dimensionale: l’operatore indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Chi vuole scegliere in fretta, con l’impronta e senza password, e avere sempre qualcosa da guardare in streaming, qui ha il pacchetto più completo. Chi invece scommette due volte al mese su una partita sola non ha bisogno di 15.000 eventi live: quel numero è un costo di interfaccia che non gli rende nulla.
NetWin: poche promesse, un’offerta scritta per esteso
NetWin è la concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., e tra i dieci è quello che mette per iscritto la propria offerta di benvenuto nei termini propri, senza lasciarla intuire: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento.
C’è una ragione per cui vale la pena aprire il conto qui e non altrove proprio per il premio: i numeri stanno nella pagina ufficiale del bonus, con le tre condizioni che contano — tetto, soglia minima di deposito, stato del conto — e non in un banner che cambia ogni mese. Il 100 % suona bene e lo suonerebbe meglio se il tetto non fosse 50 €; il deposito minimo di 20 € taglia fuori chi voleva provare con meno. Detto questo, la combinazione tetto basso e soglia bassa è coerente: l’offerta è pensata per chi entra in piccolo, non per chi cerca cifre grosse. Chi vuole provare un concessionario senza bruciare centinaia di euro ha qui un’opzione onesta; chi cerca un bonus da centinaia di euro deve guardare altrove e leggere i requisiti con più attenzione.
William Hill: il bonus legato a come apri il conto
William Hill è la concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc — una società con titolo estero nel nome e concessione italiana nel titolo — e la sua particolarità sta nel fatto che il benvenuto cambia a seconda del percorso di identificazione scelto. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Due percorsi, due premi, e una differenza di 5 € che è il prezzo implicito della comodità: chi usa SPID incassa prima e di più, chi compila il modulo aspetta i controlli e incassa la metà. Nessuno dei due è un regalo, perché in entrambi i casi il credito non è subito prelevabile: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l’operatore precisa che i bonus vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un bonus da 10 € utilizzabile su giocate fino a 100 € di credito è, in pratica, credito da giocare: chi lo legge come saldo liquido si sta comprando un pacco di puntate con l’etichetta del premio. Chi ha SPID e vuole imparare in fretta come si comporta un bonus qui trova un caso didattico; chi non ha SPID, o non ne vuole sapere, sa già che il suo premio sarà più piccolo.
Domande frequenti su licenza ADM, tutele e vincite
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si fa in due passaggi. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che l’ADM tiene insieme alla lista dei siti inibiti; poi si legge la dichiarazione dell’operatore nei suoi Termini e Condizioni, dove deve comparire il numero di concessione e la società. Un nome nell’elenco non basta: la concessione è legata a un singolo sito.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un dominio .it?
Perché la concessione è assegnata per sito e ogni riga dell’elenco dell’Agenzia è associata a un unico indirizzo italiano. Il .it è l’etichetta di quella associazione, non una scelta di localizzazione: un dominio estero non ha codice di concessione italiano e quindi non ha accesso al RUA, alla vigilanza dell’Agenzia e alle tutele previste per i conti aperti in Italia.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che copre tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. L’autoesclusione può essere trasversale, riferita a un singolo concessionario o a una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, si richiede dal portale ADM con SPID o presso un concessionario, e blocca depositi, giocate e nuovi conti.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite di deposito, settimanale o mensile, lo sceglie il giocatore al momento della registrazione, insieme agli altri autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. La regola che conta è asimmetrica: ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede di norma 7 giorni, come indicano i termini di AdmiralBet. Un tetto statutario in euro sulle puntate non risulta.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna delle tutele del titolo italiano: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun foro italiano per una controversia, e la concreta possibilità che il dominio venga inibito a livello DNS e oscurato. In più, l’ADM cita la legge 401/1989: anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui conti dei concessionari ADM l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite — la versa l’operatore, quindi il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Fuori da lì la posizione cambia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, tratta le vincite online come redditi diversi, da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730.
Cosa resta da decidere quando il titolo è a posto
La domanda con cui si apre questa pagina ha una risposta più corta di quanto ci si aspetti. Chi è autorizzato a offrire scommesse a giocatori italiani si legge in un elenco pubblico, e sono 52 siti per 46 società; chi non lo è non è nascosto da nessuna parte, semplicemente sta fuori da quell’elenco. La verifica non richiede una classifica e non richiede di fidarsi di chi scrive: richiede due pagine, e trenta secondi.
Sistemata quella, il confronto tra i dieci diventa una faccenda di gusti con qualche differenza reale. Chi gioca in-play e ha bisogno di vedere la partita sceglie tra le piattaforme che offrono diretta e dati in tempo reale; chi vuole la schedina classica di calcio con tutti i mercati laterali sceglie un palinsesto costruito intorno alla partita; chi cerca il mercato tecnico guarda dove c’è l’exchange; chi apre il primo conto in piccolo guarda le soglie minime e i requisiti di puntata dei bonus, non i numeri grandi delle pubblicità che non si possono fare. E c’è chi vuole che i limiti li fissi il prodotto e non la propria buona volontà, e nel gruppo ce n’è uno i cui termini lo dicono per iscritto.
Resta il costo, che nessun operatore ti dice a voce e che vale la pena portarsi dietro da questa lettura: il prezzo del gioco sta dentro la quota, e in un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 è il 5 % di quello che giochi — circa 5 € ogni 100 € di puntate, in media su molte giocate, che il tuo tetto di deposito settimanale riscrive ogni lunedì. Un bonus che ti sembrava grande, letto da qui, è un’offerta su una serie di puntate che pagano quel margine a ogni giro. Non è una condanna del gioco: è il conto, e conviene averlo presente prima di decidere quanto mettere sul conto e dove metterlo.
Servizi a tutela di chi gioca
L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che non arriva al giocatore sotto forma di servizio diretto, ma va nella direzione opposta a quella che il nome «bonus di benvenuto» suggerisce: da una parte si spinge a giocare, dall’altra si finanzia chi prova a limitare i danni. Le due cose convivono nello stesso sistema, e fingere che una delle due non esista è il modo più veloce per non capire come funziona.
Sul piano pratico, i canali di aiuto esistono e sono elencati per legge: l’art. 15, comma 1, lett. f) chiede ai concessionari un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno, e il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Per i residenti in Italia bet365 indica nei propri strumenti di gioco responsabile il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione — un esempio utile di come un operatore comunque elenca gli strumenti, senza che questo dica nulla di quanto siano comodi da trovare in interfaccia.
Il punto che vale più di tutte queste righe è però quello già messo a fuoco parlando del registro: la tutela più efficace è quella che non si lascia disattivare con una password dimenticata. L’autoesclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza; quella indeterminata si revoca solo dopo almeno nove mesi. Sono termini scelti da chi li ha fissati per mettere un attrito esattamente dove serve, e l’attrito è il servizio. Chi ha dubbi sul proprio rapporto con il gioco trova aiuto, gratuitamente e in forma anonima, al numero verde; chi vuole solo mettersi al riparo da sé stesso per un trimestre lo può fare dalla propria scrivania, in due minuti e con SPID. Il resto lo fanno i limiti scelti in registrazione, che sono l’unica leva che agisce prima che la partita cominci.
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