Scommesse con Mastercard: la carta entra, i soldi tornano quando l'operatore decide
Un numero di carta, per un bookmaker italiano, non è la prova di niente. La prova è la concessione ADM, che viene rilasciata per singolo sito e non per marchio. E la carta è soltanto uno dei strumenti con cui si carica un conto di gioco. Vale la pena partire da qui, perché la domanda che porta un lettore su questa pagina — «questo operatore accetta Mastercard?» — è la più facile di tutte, mentre quella che decide se i suoi soldi sono al sicuro e quando rientrano è un’altra, e nessun logo in fondo alla home page la risolve.

Che la carta si chiami Mastercard o PostePay cambia poco quando il conto ha già un’intestazione, una concessione e un registro sopra di sé. Cambia molto, invece, se dietro c’è un sito estero senza concessione: lì la carta passa lo stesso, e con essa passa anche il rischio.
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le posizioni sulle concessioni e sull’elenco dei concessionari sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
La classifica: chi accetta la carta e che cosa dichiara nei propri termini
Il criterio della valutazione e come leggerla
Mettere in fila i bookmaker per «Mastercard sì, Mastercard no» produce una tabella inutile. Quasi tutti i grandi concessionari accettano carte di debito e di credito; la differenza la fanno il numero di concessione, la società che lo detiene e ciò che i termini scrivono su ricariche, intestazione, limiti e autoesclusione.

Il primo filtro è quindi la concessione. Ogni riga dell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM corrisponde a un sito .it con un codice a cinque cifre; il codice non dice quali giochi siano coperti, perché la lista non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia — non che vi offra scommesse sportive. Quello lo mostra il palinsesto del sito stesso.
Il secondo filtro è la carta. Nessuna norma pubblica elenca gli strumenti di pagamento ammessi: ogni operatore decide quali accetta, con quale deposito minimo e con quali tetti, e lo scrive nelle proprie condizioni. Un logo Mastercard sulla home page è una dichiarazione commerciale; la pagina dei metodi di pagamento nelle condizioni contrattuali è un impegno.
Il terzo filtro è il conto. Ricariche e prelievi passano su strumenti intestati al titolare del conto di gioco: una carta di un familiare, per quanto sia una Mastercard, non è uno strumento ammesso. È il tipo di dettaglio che si scopre al momento del prelievo, cioè nel momento peggiore.
Panoramica: numero di concessione, concessionario e ciò che i termini dicono
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema della carta |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a., sito proprio BetFlag | Non indica la carta tra i metodi elencati per aprire e alimentare il conto; il bonus di benvenuto sport è accreditato fino a 5.000 €. |
| Admiralbet | Concessione ADM per un sito .it | Ricariche online con carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. |
| bet365 | Concessione ADM per un sito .it | Tra i metodi di pagamento indica carta di debito, PayPal e Apple Pay; il conto si usa dal sito o dall’app. |
| Betsson | Concessione ADM per un sito .it | I giocatori possono impostare con facilità i propri limiti di deposito; assistenza clienti tutti i giorni, 24 ore su 24. |
| Betfair | Concessione n. 16028, per il betting exchange | L’app consente depositi e prelievi delle vincite, oltre al live streaming di calcio, tennis e basket e ai grafici sull’andamento delle quote. |
| Sisal | Concessione ADM per un sito .it | Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino; la schedina giocata in negozio si scansiona per sapere subito se è vincente. |
| Eurobet | Concessione ADM per un sito .it | Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. |
| Lottomatica | Concessione ADM per un sito .it | Il conto di gioco accetta fra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. |
| Goldbet | Concessione ADM per un sito .it | Il conto si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi; l’accesso all’app usa le credenziali del sito. |
| William Hill | Concessione ADM per un sito .it | Il bonus cash di benvenuto è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. |
| StarCasinò | Concessione ADM per un sito .it | Depositi e prelievi descritti come rapidi, sicuri e totalmente gratuiti, con un’ampia gamma di metodi di pagamento. |
| SNAI | Concessione ADM per un sito .it | Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità; assistenza a disposizione 7 giorni su 7. |
| NetWin | Concessione ADM per un sito .it | L’offerta di benvenuto sport è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per chi ha il conto verificato, con deposito minimo di 20 €. |
Quattordici righe, e una sola colonna che parla davvero di Mastercard: quella di Admiralbet, che nomina esplicitamente la carta di credito o debito fra le ricariche online. Le altre dicono cose diverse e non meno utili — chi elenca PayPal e PostePay, chi manda al punto vendita, chi promette prelievi gratuiti — ma nessuna di queste voci è una voce su Mastercard.

Il lettore che arriva cercando «siti di scommesse con mastercard» si trova davanti a questo: l’informazione più cercata è anche quella meno pubblicata in modo uniforme. Non è un caso. Gli operatori con concessione sanno che la carta è il binario più contestato — chargeback, carte scadute, carte di terzi — e preferiscono spostare il discorso sui metodi alternativi, che non hanno questi problemi. Il risultato pratico è che la carta resta quasi sempre accettata, ma quasi mai promossa.
Che cosa separa questi bookmaker da chi sta fuori dall’elenco
Un concessionario ADM lavora su un dominio .it, con un numero di concessione esposto nelle condizioni contrattuali, sotto la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un marchio estero che accetta scommesse dall’Italia lavora con una licenza che in Italia non vale nulla: nessun obbligo di collegarsi al Registro Unico degli Autoesclusi, nessun limite di deposito imposto, nessuna sede legale italiana davanti a cui far valere un reclamo.
La differenza non è di reputazione, è di strumenti. Su un sito con concessione il conto nasce identificato, il prelievo ha una procedura, esiste un registro degli autoesclusi a cui l’operatore deve rispondere e ADM pubblica la lista dei siti legali accanto a quella dei siti inibiti. Su un .com senza concessione nulla di tutto questo è dovuto.
Mastercard: che cosa è davvero la carta che stai per usare
Da una riunione a Buffalo a una rete che muove miliardi
Nel 1966 Karl H. Hinke, vicepresidente esecutivo della Marine Midland Bank, propose ad altre banche di incontrarsi a Buffalo, nello stato di New York, per costruire una rete di carte condivisa. È da lì che risale l’origine di Mastercard. Sei anni di trattative, fusioni e riorganizzazioni dopo, quella che oggi è una delle due reti di pagamento globali è rimasta a lungo una cooperativa di proprietà delle istituzioni finanziarie che la usavano.
La sede è a Purchase, nello stato di New York, e il mestiere principale dell’azienda nel mondo è elaborare pagamenti tra le banche degli esercenti e le banche o le cooperative di credito che emettono le carte degli acquirenti. In parole povere: Mastercard non è la banca che ti ha dato la carta e non è il negozio che la accetta. È il binario in mezzo, e vive di commissioni su quel binario.
2002, 2006: perché la carta sotto il tuo nome appartiene a un’azienda quotata
Nel 2002 MasterCard International si è fusa con Europay International, un’altra grande associazione di emittenti di carte di credito di cui Eurocard era entrata a far parte nel 1992. La fusione ha unito due circuiti che in Europa si erano a lungo fatti concorrenza, e ha semplificato la vita a chi, come un bookmaker, doveva negoziare con un solo interlocutore invece che con due.
Quattro anni dopo è cambiata la natura giuridica dell’azienda. Mastercard, fino ad allora organizzata come cooperativa di proprietà delle istituzioni finanziarie, è diventata una società quotata con un’offerta pubblica iniziale il 25 maggio 2006, vendendo 95,5 milioni di azioni a 39 $ ciascuna. Da quel momento le decisioni sul costo dei pagamenti non si prendono più in una stanza fra banche associate, ma davanti a un mercato che pretende margini.
I numeri dell’azienda dicono la scala del binario. Nel 2025 Mastercard ha dichiarato ricavi per 32,8 miliardi di dollari USA, un utile operativo di 18,9 miliardi e un utile netto di 15 miliardi. L’anno prima, nel 2024, i ricavi erano stati pari a 28.167 milioni di dollari USA, con un utile operativo di 15.582 milioni. La differenza fra i due esercizi è il segno di quanto sia diventato caro, e redditizio, far viaggiare il denaro.
Perché questo conta quando la carta incontra una scommessa
Una rete che vive di commissioni sui pagamenti ha un problema con le scommesse: sono una categoria ad alto tasso di contestazione. Il giocatore che perde contesta, il giocatore che vince a volte non riesce a prelevare, e in mezzo sta chi deve decidere se quella transazione è un acquisto di merce o il movimento di un conto di gioco. Per il bookmaker la conseguenza è semplice: la carta è benvenuta in entrata, molto meno in uscita.
Ecco perché le condizioni dei concessionari italiani, quando parlano di prelievi, tendono a spostare l’attenzione sui metodi alternativi — portafogli elettronici, PostePay, bonifico. Non è una questione di simpatia per PayPal. È che su alcuni binari la tracciabilità dell’intestatario è più facile da verificare, e il rischio di contestazione più basso.
Concessione ADM: che cosa obbliga chi la detiene
La legge del 2026 e i suoi numeri
Il quadro sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’autorità di riferimento è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta, perché il mercato continua a dire «AAMS» anche quando la sigla è cambiata da un pezzo.
Le licenze non sono aperte a chiunque le chieda: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
La durata è fissata dall’art. 6, comma 3: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): chi vince la gara sa oggi quanto pagherà fra otto anni, e questa è una delle poche certezze del settore.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Quest’ultimo punto è quello che sfugge a quasi tutti. La concessione è per sito, non per azienda. Due marchi che sembrano concorrenti possono avere lo stesso titolare, e un marchio che sembra solido può appoggiarsi a una società con un solo sito in elenco.
Che cosa può essere offerto, e dove il palinsesto decide
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore: se poi qualche marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi, non risulta. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. E qui c’è un vincolo che vale la pena ricordare a chiunque cerchi una quota su un evento strano: si può giocare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM li autorizza uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ciascun operatore è un’altra storia, e si legge nel palinsesto stesso.
Gli eventi simulati — le «scommesse su eventi simulati» dell’art. 2, lett. v): sport, cavalli e altro, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — rientrano in una concessione per scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». È una delle poche parti del catalogo che il legislatore ha definito con precisione.
L’ippica, invece, è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria, con la definizione che ne dà l’art. 2, lett. h). Se un marchio accetti totalizzatori di ippica nazionale online, non risulta.
Il live è offerto da tutti i grandi operatori, e le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note da qui. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); l’art. 2, lett. u) lo descrive: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun prelievo, perché l’imposta cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Sulle scommesse relative a eventi che coinvolgono minori esiste una delibera del direttore di ADM che cita il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto da qui. Sugli esports, se il palinsesto li includa, non risulta. E non esiste un tetto legale in euro alle puntate sportive: gli strumenti che contano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Ricariche e conti: dove i nomi contano più delle apparenze
Il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID; Goldbet consente anche CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Esistono poi i «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi lo gestisce. È la rete che tiene in piedi il gioco di prossimità, e insieme il canale più facile da usare male: chi ricarica al tabaccaio in contanti non ha una carta che gli ricorda quanto ha speso quel mese.
Sui binari di pagamento diffusi fra i concessionari ADM le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio (SisalPay, Mooney). L’elenco preciso di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma nomina strumenti approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore è da confermare.
Il conto non intestato a te: il caso che fa perdere i prelievi
Qui la carta smette di essere una questione tecnica. Gli strumenti di ricarica e prelievo devono essere intestati al titolare del conto di gioco. Admiralbet lo scrive esplicitamente fra le condizioni delle proprie ricariche online, che comprendono carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi.
La conseguenza è quella che nessuno legge prima di depositare: se il conto è a nome di una persona e la Mastercard a nome di un’altra — il caso classico del genitore che paga per il figlio, o del convivente che presta la carta — il deposito passa e il prelievo si blocca. Le verifiche sull’intestazione non si fanno in entrata. Si fanno quando serve restituire il denaro, ed è lì che l’operatore ha tutto l’interesse a essere pignolo.
Gioco responsabile: che cosa puoi pretendere, non che cosa ti viene offerto
Dal 1° febbraio 2026 l’autoesclusione cambia forma
Prevenzione, tutela e protezione sono le tre parole del tema, ma in pratica si riducono a una domanda: quando chiedi di smettere, che cosa succede e da quando? Qui la risposta è cambiata di recente, e conviene conoscerla prima di averne bisogno.
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Lo stesso operatore chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 disegna il resto del quadro: autonomi limiti di tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
Il punto che riguarda direttamente chi cerca un bookmaker con Mastercard è il secondo. Il limite di deposito non è un tetto nazionale uguale per tutti: ADM fissa un parametro nella gara, e il concessionario lo applica secondo età e comportamento, sotto protocolli approvati. Il valore di quel parametro non è noto da qui. Quello che il giocatore controlla è il proprio: in registrazione sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, un abbassamento che vale subito e un’attesa di sette giorni per alzarlo. Chi vuole ridurre il proprio limite può farlo in qualsiasi momento e con effetto immediato; chi vuole aumentarlo aspetta una settimana. È una asimmetria voluta, ed è probabilmente la regola più utile dell’intero impianto.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Betsson, dal canto suo, indica la possibilità di impostare con facilità i propri limiti di deposito, con un servizio clienti disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24.
Il RUA e il limite della sua copertura
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online con licenza ADM, oltre alle sale sul territorio. Un’autoesclusione chiesta a un concessionario vale quindi nei confronti di tutti gli altri: non si aggira cambiando sito, ed è la ragione per cui il registro è lo strumento più serio del sistema italiano.
Il limite è nella parola «licenza». I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero resta scoperto, e non lo scopre perché nessuno glielo dice: nessun avviso, nessun blocco, nessuno che risponda a un familiare che chiede informazioni. È il punto in cui la scelta del bookmaker smette di essere una preferenza sulle quote.
Anche il dovere di informazione ha un numero: l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Che cosa fare prima che serva, in concreto
Il momento in cui un limite di deposito si rivela insufficiente è anche il momento in cui è più difficile alzarlo: sette giorni sono una vita, se li passi a cercare come aggirarli. Per questo la scelta del limite va fatta con la testa fredda, in registrazione, quando il conto non ha ancora storia.
Un secondo punto pratico riguarda l’identificazione. Chi apre il conto con SPID o CIE ha un profilo già validato e non rischia la sospensione a 30 giorni, che blocca i prelievi proprio nella fase in cui il giocatore vorrebbe incassare. Chi si registra con documento e modulo deve ricordarsi di completare la procedura entro il termine indicato dall’operatore.
Il terzo punto riguarda la separazione fra il conto di gioco e il conto corrente di casa. Una Mastercard usata per la ricarica è anche la carta con cui si paga la spesa, e la commistione è esattamente ciò che rende difficile accorgersi che il limite settimanale è stato superato. Il limite di ricarica indicato dall’operatore serve a poco se la carta che lo alimenta è la stessa da cui passa tutto il resto.
Carta, ricariche e prelievi: che cosa succede davvero al momento di incassare
I tempi del prelievo: chi li promette e chi li spiega
Con la carta che entra, il conto si carica in pochi secondi. È il momento in cui tutti gli operatori sono d’accordo, ed è anche l’unico momento in cui la carta è protagonista. Nessuno, fra i concessionari dell’elenco, dà tempi in giorni per il prelievo: le condizioni parlano di rapidità, gratuità e sicurezza, non di un numero.
Admiralbet scrive che le ricariche online — carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario — non hanno costi aggiuntivi. StarCasinò descrive depositi e prelievi come rapidi, sicuri e totalmente gratuiti, con un’ampia gamma di metodi. Sono formule rassicuranti, non impegni con una scadenza. La differenza conta al momento del prelievo: una promessa senza numero si verifica soltanto aspettando.
Lo stesso vale per la logistica. Sisal, con l’app, consente di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. È un modello che sposta il prelievo dallo schermo al bancone, con una conseguenza concreta: chi passa dalla ricevitoria prende i soldi in mano, e per alcune persone è il modo più semplice di tenere il conto. SNAI indica che il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità, e un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.
Dall’app al conto: chi fa che cosa
L’app è il canale principale di deposito e prelievo, e i concessionari lo dicono ciascuno a modo proprio. Eurobet consente di consultare le informazioni sul conto di gioco e di effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. Lottomatica accetta fra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, con accesso dall’app tramite username e password. Goldbet permette di ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi, entrando nell’app con le credenziali del sito. bet365 indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o dall’app.
Messi uno accanto all’altro, questi elenchi dicono una cosa che nessuno di essi dice da solo: la carta di debito compare, il portafoglio elettronico compare quasi sempre, la carta di credito compare raramente come voce esplicita. Non è una distinzione da poco. Una carta di debito preleva denaro che c’è; una di credito apre una linea, e le linee di credito su un conto di gioco sono la combinazione peggiore che un giocatore possa costruirsi.
La commissione che sta dentro ogni ricarica
C’è un costo che non compare in nessun elenco di metodi di pagamento e che nessun operatore ha interesse a raccontare: la commissione che la rete di pagamento preleva su ogni transazione. Mastercard, come si è visto, è un’azienda che ha chiuso il 2025 con 18,9 miliardi di dollari USA di utile operativo su 32,8 miliardi di ricavi. Quei margini non nascono dal nulla: nascono da un prelievo su ogni passaggio di denaro lungo il binario, banche emittenti, banche degli esercenti e circuito compresi. Una percentuale piccola, applicata a un volume enorme.
Sul conto del singolo giocatore quella commissione non appare, ed è proprio questo il punto. La paga il concessionario, o la paga la banca, e il deposito resta tondo. Ma è una delle ragioni per cui, quando si parla di prelievi, gli operatori sono così attratti dai portafogli elettronici e dai canali interni: costano meno, contestano meno e non passano da chi tiene i conti di una rete di carte.
Prelievo, intestazione e verifica: la sequenza che blocca tutto
Il prelievo non è il deposito al contrario. Il deposito è una macchina che deve dire sì; il prelievo è una procedura che deve controllare. Ed è nella sequenza dei controlli che si perdono più soldi di quanti se ne perdano sulle quote.
Primo controllo: il conto è verificato. NetWin scrive che la propria offerta di benvenuto è riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, e BetFlag rimanda a SPID e CIE. Secondo controllo: lo strumento è intestato al titolare, come scrive Admiralbet. Terzo controllo: il conto non è sospeso per identificazione incompleta, il caso dei 30 giorni. Quarto controllo: l’operatore considera chiusa l’eventuale promozione ancora in corso, perché finché un requisito di puntata non è soddisfatto il saldo non è libero.
Chi arriva al primo prelievo dopo aver saltato uno di questi quattro passaggi non perde i soldi: li guadagna in ritardo, con una telefonata all’assistenza di mezzo. SNAI mette a disposizione un’assistenza 7 giorni su 7, Betsson un servizio clienti tutti i giorni, 24 ore su 24. Serve a questo.
Gli operatori, uno per uno
BetFlag: identificazione forte e un tetto di bonus alto
BetFlag opera sul proprio sito con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. L’apertura del conto passa da procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
L’offerta di benvenuto sport è un bonus del 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. È una delle poche cifre di questa pagina che fa alzare le sopracciglia. Un bonus del 100 % fino a 50 € è uno sconto; un bonus fino a 5.000 € è un tetto che parla di un giocatore diverso, e va guardato insieme ai requisiti che l’operatore applica per liberarlo, che stanno nelle sue promozioni.
Il vantaggio pratico di BetFlag non sta nelle cifre ma nell’ingresso: chi ha SPID o CIE ha un conto validato in partenza, e non rischia la sospensione a 30 giorni che blocca i prelievi. Su 5.000 € di bonus la differenza fra un conto pronto e un conto da validare vale più di qualche punto di quota.
Admiralbet: ricariche senza costi e strumenti di autoesclusione già scritti
Admiralbet è l’unico operatore di questa lista che nomina esplicitamente la carta di credito o debito fra le ricariche online: carta, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente.
Il pacchetto di gioco responsabile è il più dettagliato che le condizioni di un operatore italiano mettano per iscritto. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Chi cerca un bookmaker che accetti la carta per la ricarica trova qui la voce più esplicita. Il rovescio è che le stesse condizioni che nominano la carta nominano anche l’intestazione: nessun prestito di carta, nessun deposito per conto di altri.
bet365: l’app come sportello e un elenco di metodi corto
bet365 lavora su un sito .it con concessione ADM e indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, con il conto utilizzabile dal sito o dall’app. Un elenco corto, senza carta di credito fra le voci.
Sul gioco responsabile l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico di questa lista, insieme a pochi altri, a mettere il numero verde sotto gli occhi di chi legge: un dettaglio piccolo, che però dice come l’operatore intende il tema.
Sul palinsesto bet365 è anche il primo partner della Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026, secondo la stampa di settore. Per chi cerca eventi poco battuti, un operatore che entra presto su una competizione appena ammessa significa mercati che altri aprono dopo.
Betsson: pochi fronzoli e i limiti di deposito in primo piano
Betsson opera con concessione ADM e mette in evidenza la possibilità per i giocatori di impostare con facilità i propri limiti di deposito, con un servizio clienti disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24.
È un profilo essenziale. Non un elenco di metodi di pagamento, non una promessa sui tempi dei prelievi: due cose che l’operatore ritiene di dover dire, e sono entrambe strumenti. Chi apre un conto sapendo già che la cosa più difficile sarà tenere il deposito sotto controllo trova questa impostazione più utile di una lista di loghi.
La serietà dell’approccio si misura in quello che non c’è: nessuna promessa di rapidità, nessun aggettivo sul deposito. Sembra poco, ed è esattamente il contrario di quello che fanno gli altri.
Betfair: exchange, streaming e un minimo di puntata che vale la pena leggere
Betfair è descritto come il primo operatore ad aver portato il betting exchange in Italia, con la concessione n. 16028. L’exchange è un gioco separato per legge: l’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 lo ammette, e l’art. 2, lett. u) lo definisce come la formula in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo.
La documentazione dell’operatore risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun prelievo, perché l’imposta cade sul concessionario. L’app Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di calcio, tennis e basket e grafici per seguire in tempo reale l’andamento delle quote.
Chi cerca una Mastercard per un exchange deve sapere due cose. La prima è che un minimo di puntata in centesimi, con passi fissi, taglia fuori chi gioca importi minuscoli. La seconda è che sull’exchange non si scommette contro un bookmaker ma contro altri giocatori: il margine del concessionario, qui, si chiama commissione, ed è un’altra cosa dalla quota.
Sisal: ricarica al bancone e schedina scansionabile
Sisal opera con concessione ADM. La sua app consente di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
Il modello è di prossimità, ed è una risposta concreta al problema di chi non vuole tenere la carta agganciata a un conto di gioco. Il prelievo avviene al bancone, in contanti. Per una parte dei giocatori è una comodità; per un’altra è il modo di perdere la tracciabilità di quanto si è speso.
Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Un requisito semplice, sull’uso, che vale la pena leggere prima di contare su quella somma per una multipla costruita in anticipo.
Eurobet: il conto di gioco in tasca
Eurobet gestisce il proprio sito .it con concessione ADM. La società che detiene la concessione, Eurobet Italia S.r.l., ne controlla più di una: gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. È una comodità reale, e insieme il punto su cui vale la pena essere chiari: un conto gestito interamente da smartphone, con la carta già collegata, è comodo quando si preleva e pericoloso quando si deposita senza pensarci.
Il fatto che lo stesso titolare gestisca tre siti diversi è la parte più interessante della scheda. Per il giocatore cambia poco, in teoria; in pratica significa che un’autoesclusione chiesta su un marchio del gruppo non gli apre una porta di servizio su un altro, perché il RUA vale su tutte le piattaforme con licenza ADM.
Lottomatica: PostePay e PayPal fra i metodi, accesso classico
Lottomatica opera con concessione ADM. Il conto di gioco accetta fra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.
La coppia PostePay e PayPal è quella che ricorre in mezza lista, e non è un caso: sono i due strumenti che in Italia fanno quello che la carta fa altrove, spesso con meno attrito e con una prepagata che non pesca dal conto corrente principale. Per chi vuole separare il budget di gioco dal resto, la prepagata è la scelta più semplice da spiegare anche a se stessi.
L’accesso con username e password, senza scorciatoie biometriche, è il dettaglio più noioso della scheda ed è anche quello che impedisce a chi prende in mano il tuo telefono di aprire l’app e depositare.
Goldbet: ricariche flessibili e identificazione con CIE
Goldbet lavora sul proprio sito .it con concessione ADM. Il conto di gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali del sito.
Sull’identificazione, Goldbet consente anche l’uso della CIE tramite un provider SPID. È un dettaglio che vale più di quanto sembri: chi ha la carta d’identità elettronica ma non ha mai attivato le credenziali SPID può comunque completare la procedura in modo forte, ed evitare la corsa contro i 30 giorni.
Un operatore con un ventaglio di ricariche ampio e un canale di identificazione in più è, nella pratica, un bookmaker che riduce le occasioni di sospensione del conto. La sospensione è il modo più silenzioso di bloccare un prelievo.
William Hill: il bonus diviso in tranche e la quota minima che lo governa
William Hill opera con concessione ADM. Il suo Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni. Il bonus è erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Qui c’è la lezione più utile di tutta la pagina. Il «100 % fino a 50 €» si legge in un secondo e si incassa in tranche da dieci euro legate a multiple da cinque selezioni con quota minima 5.00: un profilo di giocata che chi punta singole non produce mai. Chi usa la carta per il deposito minimo di 20 € deve sapere che quei 20 € aprono una promozione costruita intorno a un modo di giocare, non a un buono spesa.
La carta compare anche nel requisito: il deposito minimo di 20 € va fatto con carta o PayPal entro 7 giorni, quindi la finestra per attivare la promozione è breve. Chi aspetta il bonifico può trovarsi fuori tempo massimo.
StarCasinò: prelievi promessi gratuiti e una carta di debito non nominata
StarCasinò opera con concessione ADM su un sito .it, con un profilo in cui il casinò è la parte principale e le scommesse sportive una sezione accanto. Depositi e prelievi sono descritti come rapidi, sicuri e totalmente gratuiti, con un’ampia gamma di metodi di pagamento.
«Totalmente gratuiti» è l’aggettivo da prendere alla lettera. Nessun costo applicato dall’operatore sul movimento, il che non dice nulla sui tempi né sul fatto che il binario, per conto suo, prenda qualcosa. È la formula con cui mezza lista chiude la questione pagamenti senza rispondere alla domanda che il giocatore ha in testa: quando arrivano.
Chi cerca specificamente una Mastercard da usare per scommesse sportive troverà qui un ventaglio ampio ma non una voce dedicata. Se il casinò non è ciò che interessa, questo profilo va valutato sul palinsesto sportivo, non sulle promesse sui pagamenti.
SNAI: il conto in app e l’assistenza tutti i giorni
SNAI opera con concessione ADM. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’operatore indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.
Una ricarica «con più modalità» è una formula volutamente larga, che lascia all’utente il compito di verificare nel proprio profilo quali strumenti siano attivi per lui. La differenza rispetto a un elenco chiuso non è di sostanza, è di trasparenza: un elenco si legge prima, una formula larga si scopre dopo.
L’assistenza sette giorni su sette è il vero contenuto della scheda. Nelle procedure di prelievo bloccate è l’unica cosa che conta, e vale più di qualunque promessa sui tempi.
NetWin: bonus reale, conto verificato e nessun prestito di carta
NetWin opera con concessione ADM su un sito .it. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € da effettuare al primo versamento.
Due elementi meritano attenzione. Il primo è che il bonus è descritto come reale, cioè accreditato in denaro e non come giocata gratuita. Il secondo è il conto verificato come condizione di accesso: la promozione non parte se l’identificazione non è conclusa, e questo mette la procedura di apertura prima della promozione, non dopo.
Per il lettore che arriva qui pensando alla carta, la conseguenza è netta: qualunque metodo di pagamento usi, se il conto non è verificato l’offerta non esiste. È il tipo di requisito che elimina in partenza il caso della carta prestata.
Come si leggono i numeri di queste schede
Le cifre che ricorrono in questa lista — bonus fino a 50 €, depositi minimi da 20 €, tetti fino a 5.000 € — vivono tutte nella stessa cornice fiscale, che conviene avere in mente prima di confrontarle.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state a lungo al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Quelle percentuali non le paga il giocatore, e non entrano nella sua quota: le paga il concessionario. Ma stanno dentro il prezzo che il concessionario costruisce, ed è per questo che il margine di un mercato italiano non è mai solo la somma delle probabilità implicite.
Vincite e tasse: chi paga, e quando arriva il conto
Quello che il giocatore non dichiara
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario. La stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Il senso pratico della regola è questo. Su un bookmaker con concessione, la vincita arriva già al netto dell’imposta, e il giocatore non deve fare niente. Non c’è rigo da compilare, non c’è aliquota da applicare, non c’è differenza fra una vincita da 100 € e una da 10.000 € nella gestione fiscale.
Quello che invece si dichiara, se il sito è estero
Per le vincite ottenute su siti privi di concessione italiana la posizione è diversa, e la fonte è la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate: le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito, senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e c’è una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota da qui, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
A questo si aggiunge il resto. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che riferisce l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror riappaiono in poche ore. La parola, nel settore, è «oscurati».
La cosa che riguarda direttamente il giocatore sta nella Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore come ADM stesso la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un singolo giocatore non risultano da qui.
Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Il confronto onesto, allora, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come lo enuncia ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: la zona franca è priva di tutele, e non serve nominare un marchio per dirlo.
La pubblicità dei bonus: vietata, e non è una formalità
C’è una ragione per cui su una pagina come questa non trovi un invito a iscriverti, e non è una scelta di stile. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018) è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di licenza può attirare misure di AGCOM sui mezzi che lo fanno.
Sul fronte applicativo, la stampa di settore riferisce che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus, la distinzione che conta è questa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto legale ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore — ed è lì che vanno letti, uno per uno, perché è lì che il «100 %» si trasforma in tranche da 10 € e in multiple da cinque selezioni.
Domande frequenti
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste una lista ufficiale degli strumenti ammessi. Le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio tramite SisalPay o Mooney; l’elenco preciso sta nelle condizioni di ciascun operatore. Le ricariche al punto vendita, regolate dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024, valgono fino a 100 € a settimana in contanti.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione, con abbassamento immediato e sette giorni di attesa per un aumento. Admiralbet chiede in registrazione limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 affida al concessionario altri limiti di deposito, fissati secondo età e comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga corrisponde a un sito .it con un codice a cinque cifre. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza di un nome dimostra che il sito è autorizzato al gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. Gli operatori indicano numero di concessione e società nelle proprie condizioni.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Aprire un conto di gioco richiede un’identificazione completa: modulo con copia di un documento oppure SPID, e in alcuni casi la CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Gli strumenti di deposito e prelievo devono essere intestati al titolare del conto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario, secondo la stampa di settore, che descrive il meccanismo come «tassate alla fonte». Sui siti senza concessione le vincite sono considerate «redditi diversi» dalla risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate; conviene consultare un commercialista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è pari alla puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € giocati a 1,85 restituiscono 18,50 €. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno: sugli stessi 10 € sono 8,50 €. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un’unica quota complessiva, e il margine del bookmaker è già dentro ogni prezzo.
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